Obesità in gravidanza

Mar 15
Scritto da Annamaria avatar

L’obesità è grave nella vita di tutti giorni, ancora di più in gravidanza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato i dati allarmanti riguardo l’obesità: dal 1975 la prevalenza a livello mondiale dell’obesità è quasi triplicata e si è attestata al 13%, con un valore assoluto di 650 milioni di individui obesi al di sopra dei 18 anni; 41 milioni i bambini al di sotto dei 5 anni in sovrappeso o obesi; più di 340 milioni i bambini e gli adolescenti tra i 5 e i 19 anni che convivono con l’obesità.

L’obesità può segnare un individuo sin da quando nasce:  sono molto frequenti i casi di donne in gravidanza largamente sovrappeso a causa di una pregressa obesità o di un eccessivo aumento di peso durante la gestazione.

“L’obesità materna – spiega la dott.ssa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma – costituisce un serio problema che si associa a esiti avversi sia materni sia perinatali: aumenta, infatti, i tassi di aborto e le complicanze ostetriche e neonatali con conseguente riduzione del tasso di nascita di bambini in buona salute. Oltre alle conseguenze negative per la madre l’obesità rappresenta un importante fattore di rischio per l’insorgenza di malattie croniche durante la vita della prole, soprattutto in adolescenza ed età adulta, come le malattie cardiovascolari, la sindrome metabolica, il diabete di tipo 2, l’osteoporosi, il cancro e ritardo nel neurosviluppo. Infine, la programmazione fetale della funzione metabolica indotta dall’obesità può avere effetto intergenerazionale e potrebbe, quindi, tramandare l’obesità nella generazione successiva”.

Bisogna combattere l’obesità in generale e ancor più in gravidanza con interventi medici, modifiche del comportamento alimentare e dello stile di vita con diete e aumento dell’esercizio fisico per ridurre il peso prima del concepimento di un bambino e per rompere il circolo dell’obesità intergenerazionale.

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