Family Fatigue

Giu 25
Scritto da Annamaria avatar

L’estate è da sempre associata a vacanze, relax e tempo da trascorrere in famiglia. Eppure, per molte mamme, la realtà è molto diversa. Con la chiusura delle scuole e degli asili, mentre il lavoro continua a richiedere presenza e organizzazione, il carico mentale rischia di diventare ancora più pesante. È quello che gli esperti chiamano Family Fatigue, un fenomeno sempre più diffuso che descrive lo stress emotivo e organizzativo vissuto dai genitori durante i mesi estivi.

family fatigue

A dare un nome a questa condizione è Unobravo, piattaforma di psicologia online, che ha condotto un’indagine tra i professionisti che collaborano con il servizio. I risultati raccontano una situazione che molte famiglie conoscono bene: il 68% degli psicologi osserva un aumento dello stress genitoriale proprio durante l’estate.

Secondo Valeria Fiorenza Perris, psicoterapeuta e Clinical Director di Unobravo, “quello che emerge con chiarezza da questa indagine è che il carico mentale continua a gravare in misura maggiore sulle donne, che spesso si trovano ad affrontare da sole l’organizzazione familiare, soprattutto nei periodi in cui i punti di riferimento, come la scuola e la rete di supporto parentale e/o amicale, vengono meno”.

In altre parole, quando finisce la scuola non viene meno soltanto un luogo di apprendimento per i bambini. Viene meno anche un importante sostegno organizzativo per le famiglie. Da un giorno all’altro occorre trovare soluzioni per coprire intere giornate, organizzare attività, gestire centri estivi, nonni, babysitter e, contemporaneamente, continuare a lavorare.

Non sorprende quindi che il 73% dei genitori segnali difficoltà nella conciliazione tra lavoro e famiglia, mentre il 67% lamenta i costi sempre più elevati di centri estivi e servizi di assistenza. A questo si aggiunge un altro dato significativo: il 40% delle famiglie dichiara di non poter contare su una rete di supporto stabile.

A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le mamme. Ben l’85% degli psicologi coinvolti nell’indagine riferisce infatti che il peso maggiore della Family Fatigue ricade sulle donne. Un dato che conferma come la gestione della vita familiare continui ancora oggi a essere distribuita in modo poco equilibrato.

Le conseguenze non riguardano soltanto l’umore. Lo stress prolungato può tradursi in stanchezza mentale, irritabilità, frustrazione, difficoltà nel sonno e perfino sintomi fisici come mal di testa, tensioni muscolari e disturbi gastrointestinali. Tra i sentimenti più frequentemente riportati in terapia durante i mesi estivi emergono la stanchezza mentale, segnalata dal 75% degli specialisti, la frustrazione e l’irritabilità.

C’è poi un altro aspetto che molti genitori conoscono bene: il senso di colpa. La sensazione di non riuscire a fare abbastanza, di non essere sufficientemente presenti o di ricorrere troppo spesso agli schermi per intrattenere i figli. Non a caso il 71% dei terapeuti osserva un aumento dell’ansia legata al tempo che i bambini trascorrono davanti a tablet, smartphone e televisione durante l’estate.

Come affrontare allora questo periodo senza sentirsi sopraffatti? Gli esperti di Unobravo suggeriscono alcune strategie semplici ma efficaci. La pianificazione anticipata delle settimane estive può alleggerire il carico organizzativo. Anche il coinvolgimento attivo del partner, dei nonni o di altre figure di supporto è fondamentale per evitare che tutto ricada su una sola persona.

Un altro concetto importante richiamato dagli psicologi è quello della “good enough parenting”, la genitorialità sufficientemente buona. Non esistono genitori perfetti e non è necessario organizzare attività straordinarie ogni giorno per essere una mamma o un papà presenti e amorevoli. Accettare i propri limiti e concedersi qualche imperfezione può fare una grande differenza.

Infine, come ricorda Valeria Fiorenza Perris, “riconoscere la propria fatica è il primo passo per prendersene cura con maggiore consapevolezza”. Un messaggio prezioso soprattutto per le mamme, che spesso mettono i bisogni di tutti davanti ai propri. Anche durante l’estate, prendersi cura di sé non è un lusso: è una necessità.

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