Articoli taggati come ‘benessere’

4 zuccheri ‘amici’

Feb 22
Scritto da Annamaria avatar

Lo zucchero porta dipendenza. Ormai è cosa arcinota. Io, ad esempio, l’ho ridotto al minimo indispensabile. Ma se noi mamme, e anche i papà vogliamo ridurre il girovita e, soprattutto, non vogliamo che i nostri bambini crescano in modo sbagliato, è indispensabile porci un freno. L’esperta Caterina Negro a La Gazzetta dello Sport rivela i 4 zuccheri ‘amici’ della dieta sana ed equilibrata.

4 zuccheri amici

“Secondo le linee guida dell’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità, la quota di zuccheri semplici introdotta ogni giorno con la dieta dovrebbe essere al massimo il 10% dei carboidrati totali. Nella vita di tutti i giorni, non si può parlare di ‘zuccheri amici della dieta’”, sottolinea la nutrizionista e biologa. Poi aggiunge: “Per fortuna; in natura non esistono alimenti composti da soli zuccheri semplici. Ecco quattro alimenti dolci da consumare in pace con dieta e coscienza”.

La Negro parla dei 4 zuccheri ‘amici’. “Pur contenendo una grande quantità di zuccheri semplici, in particolare fruttosio, la frutta apporta acqua, fibre, sali minerali, vitamine e fito-nutrienti. Scegliere frutta non troppo matura, biologica e varia. Tra i frutti meno zuccherini ci sono le fragole e i frutti di bosco e che tra quelli con più zucchero rientrano mango, cachi e mandarini”. Lancia pure un’idea per il dessert: “Frulla una banana congelata con due cucchiai di yogurt greco”. 

Non è tutto. Tra i 4 zuccheri ‘amici c’è anche il latte senza lattosio: “E’un alimento completo che può soddisfare il desiderio di dolcezza. L’idea in più? L’aggiunta di un cucchiaio di cacao”. Poi c’è il miele: “”A differenza dello zucchero da cucina contiene però vitamine, minerali, antiossidanti e proprietà antibatteriche. Ogni diverso miele ha specifici effetti benefici: quello di eucalipto è alleato contro le infezioni urinarie, di castagno aiuta la digestione, di tarassaco ha proprietà depurative. Il suo elevato potere calorico richiede di non abusarne, ma la rapida assimilabilità lo rende perfetto prima di un allenamento o durante un endurance: in questi momenti un cucchiaio di miele fornisce, con estrema dolcezza, la giusta carica di energia”.

Ultimo, ma solo nella lista, è un cibo che si considera erroneamente molto calorico: “In realtà la zucca è un frutto, fornisce poche calorie, la varietà mantovane circa 18kcal per 100 grammi; tutti però conoscono la sua dolcezza. L’avete mai usata come ingrediente principale in torte, muffin o biscotti? Fatelo; rimarrete soddisfatti”.

Creme antiage adolescenti: non servono

Feb 18
Scritto da Annamaria avatar

In questi ultimi tempi sempre più adolescenti cercano di trattare la loro pelle con creme antiage. Non servono ed è sbagliato usarle. Lo sottolinea a gran voce al Corriere della Sera la dottoressa Laura Colonna. 

La responsabile dell’Unità operativa di Dermatologia clinica, correttiva e del benessere all’Idi, Istituto Dermopatico dell’Immacolata Irccs di Roma è categorica. No alle creme antiage per gli adolescenti: non servono affatto. “L’ossessione di questi ragazzi e ragazze è combattere l’invecchiamento, un concetto di per sé fuori luogo in quanto un bambino o un adolescente ha una pelle giovane e senza segni di ageing. Il messaggio (sbagliato) che arriva dai social, in primis da TikTok, è che tutti gli adolescenti hanno necessità di sottoporsi a trattamenti, spesso sponsorizzati dagli stessi influencer, per avere una pelle più luminosa. Vengono consigliati gli stessi trattamenti per tutti i tipi di cute, ovviamente senza preoccuparsi delle conseguenze, dato che l’obiettivo è spesso la vendita. In particolare vanno di moda non solo cosmetici arricchiti con vitamina A e C, ma soprattutto sieri e acidi come l’acido glicolico (AHA) e l’acido salicilico (BHA)”, spiega.

