Attenzione alle banche private di cordone ombelicale!

ott 26
Scritto da Annamaria avatar

Sono rimasta esterrefatta da questo articolo pubblicato da Il Corriere della Sera sulla conservazione delle staminali, essendoci molta confusione a riguardo:

Mamme private dal cordone ombelicale: ingannate dalla pubblicità
L’antitrust contesta a sei società estere «messaggi erronei» riguardo la conservazione «autologa»

Mamme ingannate dalla pubblicità di alcune banche private di cordone ombelicale. Lo afferma l’Antitrust che ha contestato a sei società la pubblicità di pieghevoli e siti internet. Il ricorso alla conservazione cosiddetta autologa (per uso personale, dunque non donate alla comunità per scopo solidalistico) di cellule staminali viene presentato come una panacea. I messaggi erronei dovranno essere modificati secondo gli impegni presi dalle stesse società e elencati nei sei provvedimenti firmati dal presidente dell’agenzia garante della concorrenza, Antonio Catricalà. Martedì la pubblicazione.Tra i messaggi «potenzialmente ingannevoli»la mancanza di chiarezza sui tempi di conservazione delle cellule cordonali congelate per uso privato. In generale vengono indicati 20-25 anni di vitalità cellulare anziché i 15-16 che risultano dalla letteratura scientifica. Le società che offrono questi servizi dovranno inoltre chiarire nei siti quali sono i limiti dell’impiego terapeutico, informare che il ministero della Salute deve autorizzare il rientro dei campioni conservati nelle banche straniere. In generale nei siti e nelle brochure si leggono messaggi trionfalistici. Alcuni esempi: «Proteggi la salute di tuo figlio, siamo la prima società di ricerca e crioconservazione nata in Italia». Oppure «Regala un’assicurazione biologica a tuo figlio, siamo leader in Europa». O ancora: «Un gesto prezioso per la futura Salute del tuo bambino». Insomma un modo forse illusorio di “spingere” i genitori verso una scelta impegnativa dal punto di vista economico (diverse migliaia di euro) e non sempre sicura per quanto riguarda la qualità del servizio offerto. La conservazione autologa del cordone ombelicale in una banca italiana è vietata per legge, tranne che in casi eccezionali. Ecco allora che chi sceglie la strada della conservazione autologa si affida a società straniere con sede o rappresentative in Italia. Basta chiedere una formale autorizzazione alla Asl. Sono 27 le attività commerciali specializzate nell’export verso banche con sede a Londra, in Belgio o Svizzera. Si stima che decine di migliaia di nostri cittadini abbiano deciso di mettere da parte le staminali prelevate al neonato alla nascita nell’eventualità che un domani possano servire per il trapianto di midollo e la cura di malattie del sangue (leucemie di varia natura). Non è dimostrato che funzionino per patologie diverse da quelle che possono essere trattate col trapianto tradizionale di midollo. Ma nulla vieta di ricorrere liberamente alla conservazione del proprio cordone, come hanno fatto tante coppie famose a cominciare dai reali di Spagna. I provvedimenti del Garante riguardano le società Smart Bank, Cryosave Italia, Futura Stem Cells, Future Health, Sorgente e Crylogit Regener. Tra l’altro si rileva che «nessuna procedura è stata ancora definita per il rientro in Italia dei campioni di cellule staminali cordonali dalle banche estere». Molto interessante il paragrafo che riguarda la casistica: «Negli ultimi 10 anni secondo il Centro nazionale trapianti, su 200 mila trapianti di cellule staminali del sangue realizzati tra 2000 e 2008 in ambito comunitario quelli autologhi, con identità tra donatore e ricevente, sono stati 130 mila e mai è stato impiegato il cordone ombelicale ma solo staminali di midollo dello stesso paziente». Nessun trapianto dunque con cellule di cordone conservato all’estero. Oltretutto, aggiunge il Garante, «la probabilità di utilizzare il cordone conservato all’estero è piuttosto remota oscillando tra il valore di 0,005% e 0,004%».

Dire si alla conservazione delle cellule staminali?
Io avrei voluto farlo, ma il tormentone degli opuscoletti nel 2006, quando è venuta al mondo la mia piccola, era assolutamente minore e, per mancanza di informazione, non è accaduto. Mi sono quasi sentita in colpa dopo, perché pensare di poter assicurare al proprio piccolo un futuro perfetto o, comunque, migliore, è al primo posto. Ora, però, leggendo, penso che sia importante, prima di fare qualsiasi scelta, essere istruiti su ciò che è vero e ciò che, invece, si promette senza alcun fondamento. Mi raccomando, GoMamme!, occhio!

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Un commento per “Attenzione alle banche private di cordone ombelicale!”

  1. LA VERITA’: L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha condotto una verifica sui contenuti della comunicazione da parte delle principali società private che offrono alle famiglie italiane il servizio di conservazione del cordone ombelicale. La procedura si è conclusa nel settembre 2011. Andando a leggere il verbale si evince che, ad esempio per Sorgente Srl, una delle società oggetto dell’indagine, la procedura si è conclusa con una richiesta di “parziale modifica e di integrazione di alcuni messaggi”, senza tuttavia l’accertamento di alcuna grave infrazione ai sensi del Codice del Consumo. Tutto ciò lascia intendere una sostanziale bontà delle informazioni fornite dalla società. L’AGCM ha anche ritenuto che gli impegni di integrazione o modifica dei messaggi proposti da Sorgente sono sufficienti per offrire ai consumatori una panoramica informativa sul servizio completa e prudente. Una parziale richiesta di adeguamento e modifica di alcuni messaggi non corrisponde a una falsità a danno dei clienti, soprattutto in un settore molto recente e fino ad oggi totalmente privo di regolamentazione, anche sugli aspetti di comunicazione.

    CONCLUSIONE: C’è da chiedersi perché anziché apprezzare che in seguito a tale verifica, il settore offre oramai alle famiglie in attesa di un bimbo un quadro informativo trasparente, questa verifica di routine viene strumentalizzata per insinuare il dubbio alle future mamme sull’utilità del servizio di raccolta e conservazione privata del cordone? Perché vengono spesso pubblicati articoli dai toni allarmistici e sensazionalistici? Perché nella stragrande maggioranza dei paesi sviluppati (Stati Uniti, Inghilterra, Germania, Spagna) si è optato per un sistema dualistico di convivenza pubblico e privato che lascia alle famiglie la libertà di scelta mentre in Italia il dibattito è così accesso?

    LO SAPEVATE CHE: in Italia esistono ben 18 Banche pubbliche ossia il 10% delle banche pubbliche a livello mondiale!! Di queste ben 3 nella sola regione Lazio! La Donazione non è gratuita, il sistema di banche pubbliche è in perdita di 110 milioni di euro, i cittadini pagano con le proprie tasse questo sistema! Delle 18 banche pubbliche però solo 2 sono certificate a livello internazionale e l’intero sistema conserva solo 1 campione su 5 di quelli donati, con grande inefficienza e arrecando un danno delle mamme donatrici. A chi giova realmente tenere in piedi un sistema di banche così complesso e articolato che, ancora una volta, non ha precedenti?

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