Caldo e alimenti: vademecum per conservarli
Con il caldo torrido bastano poche ore perché un alimento conservato nel modo sbagliato diventi un potenziale rischio per la salute. Le alte temperature, infatti, favoriscono la proliferazione di batteri come salmonella, listeria ed escherichia coli e aumentano il pericolo di tossinfezioni alimentari. Per questo, soprattutto in estate, è fondamentale adottare qualche accorgimento in più quando si fa la spesa, si cucina o si conservano gli avanzi. Secondo gli esperti, seguire poche semplici regole permette di ridurre notevolmente i rischi. Caldo e alimenti spesso non vanno d’accordo, ecco il vademecum per conservarli.

Leggere sempre la data di scadenza. La prima distinzione da conoscere è quella tra le diciture riportate sulle confezioni.
- “Da consumarsi entro il” indica una vera data di sicurezza: oltre quel termine gli alimenti freschi, come affettati, latticini o pesce, non dovrebbero essere consumati.
- “Da consumarsi preferibilmente entro il” riguarda invece prodotti come pasta, riso, biscotti o cracker: superata la data possono perdere qualità, ma non diventano automaticamente pericolosi.
Mai interrompere la catena del freddo. Durante l’estate il frigorifero diventa il miglior alleato.
Quando si fa la spesa è consigliabile acquistare per ultimi i prodotti refrigerati e surgelati, utilizzando, se possibile, una borsa termica per il trasporto. Una volta arrivati a casa, vanno riposti immediatamente in frigorifero o nel congelatore.
Anche pochi minuti sotto il sole, specialmente in auto, possono compromettere la sicurezza di alcuni alimenti.
Attenzione agli avanzi. Con il caldo gli avanzi non possono restare sul tavolo per ore. Gli esperti consigliano di:
- lasciarli raffreddare solo per il tempo necessario;
- conservarli in contenitori puliti e ben chiusi;
- riporli rapidamente in frigorifero;
- consumarli entro due o tre giorni.
Se un alimento è rimasto a temperatura ambiente per più di quattro ore, è più prudente eliminarlo.
Occhio alla contaminazione incrociata. Uno degli errori più frequenti in cucina è utilizzare lo stesso coltello o lo stesso tagliere per alimenti crudi e cotti. Per evitare contaminazioni è importante:
- lavare accuratamente mani, utensili e superfici con acqua calda e sapone;
- utilizzare strumenti diversi per carne, pesce e alimenti già pronti;
- conservare i cibi crudi nei ripiani inferiori del frigorifero, ben separati da quelli pronti al consumo.
Carne e pesce: fidatevi anche dell’olfatto. Non sempre il colore racconta tutta la verità.
La carne, ad esempio, può assumere una tonalità più scura senza essere deteriorata. Un odore sgradevole, invece, è un segnale da non ignorare.
Il pesce dovrebbe essere consumato preferibilmente entro 24 ore dall’acquisto e cotto accuratamente. Se si desidera mangiarlo crudo, è fondamentale verificare che sia stato preventivamente abbattuto secondo le norme di sicurezza.
Frutta e verdura: il bicarbonato non basta. Lavare frutta e verdura sotto acqua corrente è il metodo più efficace.
Il bicarbonato, contrariamente a quanto si pensa, non elimina i microrganismi patogeni. Se un frutto presenta una piccola parte ammaccata o leggermente deteriorata, spesso è sufficiente eliminarla, purché non vi siano segni estesi di marciume.
Uova crude e creme: massima prudenza. Tiramisù, maionese fatta in casa e altre preparazioni con uova crude richiedono particolare attenzione durante l’estate.
È consigliabile utilizzare uova freschissime e consumare questi alimenti subito dopo la preparazione, evitando di lasciarli a lungo fuori dal frigorifero.
Formaggi: non sono tutti uguali. Se compare una piccola muffa su un formaggio stagionato a pasta dura, spesso è sufficiente eliminarne una parte abbondante. Diverso il discorso per i formaggi molli: in presenza di muffe non previste è meglio non consumarli. Particolare attenzione va riservata ai formaggi prodotti con latte crudo, soprattutto se destinati ai bambini piccoli.
Conserve: mai sottovalutare un tappo gonfio. Le conserve fatte in casa e alcuni alimenti sott’olio richiedono molta cautela.
Se il tappo appare rigonfio, fuoriesce gas all’apertura o il contenuto presenta odori insoliti, il prodotto va eliminato senza nemmeno assaggiarlo. Sono segnali che possono indicare la presenza del batterio responsabile del botulismo, una malattia rara ma molto grave.
Per ridurre al minimo i rischi basta ricordare alcune semplici abitudini:
- mantenere il frigorifero tra 0 e 4 °C;
- non lasciare alimenti deperibili fuori dal frigo troppo a lungo;
- trasportare i cibi in borse termiche durante picnic e giornate al mare;
- cuocere accuratamente carne, pesce e prodotti che lo richiedono;
- evitare di assaggiare alimenti che presentano odori, consistenza o confezioni anomale.

Scritto da Annamaria e postato in