Donare latte materno: un gesto d’amore
Un qualcosa piccolo solo all’apparenza, ma capace di fare la differenza nella vita di tantissimi neonati e delle loro famiglie. Donare il proprio latte materno è un gesto d’amore: significa trasformare un’esperienza profondamente intima come l’allattamento in un atto concreto di cura e solidarietà. E oggi, più che mai, il Latte Umano Donato rappresenta una risorsa preziosa soprattutto per i bambini più fragili, come i neonati prematuri o con patologie complesse ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale.

In occasione della Giornata Mondiale della Donazione del Latte Umano, che si celebra oggi, 19 maggio, l’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD) e la Società Italiana di Neonatologia (SIN) hanno voluto accendere i riflettori sull’importanza delle Banche del Latte Umano, strutture specializzate dove il latte donato dalle mamme viene raccolto, controllato, trattato e conservato in totale sicurezza. Per tanti piccoli pazienti questo latte non è soltanto nutrimento. È una vera terapia salvavita.
Negli ultimi anni la medicina neonatale ha fatto passi da gigante, ma il latte umano continua a essere considerato insostituibile. Non a caso nel 2024 il Parlamento Europeo ne ha riconosciuto ufficialmente il valore classificandolo come “sostanza di origine umana”, al pari di un tessuto. E i benefici riguardano tutti: i neonati che lo ricevono, le mamme che lo donano e persino l’intera comunità.
Per una donna, donare il proprio latte significa innanzitutto sentirsi utile, parte attiva di una rete di aiuto concreta. Sapere che quel latte potrà nutrire un bambino fragile, magari nato troppo presto o in condizioni delicate, ha un enorme valore emotivo e psicologico. Molte mamme raccontano che la donazione rafforza il senso di autostima e rende ancora più significativo il proprio percorso di maternità.
Anche dal punto di vista fisico ci sono benefici importanti. L’estrazione regolare del latte aiuta infatti a mantenere stabile la produzione lattea e può essere utile soprattutto nelle prime settimane dopo il parto, quando l’allattamento si sta ancora consolidando. Inoltre, può ridurre il rischio di ingorghi mammari o mastiti nelle donne che producono latte in eccesso. Ma non è tutto.
Entrare in contatto con una Banca del Latte significa spesso ricevere supporto qualificato sull’allattamento, sulla conservazione del latte e sulla gestione dei primi mesi con il neonato. Un accompagnamento prezioso che aiuta molte mamme a vivere questa fase con maggiore consapevolezza e serenità.
Per i neonati che ricevono il latte donato, invece, i vantaggi sono enormi e scientificamente documentati. Il latte umano riduce in modo significativo il rischio di gravi complicanze nei bambini prematuri, come l’enterocolite necrotizzante, una patologia intestinale molto pericolosa. Aiuta inoltre a migliorare la digestione, sostiene il sistema immunitario e favorisce uno sviluppo neurologico più armonioso.
Anche per i neonati a termine che, temporaneamente, non possono essere allattati dalla propria mamma, il latte donato rappresenta la migliore alternativa possibile. E spesso aiuta anche le madri riceventi dal punto di vista emotivo. Sapere che il proprio bambino sta ricevendo latte umano può alleviare ansia, senso di colpa o frustrazione in momenti già molto delicati, soprattutto dopo un parto difficile o una nascita prematura.
Le Banche del Latte diventano così qualcosa di molto più grande di un semplice servizio sanitario. Creano una rete di sostegno tra mamme, famiglie e operatori sanitari, promuovendo una cultura della condivisione e della cura reciproca. Un sistema che fa bene anche alla sanità pubblica, perché l’utilizzo del latte umano contribuisce a ridurre complicanze, ricoveri prolungati e costi ospedalieri.
Oggi l’Italia conta 44 Banche del Latte Umano Donato ed è tra i Paesi europei più avanzati in questo settore. Ma secondo gli esperti c’è ancora bisogno di ampliare la rete e rendere l’accesso al latte donato più omogeneo su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è semplice ma fondamentale: garantire a ogni neonato, fin dai primi giorni di vita, le stesse opportunità di cura e di salute. Perché dietro ogni goccia di latte donato c’è molto più di un alimento. C’è il gesto silenzioso di una mamma che aiuta un’altra mamma.
Latte materno contro la NEC
In occasione della Giornata mondiale di sensibilizzazione sull’Enterocolite Necrotizzante (NEC), celebrata il 17 maggio, la Società Italiana di Neonatologia (SIN) richiama l’attenzione su una delle patologie più gravi che possono colpire i neonati prematuri. L’enterocolite necrotizzante, o NEC, è una vera e propria emergenza neonatale, caratterizzata da un’infiammazione intestinale che, nei casi più gravi, può portare alla necrosi e alla perforazione dell’intestino. Il latte materno è importantissimo contro la NEC.
La malattia si manifesta solitamente nelle prime settimane di vita, e la sua comparsa è tanto più probabile quanto minore è l’età gestazionale del neonato. Colpisce fino all’8% dei bambini con peso inferiore a 1000 grammi, ma può riguardare anche i nati a termine in presenza di fattori di rischio come cardiopatie congenite o complicanze perinatali.
Le opzioni terapeutiche variano dalla sospensione dell’alimentazione enterale e dalla somministrazione di antibiotici, fino all’intervento chirurgico nei casi più complessi. Ma è sul fronte della prevenzione che la medicina neonatale punta sempre più con decisione.
