Salute mentale minori: disturbi raddoppiati

Mag 12
Scritto da Annamaria avatar

La salute mentale dei minori è a rischio. Uno studio condotto dall’Agia, l’ISS e il Ministero dell’Istruzione ha rivelato che i disturbi negli ultimi anni sono addirittura raddoppiati.

E’ colpa soprattutto della pandemia e il conseguente lockdown, ma le tendenze che mettono in pericolo la salute mentale dei minori sono allarmanti: secondo i ricercatori, le patologie più diffuse sarebbero tendenze suicide, autolesionismo e disturbi alimentari. Secondo l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, i problemi che riguardano il neurosviluppo e la salute mentale dei minori si stanno diffondendo, i disturbi sono raddoppiati rispetto al passato e potrebbero divenire cronici.

Per gli esperti le tre patologie che rischiano di diventare croniche tra giovani e bambini sono: disturbi comportamentali; depressione, autolesionismo e tendenze suicide; disturbi alimentari. Non bisogna mai sottovalutare.

I ricercatori che hanno partecipato al recente studio hanno elencato i disturbi mentali più comuni che colpiscono giovani adolescenti e bambini. Tra questi:

  • disturbi comportamentali;
  • disturbi alimentari;
  • tendenze suicide;
  • alterazione del ritmo sonno-veglia;
  • difficoltà di apprendimento e concentrazione;
  • autolesionismo;
  • isolamento;
  • disturbi nella regolazione cognitiva emotiva;
  • frustrazione, incertezza, confusione.

L’aver sviluppato questi disturbi, addirittura raddoppiati negli ultimi 10 anni, ha comportato per i minori  l’abbandono precoce della scuola, l’utilizzo di sostanze psicoattive, cannabinoidi e alcol. Tra i più piccoli, la paura del contagio.

Se vedete che vostro figlio ha qualcosa che non va, chiedete subito aiuto, prendetevi cura della sua salute mentale .

“I problemi conseguenti ai disturbi neuropsichici dell’età evolutiva sono ormai drammatici e tragicamente trascurati, sia in termini di messa in campo di adeguate strategie di prevenzione sia in termini di risorse per la cura – conclude Elisa Fazzi – Occorrono risorse e risposte di sistema, integrate e coordinate tra educativo, sociale e sanitario, nell’ambito di un cambiamento culturale profondo che apra all’innovazione ed al futuro, perché tutti i bambini e ragazzi con disturbi del Neurosviluppo e le loro famiglie vedano finalmente riconosciuto il diritto a cure appropriate e tempestive e vedano garantito il loro massimo potenziale di sviluppo”.

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