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Vene varicose e parto

Feb 28
Scritto da Annamaria avatar

Gambe pesanti, caviglie gonfie, capillari che si fanno più visibili e, in alcuni casi, vere e proprie vene varicose. La gravidanza è un viaggio meraviglioso, ma il corpo cambia in fretta e non sempre in modo leggero. Le vene varicose sono uno dei disturbi più comuni tra le future mamme e non è solo una questione estetica. E nel parto cosa succede?

vene varicose e parto

Perché compaiono proprio in gravidanza? Ci sono tre grandi “colpevoli”. Il primo sono gli ormoni: il progesterone rilassa le pareti dei vasi sanguigni, rendendole più elastiche ma anche più predisposte a dilatarsi. Il secondo è l’aumento del volume di sangue in circolo, necessario per nutrire il bambino. Il terzo è l’utero che cresce e comprime le vene del bacino, rallentando il ritorno venoso dalle gambe verso il cuore. Il risultato? Il sangue tende a ristagnare negli arti inferiori, le vene si dilatano e possono diventare più evidenti, tortuose o fastidiose.

È pericoloso per il parto? Nella maggior parte dei casi no. Le vene varicose, anche quando sono evidenti, non impediscono il parto naturale. Sarà il ginecologo, insieme eventualmente a un angiologo, a valutare situazioni particolari, come la presenza di varici molto importanti o complicazioni trombotiche (rare, ma da monitorare). Dopo il parto, spesso la situazione migliora spontaneamente nel giro di alcuni mesi, perché si riducono pressione e volume di sangue. Non sempre però scompaiono del tutto, soprattutto se c’è familiarità.

I segnali da non ignorare sono un po’ di gonfiore serale e senso di pesantezza sono frequenti. Diverso è se compaiono dolore intenso, arrossamento localizzato, calore lungo il decorso di una vena o un gonfiore improvviso e asimmetrico di una sola gamba. In questi casi è importante contattare subito il medico per escludere una trombosi. Meglio un controllo in più che un dubbio lasciato lì.

Piccoli gesti quotidiani fanno una grande differenza. Muoversi regolarmente è fondamentale: camminare stimola la pompa muscolare del polpaccio e aiuta il ritorno venoso. Anche nuoto e ginnastica dolce in acqua sono alleati preziosi. Sollevare le gambe quando ti riposi, evitare di restare troppo a lungo in piedi o seduta con le gambe accavallate, scegliere scarpe comode e non troppo basse o troppo alte sono accorgimenti semplici ma efficaci.

Le calze elastiche a compressione graduata possono essere un valido aiuto, soprattutto nei mesi più avanzati o se lavori molte ore in piedi. Devono però essere consigliate dal medico per scegliere la compressione giusta. Attenzione anche al peso: un aumento eccessivo può accentuare il problema. Seguire le indicazioni del ginecologo sull’alimentazione aiuta non solo le vene, ma il benessere generale.

Con la fine della gravidanza, molte vene si ridimensionano. Se però, a distanza di mesi, restano molto evidenti o dolorose, si possono valutare trattamenti specifici (laser, scleroterapia o altre tecniche), ma solo dopo aver concluso allattamento e periodo di recupero.

La cosa più importante è non vivere le vene varicose con ansia o vergogna. Sono un effetto collaterale comune di un corpo che sta facendo qualcosa di straordinario. Meritano attenzione, certo, ma non devono rubarti la serenità di questo momento.

Se senti che le gambe “chiedono aiuto”, ascoltale. Un controllo, qualche accorgimento mirato e un po’ di movimento possono davvero cambiare la qualità delle tue giornate.