Vacanze in montagna: guida contro luoghi comuni
L’aria fresca, il verde, le passeggiate nei boschi e il sollievo dal caldo estivo fanno della montagna una delle mete preferite dalle famiglie con bambini. Ma è davvero tutto così semplice? Non sempre. Alcuni comportamenti che sembrano innocui possono infatti trasformare una vacanza rilassante in un’esperienza meno piacevole.
A fare chiarezza è Stefano Trinchi, membro del Direttivo della Società Italiana di Medicina di Montagna, che in un’intervista a Leggo ha spiegato quali sono gli errori più comuni da evitare quando si va in quota con i più piccoli. Una vera e propria guida contro i luoghi comuni per le vacanze in montagna.
1. L’aria di montagna fa bene, ma non è sempre adatta a tutti
La montagna offre numerosi vantaggi ai bambini, soprattutto a quelli che soffrono di allergie o asma.“La montagna offre numerosi benefici per la salute dei più piccoli – spiega Trinchi – L’aria è più pulita, con una minore percentuale di umidità e un contenuto ridotto di allergeni e pulviscoli”. Anche il movimento è un grande alleato della crescita: passeggiate, sentieri, arrampicate e terreni irregolari aiutano a sviluppare equilibrio, coordinazione e autonomia in modo naturale.
2. Attenzione ai bambini sotto i due anni
Uno dei luoghi comuni più diffusi è pensare che basti prendere una funivia per raggiungere facilmente le quote più alte. In realtà non è così: ”Serve particolare attenzione con i bambini sotto i due anni, soprattutto per le ascese rapide in funivia o in auto verso i passi più alti”, avverte il medico. I più piccoli non riescono ad acclimatarsi con la stessa facilità degli adulti e, soprattutto, non sono in grado di spiegare se avvertono fastidi come orecchie tappate o difficoltà respiratorie. Sopra i 1.500 metri, nei neonati possono comparire problemi respiratori. Per questo è sempre meglio salire gradualmente, concedendo all’organismo il tempo di adattarsi.
3. Vestirli “a cipolla” non è un consiglio banale
Anche se in valle fa caldo, in montagna la temperatura cambia rapidamente. In media diminuisce di circa un grado ogni 100 metri di altitudine. “I bambini non termoregolano bene – ricorda Trinchi – È fondamentale vestirli a cipolla, con indumenti che possano essere aggiunti o rimossi facilmente in base alle variazioni di temperatura”. L’ideale è prevedere maglietta traspirante, pile leggero, giacca impermeabile, scarpe da trekking con suola antiscivolo e cappello. Un accorgimento importante soprattutto per i bimbi trasportati nello zaino o nel passeggino, che restando fermi possono raffreddarsi facilmente anche quando gli adulti non avvertono freddo.
4. In quota il sole è più forte
Molti abbassano la guardia perché non si è in spiaggia, ma il sole in montagna può essere ancora più aggressivo. La protezione solare SPF 50 va applicata e riapplicata più volte durante la giornata, proprio come al mare. Non devono mancare nemmeno gli occhiali da sole. “Sono utilissimi”, sottolinea Trinchi. Se il bambino non li tollera, si può optare per modelli con elastico oppure scegliere un cappellino con visiera che protegga almeno in parte gli occhi.
5. Le zecche non vanno sottovalutate
Boschi e prati sono meravigliosi da esplorare, ma sono anche l’habitat naturale delle zecche. “I bambini dovrebbero indossare vestiti colorati, che rendano più visibili questi insetti, e si possono usare spray anti-zecche che inibiscono il contatto”, consiglia l’esperto. Al rientro da ogni escursione è importante controllare con attenzione tutto il corpo del bambino, comprese le pieghe della pelle e le parti intime. Se si trova una zecca, niente rimedi improvvisati. “Rivolgersi alla guardia medica o al pediatra. Niente fai da te”, raccomanda Trinchi.
6. Le escursioni? Meglio scegliere quelle giuste
Per i sentieri più impegnativi è sempre preferibile affidarsi a guide alpine o guide ambientali esperte, soprattutto quando si cammina con bambini piccoli. Anche le terme possono essere piacevoli durante una vacanza in montagna, ma nei bambini molto piccoli o con pressione bassa è meglio evitare permanenze troppo lunghe nelle acque calde.
7. Lo zaino perfetto può salvare la giornata
Infine, mai partire impreparati. Secondo Trinchi, nello zaino non dovrebbero mai mancare abbigliamento a strati, crema solare SPF 50, cappellino, occhiali da sole, borraccia, snack energetici, spray anti-zecche, un piccolo kit di primo soccorso con cerotti e disinfettante, una mantellina impermeabile e un cambio completo. In montagna il tempo può cambiare molto rapidamente e anche un semplice ricambio asciutto può fare la differenza.
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