Come riconoscere la diastasi addominale
Ti alleni, mangi bene, fai attenzione… ma quella pancia non va via? Se ti è capitato di guardarti allo specchio e pensare “non è possibile, non può essere solo gonfiore”, sappi che non sei sola. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, dietro una pancia che non migliora con sport e dieta potrebbe esserci una condizione molto comune dopo la gravidanza: la diastasi addominale. Durante la gravidanza, i muscoli dell’addome si allontanano per fare spazio al bambino. È un processo naturale. Il problema nasce quando, dopo il parto, questi muscoli non tornano più alla loro posizione originaria. Si crea così una separazione (più o meno evidente) chiamata diastasi. Come riconoscere questa patologia?
La dottoressa Laura Petrini Rossi, fisioterapista specializzata nella riabilitazione del pavimento pelvico e nelle patologie femminili, ideatrice del metodo Fisiodermica, spiega al quotidiano quali segnali a cui prestare attenzione:
Pancia sempre gonfia, anche a digiuno o appena sveglia
Addome che sporge in avanti, soprattutto nella zona dell’ombelico
Mal di schiena, in particolare nella zona lombare
Difficoltà a “tenere dentro” la pancia, anche sforzandosi
L’esperta lo dice chiaramente: “Non è solo grasso”. E aggiunge che, proprio per questo motivo, dieta e allenamento tradizionale spesso non bastano a risolvere il problema. Anzi, in alcuni casi, esercizi non adatti in palestra, come i ‘crunch’ ad esempio, possono persino peggiorare la situazione.
Per molte donne il primo campanello d’allarme arriva davanti allo specchio, ma esiste anche un piccolo gesto che può aiutare a orientarsi. Sdraiandosi a pancia in su e sollevando leggermente testa e spalle, si può percepire con le dita, in corrispondenza dell’ombelico, una sorta di spazio tra i muscoli. È una sensazione particolare, come una fessura, che può far sospettare la presenza di diastasi. Naturalmente non si tratta di una diagnosi, ma può essere un primo passo per capire se approfondire.
Un aspetto importante che emerge è la distinzione tra semplice gonfiore e diastasi. Il gonfiore tende a variare, a comparire e scomparire nell’arco della giornata, spesso legato all’alimentazione o alla digestione. La diastasi, invece, resta. È stabile, visibile, e non cambia nonostante gli sforzi. Per questo motivo, quando il dubbio c’è, la cosa più utile da fare è rivolgersi a uno specialista, come un fisioterapista esperto in pavimento pelvico o un medico. Perché la diastasi si può trattare, ma serve un approccio mirato e personalizzato. Solo nei casi più severi si ricorre alla chirurgia, con l’addominoplastica.
Può capitare anche a donne molto allenate e attente. È una possibile conseguenza della gravidanza, e riconoscerla è il primo passo per prendersi cura di sé nel modo giusto.
Fisioterapia post-parto
La fisioterapia post-parto serve per ridurre la diastasi addominale, che colpisce circa il 30% delle mamme. La dott.ssa Alessandra Russo, fisioterapista presso gli ambulatori Humanitas Medical Care De Angeli a Milano, Arese e Domodossola, spiega come può aiutare.
I medici classificano la diastasi in tre stadi: lieve (inferiore a 3 cm); moderata (tra 3 e 5 cm); grave (maggiore di 5 cm). Il problema non è solo estetico. Può portare a mal di schiena, dorsale o lombare , ernia ombelicale e/o ernia epigastrica, gonfiore addominale, disturbi della digestione, sensazione di pesantezza nella zona pelvica, alterazioni della postura in iperlordosi.
Gli esperti effettuano la fisioterapia post-parto, come spiega l’esperta, con approccio conservativo solitamente in caso di diastasi inferiore ai 3 cm e/o nel caso in cui per diversi motivi si escluda la possibilità di un intervento chirurgico. Consiste in un programma riabilitativo finalizzato a rinforzare i muscoli del pavimento pelvico e del trasverso addominale. Prevede quindi l’insegnamento di esercizi di respirazione, esercizi posturali, esercizi di rinforzo della muscolatura addominale mediante l’utilizzo di esercizi ipopressivi ed infine esercizi di rinforzo dei muscoli del pavimento pelvico. Obiettivo finale del percorso è ridurre la diastasi di lieve entità e soprattutto di risolvere la sintomatologia dolorosa.
“In caso invece venga valutato l’intervento chirurgico è bene che questo percorso sia comunque associato anche ad un percorso fisioterapico. Nel pre intervento l’obiettivo sarà migliorare la consapevolezza e la capacità di reclutamento della muscolatura addominale. Nel post si interverrà nella risoluzione del drenaggio dei liquidi, nel trattamento della cicatrice chirurgica e nella rieducazione e rinforzo della muscolatura”, chiarisce.
“Di norma la separazione dei muscoli addominali si risolve spontaneamente dopo 8- 12 mesi dal parto. Quando la distanza tra le due fasce muscolari è superiore ai 2,5 cm e non si risolve fisiologicamente entro i 12 mesi, si parla di diastasi. E’ importante quindi rivolgersi prontamente ad un fisioterapista che effettuerà una prima valutazione e consiglierà poi il percorso da intraprendere”, sottolinea ancora. La fisioterapia post-parto è assolutamente basilare in caso di diastasi.
Gravidanza: diastasi addominale
Si parla sempre più spesso di diastasi addominale causata dalla gravidanza. L’ultima ad averlo fatto è Noemi Bocchi, la nuova compagna di Francesco Totti. I sintomi sono evidenti: pancia gonfia, doloro alla schiena, difficoltà digestive e respiratorie.
La causa più comune della diastasi addominale è, per le donne, la gravidanza. Ma che cos’è? (altro…)
Diastasi addominale
Che cos’è la diastasi addominale? “La diastasi addominale si verifica in gravidanza e consiste nella “divisione” longitudinale del retto dell’addome, il muscolo principale della parete addominale anteriore. In pratica, le due parti di cui è costituito questo muscolo si allontanano eccessivamente l’una dall’altra”, spiega il professor Alessio Caggiati, specialista in Chirurgia Plastica e direttore dell’Unità di Chirurgia Plastica dell’Istituto Dermatologico dell’Immacolata di Roma. (altro…)