I pericoli per gli adolescenti che usano creme antiage senza un vero bisogno è dietro l’angolo, si possono sviluppare dermatiti e avere conseguenze, macchie. L’esperta ai giovanissimi precisa che non servono e dà alcuni consigli per curare la pelle: “Innanzitutto più attenzione alla salute della pelle. Quindi la visita dermatologica volta a capire le esigenze della propria cute e la presenza di eventuali patologie cutanee come acne, allergie, dermatiti”. 

“Per chi ha una cute sana è sufficiente una semplice routine per la pulizia del viso da eseguire due volte al giorno, mattina e sera, con detergenti non aggressivi – aggiunge la Colonna –  Essendo in età giovanile, una protezione solare e l’uso di una crema idratante leggera sono sufficienti. Quindi non c’è bisogno di arricchire la cute con acido ialuronico o altre sostanze indicate nelle pelli più mature. In pratica, l’acquisto di prodotti deve essere guidato da consigli di esperti professionisti del settore. E non deve coincidere con il business che c’è dietro la vendita di prodotti”.

E ancora: “Ragazze e ragazzi devono evitare l’utilizzo dei cosmetici prescritti ai genitori. Le creme che si prescrivono alle persone adulte possono essere arricchite da vitamina A e C, acido ialuronico e altre sostanze. Queste, però, possono risultare non solo inutili ma addirittura arrecare un danno alla cute dei più giovani, ricordiamo ad esempio le dermatiti periorali”.

“E’ necessario, sin da giovani, proteggere la pelle dai raggi ultravioletti del sole ed evitare le lampade abbronzanti – consiglia la dermatologa –. Quindi, non esporsi al sole nelle ore centrali della giornata e usare sempre la protezione solare, in modo da proteggersi dal danno causato dai raggi ultravioletti. Questo danno, infatti, può favorire sia l’invecchiamento cutaneo sia lo sviluppo di tumori cutanei”. Anche la crema solare deve essere scelta con cura, a seconda del tipo di pelle. Un’ultima raccomandazione: “Sono poi assolutamente sconsigliate le lampade abbronzanti in tutte le fasi della vita. Poiché favoriscono la predisposizione a macchie della pelle e ai tumori cutanei”.

Vitamina D importante anche in inverno

Feb 15
Scritto da Annamaria avatar

La vitamina D è importante anche in inverno, quando stare al sole è decisamente più complicato. Serve agli adulti e ai bambini, pure in gravidanza è essenziale.

vitamina d importante anche in inverno

Dà una mano alla crescita dei bambini, aiuta la conservazione del tessuto osseo negli adulti e la stimolazione del sistema immunitario. “Ha anche un ruolo neuro protettivo ed è coinvolta nella sintesi della serotonina, l’ormone del benessere”, spiega Gaia Gottardi, biologa, nutrizionista a La Gazzetta dello Sport. “La vitamina D viene sintetizzata dalla pelle sotto l’effetto dell’esposizione ai raggi UVB e il sole è raro in inverno. La carenza di vitamina D è quindi spesso la causa del diffuso calo del tono dell’umore in inverno. Carenze ripetute favoriscono l’osteoporosi e l’indebolimento del sistema immunitario”.

Importante anche in inverno, la vitamina D è irrinunciabile. L’esperta spiega: “Per rimediare a questo è bene esporre le mani, le braccia e il viso al minimo raggio di sole. Se questi momenti diventano troppo rari, l’alimentazione può consentire di aumentare l’assunzione senza sostituirsi del tutto. Non bisogna fare affidamento solo al cibo per combattere una carenza, ma prestare attenzione a ciò che si mangia può aiutare.  La vitamina D si trova nei pesci grassi come il salmone, le aringhe e il tonno, nei latticini, nell’olio di fegato di merluzzo, in alcuni funghi come gli shiitake e nelle uova”.

“La vitamina D3, quella sintetizzata dalla pelle, può essere assunta anche sotto forma di integratori alimentari, in fiale o capsule”, precisa Gaia Gottardi. 

