Articoli taggati come ‘scuola superiore’

Torna la “Maturità” 

Ott 30
Scritto da Annamaria avatar

L’Esame di Stato cambia volto  e anche nome. Dal 2026, infatti, torna la Maturità, proprio come un tempo. Un ritorno alle origini che non è solo simbolico, ma segna anche una nuova impostazione per l’esame che conclude il percorso scolastico di milioni di studenti italiani. La riforma, approvata definitivamente dal Parlamento, porta con sé diverse novità pensate per rendere la prova più equilibrata, più formativa e più vicina alla realtà scolastica di oggi.

torna la maturita

Il colloquio orale, che negli ultimi anni si era trasformato in un lungo percorso multidisciplinare, sarà d’ora in poi incentrato su quattro materie. Saranno individuate ogni anno dal Ministero dell’Istruzione entro il 31 gennaio, in modo da permettere agli studenti di prepararsi per tempo e in modo mirato.

Restano invece due prove scritte: una di italiano comune a tutti e una di indirizzo, diversa a seconda del tipo di scuola.

Anche le commissioni cambiano: saranno più snelle, composte da cinque membri (due interni, due esterni e un presidente esterno), per rendere il lavoro di valutazione più agile e coerente.

Un altro punto fermo riguarda la partecipazione: chi rifiuterà il colloquio orale verrà automaticamente bocciato. Il messaggio è chiaro: l’esame va affrontato con serietà e consapevolezza, come tappa finale di un percorso formativo, non come ostacolo da evitare.

Il voto finale terrà conto non solo dei risultati delle prove, ma anche dell’impegno dimostrato durante l’anno e di eventuali attività extrascolastiche riconosciute come formative o meritorie.

L’obiettivo della riforma è duplice: ridare centralità al merito e alla preparazione effettiva, e allo stesso tempo valorizzare il percorso complessivo dello studente. Il ritorno al nome “Maturità” vuole proprio richiamare questo concetto: non si tratta solo di un esame, ma di un momento di crescita personale e culturale.

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha spiegato che la riforma nasce per “restituire dignità e valore a un passaggio decisivo nel percorso formativo dei giovani”. Sottolinea che la Maturità deve tornare a rappresentare una prova di maturazione, non solo di conoscenza.

Per gli studenti di oggi il cambiamento più grande sarà nella gestione del tempo e del metodo di studio. Con un colloquio centrato su poche materie, servirà approfondire davvero, capire i collegamenti e non limitarsi alla semplice memorizzazione. Anche il modo di essere valutati sarà più completo. Conterà la partecipazione, la costanza, la capacità di esprimersi e di argomentare. Un approccio più “europeo”, che guarda non solo alle conoscenze ma anche alle competenze e all’autonomia di pensiero. E voi che ne pensate?

Aiutare i figli nella scelta liceo

Giu 24
Scritto da Annamaria avatar

La scelta della scuola superiore è un momento delicato, carico di aspettative, dubbi e paure. Per un adolescente, decidere quale liceo frequentare significa compiere il primo vero passo verso l’autonomia e la costruzione della propria identità. Per un genitore, invece, è l’occasione per accompagnare con discrezione e intelligenza questo percorso. Ma come aiutare i figli nella scelta del liceo nel modo più utile, senza imporre e senza restare passivi?

1. Ascoltare i desideri, non proiettare i propri

Ogni ragazzo è un mondo a sé. Alcuni amano le materie umanistiche, altri hanno una naturale inclinazione per la matematica o per le scienze. E’ fondamentale non proiettare sui figli i propri sogni irrealizzati.

2. Valutare interessi e attitudini

Il liceo non è solo un percorso scolastico, ma anche formativo. Ogni liceo – classico, scientifico, linguistico, artistico, musicale, delle scienze umane – sviluppa una diversa forma mentis. Conoscere i punti di forza e le inclinazioni del proprio figlio è il primo passo per orientarlo. Per esempio, chi ama leggere, scrivere, riflettere sul senso della vita, potrebbe trovarsi bene al liceo classico. Chi ha una passione per i numeri, l’informatica o la logica potrebbe invece preferire lo scientifico.

3. Conoscere l’offerta formativa delle scuole

Ogni scuola ha un’identità specifica: alcuni licei puntano sull’innovazione, altri sulla tradizione, altri ancora su un forte legame con l’estero o con il territorio. Partecipare agli open day aiuta.

4. Considerare anche gli aspetti pratici

Il percorso di studi deve anche essere sostenibile nel tempo. Fattori come la distanza da casa,n il carico di studio e l’ambiente scolastico incidono.

5. Sostenere, ma lasciare decidere

Il ruolo dei genitori non è scegliere al posto dei figli, ma fornire strumenti, informazioni e sostegno emotivo. Anche se la scelta può sembrare “rischiosa” o non perfettamente in linea con le aspettative, è importante fidarsi e permettere al ragazzo di responsabilizzarsi.

E se vogliono cambiare scuola? Capita spesso che, dopo alcuni mesi o anni, i ragazzi si rendano conto che il liceo scelto non risponde alle loro aspettative, ai loro interessi o al loro modo di apprendere. Cambiare scuola non è un fallimento.

Il primo passo è ascoltare con attenzione: il desiderio di cambiare può nascere da una difficoltà momentanea, da un disagio relazionale o da una vera incompatibilità con il percorso scelto. Occorre distinguere tra crisi passeggera e insoddisfazione profonda. Esistono procedure ben precise per cambiare indirizzo di studi. E’ importante informarsi. Anche se il cambio può spaventare (per la discontinuità, il timore di “perdere tempo”), è importante non colpevolizzare.

La scuola superiore è un tempo di esplorazione: si cambia, si cresce, si scopre chi si è. Accompagnare i figli anche nei momenti di revisione della scelta iniziale significa aiutarli a cercare e a costruire il proprio cammino. Con coraggio, pazienza e fiducia.

Ultimo giorno di scuola: come festeggiare

Giu 06
Scritto da Annamaria avatar

Ci siamo, qui a Roma, almeno per quel che riguarda mia figlia, l’ultimo giorno di scuola è venerdì 8 giugno. Come festeggiare?

Tante le idee sul come festeggiare l’ultimo giorno di scuola. C’è una grande voglia di farlo. Bibi è galvanizzata e non vede l’ora. (altro…)