Gravidanza, l’Iss aggiorna le linee guida
Novità importanti per le future mamme. L’Istituto Superiore di Sanità, Iss, aggiorna le linee guida sulla gravidanza fisiologica, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistenza e ridurre esami non necessari. Un cambiamento che punta a una gravidanza più seguita ma anche più consapevole, basata sulle evidenze scientifiche e non sulle abitudini.

Il documento, elaborato dal Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute dell’Iss, rappresenta un riferimento per ginecologi, ostetriche e servizi sanitari e riguarda soprattutto ecografie, screening prenatali e monitoraggio della crescita fetale.
L’obiettivo è chiaro: garantire controlli davvero utili, evitando invece esami ripetuti o non necessari che spesso vengono prescritti di routine. Non a caso, in Italia si effettuano in media circa sei ecografie durante la gravidanza, molte più di quelle raccomandate dalle linee guida.
Secondo gli esperti, il principio da seguire è semplice: la tecnologia è preziosa, ma ogni esame deve essere fatto solo quando porta un reale beneficio clinico.
Ecco le principali indicazioni aggiornate che riguardano la gestione della gravidanza fisiologica.
Ecografia nel primo trimestre
La grande novità è la raccomandazione di effettuare un’ecografia nel primo trimestre, il prima possibile. Serve a:
- datare correttamente la gravidanza
- individuare precocemente eventuali malformazioni fetali.
Ecografia nel secondo trimestre
Resta confermata l’ecografia morfologica del secondo trimestre, fondamentale per valutare lo sviluppo del feto.
Ecografia nel terzo trimestre
Non è raccomandata di routine. Va eseguita solo se c’è una specifica indicazione clinica o un sospetto medico.
Screening delle anomalie cromosomiche
Le linee guida raccomandano che tutte le donne, indipendentemente dall’età, possano accedere allo screening per le anomalie cromosomiche più frequenti, come la sindrome di Down.
Gli strumenti indicati sono:
- test combinato del primo trimestre
- test del DNA fetale.
Monitoraggio della crescita fetale
A partire dalla 24ª settimana di gravidanza viene raccomandata la misurazione della distanza tra fondo dell’utero e sinfisi pubica durante le visite di controllo.
Questo semplice parametro aiuta a valutare la crescita del bambino e individuare eventuali anomalie.
Maggiore attenzione all’informazione
Le nuove indicazioni rafforzano anche il ruolo del counselling, cioè l’informazione chiara alle future mamme sui controlli e sugli esami da effettuare, per favorire scelte consapevoli.
Attenzione ai movimenti fetali
Viene inoltre sottolineata l’importanza di educare le donne a percepire e monitorare i movimenti del bambino, considerati un indicatore importante del suo benessere.
Le linee guida aggiornate vogliono promuovere un’assistenza alla gravidanza più appropriata e uniforme su tutto il territorio nazionale. Non significa ridurre i controlli, ma renderli più mirati e realmente utili, evitando esami ripetuti che non migliorano la salute di mamma e bambino. Una gravidanza seguita con attenzione, ma senza eccessi: perché la tecnologia aiuta, ma la vera priorità resta sempre il benessere della donna e del suo bambino.
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