Per un figlio in provetta fino a 16 mila euro

Dic 15
Scritto da Annamaria avatar

Purtroppo non per tutte le coppie è facile diventare genitori. Sono tante, tantissime, quelle donne che ogni anno si sottopongono a fecondazione assistita. In Italia tanti paletti, al punto che è diventato ormai usuale ’emigrare’ all’estero per avere maggiore libertà nelle scelte su come e cosa fare. Una mia amica è andata in Spagna, dove le leggi permettono di più, ed è riuscita ad avere il suo bambino.
Ho trovato questo interessante articolo su Il Sole 24 Ore in cui si sottolinea anche quanto costi il tutto in Italia. E la legge 40 è stata nuovamente rinviata alla Consulta…

“Chi desidera un figlio e ricorre alla procreazione assistita può arrivare a pagare fino a 15.600 euro in Lombardia, il doppio di quanto viene chiesto in Emilia Romagna, 6.900 euro. La media nazionale invece si aggira intorno ai 12.300. Secondo i dati che emergono da una indagine della commissione d’inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari, tanti, troppi soldi, se si tiene conto anche che il rimborso medio nazionale corrisposto dalle Asl delle diverse regioni è pari a 1.934 euro. Alla situazione a “macchia di leopardo”, si aggiunge la confusione per le coppie generata dall’applicazione della legge 40, di nuovo rinviata alla Corte Costituzionale su decisione del Tribunale di Firenze.
È la quinta volta che la legge sulla Procreazione medicalmente assistita torna di fronte al giudice delle leggi. Il caso è stato sollevato nuovamente a partire dal ricorso di una coppia portatrice di una malattia genetica, che ha rifiutato l’impianto di embrioni malati o non testabili chiedendo che vengano appunto impiegati per la ricerca. ”Per tre volte – spiega l’avvocato Gianni Baldini, che ha seguito la coppia dal cui ricorso è derivata la decisione del tribunale di Firenze – la legge 40 è stata rinviata alla Consulta per dubbi di legittimità costituzionale in merito alla questione del numero degli embrioni impiantabili. Successivamente, con la sentenza numero 151, la Consulta ha infine stabilito l’illegittimità costituzionale della legge 40 nella parte che prevedeva il numero massimo di tre embrioni producibili e il loro impianto contemporaneo”.  Si tratta di un passaggio molto atteso, dopo la bocciatura, nei mesi scorsi, della legge 40 da parte della Corte Europea dei diritti umani, che l’ha giudicata “incoerente”. Sentenza contro la quale il Governo italiano ha presentato ricorso”.

 

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