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Come mantenere l’abbronzatura a lungo 

Ago 31
Scritto da Annamaria avatar

Tornare dalle vacanze con una bella tintarella è una delle soddisfazioni più grandi dell’estate. Ma come mantenere l’abbronzatura a lungo senza ricorrere a lampade o soluzioni aggressive? Non è un sogno impossibile, anzi. Come racconta a Leggo il dottor Luigi Lembo, ”l’abbronzatura, di per sé, ha un ciclo naturale. È un meccanismo di difesa della pelle contro i raggi UV. La nostra epidermide è fatta di cellule – i cheratinociti – che si rinnovano ogni mese: questo processo, chiamato desquamazione, porta via anche il colore acquisito durante l’esposizione al sole. Quindi sì, è normale che la tintarella sfumi gradualmente”.

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La buona notizia è che ci sono accorgimenti semplici per farla durare un po’ di più. “La chiave è semplice: idratazione costante. Una pelle ben idratata desquama più lentamente e trattiene più a lungo la melanina. Usare una buona crema idratante ogni giorno, preferibilmente dopo la doccia, aiuta moltissimo. È un gesto sano che fa bene non solo all’abbronzatura, ma alla salute della pelle in generale”, spiega il dirigente medico in Dermatologia e Venereologia presso l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma,

E se l’estate non basta e si desidera un colorito dorato anche nei mesi freddi, niente paura: la soluzione sono gli autoabbronzanti. “Assolutamente sì, a patto che si scelgano prodotti sicuri e certificati. Gli autoabbronzanti moderni sono ben tollerati, non fanno male e non penetrano in profondità: agiscono solo sugli strati più superficiali della pelle, legandosi ai cheratinociti e colorandoli temporaneamente”, sottolinea l’esperto.

Certo, bisogna fare attenzione nell’applicazione, per evitare spiacevoli macchie. “L’unico effetto collaterale è estetico: se il prodotto non viene applicato in modo uniforme, si rischiano stacchi di colore. È importante esfoliare bene la pelle prima dell’applicazione e stendere il prodotto con attenzione, magari usando un guanto apposito. Inoltre, il risultato può variare da persona a persona: in base al pH cutaneo, il colore può virare più sul giallo o sul marrone”, specifica ancora il medico.

Decisamente meglio, quindi, gli autoabbronzanti rispetto alle lampade UV. “Le lampade abbronzanti possono sembrare una scorciatoia, ma sono dannose per la pelle, soprattutto se usate con frequenza. Se proprio si desidera mantenere un colorito uniforme anche in inverno, è molto meglio optare per autoabbronzanti formulati da aziende serie, dermatologicamente testati e privi di sostanze allergizzanti” ,chiarisce Lembo.

La ricetta è chiara: idratarsi ogni giorno, evitare scrub troppo aggressivi, affidarsi ad autoabbronzanti sicuri e, soprattutto, accettare i tempi naturali della pelle.

5 falsi miti sull’abbronzatura

Ago 13
Scritto da Annamaria avatar

L’estate ci fa immaginare spiagge dorate, risate in riva al mare e quell’abbronzatura che dà un tocco di energia anche alla giornata più stanca. Ma quanti di noi si affidano ancora a vecchie credenze che fanno più male che bene? Il dottor Luigi Lembo, dirigente medico in Dermatologia e Venereologia all’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma, a Leggo sfata 5 falsi miti comuni sull’abbronzatura.

1. Il sole fa bene ai brufoli – FALSO

Il dottor Lembo è lapidario: “In apparenza, il sole sembra migliorare l’acne perché secca i brufoli e riduce l’infiammazione. In realtà, dopo l’estate si verifica un effetto rebound: la pelle ispessita e occlusa peggiora l’acne. Il sole va preso con moderazione, sempre con protezione, anche se si ha la pelle grassa”.

Quindi, occhio alle false partenze: l’effetto “simil-clear” dura poche settimane, poi la pelle risponde con più olio e più brufoletti.

2. Se metto la crema non mi abbronzo – FALSO

Altro mito da sfatare: “La protezione solare non blocca l’abbronzatura, la rende solo più sicura. Filtra i raggi dannosi ma permette comunque alla pelle di produrre melanina. Anzi, ci si abbronza meglio e più a lungo con una protezione alta, senza scottature”.

Meglio abituarcisi subito: la crema non è nemica dell’abbronzatura, ma la sua guardia più efficace.

