Articoli taggati come ‘pancione e parto’

VBAC

Lug 29
Scritto da Annamaria avatar

VBAC è l’acronimo inglese per Parto Vaginale dopo Cesareo (Vaginal Birth After Cesarean), cioè partorire naturalmente dopo cesareo. E si può.

L’acronimo VBAC è stato coniato negli Stati Uniti negli anni ’70, è importante sottolineare che il VBAC può avvenire anche dopo 2 o più cesarei, in questo caso si usa il termine VBAC2C, ossia parto vaginale dopo due cesarei.

Le linee guida sul taglio cesareo dell’Istituto Superiore di Sanità Italiano affermano che le prove scientifiche disponibili, evidenziano che sottoporre la donna a tagli cesarei ripetuti aumenta la morbosità (cioè la possibilità di complicazioni) e mortalità materne e perinatali. Raccomanda anche di offrire a tutte le donne che hanno già partorito con cesareo la possibilità di travagliare e partorire per via vaginale. (altro…)

Attività fisica per depressione post parto

Lug 26
Scritto da Annamaria avatar

L’attività fisica per ridurre i rischi di depressione post parto? Sembrerebbe di sì. Una ricerca realizzata in Spagna e pubblicata su Birth sottolinea, infatti, come l’attività fisica possa dare una mano anche a chi è già colpito da depressione post parto. “L’attività fisica potrebbe rappresentare uno degli strumenti, non l’unico ovviamente, cui ricorrere per il trattamento di questa condizione clinica, avendo probabilmente un effetto maggiore se svolta nei nove mesi di attesa”, dice il dottor Paolo Amami, neuropsicologo e psicoterapeuta di Humanitas.

Per la depressione post parto quindi ottima l’attività fisica. Secondo il ministero della Salute il rischio maggiore di insorgenza è tra le sesta e la dodicesima settimana dalla nascita del bambino. (altro…)

Ragadi al seno

Lug 04
Scritto da Annamaria avatar

Durante l’allattamento possono comparire le ragadi al seno, sono abrasioni o taglietti molto dolorosi che si formano sul capezzolo. La causa delle ragadi al seno solitamente è perché il bebè si attacca in maniera scorretta.

Innanzitutto per evitare le ragadi al seno bisogna insegnare alle neomamme qual è la posizione corretta in cui va messo il bambino così che l’allattamento sia ok. Il bambino deve afferrare almeno una parte dell’areola oltre che il capezzolo e non solo quest’ultimo. Bisogna fare attenzione anche a staccare il piccolo, infilando il dito mignolo tra le labbra del neonato. (altro…)

Bambino podalico: cosa fare

Giu 22
Scritto da Annamaria avatar

Potrebbe capitare che nell’ultimo trimestre di gestazione il bambino è podalico: cosa fare?

Se il bambino è podalico, ossia non ha assunto la cosiddetta posizione anteriore con la testa rivolta verso il basso vicino al canale del parto e il viso girato verso la schiena della mamma si deve sapere cosa fare. Può accadere, comunque, che il bebè cambi posizione durante il travaglio. Sappiate anche che in fase espulsiva, il ginecolgo o l’ostetrica possono intervenire perché si volti. Con me, sono testimone diretta di ciò, è accaduto. (altro…)

Parto segreto

Giu 02
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La notizia della mamma che dopo aver partorito ha lanciato dal balcone il neonato a Settimo Torinese ha sconvolto tutti noi. Ancora si continua a indagare, la 34enne che con il compagno ha compiuto questo terribile gesto dichiara di non essersi “mai accorta di essere incinta”. Depressione? Follia? Sicuramente un qualcosa di inspiegabile nella sua crudeltà. Per questo voglio parlare del parto segreto.

Le donne incinte se non vogliono o non possono tenere il bebè, devono sapere che esiste il ‘parto segreto‘. Possono partorire in anonimato e poi dare in adozione il piccolo. (altro…)

Lotus Birth: sconsigliato

Mag 25
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La Lotus birth è sconsigliato. Partorire senza tagliare subito il cordone ombelicale è una modalità di parto da evitare.

Le richieste del Lotus birth sono aumentate ultimamente, ma è sconsigliato. E’ chiamato così dal nome dell’infermiera californiana che lo ha richiesto per la prima volta nel 1974: è caratterizzato dalla mancata recisione del cordone ombelicale con la conseguenza che la placenta e gli annessi fetali rimangono attaccati al neonato anche dopo il secondamento, cioè l’ultima fase del parto in cui viene espulsa la placenta. (altro…)

Parto in casa sicuro non per tutte

Mag 18
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Il parto in casa è sicuro per molte donne, ma non per tutte. Ma molto di moda in questi ultimi tempi, è anche in qualche modo ritenuto romantico da alcune mamme e papà, che vogliono vedere nascere il figlio nel loro letto, tra le mura domestiche. Va però sottolineato che il parto in casa non è sicuro per tutte, ancora una volta. Non va quindi scelto con leggerezza. (altro…)

Vero volto depressione post partum

Mag 11
Scritto da Annamaria avatar

In una foto è racchiuso il vero volto della depressione post partum. “Dimostriamo agli altri che non si deve per forza soffrire in silenzio”. Con questo messaggio di Kathy DiVincenzo, madre di due bambini, dice quel che pensa in un post subito diventato virale.

Condivide due foto a confronto: da una parte c’è lei mamma felice che gioca con i suoi bambini, dall’altra no. Parlare del vero volto della depressione post partum è necessario per non sentirsi soli.

“E’ possibile che vi sentiate piuttosto in disagio ora (fidatevi, anch’io mi sento così). Sto per sfidarvi ad andare oltre quell’imbarazzo che la società ha posto intorno alla depressione post-partum e ad ascoltarmi”, fa sapere la donna.

Poi, volendo far capire quale sia il vero volto della depressione post partum, continua: “La verità è che entrambe le foto rappresentano la mia vita, a seconda del giorno. Ma mi sarei sentita molto più a mio agio a condividere solo una di queste realtà, ed è questo il punto. L’unica cosa più stancante dell’avere questi problemi è far finta, nella quotidianità, di non averli. Lavoro il doppio e più duramente per nascondere questa realtà da voi perché ho paura che mi facciate sentire in disagio. Ho paura che pensiate che io sia debole, pazza, una madre terribile e altre milioni di cose che mi suggerisce la mia mente e so di non essere l’unica ad avere questi pensieri”.

“Abbiamo bisogno di smetterla di pensare che quello successivo al parto sia un periodo euforico – continua – perché per una persona su sette non lo è. Abbiamo bisogno di chiedere ai nuovi genitori come se la passano, ma in una maniera più profonda del normale. ‘Come te la passi?’, di solito la risposta è: ‘Tutto alla grande!’. Abbiamo bisogno di imparare i segnali, i sintomi, i fattori di rischi e di supportare dei piani d’aiuto psicologico per la depressione post-partum.

“Dobbiamo dimostrare agli altri che non si deve soffrire in silenzio”, scrive Kathy. E aggiunge: “Nel caso in cui nessuno te l’abbia detto, stai facendo un’ottimo lavoro. Sei amato e sei meritevole. Non sei solo. So quanto sia difficile chiedere aiuto, ma ti giuro che ne vale la pena. Tu vali la pena”.