“Gli sforzi preventivi si sono concentrati sull’identificazione di interventi che possano ridurre il rischio, la frequenza e la gravità della NEC”, afferma Simonetta Costa, segretaria del Gruppo di Studio del Neonato Chirurgico della SIN. “Poiché la NEC si verifica prevalentemente nei neonati pretermine, la prevenzione della nascita pretermine avrebbe un impatto significativo sulla sua incidenza”, aggiunge.
Un ruolo cruciale contro la patologia è svolto dal latte materno, la cui efficacia preventiva è oggi sostenuta da un ampio consenso scientifico. La somministrazione di corticosteroidi prenatali alle donne a rischio di parto prematuro è già un importante strumento per ridurre l’incidenza della NEC, ma è l’alimentazione con latte umano a rappresentare un vero e proprio scudo naturale.
“Un altro strumento di grande importanza per la prevenzione della NEC è il latte umano”, sottolinea Massimo Agosti, presidente della SIN. “Secondo le raccomandazioni della nostra Società Italiana di Neonatologia e delle altre società scientifiche nazionali ed internazionali che si occupano di nutrizione neonatale, il latte della propria mamma è la prima scelta anche per i neonati prematuri”, aggiunge. Il latte materno contro la NEC è efficace.
“Se il latte materno non è disponibile, il latte umano donato – prosegue Agosti – rappresenta la prima alternativa, pur offrendo benefici protettivi leggermente minori a causa delle procedure cui è soggetto di congelamento, pastorizzazione e conservazione”.
I benefici del latte materno sono molteplici: abbassa il pH gastrico, migliora la motilità intestinale e contrasta la disbiosi, grazie alla presenza di componenti prebiotici e probiotici. La protezione, inoltre, è dose-dipendente: più latte materno viene somministrato, maggiore è la copertura offerta contro la NEC.
Una pratica emergente che sta guadagnando terreno è la terapia orale del colostro: piccole gocce del primo latte materno somministrate nella bocca del neonato entro le prime 24 ore di vita. Un gesto semplice, ma che secondo diversi studi può contribuire in modo significativo a ridurre il rischio di NEC.
Latte materno scudo contro Covid
Il latte materno è uno scudo prezioso anche contro il Covid. Non solo è parte integrante del processo riproduttivo, con notevoli implicazioni positive per la salute del neonato e della madre, ma protegge il bambino pure dal Coronavirus: anche gli anticorpi anti-SARS-CoV-2 sono trasmessi dalla madre al neonato durante l’allattamento, a seguito dell’infezione naturale o della vaccinazione. (altro…)
Latte materno: cambiamenti
Il latte materno si trasforma con il passare dei giorni. I suoi cambiamenti sono visibili a occhio nudo: è vivo e matura, si modifica a seconda delle necessità nutrizionali del bambini.
E’ bello osservare i cambiamenti del latte materno. E’ opportuno anche capirli e conoscerli. Questi cambiamenti indicano quando sia importante per il bebè quotidianamente. (altro…)
Latte materno sicuro anche in tempo di Covid
La Società Italiana di Neonatologia (SIN) ribadisce l’importanza della donazione del latte materno, assolutamente sicuro anche in tempo di Covid, tranquillizzando le mamme sulla sicurezza della donazione presso le Banche del latte. “Donare il latte materno è sicuro”, afferma il Prof. Fabio Mosca, Presidente della SIN. “All’interno delle nostre banche del latte sono state attivate tutte le procedure di controllo sia sulle donatrici che sul latte stesso. Invitiamo pertanto le mamme italiane a continuare a mostrare la loro generosità, donando il proprio latte per quei neonati che ne hanno più bisogno, in particolare i nati pretermine”, aggiunge. (altro…)
Latte materno, il meglio per neonato
Il latte materno è il meglio che c’è per il neonato. La SIN, Società Italiana di neonatologia, lo sottolinea ancora una volta. “Allattare al seno è un metodo senza pari per fornire ai bambini un nutrimento ideale per crescere e svilupparsi in salute; è inoltre parte integrante del processo riproduttivo, con notevoli implicazioni positive per la salute del neonato e della madre. L’allattamento esclusivo al seno fino ai 6 mesi compiuti e la tutela dell’allattamento materno, prima e dopo il parto, devono essere un obiettivo prioritario di tutti i neonatologi/pediatri, se si vuole mettere veramente il neonato al centro del futuro”, spiega il presidente, il professor Fabio Mosca. (altro…)
Latte d’asina? Meglio il latte materno
Il latte materno per i neonati prematuri è meglio del latte d’asina. La SIN lo sottolinea.
“Sostenere la produzione del latte d’asina, non solo come integratore del latte materno per i neonati prematuri, ma anche come alimento alternativo al latte vaccino in soggetti allergici”. E’ questo che sostiene, in modo completo, l’art. 1 del Disegno di Legge presentato da Forza Italia e “bocciato” drasticamente dalla Fnopo, Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica. La Società Italiana di Neonatologia (SIN), da sempre in prima fila nel sostenere iniziative che riguardano la salute dei nati prematuri, tra le quali quelle riguardanti la promozione ed il sostegno dell’allattamento materno, interviene per fare chiarezza sulla questione. Il latte materno è meglio del latte d’asina. (altro…)
Conservare latte materno
Come conservare al meglio il latte materno? Ricordiamo sempre che può essere conservato, se prodotto in eccesso dalla mamma, per eventuali future necessità.
Per conservare il latte materno in modo ottimale, il contenitore scelto dovrà essere riempito massimo a tre quarti. Il latte materno tirato nell’intera giornata può essere tutto messo insieme, basta che abbia la stessa temperatura prima di essere mescolato. Sul contenitore andrà apposta un’etichetta con la data dell’estrazione, così che, via, via che verrà preso, si utilizzi sempre quello meno recente. (altro…)

Scritto da Annamaria e postato in