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Gravidanza: le 7 regole per mangiare bene

Set 26
Scritto da Annamaria avatar

Quello che mangia la mamma durante la gravidanza può essere importante per la crescita del bambino già dalle prime settimane. A confermarlo è uno studio italiano pubblicato sul “British Journal of Nutrition”, coordinato da Irene Cetin, professoressa di Ostetricia e Ginecologia dell’Università Statale di Milano e direttrice della Struttura Complessa di Ostetricia del Policlinico di Milano. La ricerca ha seguito 938 donne sane in 24 centri ostetrici italiani e ha osservato la crescita dei feti attraverso diverse ecografie nel corso della gravidanza. Le abitudini alimentari sono state valutate già nel primo trimestre. Le future mamme con una minore aderenza a un’alimentazione considerata adeguata hanno mostrato una traiettoria di crescita fetale più piatta, un’associazione risultata particolarmente evidente nei feti maschi. Ecco le 7 regole per mangiare bene e aiutare la crescita del bebè, come riporta il Corriere della Sera.

gravidanza le 7 regole per mangiare bene

Le 7 regole

Lo studio ha utilizzato il punteggio SIMPLE, una checklist di dieci elementi pensata per individuare rapidamente eventuali situazioni di rischio nutrizionale. Tra gli aspetti considerati ci sono frutta e verdura, cereali integrali, carne e pesce, latticini, dolci, acido folico, sale iodato, esposizione al sole ed emoglobina.

1. Frutta e verdura tutti i giorni

La regola è quella delle cinque porzioni quotidiane, per arrivare complessivamente ad almeno 400 grammi al giorno. L’idea è semplice: varietà e presenza costante di vegetali nella dieta.

2. Non dimenticare i cereali integrali

Pane, pasta, riso, avena e altri cereali integrali dovrebbero trovare spazio regolarmente nell’alimentazione. Sono importanti anche per l’apporto di fibre.

3. Carne e pesce con regolarità, senza esagerare

La checklist SIMPLE considera adeguato un consumo di carne e pesce nell’ordine di due o tre volte alla settimana. Naturalmente, durante la gravidanza, la scelta e la preparazione degli alimenti devono rispettare le normali indicazioni di sicurezza alimentare.

4. Latte e derivati nel menu quotidiano

Anche gli alimenti della categoria lattiero-casearia rientrano tra gli elementi valutati dalla checklist. La quantità e le eventuali alternative vanno adattate alle esigenze della singola donna.

5. Dolci e merendine: meglio limitarli

Non significa rinunciare completamente al dolce, ma evitare che merendine e prodotti ricchi di zuccheri diventino un’abitudine quotidiana. L’obiettivo è lasciare più spazio ad alimenti che apportano nutrienti utili.

6. Acido folico e sale iodato

L’acido folico è raccomandato già nel periodo precedente al concepimento e durante il primo trimestre. Anche lo iodio è importante per la gravidanza e per lo sviluppo neurologico del feto: per questo la checklist considera l’utilizzo moderato di sale iodato. L’integrazione, però, deve essere concordata con il medico.

7. Attenzione anche al sole e all’emoglobina

La checklist prende in considerazione anche un’esposizione prudente alla luce solare e il valore dell’emoglobina nel primo trimestre. Quest’ultimo dovrebbe essere superiore a 110 g/L secondo i criteri utilizzati nello studio. Non significa però che la futura mamma debba autodiagnosticarsi una carenza: sono il ginecologo e gli esami prescritti durante la gravidanza a stabilire se servono controlli o interventi.

Un aspetto importante è non trasformare queste indicazioni in una nuova fonte di ansia. Lo studio mostra un’associazione tra qualità dell’alimentazione materna nel primo trimestre e traiettoria di crescita fetale, ma essendo uno studio osservazionale non dimostra che correggere la dieta provochi direttamente un miglioramento della crescita del bambino. Il valore della ricerca sta soprattutto nella possibilità di individuare presto eventuali abitudini alimentari non adeguate. Il punteggio SIMPLE potrebbe infatti diventare uno strumento semplice per capire già nei primi mesi se una futura mamma ha bisogno di un aiuto nutrizionale personalizzato.

Come ha spiegato Irene Cetin, il monitoraggio della velocità di crescita fetale può fornire informazioni più complete rispetto al solo peso del bambino alla nascita e uno screening precoce può aiutare a individuare eventuali carenze nutrizionali e indirizzare verso una consulenza mirata.La regola più importante è forse proprio che in gravidanza non servono sensi di colpa né diete fai-da-te, ma attenzione, varietà e un confronto con i professionisti che seguono la mamma e il bambino.