3. Le lampade abbronzanti preparano la pelle – FALSO

Lampade e lettini? No, grazie. Come spiega il dottore: “Le lampade non preparano la pelle, la danneggiano. Aumentano il rischio di tumori cutanei, invecchiamento precoce e iperpigmentazioni. Non vanno mai considerate un’alternativa al sole né una fase preparatoria. Possono essere utili invece in ambito medico … ma per fini estetici non le autorizzerei, assolutamente no”.

Un bel sole al tramonto sembra innocuo, ma le lampade ultraviolette causano danni sofisticati e seri.

4. Con l’abbronzatura si curano la psoriasi e la dermatite – FALSO (con eccezioni)

Sì, alcune patologie migliorano con la luce, ma il sole selvaggio no: “Ci sono forme di psoriasi e dermatite che migliorano con la fototerapia, ma è una cosa diversa dall’esporsi al sole selvaggiamente. Senza protezione, si rischia solo di aggravare la situazione”.

In questi casi serve un percorso medico controllato, non una vacanza libera sotto l’ombrellone.

5. Chi ha la carnagione scura non ha bisogno della crema – FALSO

“Tutti devono usare la protezione, a prescindere dal colore della pelle. La pelle scura si scotta meno, ma può comunque subire danni da raggi UV, invecchiare precocemente e sviluppare melanomi. Il fototipo non è una garanzia di invulnerabilità”.

Ragazzi con carnagioni “brune” ascoltate: non siete immuni, potete sentirvi al sicuro, ma non lo siete affatto.

L’esperto ricorda che “abbronzarsi in modo sano è possibile, ma serve ascoltare la scienza, non i luoghi comuni”. Il sole può essere amico, se lo rispettiamo. Scegliamo protezioni adeguate, orari attenti e moderazione. Il bel colore arriva, ma con serenità e salute.

Abbronzatura: 7 errori da non fare

Mag 26
Scritto da Annamaria avatar

Le giornate si allungano, l’estate si avvicina e il richiamo del sole è più forte che mai. Dopo mesi di grigiore, chi resiste alla tentazione di una abbronzatura perfetta? Attenzione: il sole può essere un alleato del buonumore… o un nemico silenzioso. Non si tratta di allarmismi, ma di prevenzione vera. Perché ancora oggi troppi adulti – e troppi genitori – ignorano quanto possa essere pericolosa una semplice scottatura, specie se avvenuta durante l’infanzia o l’adolescenza. Può aumentare significativamente il rischio di melanoma, uno dei tumori della pelle più aggressivi.

abbronzatura 7 errori da non fare

Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma dell’Istituto Pascale di Napoli, in occasione di maggio, mese della prevenzione del melanoma, ricorda i 7 errori da non fare.

“Il melanoma – dice Ascierto a Leggo – è uno dei principali tumori che insorgono in giovane età e costituisce in Italia attualmente il terzo tumore più frequente in entrambi i sessi al di sotto dei 50 anni. Negli ultimi 20 anni la sua incidenza è aumentata drammaticamente passando dai 6.000 casi nel 2004 agli 11.000 nel 2014, fino agli oltre 17.000 stimati nel 2024. Si stima che quasi 9 melanomi su 10 siano prevenibili, ma ancora tanti italiani non sanno come farlo correttamente”.

Il medico aggiunge: “Nonostante le numerose campagne di informazione e sensibilizzazione, i dati sull’aumento dei casi di melanoma ci suggeriscono che molti italiani sono ancora poco cauti e attenti alla prevenzione. In particolare ci sono 7 comunissimi errori che si tendono a fare e che rischiano di vanificare gli sforzi per proteggersi dagli effetti negativi dei raggi Uv”.

I 7 errori da non fare per l’abbronzatura:

1) Pensare di abbronzarsi in sicurezza. Sbagliato. Non esiste un modo sicuro o sano per abbronzarsi. Quando ci si abbronza, la luce ultravioletta stimola le cellule della pelle a produrre pigmenti per cercare di proteggere il Dna delle cellule, ma questa protezione è minima e quindi ci si potrebbe comunque scottare e così aumentare il rischio di melanoma.

2) Pensare che la crema solare offra una protezione al 100%. Sbagliato. Utilizzare la protezione solare non è un ‘permesso’ per abbronzarsi. La crema solare, anche con un fattore di protezione molto alto, non protegge totalmente dai danni dei raggi Uv.

3) Non usare la protezione solare perché si ha la pelle scura o perché si è già abbronzati. Sbagliato. La pelle scura non è immune ai danni del sole: i raggi Uv possono comunque penetrare e causare danni al Dna cellulare, aumentando il rischio di melanoma. Le persone con la pelle scura, infatti, possono comunque scottarsi, anche se meno frequentemente di quelle con la pelle chiara. Inoltre, il melanoma spesso si manifesta in aree del corpo che non sono regolarmente esposte al sole, come i palmi delle mani, le piante dei piedi, sotto le unghie.

