Parto indotto con prostaglandine

Mar 29
Scritto da Annamaria avatar

In alcuni casi, quando la gravidanza si protrae oltre le 42 settimane, i medici propongono alle mamme il parto indotto. Accade pure, come nel mio caso, che, questo accada anche prima. Io, ad esempio, alla mia prima gestazione, avevo in grembo una femminuccia già molto grande e così ho dato alla luce Benedetta con il parto indotto con prostaglandine alla 38esima settimana. E’ nata in questo: pesava 3 chili 523 grammi ed era lunga 53 centimetri.

In cosa consiste il parto indotto con prostaglandine? La prostaglandine è un ormone che viene anche prodotto dalla donna naturalmente nella fase di avvio del travaglio. Nel caso del parto indotto, si introduce una piccola quantità di gel a base di questo ormone in vagina, così da ammorbidire il collo dell’utero e dare il via alla fase espulsiva.

Durante il parto indotto con prostaglandine il battito fetale viene controllato a intervalli regolari tramite il cardiotocografo. Ma non continuamente. In questo modo la madre del bebè durante il travaglio può tranquillamente camminare e muoversi liberamente durante le contrazioni. Alcuni studi hanno dimostrato che questo tipo di induzione facilita il parto vaginale, senza provocare rischi per la donna e il feto.

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