“La carenza di questa vitamina è associata a un rischio maggiore di fratture e fragilità ossea, soprattutto a livello del femore, e rende essenziale mantenerne livelli ottimali. Anche situazioni di debolezza e dolori muscolari possono ricondurre a un’insufficienza di vitamina D. Svariati studi confermano migliori performance in sportivi che si espongono spesso al sole, rispetto a chi non si espone a sufficienza. La vitamina D aumenta la forza, l’attività dei muscoli e rallenta la perdita di massa muscolare, fenomeno che avviene a causa dell’invecchiamento del corpo. Buoni livelli di vitamina D negli atleti di sport aerobici potrebbero ridurre la frequenza cardiaca e migliorare l’ossigenazione dei tessuti. Stabilirne livelli normali nell’atleta permette un recupero quasi immediato della cellula per la produzione di ATP, l’energia fondamentale e necessaria per la contrazione muscolare”, conclude l’esperta. E’ importante e necessaria, non dimenticatelo.

Dieta dello yogurt

Feb 02
Scritto da Annamaria avatar

Tra i tanti programmi nutrizionali che assicurano di tornare in forma in un battibaleno, sta facendo molto parlare la dieta dello yogurt. Gli esperti dicono che chi la fa può perdere addirittura fino a 10 chilogrammi in due settimane. E’ bene sottolineare che prima di affrontare un piano alimentare è sempre meglio rivolgersi a uno specialista che ci possa seguire. La dieta dello yogurt, però, incuriosisce molte donne, mamme o non.

dieta dello yogurt

Numerosi studi hanno certificato che un pasto ricco di proteine rende più attivo il metabolismo e fa bruciare più velocemente le calorie. Il Messaggero, parlando della dieta dello yogurt, scrive: “Lo yogurt è particolarmente povero di grassi, ma ricco di preziose proteine. Inoltre, si dice che il calcio contenuto nello yogurt abbia anche un effetto positivo sulla combustione dei grassi. Ciò impedisce al corpo di produrre troppa insulina, l’ormone che fa ingrassare. L’effetto non è insignificante: secondo uno studio, le donne che includono lo yogurt nella loro dieta perdono fino all’81% in più di grasso della pancia”.

L’assunto della dieta è combinare yogurt con cibi a basso contenuto di carboidrati in ogni pasto. Va abbinata chiaramente all’esercizio fisico per avere maggiori risultati. Il quotidiano romano fa anche un prospetto della dieta dello yogurt, basandosi sui consigli di My Personal Trainer, che sottolinea i benefici di questo tipo di alimentazione. Il menù di due giorni della settimana, per far capire meglio come funziona:

Giorno 1

Appena svegli: un bicchiere di acqua tiepida
Colazione: tè senza zucchero, 300g di yogurt magro
Pranzo: brodo vegetale, 300g di yogurt magro
Metà pomeriggio: 300g di yogurt magro, tè senza zucchero, 1 frutto
Cena: minestrone di verdura, 300g di yogurt magro
Prima di coricarsi: camomilla senza zucchero, 3 prugne secche

Giorno 2

Appena svegli: un bicchiere di acqua naturale
Colazione: tè amaro, 300g di yogurt magro con 2 cucchiai di cereali
Pranzo: brodo vegetale, 300g di yogurt magro, 1 frutto
Metà pomeriggio: 300g di yogurt magro, tè senza zucchero, 1 frutto
Cena: 200g di pesce al cartoccio, insalata verde con 1 cucchiaio di olio di oliva, spremuta senza zucchero, 1 panino integrale
Prima di coricarsi: camomilla senza zucchero, 3 prugne secche.

Disintossicarsi dallo zucchero

Gen 30
Scritto da Annamaria avatar

Disintossicarsi dallo zucchero è possibile e fa bene. In questi giorni su TikTok spopola la #sugardetoxchallenge, una sfida per rinunciare a questo ingrediente così dolce. La dottoressa Valentina Palazzo, biologa nutrizionista di LabQuarantadue Milano, a Vanity Fair spiega i rischi dello zucchero. 

