Le spiagge più belle d’Italia 2025
L’estate come sempre promette meraviglie per chi sogna il mare italiano. Un recente studio condotto da I migliori casino online ha stilato la classifica delle spiagge più popolari e instagrammate d’Italia, tenendo conto dell’interesse sui social e delle ricerche su Google. Il risultato? Un mix perfetto tra mete iconiche e angoli segreti ancora poco battuti. Sono le spiagge più belle d’Italia 2025, perfette anche per chi viaggia in famiglia, con i bambini.

Quali sono le spiagge più belle d’Italia 2025? Eccole qui di seguito.
Scala dei Turchi, sulla costa siciliana, si conferma la regina incontrastata delle spiagge italiane: vanta oltre 244.000 post su Instagram e 110.000 ricerche mensili su Google. Le sue maestose scogliere bianche, che scendono a picco su acque turchesi, la rendono una meta irresistibile e tra le più fotogeniche d’Italia.
Al secondo posto troviamo Punta Prosciutto, perla della Puglia, che affascina con il suo mare cristallino e la sabbia finissima. Con 135.000 ricerche mensili e oltre 86.000 post Instagram, si impone come una delle destinazioni più desiderate dell’estate.
La Sardegna domina la top 5 con ben tre spiagge: La Pelosa, Cala Mariolu e Cala Brandinchi. La Pelosa si distingue per il colore intenso del mare e la sabbia bianca, mentre Cala Mariolu conquista con la sua valutazione media di 4,8 stelle, la più alta tra le prime dieci. Cala Brandinchi è invece una delle più instagrammate, con quasi 74.000 post.
Non è tutto. Oltre alle mete più note, l’analisi ha fatto emergere anche vere e proprie gemme nascoste: spiagge incantevoli ma ancora lontane dal turismo di massa.
E’ il caso di Cala dell’Argentiera, in Sardegna, immersa in un paesaggio quasi lunare tra i resti di una vecchia miniera d’argento. Nonostante i pochi post social (solo 1.701 su Instagram), è amatissima da chi la visita, con una media di 4,5 stelle.
In Calabria, Caletta Rovaglioso è un piccolo paradiso poco conosciuto: appena 305 post su Instagram e 320 ricerche al mese, ma con una valutazione altissima (4,7 stelle). È perfetta per chi cerca silenzio, natura e mare incontaminato.
Infine, Cala Li Cossi, altra meraviglia sarda, resta ancora una meta di nicchia, con circa 1.000 post su Instagram e 1.000 ricerche mensili, ma sempre più apprezzata per la sua bellezza selvaggia.
Tra coste frastagliate, scogliere bianche, sabbie dorate e acque cristalline, l’Italia offre un’incredibile varietà di spiagge dove vivere un’estate da sogno. Che siate alla ricerca della prossima destinazione social o di un rifugio segreto da esplorare, il 2025 sarà l’anno giusto per partire e visitare le più belle.
Estate dei genitori
Per chi ha figli piccoli, la bella stagione non è solo sinonimo di vacanza e leggerezza. E’ spesso una corsa a ostacoli tra scuole chiuse, lavoro che continua, servizi ridotti al minimo e una rete di supporto – come i nonni – non sempre disponibile. Il risultato? Un “buco” organizzativo ed emotivo che tante famiglie affrontano come possono. Per questa ragione l’estate dei genitori spesso non è semplice.
“E’ importante riconoscere che molte famiglie affrontano questo periodo con fatica”, spiega Maria Antonietta Gulino, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi (Cnop) ad Adnkronos. “I costi elevati dei centri estivi, la difficoltà di conciliare ferie e orari di lavoro, la mancanza di una rete familiare di supporto sono problemi concreti, che possono trasformare la pausa scolastica in un motivo di stress anziché di benessere”.
L’estate dei genitori può diventare un’occasione per rivedere aspettative e ideali. Non serve rincorrere la vacanza perfetta, ma trovare piccole pratiche quotidiane che aiutino i bambini a sentirsi visti, ascoltati e regolati emotivamente. In altre parole, come dice Gulino, “non serve essere perfetti, serve essere presenti”.
Il tempo passato insieme, anche se breve, può avere un impatto più positivo di giornate intere piene di attività. Bastano 20-30 minuti al giorno senza telefono e senza fretta, in cui l’adulto si dedica al bambino seguendone l’iniziativa: una chiacchierata, un gioco semplice, o solo ascoltare davvero.
