Look scuola: divieti

Set 18
Scritto da Annamaria avatar

All’apertura delle scuole, non è solo il suono della campanella a segnare l’inizio del nuovo anno: molte scuole hanno deciso di introdurre o rafforzare regolamenti sull’abbigliamento degli studenti, imponendo divieti precisi che stanno suscitando dibattito sui look da adottare a scuola. L’Ansa segnala che in numerosi istituti sono stati distribuiti depliant o circolari che spiegano cosa non è permesso: gonne troppo corte, addomi scoperti, cappelli o cappucci in aula, unghie molto lunghe, zeppe alte o sandali incandescenti. 

look scuola divieti

Secondo un sondaggio di Skuola.net (quasi 3.000 studenti coinvolti), circa 3 su 10 devono stare attenti a come vestirsi ogni mattina per evitare richiami o addirittura sanzioni; altri il 55% segnalano che c’è un dress code implicito che chiede un abbigliamento “adeguato” al contesto; solamente 1 studente su 5 ha carta bianca. 

Tra i divieti più ricorrenti:

  • top o canottiere minimal, magliette con scollature eccessive che lasciano le spalle o l’addome scoperto; 
  • gonne e pantaloni troppo corti, jeans strappati; 
  • cappelli o cappucci in aula; 
  • unghie finte troppo lunghe, trucco vistoso, capelli molto colorati, piercing; per le ragazze in particolare. 
  • per i ragazzi, il focus è meno sull’abbigliamento “minimale”, più su barba curata, aspetto ordinato; barbe troppo lunghe o trasandate vengono criticate. 

Le scuole affermano che lo scopo è mantenere un ambiente “sobrio, decoroso, pulito e ordinato”, dove l’abbigliamento non distragga o impedisca la concentrazione. 

Ci sono opinioni contrastanti su questi regolamenti.  C’è chi sostiene che la scuola non sia il luogo per mostrare look da spiaggia o da festa, soprattutto con l’arrivo dei mesi più caldi; che è giusto mantenere una certa sobrietà e rispetto verso l’ambiente educativo. Alcuni presidi sottolineano che comunque queste regole sono dettate dall’autonomia scolastica: ossia, è l’istituto che decide cosa è adeguato nel proprio contesto. 

Immancabili, però, le critiche. Molti studenti e associazioni dicono che spesso le regole sono vaghe e soggettive (“decoroso”, “impone distrazione”). E finiscono per penalizzare in modo sproporzionato le ragazze. C’è chi teme che si entri in una logica che limita la libertà di espressione personale. O che diventi una fonte di disagio fisico (con il caldo, per esempio) o psicologico. Inoltre, alcuni commentatori dicono che le sanzioni o i richiami possano sembrare arbitrari se non c’è chiarezza su cosa sia consentito o no.

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