“Quando si assumono alti quantitativi di zucchero si crea un repentino innalzamento della glicemia nel corpo, che reagisce con una sovrapproduzione altrettanto veloce ed elevata di insulina. Se reiterato nel tempo in maniera continuativa, questo fenomeno non viene tollerato bene dall’organismo: il meccanismo tende a saturarsi, portando a un rischio di sviluppare insulino-resistenza, ovvero una minor efficacia dell’insulina. Sovrappeso, obesità e stato infiammatorio sono gli effetti correlati. Sul lungo termine questo può tradursi nella sindrome metabolica e in altre complicanze, come ad esempio danni al tessuto cutaneo, che invecchia prima del tempo (si parla non a caso di sugar face)”, dice l’esperta. 

“Il problema è che i cibi zuccherini hanno un’azione che oltrepassa quella puramente metabolica. Sono buoni, golosi e hanno la capacità di ingenerare soddisfazione, favorendo in questo modo il rilascio di dopamina nel cervello. Tradotto: gli alimenti ricchi di zucchero ci appagano e ci rendono felici (al momento). Ma allo stesso tempo ci fanno diventare dipendenti e schiavi di un’assunzione continuativa e in dosaggi sempre maggiori. Un meccanismo ben noto alla varie case produttrici di dolciumi”, precisa ancora la Palazzo.

Come disintossicarsi dallo zucchero? “Ridurre pian piano le dosi di zucchero è possibile. – fa sapere la Palazzo – Iniziate dalle piccole cose, ad esempio evitando di aggiungere zucchero a caffè, tè, yogurt e tisane. Smettendo di correggere l’acidità del sugo di pomodoro con la classica punta di zucchero. Aromatizzare con erbe e spezie (ad esempio cannella, zenzero e curcuma) vi aiuterà a percepire meno la voglia di dolce, che potrete comunque appagare consumando, ad esempio, uno yogurt bianco dolcificato con una mini quantità di stevia, succo d’acero, sciroppo d’agave e miele. Tutte ottime alternative naturali allo zucchero, capaci di apportare sostanze nutritive benefiche”. 

Per disintossicarsi dallo zucchero “un giorno dopo l’altro, tagliate al massimo (tendendo allo zero) il consumo di bibite e bevande confezionate, in cui gli zuccheri aggiunti la fanno da padrone. Così come è importante che limitiate l’acquisto di cibi industriali. E, attenzione, non solo i prodotti dolci, come ad esempio merendine e biscotti. Lo zucchero è presente (spesso in alti dosaggi) anche negli alimenti salati confezionati, dai sughi pronti alle salse, dagli insaccati alla carne in scatola. Per auto-motivarvi nella sugar detox challenge, ripassate mentalmente i tanti vantaggi di una dieta sugar free (o con pochissimo zucchero). Perdita di peso, in particolare su pancia e fianchi. Migliore digestione. Intestino in equilibrio.  Pelle radiosa. Umore sereno stabile. Più energia e concentrazione nel corso della giornata. Migliore qualità del sonno”.

Occhi che lacrimano? Vademecum

Gen 23
Scritto da Annamaria avatar

Col freddo e le temperature già gli occhi dei piccolini lacrimano? Anche i vostri che siete grandicelli? C’è un vademecum per migliorare la situazione degli occhi che lacrimano.

occhi chelacrimano vademecum

“Gli occhi sono esposti a temperature più basse che possono provocare secchezza e fargli perdere umidità. Quando il film lacrimale si secca, l’occhio come meccanismo di difesa è portato a secernere: produce più lacrime per idratarsi, arrivando anche a una lacrimazione costante che può essere molto fastidiosa”, sottolineano gli esperti dell’Istituto Oftalmico europeo-Clinica Baviera all’AdnKronos. “Inoltre queste lacrime possono essere di scarsa qualità, con conseguenze anche sulla secchezza oculare”, sottolineano ancora. E’ bene seguire il vademecum per gli occhi che lacrimano. I bambini spesso soffrono molto per questo piccolo problema in inverno.