Nel tentativo di “tenere occupati” i figli, molti genitori propongono un programma estivo serrato. Ma questa iperstimolazione può diventare fonte di stress. “Durante l’anno i bambini sono sottoposti a ritmi molto intensi. L’estate può e deve essere un tempo di decompressione”, sottolinea Gulino.
La noia non è un nemico. Al contrario, può essere una grande alleata di creatività, autonomia e ascolto di sé. Un bambino che si annoia sta semplicemente esplorando uno spazio interiore nuovo, senza per forza aver bisogno di una risposta immediata da parte dell’adulto.
Anche senza i nonni o una “famiglia estesa”, si possono creare piccole alleanze tra genitori: condivisioni di pomeriggi, scambi di tempo, collaborazioni informali. “E’ sempre possibile trovare spazi di vicinanza e relazione autentica”, afferma Gulino. Organizzarsi con un paio di famiglie di fiducia può alleggerire il carico e offrire ai bambini un clima più ricco di relazioni, senza stressare gli adulti.
Laboratori, attività formative, sport, lingue: in estate ogni occasione sembra diventare educativa. Ma anche questo approccio può creare aspettative irrealistiche e sovraccarico. “I figli non hanno bisogno di adulti impeccabili, ma di adulti presenti, coerenti e regolati”, ricorda Gulino. Un pranzo sbagliato, un pomeriggio noioso o una giornata in pigiama possono essere preziose se vissute con autenticità e condivisione, senza sentirsi in colpa.
Bambini: colpo di calore
Con queste temperature e non solo l’Italia, ma Europa ‘infiammata’ dai raggi roventi del sole, bisogna fare attenzione al cosiddetto colpo di calore. Estrema cautela per i grandi, massima attenzione per i nostri bambini.

Durante l’estate, i bambini trascorrono molto tempo all’aria aperta, tra giochi, mare, passeggiate e giornate in piscina. Ma quando le temperature si alzano troppo e l’umidità è elevata, può aumentare il rischio di colpo di calore, una condizione che può diventare pericolosa se non viene riconosciuta e trattata tempestivamente.
Il colpo di calore (o ipertermia) è un aumento anomalo della temperatura corporea, dovuto all’incapacità del corpo di dissipare il calore in modo efficace. Nei bambini, il rischio è maggiore perché il loro sistema di termoregolazione è ancora immaturo e sono più sensibili agli sbalzi termici, soprattutto in caso di esposizione prolungata al sole o in ambienti molto caldi e poco ventilati.
Come riconoscere i sintomi
I segnali da non sottovalutare includono:
- Febbre alta (anche sopra i 39°C) senza segni di infezione
- Pelle arrossata, calda e secca (il bambino non suda più)
- Debolezza, stanchezza estrema o confusione
- Mal di testa, nausea o vomito
- Respirazione rapida e battito accelerato
- Irritabilità o letargia
- Nei casi più gravi: crampi, svenimenti o convulsioni
Questi sintomi possono comparire all’improvviso, anche se il bambino ha giocato solo pochi minuti sotto il sole cocente.
Cosa fare immediatamente
- Porta subito il bambino in un luogo fresco e ombreggiato
- Sdraiato con le gambe leggermente sollevate
- Rimuovi vestiti o indumenti troppo pesanti
- Raffredda il corpo con panni bagnati, ventilatori o una doccia tiepida (non fredda)
- Offri da bere, preferibilmente acqua fresca (non ghiacciata), se il bambino è cosciente e in grado di bere
Se i sintomi sono gravi o non migliorano rapidamente, chiama immediatamente il 118 o recati al pronto soccorso.
Come prevenirlo
La prevenzione è l’arma più efficace:
- Evita di uscire nelle ore più calde (dalle 11 alle 17)
- Vesti il bambino con abiti leggeri, chiari e traspiranti
- Assicurati che beva spesso, anche se non ha sete
- Prediligi cibi freschi come frutta e verdura
- Usa cappellini a tesa larga e occhiali da sole
- In spiaggia o al parco, cerca sempre zone d’ombra e fai pause frequenti
Proteggere occhi in estate
In estate il sole, il vento e l’acqua salata possono causare danni agli occhi. Proteggere è importante, lo spiega l’oculista Paola Vastarella, direttrice dell’Unità di Oculistica dell’ospedale Vecchio Pellegrini, a Il Mattino.

I raggi ultravioletti possono avere effetti dannosi “anche su retina e cristallino, favorendo degenerazione maculare e cataratta soprattutto per le persone con occhi chiari, meno protetti per la scarsità di pigmento e quindi più esposti agli effetti di Uva e Uvb”, spiega l’esperto. Proteggere gli occhi in estate è quindi importantissimo.
