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Gravidanza e voli lunghi: consigli anti trombosi

Ago 16
Scritto da Annamaria avatar

Partire con il pancione per una meta da sogno è possibile, ma se il viaggio prevede molte ore di aereo è importante adottare alcune precauzioni. La gravidanza e i voli lunghi non sono un binomio perfetto: il rischio di trombosi venosa aumenta fisiologicamente e l’immobilità prolungata tipica dello stare su un aereo può favorire la formazione di coaguli. Niente allarmismi, però: con qualche semplice accorgimento si può viaggiare in sicurezza e godersi le vacanze in totale serenità. Ecco alcuni consigli anti trombosi.

gravidanza e voli lunghi consigli anti trombosi

La gravidanza rende il sangue naturalmente più “coagulabile”. È un meccanismo di difesa dell’organismo per limitare le emorragie durante il parto, ma aumenta anche il rischio di trombosi venosa profonda, soprattutto nelle gambe. A questo si aggiungono altri fattori:

  • la pressione dell’utero sulle vene del bacino;
  • la circolazione più lenta negli arti inferiori;
  • le tante ore trascorse sedute durante un volo.

Il rischio cresce ulteriormente se si hanno più di 35 anni, si è in sovrappeso, si soffre di vene varicose o si è già avuta una trombosi in passato. 

Il consiglio più importante è evitare di rimanere immobili troppo a lungo. Durante un volo superiore alle quattro ore è bene:

  • alzarsi ogni 60-90 minuti;
  • camminare qualche minuto lungo il corridoio;
  • evitare di accavallare le gambe.

Anche pochi passi aiutano a riattivare la circolazione e riducono il ristagno del sangue.

Quando non è possibile alzarsi, basta eseguire piccoli esercizi direttamente sul sedile. Ruotare le caviglie, flettere ed estendere i piedi, sollevare alternativamente talloni e punte e contrarre i muscoli dei polpacci sono movimenti semplici ma molto efficaci per favorire il ritorno venoso.

L’aria all’interno della cabina è molto secca e favorisce la disidratazione. Per questo è consigliabile bere frequentemente acqua durante tutto il viaggio, evitando di arrivare assetate. Meglio limitare bevande alcoliche e ridurre il consumo di caffè e bibite molto zuccherate, che possono contribuire alla disidratazione.

Vestiti comodi e niente indumenti stretti. Per il viaggio è meglio scegliere: pantaloni morbidi; abiti leggeri; scarpe comode; calze che non stringano il polpaccio. Gli indumenti troppo aderenti possono ostacolare ulteriormente la circolazione.

Per chi affronta voli lunghi, soprattutto nel secondo e terzo trimestre, il ginecologo può consigliare l’utilizzo di calze elastiche a compressione graduata. Aiutano il ritorno del sangue verso il cuore, riducono il gonfiore alle gambe e abbassano il rischio di trombosi. È importante scegliere la misura corretta e indossarle prima della partenza.

Se possibile, è preferibile prenotare un posto lato corridoio. Permette di alzarsi con maggiore facilità e rende più semplice camminare durante il volo senza disturbare gli altri passeggeri.

Le donne che hanno già avuto episodi di trombosi, soffrono di trombofilie ereditarie o presentano altri importanti fattori di rischio devono sempre confrontarsi con il proprio ginecologo prima della partenza. In alcuni casi lo specialista può valutare una profilassi con eparina a basso peso molecolare, ma è una decisione che deve essere presa esclusivamente dal medico.

Ogni compagnia aerea ha regole diverse per le future mamme. Generalmente si può volare senza particolari limitazioni fino alla 36ª settimana nelle gravidanze fisiologiche, mentre in quelle gemellari il limite può essere anticipato. Negli ultimi mesi può essere richiesto un certificato del ginecologo che attesti il buon andamento della gravidanza e autorizzi il viaggio.