Ecco il vademecum degli esperti per gli occhi che lacrimano:

1) Proteggere il viso con cappelli o berretti aiuta a ridurre l’esposizione diretta al freddo, mentre gli occhiali da sole proteggono gli occhi dal vento e dalle basse temperature. È importante che gli occhiali da sole indossati abbiano una protezione Uv e che siano grandi e avvolgenti per evitare che il vento entri dai lati delle lenti. Inoltre, se possibile, è bene cercare di evitare le situazioni in cui si è direttamente esposti alle correnti d’aria fredda, trovando un luogo riparato.

2) Mantenere un ambiente fresco e umido è essenziale per mantenere gli occhi idratati. L’uso di umidificatori aiuta a prevenire la secchezza oculare causata dall’aria secca dell’inverno.

3) Costringere gli occhi a sbattere volontariamente le palpebre aiuta a prevenire l’irritazione e la secchezza oculare, consentendo all’occhio di idratarsi naturalmente.

4) Le lacrime artificiali o le gocce lubrificanti possono aiutare a mantenere idratata la superficie dell’occhio, riducendo la sensazione di secchezza e irritazione. Possono essere applicate durante il giorno, quando necessario, e anche prima di uscire per prevenire le conseguenze del freddo.

5) Se si soffre di allergie, è importante stare lontani dagli allergeni ed evitare il contatto con essi. A tal fine, è consigliabile sottoporsi a un test in un centro medico per scoprire esattamente il tipo di allergia di cui si soffre. Esistono alcuni accorgimenti che si possono adottare per ridurre al minimo l’esposizione agli allergeni e alleviare i sintomi, come ad esempio: tenere la casa pulita per ridurre la presenza di acari e polvere. Se i sintomi persistono, possono essere alleviati con colliri, antistaminici, corticosteroidi o addirittura vaccini. Consultare sempre uno specialista per determinare l’opzione migliore a seconda dell’allergia che si ha.

6) Per evitare la lacrimazione degli occhi quando si indossano le lenti a contatto, è importante usarle correttamente. Prima di maneggiare le lenti, è essenziale lavarsi le mani con acqua e sapone. Le lenti a contatto devono essere pulite e conservate correttamente, in un apposito astuccio pulito con una soluzione specifica. È consigliabile cambiare regolarmente il liquido e l’astuccio e rispettare l’ora e la data di scadenza. Inoltre, non bisogna farne un uso eccessivo, toglierle prima di fare la doccia per evitare l’ingresso di microrganismi e non addormentarsi con le lenti ancora indossate.

7) Non strofinare gli occhi perché può essere dannoso per la loro salute, in quanto può facilitare l’introduzione di germi e batteri che aumentano il rischio di infezioni oculari e possono causare piccole lesioni agli occhi. È consigliabile sopportare il prurito e lavare accuratamente gli occhi con una soluzione fisiologica. Se si deve rimuovere un corpo estraneo, bisogna farlo con molta attenzione.

8) Evitare l’affaticamento oculare. E’ necessario osservare periodi di riposo regolari, soprattutto se gli occhi lacrimano a causa dell’uso prolungato di schermi di computer o telefoni cellulari. Una buona opzione è la regola del 20-20-20, che consiste nel far riposare gli occhi per 20 secondi ogni 20 minuti, guardando un oggetto a una distanza di 6 metri.

9) Mantenersi idratati: bere acqua è molto utile; quando il corpo dispone di acqua in modo adeguato, è difficile che gli occhi soffrano di secchezza oculare e lacrimazione.

10) Consultare regolarmente uno specialista è il modo migliore per prevenire e curare la lacrimazione. Il medico darà le indicazioni più appropriate, analizzando le cause e garantendo un trattamento personalizzato.

Smart ring

Gen 12
Scritto da Annamaria avatar

Gli smart watch rischiano di tramontare presto. Per monitorare la salute arrivano gli smart ring, anelli in grado di tenere sotto controllo parametri vitali e raccogliere un’infinità di dati utili per salute, benessere e attività fisica.

smart ring

Gli smart ring possono essere portati 24 ore su 24. La batteria dura circa 4 giorni. Chiaramente non hanno il display. Riescono a misurare la frequenza cardiaca, la sua variabilità (HRV), i livelli di ossigeno nel sangue (SpO2) e la temperatura cutanea. Ci sono modelli che tracciano pure i cicli del sonno. 