“E’ fondamentale l’utilizzo di occhiali da sole adeguati”, sottolinea. Devono avere lenti con filtro UV400 certificato. Chi è affetto da maculopatie, deve rivolgersi al proprio ottico per filtri solari specifici. Sulle lenti a contatto chiarisce: “E’ estremamente rischioso dormire con le lenti, perché la cornea si ossigena attraverso l’aria e la prolungata ipo-ossigenazione può favorire lesioni e infezioni anche gravi”.
Con le lentine raccomandata la corretta igiene: “Prima di rimuovere le lentine è consigliabile idratarle con lacrime artificiali o soluzione fisiologica per evitare che, soprattutto dopo molte ore di utilizzo, si provochino microtraumi sulla superficie corneale, facilitando l’ingresso di germi”. Meglio le lenti giornaliere ed evitare il contatto con l’acqua di rubinetto.
“La disidratazione provocata dal caldo o dall’esposizione prolungata ad ambienti ventilati può accentuare disturbi lacrimali, bruciore e sensazione di un corpo estraneo”. Se accade aiutarsi con colliri lubrificanti. Per i bimbi, invece, vanno bene colliri antistaminici o con filtri protettivi contro i raggi UV in caso di fotoallergie. I sintoni sono prurito e arrossamenti, soprattutto dopo l’esposizione al sole.
Mi raccomando: proteggere gli occhi in estate è basilare. In caso di problemi è sempre consigliato rivolgersi a uno specialista.
Mete ideali per una vacanza in famiglia
Per una vacanza in famiglia ci sono mete ideali da scegliere. Partire insieme è un’occasione preziosa per rallentare, ritrovarsi e condividere esperienze indimenticabili. Scegliere il luogo giusto può fare la differenza: deve essere un posto che offra relax per i genitori, attività stimolanti per i bambini e anche un pizzico di avventura per tutti. Esistono tante destinazioni perfette per le famiglie, sia in Italia che all’estero.
Tra le mete ideali per una vacanza in famiglia ci sono sicuramente quelle a contatto con la natura. Le località di montagna, ad esempio, offrono aria pulita, paesaggi rigeneranti e tantissime attività per i più piccoli: passeggiate nei boschi, parchi avventura, visite alle fattorie didattiche o semplicemente giornate in riva a un lago. Località come l’Alto Adige, la Val di Fassa o il Trentino in generale propongono strutture family-friendly con animazione, menù su misura e baby club, per una vacanza rilassante anche per mamma e papà.
Anche il mare resta una delle scelte più amate, soprattutto se si opta per destinazioni con spiagge sabbiose, mare pulito e servizi adatti ai bambini. In Italia, la Riviera Romagnola è da sempre attenta alle famiglie, così come il Salento, la costa abruzzese e il Cilento, dove l’accoglienza si unisce a bellezze naturali e cultura. Chi cerca un mix tra spiaggia e attività culturali può orientarsi verso mete come la Sicilia o la Sardegna, scegliendo magari zone meno affollate e più autentiche.
Le città d’arte, spesso sottovalutate, possono diventare mete ideali non solo per una vacanza in famiglia, ma anche per i più piccoli se vissute con lo spirito giusto. Musei interattivi, laboratori creativi, tour in bicicletta, giardini pubblici e zoo urbani possono trasformare un weekend a Roma, Firenze, Torino o Napoli in un’avventura formativa e divertente.
Per chi desidera spingersi oltre i confini italiani, ci sono destinazioni europee perfette per le famiglie. Capitali come Copenaghen, Amsterdam o Berlino sono pensate a misura di bambino, con parchi, musei interattivi, piste ciclabili e hotel family friendly. Anche la Spagna, in particolare Barcellona e Valencia, offre il perfetto equilibrio tra cultura, mare e attrazioni per tutte le età.
Chi ama il verde e la tranquillità può optare per una vacanza in agriturismo o in campeggio: luoghi dove i bambini possono giocare liberamente, vivere esperienze a contatto con la natura e imparare dai ritmi semplici della vita all’aria aperta. Le colline toscane, l’Umbria, il Piemonte e la Maremma sono ricche di strutture immerse nel verde, spesso con piscina, animazione, animali e laboratori didattici.
La cosa più importante, però, è che ogni viaggio sia costruito attorno al desiderio di stare bene insieme, di creare ricordi, e riscoprire il valore delle piccole cose.