4) Utilizzare le creme solari dell’anno precedente. Sbagliato. L’efficacia delle creme solari può arrivare al massimo fino a 12 mesi dall’apertura della confezione e solo se è stata conservata correttamente con il tappo ben chiuso e non esposta a temperature alte.

5) Proteggersi di meno se è nuvoloso e c’è vento. Sbagliato. E’ possibile scottarsi anche quando il cielo è nuvoloso e c’è vento. I raggi Uv penetrano comunque attraverso le nubi sottili, quindi anche se pensi che non ci sia il sole, potresti comunque scottarti.

6) Rinunciare agli occhiali da sole, ritenendoli superflui. Sbagliato. Il melanoma può colpire anche l’occhio. Per questo è importante indossare occhiali da Sole con protezione Uv al 100% oppure occhiali protettivi anti-Uv.

7) Pensare che le creme doposole riparino i danni provocati da una scottatura. Sbagliato. Le creme doposole hanno la funzione di idratare la pelle dopo l’esposizione al sole. In molti casi contengono anche sostanze lenitive che alleviano la sensazione di bruciore e l’arrossamento dovuto alla scottatura. Tuttavia non possono avere alcun effetto benefico su eventuali danni al Dna prodotti dai raggi Uv.

Gravidanza: sole sulla pancia non pericoloso per bebè

Ago 16
Scritto da Annamaria avatar

Tra le tante fake news sulla dolce attesa che si leggono in giro, c’è anche quella che dice che troppo sole sulla pancia durante una gravidanza comprometta la salute del nascituro. Non è affatto vero: non è pericoloso per il bebè. Potete esserne certe.

Il sole sulla pancia in gravidanza si può prendere e non fa male, non è pericoloso per il bebè. Il liquido amniotico che circonda completamente il corpo del bambino, regola la temperatura nell’utero e la mantiene costante. Questa non viene assolutamente alterata dall’esposizione ai raggi solari. La temperatura del liquido amniotico, quindi, non dipende da fattori esterni. (altro…)

Estate: no ai neonati in spiaggia

Giu 10
Scritto da Annamaria avatar

No ai neonati in spiaggia. In estate niente mare per loro, a cui viene sconsigliato anche l’uso dei filtri solari. Queste le regole suggerite dall’IMI, Intergruppo Melanoma Italiano, per esporre i propri figli al sole in sicurezza.

Non possono stare in spiaggia neppure al riparo sotto l’ombrellone ora che è quasi estate: è un no secco quello rivolto ai neonati. Dai 6 mesi a un anno le mamme e i papà devono usare molta cautela con i loro figlio, portandolo al mare solo nelle prime ore della mattina o in quelle del tardo pomeriggio. (altro…)

Primo sole: proteggere bambini

Mag 29
Scritto da Annamaria avatar

Col bel tempo tutti vogliono prendere il primo sole: ricordatevi però che è opportuno proteggere non solo noi stessi, ma soprattutto i bambini. Bisogna azzerare il rischio scottature ed eritemi.

Il primo sole ci riporta il buonumore dopo un inverno trascorso in casa, ancora di più per colpa della pandemia. I raggi possono fare davvero male all’epidermide dei più piccoli, proteggere i bambini è un imperativo. (altro…)

Abbronzatura in sicurezza: consigli

Ago 06
Scritto da Annamaria avatar

Tutte noi desideriamo l’abbronzatura perfetta in sicurezza. A dare i consigli giusti su come prendere la tintarella senza rischiare ci pensa un’esperta. La voglia di mare relax spesso ci fa scordare i disturbi che può provocare un’esposizione al sole sbagliata. (altro…)

Dieta per abbronzatura

Lug 09
Scritto da Annamaria avatar

L’abbronzatura perfetta, per grandi e piccini, parte da una dieta sana. L’alimentazione ha una serie di cibi ‘tintarella’. Ed ecco così la dieta per l’abbronzatura servita su un piatto d’argento dalla Coldiretti.

La Coldiretti ha elencato i dieci alimenti che fanno bene alla tintarella e alla salute. I valori riportati sono riferiti a microgrammi di Vitamina A o in quantità equivalenti di caroteni per 100 grammi. Nella dieta per l’abbronzatura devono essere inclusi chiaramente.

Carote 1200

Radicchi 500-600

Albicocche 350-500 (altro…)