Parto indotto: io l’ho fatto
Vi posso parlare solo dei pro. Il mio è stato un parto naturale indotto. La mia bebè era già bella grossa, il periodo di gestazione scadeva tra Natale e Capodanno, per evitare imprevisti, con il mio consenso, la ginecologa ha deciso così: Benedetta sarebbe nata il 18 dicembre, alla 38a settimana.
L’induzione del travaglio è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “il processo con cui si stimola artificialmente l’utero in modo che la donna entri in travaglio”, sia con metodi meccanici che farmacologici. (continua…)
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Ogni anno 15 mln di prematuri
Tanti, forse troppi, i bimbi che nascono prematuri ogni anno. Secondo le ultime stime, sono circa 15 milioni in tutto il mondo.
In Italia sono 45 mila i bebè che vengono alla luce prima della 37a settimana di gestazione, il 7% di tutte le cicogne. Tra questi, cinquemila pesano appena aprono gli occhi meno di 1,5 chilogrammi. (continua…)
La depressione post-partum aumenta per la crisi
La paura delle ritrettezze economiche, della crisi che incombe nel nostro Paese, del non saper come tirare avanti in famiglia aumenta il rischio di depressione post partum che colpisce le donne, sia quelle in dolce attesa, sia quelle che hanno partorito. Gli ultimi dati rivelano che a esserne colpita è una donna su quattro, in totale tra le 55 mila e le 80 mila ogni anno. Sono molte, però, le mamme che rimangono in silenzio, non confessando un doloroso e preoccupante malessere.
Secondo uno studio di Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, i maggiori fattori di rischio sono per chi ha avuto problemi di ansia prima o chi, invece, ha avuto complicazioni incinta. (continua…)
Se ti esponi al WI-Fi incinta, tuo figlio sarà obeso
Sono stata in un villaggio vacanze internazionale in Messico. Circondata da tantissimi americani e messicani stessi, mi sono resa conto perché l’obesità sia un grande problema a livello mondiale. Non parlo, chiaramente, di qualche chilo in più, parlo di tantissima ciccia che fa male, alla salute e alla mobilità di chiunque la porti addosso, grandi e, purtroppo, anche piccini. Sono tornata in Italia preoccupata. Per fortuna mia figlia al momento è snella e tonica. Le faccio fare sport, nuoto e, da settembre, danza classica (lo ha chiesto lei). Ma, leggendo oggi questa notizia, sono rimasta stupita. Pare che la probabilità di avere un pargolo obeso aumenti se, quando si è incinta, ci si espone alle onde che provengono da apparecchi Wi-FI e dei forni a microonde. (continua…)
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E pure per le neomamme ritocchini dopo il pancione…
Proprio ieri vi parlavo della mania in Italia, tra chi si sottopone a interventi estetici, di assomigliare a Belen Rodriguez e già oggi dall’America arriva un’altra notizia sui ritocchini. Pare che dopo la gravidanza sempre più donne vadano dal chirurgo per essere di nuovo al top. (continua…)
Gravidanze a rischio: norme cambiate
Dal 1° aprile novità per le gravidanze a rischio. E’ entrata in vigore la nuova normativa (DL 5/2012) per la richiesta di astensione dal lavoro per gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose. Le donne incinta che presentano questi problemi per ottenerla dovranno avvalersi solo e sempre della propria Asl di riferimento.
L’articolo 15 del Decreto sulle semplificazioni (Dl 5/2012) trasferisce tutte le competenze dalla Direzione provinciale del Lavoro alle Asl di residenza. Per questo motivo cambiano anche le modalità per le future mamme lavoratrici di presentazione della domanda stessa. (continua…)
1 mamma su 3 ha disturbi depressivi
Ritorno a parlare di depressione post-partum. Immancabile farlo oggi, dopo i risultati della ricerca condotta dal Medical Research Council di Londra, secondo cui 1 mamma su 3 soffre di disturbi depressivi dopo la nascita del bebè.
I sintomi sono sempre gli stessi: crisi di pianto, disturbi del sonno, stanchezza eccessiva, irritabilità e umore altalenante. Non sempre è depressione vera e propria, in alcuni casi è il cosiddetto ‘baby blues’, ma sono circa 19mila le donne colpite e i risultati non sono veritieri fino in fondo se si tiene in considerazione l’alto numero di chi, pur avendo il disturbo, non chiede aiuto. (continua…)
Già dopo 7 settimane il sesso del bebè
Per conoscere il sesso del bebè nel pancione bastano sette settimane di gestazione e un prelievo di sangue.
Non più amniocentesi, con aghi nella pancia per i prelievi di liquido amniotico o tessuto coriale, alimentando il rischio di aborto o infezione. Lo ha stabilito uno studio di Stephanie Devaney dei National Institutes of Health di Bethesda. (continua…)


Scritto da Annamaria e postato in 