Genitori e figli: giochi da fare in vacanza
Giocare non è solo divertente: rafforza il legame tra genitori e figli, stimola la creatività, allena la pazienza e crea ricordi indelebili. In vacanza, non servono giochi costosi o grandi organizzazioni: bastano tempo, presenza e voglia di condividere. Ecco qualche consiglio per genitori e figli sui giochi da fare in vacanza.

La vacanza è il momento ideale per rallentare i ritmi, staccare dalla routine e dedicare tempo pieno ai propri figli. Ma spesso, dopo i primi giorni di mare, passeggiate o piscina, arriva la classica domanda: “E ora cosa facciamo?”. I giochi da fare insieme, genitori e figli, sono molteplici.
In spiaggia o in giardino
- Caccia al tesoro naturale
Invita i bambini a cercare oggetti nella natura: una conchiglia bianca, un sasso rotondo, una foglia a forma di cuore… Puoi preparare una lista o inventarla sul momento. - Costruzioni con la sabbia
Oltre ai classici castelli, proponi temi diversi: “costruisci un animale”, “crea una città”, “realizza una pista per le biglie”. - Mini olimpiadi familiari
Salti, corse, tiri al bersaglio con i sassi, equilibrio su una corda o una linea tracciata… Bastano pochi oggetti e un po’ di voglia di ridere insieme. - Pesca immaginaria
Con bastoncini, filo e mollette si può costruire una canna da pesca “magica” per pescare sassolini colorati o biglie in un secchiello.
Quelli in montagna
- Gioco delle orme
Chi riesce a lasciare l’impronta più strana con i piedi sul terreno morbido? O inventare la camminata più buffa? - Storie a tappe
Ogni membro della famiglia aggiunge una frase alla storia, ispirandosi a ciò che vede lungo il percorso. Il risultato sarà esilarante! - Memory della natura
Durante la passeggiata, raccogliete piccoli oggetti naturali. A casa o in tenda, mostrateli un minuto, poi copriteli e chiedete di ricordarne il maggior numero possibile.
Da fare in viaggio
- Indovina cosa vedo
Chi indovina per primo l’oggetto pensato da un altro solo con domande a cui si può rispondere “sì” o “no”? - Parole a catena
Una parola deve iniziare con l’ultima lettera di quella detta prima. Variante: solo animali, cibi, paesi… - Inventiamo canzoni
Melodie semplici, parole buffe, temi assurdi: l’obiettivo non è la perfezione, ma ridere insieme.
Alcuni tranquilli per i momenti di relax
- Disegni all’aperto
Con fogli e matite si può ritrarre ciò che si vede: il mare, la montagna, una pianta. Oppure… disegnare “la vacanza perfetta”. - Teatrino improvvisato
Con pupazzi, sassi, conchiglie o semplici personaggi inventati con le mani. Il pubblico? Genitori, fratelli, peluche o… altri bagnanti!
Estate e bambini: come proteggerli dai malanni
Estate e bambini è il binomio perfetto: i piccoli si sentono liberi e leggeri come l’aria. Ma con il caldo e l’umidità aumentano anche i rischi per la salute dei più piccoli. I bambini possono facilmente andare incontro a disturbi tipici della stagione. Come proteggerli dai malanni di stagione? A spiegare a Leggo come affrontarli è la dottoressa Elena Bozzola, pediatra e presidente dell’onlus Il Bambino e il Suo Pediatra, nonché coordinatrice della Commissione Dipendenze Digitali della Società Italiana di Pediatria.

Tra le problematiche più temute dai genitori c’è il colpo di calore, un rischio concreto per i più piccoli, che non riescono ancora a regolare bene la temperatura corporea. “I bambini, insieme agli anziani, sono i più esposti alle alte temperature perché hanno una capacità ridotta di termoregolare il proprio corpo, soprattutto in caso di esposizione diretta al sole. Il rischio aumenta con l’umidità e la mancanza di ventilazione”, spiega. Le precauzioni da adottare? Semplici ma efficaci: evitare le ore più calde, farli bere spesso, scegliere ambienti freschi e ventilati, proporre pasti leggeri e ricchi di frutta e verdura. “Meglio evitare succhi confezionati: l’acqua è la scelta migliore, insieme alla frutta come spuntino”, precisa Bozzola.
Anche l’insolazione, spesso sottovalutata, può causare fastidi importanti: “Portare il bambino all’ombra, idratarlo subito, rinfrescarlo con acqua e, se i sintomi sono importanti come vomito e svenimenti, consultare il medico”.
