Parto: trasformazione del bacino

Ago 28
Scritto da Annamaria avatar

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Nella preparazione al parto è importante la trasformazione del bacino. Avviene già naturalmente, ma ‘in movimento’ si può aiutarla con una preparazione speciale che permetterà di avere un ruolo attivo durante il travaglio e in fase espulsiva.
La trasformazione del bacino faciliterà il parto se ci si prepara adeguatamente. Tutto è spiegato in “Partorire in movimento”, libro scritto e illustrato da Blandine Calais-Germain e Núria Vives Parés, due esperte. Il volume dà preziosi consigli sull’attività fisica da mettere in atto per rendere più agevole la trasformazione del bacino durante il travaglio prima di arrivare al parto.
Il libro è stato tradotto per l’Italia (edizioni Epsylon Editrice) dall’ostetrica Maria Assunta Facchi, senior consultant di Humanitas San Pio X. E’ una vera e propria una guida per ostetriche e donne.

““Partorire in movimento” richiama le potenzialità infinite del bacino materno quando, durante il travaglio, gli viene data la possibilità di mobilizzarsi; la guida offre un’interpretazione innovativa all’approccio del travaglio di parto, ha spiegato la dottoressa. E ha continuato: “E’ l’attività del bacino il perno di questa tecnica innovativa: la partoriente, nei mesi che precedono il parto, deve familiarizzare con il proprio corpo. Ogni donna ha un “suo” bacino, di forma diversa, “modellato” dalla postura, dal modo di camminare e dallo stile di vita. Durante il parto intervengono asimmetrie, traiettorie e rotazioni per cui il bacino deve plasmarsi e adattarsi ai movimenti richiesti al fine di favorire la discesa del feto nel canale del parto. Tra le diverse posizioni proposte, e che la donna può assumere, vi è quella “in piedi”: nella pausa tra le contrazioni viene invitata a disegnare con il bacino un cerchio o un 8 per fare in modo che il feto possa adattarsi al canale del parto.
Questo tipo di tecniche, durante il travaglio, hanno necessità di alcuni supporti: “Ad esempio l’uso della palla (la cui misura dipende dall’effetto che si vuole ottenere) per aiutare l’impegno della parte presentata ad infilarsi nel canale del parto; e in periodo espulsivo la donna, quando avverte la spinta, viene invitata a soffiare in un palloncino perché l’espirazione attivi il muscolo del riflesso espulsivo; in questo modo la testa del feto si adatta al canale del parto. Questa tecnica, inoltre, ha il vantaggio di proteggere il pavimento pelvico che, con il metodo tradizionale, potrebbe facilmente subire stiramenti dei muscoli, delle fasce e dei nervi del diaframma e del pavimento pelvico. Anche il padre può partecipare facilitando le esecuzioni delle posizioni appropriate e così vivere assieme alla compagna la genitorialità”.
“Ho aiutato molte donne a partorire con successo applicando la metodologia prevista da “Partorire in movimento””, ha concluso la Facchi.

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