Sicurezza in acqua
Quando arriva l’estate, per i bambini è tempo di gioia, corse verso il mare, tuffi in piscina e giornate all’aperto. Ma con il caldo e le vacanze arrivano anche le insidie, spesso sottovalutate. L’emergenza legata alla sicurezza dei più piccoli in acqua è tornata drammaticamente sotto i riflettori dopo la tragica morte della piccola Simona Vanessa, avvenuta nel parco acquatico di Rende. E proprio per evitare che tragedie simili si ripetano, la pediatra Maria Pia Galasso intervistata da Cosenza Channel, lancia un appello alla prudenza e condivide una serie di consigli chiave per vivere l’estate con serenità, ma senza mai abbassare la guardia.

“Dopo un anno trascorso al chiuso – spiega Galasso – i bambini hanno tutto il diritto di godersi l’estate, ma servono prudenza e attenzione. Come ripeto sempre, i genitori devono avere mille occhi e mille orecchie”. La dottoressa invita, prima di tutto, a rispettare alcune regole legate all’esposizione solare: i bambini, soprattutto quelli sotto i sei mesi, non dovrebbero mai essere portati in spiaggia nelle ore centrali della giornata. È fondamentale preferire il mattino presto o la sera, quando i raggi UV sono meno aggressivi. E no, non basta l’ombra di un ombrellone. “Tenere i propri figli all’ombra non rappresenta una precauzione – avverte – perché l’ombrellone non è in grado di schermare i raggi del sole e la crema solare da sola non è sufficiente”.
Anche l’alimentazione gioca un ruolo cruciale. I pasti devono essere leggeri, ricchi di frutta, verdura e alimenti freschi, evitando cibi fritti o troppo elaborati, che con il caldo possono appesantire e causare malesseri. E sull’eterna questione del “quanto aspettare prima di fare il bagno?”, Galasso sfata un falso mito: “Non serve aspettare le tre ore canoniche – dice – ma entrare bagnando polsi e nuca per acclimatare il corpo”.
Un altro pericolo è il colpo di calore, spesso sottovalutato. Nei bambini, che sudano meno degli adulti, può manifestarsi con sintomi come nausea, vomito, debolezza, febbre alta, confusione o addirittura perdita di coscienza. In questi casi è fondamentale intervenire subito, portando il bambino in un ambiente fresco e praticando impacchi con acqua fredda. Se i sintomi non migliorano rapidamente, bisogna allertare il Pronto soccorso. “Se compare anche uno soltanto di questi sintomi – sottolinea la pediatra – bisogna subito portare il bambino in un ambiente fresco e praticare impacchi di acqua fredda… chiamando il Pronto soccorso se il quadro non migliora”.
Infine, il punto forse più importante di tutti: la sorveglianza attiva. Nessuna distrazione è ammessa quando un bambino si trova in acqua. Neppure per pochi secondi. “Quello del genitore è il mestiere più bello del mondo – conclude – ma si porta dietro un carico di responsabilità infinita. Non bisogna mai perdere il contatto visivo e uditivo con i propri figli. Prima che accada l’irreparabile”.

Scritto da Annamaria e postato in