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Compiti durante le vacanze di Natale: vademecum

Dic 28
Scritto da Annamaria avatar

Le festività dovrebbero essere una pausa, un tempo sospeso fatto di famiglia, ritmi più lenti e piccoli rituali. E invece, puntuali come il panettone, arrivano anche loro durante le vacanza di Natale: i compiti. Non sono il male assoluto, ma se gestiti male rischiano di trasformare giorni di festa in un continuo “hai fatto i compiti?” che mette tutti di cattivo umore. La buona notizia è che si può trovare un equilibrio. Serve solo un po’ di strategia. Questo vademecum nasce per aiutare i bambini a portare a termine i compiti senza sacrificare la magia del Natale e per evitare ai genitori la sensazione di passare le feste a fare i supplenti.

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Partire con un piano. Il primo passo è guardare i compiti nel loro insieme, possibilmente il primo o il secondo giorno di vacanza. Sapere cosa c’è da fare ridimensiona l’ansia e permette di distribuire il lavoro. Non serve un calendario militare, ma una visione d’insieme sì: meglio poco alla volta che tutto il 5 gennaio.

Stabilire un tempo breve e fisso. I compiti non devono occupare l’intera giornata. Un’ora, massimo due per i più grandi, possibilmente sempre alla stessa ora, è più che sufficiente. La mattina funziona meglio: i bambini sono più riposati e il resto della giornata resta libero per giocare, uscire, stare con i nonni.

Proteggere i giorni “speciali”. La Vigilia, il giorno di Natale e Santo Stefano, appena passati, dovrebbero restare (quasi) intoccabili. Se proprio serve, meglio anticipare o rimandare. Le feste sono fatte anche di memoria emotiva: ricordare un Natale passato sui quaderni non aiuta nessuno.

Alternare compiti e piacere. Dopo i compiti, deve esserci qualcosa di bello: un gioco, un film, una passeggiata, un laboratorio in cucina. Il messaggio è chiaro: si fa il proprio dovere, ma poi si torna a essere in vacanza. Senza ricatti, senza promesse esagerate.

Non trasformarsi in insegnanti. Durante le vacanze i genitori non devono spiegare tutto, correggere tutto, controllare tutto. Meglio essere presenti, disponibili, ma non sostituirsi agli insegnanti. Se un esercizio viene sbagliato, non è una tragedia: il rientro a scuola serve anche a questo.

Valorizzare i compiti “nascosti”. Leggere un libro sul divano, scrivere una cartolina ai nonni, cucinare seguendo una ricetta, raccontare una storia ascoltata dai più grandi: sono tutte attività che allenano competenze importanti. Se possibile, aiutare i bambini a collegare i compiti a ciò che vivono davvero.

Accettare che non tutto sarà perfetto. Le vacanze non sono il momento della performance. Se la calligrafia è meno ordinata o la concentrazione dura meno, va bene così. Natale non è una verifica.

Ricordarsi perché esistono le vacanze. Servono a riposare, a ricaricarsi, a tornare a scuola con un po’ più di energia e voglia. I compiti dovrebbero accompagnare questo obiettivo, non sabotarlo.

In fondo, salvare le feste ai bambini non significa eliminare i compiti, ma rimetterli al loro posto. Un posto piccolo, gestibile, che non rubi spazio alle risate, al tempo insieme e a quella sensazione unica che solo questo periodo dell’anno sa dare.

“Compiti vacanze inutili e dannosi”

Lug 05
Scritto da Annamaria avatar

La scuola è appena finita e già sul registro, ormai elettronico, compaiono i compiti per le vacanze. Secondo Italo Farnetani, saggista e professore ordinario di Pediatria dell’università Ludes-United Campus of Malta, sono inutili e dannosi”. A Fanpage spiega il motivo del suo pensiero.

Quando gli si chiede perché consideri i compiti per le vacanze inutili e dannosi, il pediatra spiega: “Le vacanze nascono per dare agli alunni la possibilità di recuperare dalle fatiche scolastiche e sviluppare resilienza, riprendendosi dallo stress dell’anno appena vissuto. Studiare è infatti un lavoro mentale considerevole e dopo lo sforzo si richiede necessariamente una pausa”.

Inutili e dannosi, Farnetani non ha alcun dubbio sui compiti per le vacanze. Per lui “il cervello ha bisogno di riposo”. “Oltre a ciò, i compiti impediscono ai ragazzi di staccare davvero la spina, costringendoli a trascinarsi dietro lo stress scolastico e il pensiero degli esercizi ancora da finire lungo tutta l’estate. Con le alte temperature, poi, è ancora più difficile studiare, e il risultato è che, quasi sempre, ci si applica svogliatamente e male. E poi, parliamoci chiaro, a settembre sono molto pochi gli insegnanti che, con tutto quello che c’è da fare, si mettono a controllare gli esercizi svolti durante l’estate, quindi chi si è impegnato finisce anche per sentirsi preso in giro”, aggiunge.

