Estate, tempo di ansie
Io dovrei ben saperlo, d’estate è più facile che i bimbi si facciano male. A me è successo praticamente tutte le estati dell’infanzia… e pure dell’adolescenza…!
Traumi, fratture, scottature solari e colpi di sole, congestioni, infezioni alimentari sono dietro l’angolo. Ora, non voglio certo allarmarvi, ma oltre il 70% dei guai di tipo fisico e di salute accadono proprio in questi mesi in cui i bambini con meno di 12 anni trascorrono almeno quattro ore e mezzo all’aria aperta.
Giuseppe Mele, pediatra e coordinatore del simposio ‘Cross-border care for children in Europe’, ha voluto regalare alcuni consigli a mamma e papà perché le cose vadano decisamente meglio: “Va benissimo che i genitori invoglino i ragazzi a giocare una partita a calcio o a tennis, giusto per fare due esempi, e va altrettanto bene che i bambini inizino d’estate ad appassionarsi ad una attività sportiva magari con un corso. Ma è bene non esagerare. Ogni attività va proporzionata al tempo e alla ‘fisicità’ del bambino”. (continua…)
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Il ciuccio: usarlo solo fino a una certa età
Lo vogliono, li calma, perché non darglielo? Il ciuccio può essere usato tranquillamente dalle mamme, se i proprio bebè non riescono a farne a meno. Ma con moderazione. Per far sì che non rovini la dentatura e non influisca negativamente sullo sviluppo del linguaggio, sarebbe meglio che i bimbi ci rinunciassero prima di aver compiuto 2 anni. A 3 è obbligatorio l’addio, quando inizia la scuola materna.
Come eliminarlo senza traumi per i piccoli? I pedagoghi consigliano di cominciare a farlo gradualmente, magari parlando con il bimbo e dicendogli che ormai è grande, che i suoi coetanei non lo usano, etc.. (continua…)
Allattare al seno fino al 6° mese: poche ce la fanno
Nonostante l’Organizzazione mondiale della Sanità raccomandi di allattare al seno il bebè, senza integrare con latte artificiale, per i primi sei mesi, in poche ce la fanno.
Secondo i dati del 5° Rapporto di aggiornamento della Convenzione sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia del 2012 il 90% delle madri inizia sì ad allattare in ospedale, al momento delle dimissioni, però, la percentuale è ben al di sotto e in alcune realtà del nostro paese non supera il 30%.
La media italiana si aggira solamente intorno al 5%, una stima approssimativa ma davvero allarmante. (continua…)
Pancione: le 10 regole per prevenire malformazioni del bebè
Ho letto i dati e sono rimasta stupita. Il 41 % delle neomamme in Italia ha più di 35 anni, questo era noto. Ma è il resto che lascia perplesse: il 58 % non ha mai effettuato esami preliminari, il 28 % assumeva acido folico prima della gravidanza. Però ben sei donne su dieci, ossia il 65%, hanno programmato la maternità.
Questi numeri sono usciti fuori da uno studio coordinato da Icbd (Alessandra Lisi International Centre on Birth Defects and Prematurity), realizzato in sette ospedali del Paese. Dalla ricerca, che ha riguardato i fattori di rischio preconcezionali in 2.212 donne, è emerso anche che tra le neomamme il 27% era fumatrice prima di rimanere incinta , il 19% in sovrappeso e il 26% assumeva farmaci nel primo trimestre di gravidanza.
Come spiega Panorama, la ricerca è stata presentata in occasione del mese della prevenzione dei difetti congeniti e della prematurità, proclamato ad aprile. (continua…)
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Passeggino con ingombro ridotto grazie a Crystal
Quando si deve scegliere un passeggino o una carrozzina, si cerca sempre quella più maneggevole, leggera e pratica. In città si corre sempre, piene di buste, pacchi e pacchetti, figuriamoci quando si ha al seguito pure il bebè. A venire incontro alle esigenze delle mamme e dei papà arriva Crystal, il nuovo sistema combinato Brevi a misura di città. E’ sicuramente tra i più funzionali con un ingombro ridotto fino al 30% e solo 6,4 kg di peso. In più il passeggino si trasporta come un trolley. Ideale pure per chi si muove sui mezzi pubblici. (continua…)
Un test sicuro e niente amniocentesi
Ne abbiamo già parlato. Ora arrivano i risultati che ne fanno un’alternativa benedetta all’amniocentesi e alla villocentesi, che comportano rischi d’aborto (1 caso ogni 150-200 circa).
E’ il nuovo test di laboratorio per la diagnosi prenatale. Si effettua con un prelievo del sangue della futura madre, e si basa sull’analisi del Dna del feto che circola nell’organismo materno.
Il test riesce a rivelare alcune tra le anomalie cromosomiche più frequenti, mostrando un’attendibilità superiore al 99% per la trisomia 21 (Sindrome di Down) e del 98% e 80% per le trisomie 18 e 13 (Sindrome di Edwards e Sindrome di Patau). (continua…)
Se è maschio, ti accorci la vita
Spero non sia vero, anche se c’è una ricerca finlandese a certificare la notizia: mettere al mondo un figlio maschio accorcia la vita e aumenta del 7% il rischio di morte.
Lo studio è stato condotto da Samuli Helle dell’Università di Turku in Finlandia e pubblicato sulla rivista Biology Letters.
Già alcuni anni fa Helle aveva pubblicato su Scienze altri risultati di una ricerca in cui con calcoli precisi si affermava che per ogni figlio maschio una donna perde in media 34 settimane di vita. In questo nuovo studio l’esperta è andata a controllare i registri parrocchiali delle comunità finlandesi dal XVII al XX secolo. Facendo i calcoli ha stimato che se una donna fa l’ultimo figlio a 37 anni, la sua aspettativa di vita sarà legata al sesso del bebè. Se avrà una femmina le “sarà concessò di vivere in media altri 33,1 anni; 32,7 se avrà tre maschi, 32,4 se ne ha avuti sei”. (continua…)
Influenza: picco previsto per metà febbraio
Sono moltissimi i piccoli a letto con l’influenza. Per chi è rimasto ancora immune, il pericolo non è passato. Si prevede che il picco arriverà tra un paio di settimane.
“No agli antibiotici e agli antivirali. A meno che nel bambino non sopraggiunga un’altra infezione batterica o si debba fronteggiare una malattia cronica. Mai senza prescrizione medica”, fa sapere la Società Italiana di Infettivologia Pediatrica.
L’impennata dei casi c’è stata tra i bambini che hanno meno di cinque anni. Come si legge nel registro dell’Istituto superiore di sanità Influnet, nella fascia di età tra 0-4 anni l’incidenza è stata pari a 18,73 piccoli pazienti per mille e nella fascia tra 5 e 14 si è sfiorato il 13. (continua…)


Scritto da Annamaria e postato in 