Molte famiglie approfittano delle vacanze per togliere il pannolino ai bimbi, ma al mare è bene fare attenzione. “Evitare di lasciare il bambino nudo sulla sabbia – avverte la pediatra – meglio usare un costume o un telo. La sabbia può contenere piccoli acari che provocano prurito, oppure batteri che, attraverso il grattamento, possono generare infezioni come l’impetigine o infezioni fungine”.
Un altro disturbo molto comune è la sudamina, ovvero la comparsa di puntini rossi pruriginosi dovuti al sudore: “E’ importante non farli grattare e mantenere la pelle pulita e asciutta. Non consigliamo l’uso di creme barriera, spesso inutili o addirittura irritanti”.
E quando si va in piscina o si fa il bagno al mare? Attenzione all’otite del nuotatore: “L’acqua stagnante, specie se non pulita, favorisce la crescita di microrganismi e può causare dolore e arrossamento. Meglio evitare l’immersione in acque solo all’apparenza pulite e asciugare bene le orecchie dopo il bagno”.
In estate non mancano problemi gastrointestinali legati a batteri e intossicazioni: “Durante l’estate aumenta il rischio di infezioni come la salmonella. E’ importante prestare attenzione all’igiene, alla conservazione dei cibi e alla qualità dell’acqua che si beve”.
Punture di insetti? La regola è niente panico: “La reazione più comune è un ponfo con prurito e bruciore. Si può alleviare con un impacco di acqua fredda. Se compaiono sintomi sistemici, come nausea o vomito, è necessario rivolgersi subito al medico”. E in caso di medusa? “Non bisogna mai strofinare la zona né usare sostanze come ammoniaca. Lavare con acqua di mare, fare impacchi freddi e applicare un gel al cloruro d’alluminio per dare sollievo”.
Anche il mal d’auto può rovinare il viaggio: “Programmare bene il viaggio, scegliere orari freschi, fare pause regolari e garantire una buona ventilazione, anche con l’aria condizionata, purché senza sbalzi. Non è necessario tenere il bambino a digiuno: meglio optare per spuntini leggeri e limitare gli stimoli visivi”.
E in aereo? La pressione può dare fastidio alle orecchie. Il consiglio: “E’ utile far succhiare il latte, il succhiotto o masticare una caramella durante decollo e atterraggio”.
Infine, attenzione a chi parte per destinazioni esotiche: le vaccinazioni raccomandate vanno fatte per tempo. Anche restando in Italia, è bene essere pronti: verso la fine dell’estate possono tornare virus come la varicella. “La buona notizia è che oggi è sotto controllo grazie al vaccino. Ma attenzione anche agli enterovirus, che — come dice il detto — non vanno mai in vacanza”.
Per affrontare al meglio ogni giornata, è utile preparare uno zaino da estate: non devono mancare cappellino, occhiali da sole, crema solare, acqua fresca, frutta o spuntini leggeri, salviette, asciugamano, costume di ricambio, gel al cloruro d’alluminio, bustine di sali reidratanti, cerotti, disinfettante delicato e una maglietta pulita. E, sempre a portata di mano, tessera sanitaria e libretto del bambino: perché anche in vacanza, prevenzione e organizzazione fanno la differenza.
Bimbi: ogni quanto spalmare crema solare
Per i bimbi questo sarà un weekend a tutto mare, date le temperature già caldissime. Noi mamme spesso ci chiediamo ogni quanto spalmare la crema solare ai piccoli. La pediatra e ricercatrice Elena Scarpato lo chiarisce a Fanpage.

Oltre a chiedervi ogni quanto spalmare la crema solare, ricordate che deve essere applicata con cura non solo su gambe, braccia e torso dei bimbi, ma pure su testa, collo e persino dietro alle orecchie.
La dottoressa dissipa tutti i dubbio su ogni quanto spalmare la crema solare ai bimbi: “Dovrebbe essere applicata più o meno ogni trenta o quaranta minuti. Se però il bambino fa il bagno in mare o si toglie la crema giocando con l’acqua, allora bisogna subito rimettere uno strato di crema per garantire la giusta protezione”.
“In età pediatrica – ricorda la specialista – è bene utilizzare sempre una crema solare con SPF pari ad almeno 50, indipendentemente dal fototipo del bambino”. Nei primi 6 mesi di vita la pelle del neonato è delicatissima, se il vostro piccolino rientra in questa fascia d’età, evitate la sua esposizione al sole!

Scritto da Annamaria e postato in