L’esperto dice che è un “timore infondato”, che, senza le assegnazioni, i ragazzi dimentichino tutto. “L’apprendimento si basa sulla memoria a lungo termine, che non svanisce in tre mesi. Durante l’anno scolastico, nelle ore pomeridiane in cui si studia davvero, si fissano le nozioni a lungo termine. Se un ragazzo è stato promosso, significa che ha imparato bene. Chi non ha imparato, invece, non lo farà certo con qualche compito estivo, anche perché non ci sarà nessun insegnante che potrà affiancarlo e aiutarlo correggendone gli errori. La memoria a lungo termine si chiama così proprio perché non scade a giugno”.

Per Farnetani i ragazzi in estate devono dedicarsi allo sport o alla lettura. Quest’ultima, però, deve essere un piacere. E poi a visitare, conoscere, fare nuove amicizie. A questo serve la bella stagione, non a stare sui libri chini a studiare.

Compiti per le vacanze subito sì o no?

Giu 08
Scritto da Annamaria avatar

I compiti per le vacanze vanno iniziati subito sì o no? E’ la domanda che ci affligge tutte ora che è finita la scuola. Gli esperti, ormai sempre più, dicono che è meglio aspettare.

compiti per le vacanze subito si o no

Ai nostri figli serve una pausa. Alla domanda se i compiti per le vacanze vanno fatti subito sì o no, è necessario rispondere di no.Dopo mesi di scuola, orari, zaini pesanti e interrogazioni, i bambini hanno bisogno di staccare davvero. Non solo dal punto di vista fisico, ma soprattutto mentale. Il cervello ha bisogno di recupero per ricaricarsi, elaborare quanto ha imparato, e tornare più pronto. Iniziare i compiti il giorno dopo la fine della scuola rischia di essere controproducente: non lascia spazio alla decompressione e può alimentare un senso di fatica e rifiuto.

Giugno è un momento speciale: le giornate sono lunghe, si respira la libertà appena conquistata, ma si resta comunque a casa o in città per un po’. È il mese perfetto per rallentare, dormire di più, giocare, inventare. E anche per fare cose che allenano comunque il cervello. Qualche esempio? Letture, uzzle, giochi da tavolo, passeggiate in mezzo alla natura o in riva al mare.

Molti genitori temono che, rimandando troppo, i figli si ritrovino ad agosto con montagne di esercizi da fare in fretta e furia. Vero. Ma iniziare subito non è l’unica alternativa. L’ideale è organizzare un ritmo leggero e sostenibile, da iniziare con calma a fine giugno o inizio luglio, dedicando magari solo 30 minuti al giorno.

Nei primi giorni di vacanza, è anche sano annoiarsi un po’. È proprio da quei momenti di vuoto che nascono idee, giochi inventati, storie nuove.

Bambini: è tempo di compiti

Ago 22
Scritto da Annamaria avatar

Ormai ci siamo. Manca meno di un mese all’inizio della scuola, quando la campanella suonerà e le lezioni prenderanno il via. Qui nel Lazio si comincia il 12 settembre. Per i bambini è tempo di compiti. Se non li hanno ancora fatti, devono darsi da fare!

bambini e tempo di compiti

L’estate che finisce porta malinconia. Il caldo continuerà ancora per un bel po’, nella Capitale capita sempre così, ma i bambini devono riprendere a studiare: è tempo di compiti, non si scappa.

Se finora non c’è stato spazio per ripassare, allora cominciate a dare loro una routine quotidiana. E’ tempo di compiti, che possono anche rompere gli schemi e non fare cedere alla noia, che i bambini spesso non sopportano proprio. Si deve fissare un momento della giornata in cui ci si deve sedere alla scrivania e iniziare. Le pause, ricordate, devono esserci: una decina di minuti tra una materia e l’altra va più che bene.

E’ importante che i piccoli rispettino l’ordine delle priorità, senza confusione, che svolgano gli esercizi assegnati in un ambiente tranquillo e silenzioso, non al mare, ad esempio, o in montagna insieme a molte altre persone. Se saranno a casa, la tv deve essere spenta, come anche i tablet o gli altri Devices. Telefonino lontano da loro. Io consiglio sempre di farli fare al mattino, prima che la temperatura si alzi troppo. Così sono più freschi e concentrati.

Noi genitori siamo chiamati a visionare, eventualmente correggere, ma non a fare il lavoro per loro. E’ concesso studiare con un altro amichetto, ma non deve essere tutti i giorni. Si può alternare. Devono finire entro un certo orario, poi, come premio, i bimbi potranno dedicarsi ad altre attività, in cui si può ovviamente giocare.