Materiali ipoallergenici, impermeabili, gli smart ring arrivano sul mercato e possono davvero sbancare: ognuno pesa circa 5 grammi. Sono comodissimi per donne e uomini, ma persino bambini. Oura Ring, Made in Finlandia, nell’ultima versione (prezzi a partire da 329 euro) è dotato di ben 15 sensori. Fa un’analisi approfondita dello stato di benessere di chi lo porta, incluse le previsioni del giorno dell’inizio del ciclo mestruale e la qualità del sonno. Si può vedere tutto tramite un app sullo smartphone. Il Go2sleep Ring è specializzato nel monitoraggio del sonno. L’Evie Ring di Movano, d’altra parte, che si preannuncia come un potenziale dispositivo medico certificato dall’americana FDA, si concentra sulla salute femminile, tracciando aspetti come il ciclo mestruale e l’ovulazione. Il Circular Ring offre un approccio interattivo con notifiche di vibrazione per meditazioni guidate. Anche questo monitora parametri vitali come la frequenza cardiaca e i livelli di ossigeno nel sangue. 

Anche per chi desidera una gravidanza gli smart ring saranno ottimi, proprio perché facili da indossare, per nulla ingombranti e precisi nel calcolare tutto quel che riguarda il nostro corpo.

Cibi della longevità

Dic 29
Scritto da Annamaria avatar

I cibi della longevità sono quelli che ci permettono di vivere più a lungo. Da genitori attenti dovremmo adottarli nella nostra dieta per il nostro completo benessere. Karen Cummings-Palmer, nutrizionista e specialista in ageless beauty, gestione dell’età e del peso, ne ha menzionati 6 a Vogue.

I cibi della longevità consigliati dall’esperta sono: i frutti di bosco, le nozi e i semi, le verdure a foglia verde, i funghi, il matcha, la curcuma.

cibi della longevita

Karen Cummings-Palmer ne spiega, uno a uno i benefici. Ecco perché ogni giorno dovremmo mangiare questi cibi della longevità.

“I frutti di bosco, e in particolare i mirtilli, sono in cima alla mia lista dei dei cibi della longevità – chiarisce la nutrizionista – Ricchi di vitamine A, C, K e di minerali come il manganese, i frutti di bosco favoriscono la salute della pelle, delle ossa, del cuore e del cervello. Hanno un sapore naturalmente dolce anche se sono poveri di zuccheri, e sono facilmente reperibili e versatili. Suggerisco di acquistarli possibilmente biologici, di congelarli, e di aggiungerne una manciata generosa a un frullato, qualche giorno alla settimana”.

“Le noci (mandorle, nocciole, noci, anacardi, pistacchi, noci di macadamia e del Brasile) e i semi (come quelli di zucca o di girasole), ricchi di Omega 3, fibre, calcio, magnesio e zinco, sono una portentosa fonte di energia nutrizionale benefica per la salute della pelle fino a quella del cervello, da incorporare in qualsiasi dieta: gustate una piccola manciata di noci crude, e cospargete i semi su zuppe, stufati e insalate; o tostateli leggermente con un po’ di olio d’oliva e una spolverata di sale dell’Himalaya, per una deliziosa alternativa agli snack industrializzati normalmente serviti con i drink”, continua l’esperta.

“Le verdure a foglia verde, in particolare gli spinaci e il kale (cavolo riccio), sono ottime fonti di luteina e zeaxantina, antiossidanti che svolgono entrambi un ruolo fondamentale nella protezione naturale dai raggi UV; consumatele preferibilmente dopo una leggera cottura. Incoraggio i miei clienti a puntare su un piatto pieno per il 50% di una palette di cibi verdi”, sottolinea.

“I funghi sono ricchi di potenti antiossidanti, come l’ergotioneina e il glutatione. Favoriscono la rigenerazione cellulare e le funzioni cognitive, fornendo al contempo un supporto al fegato – dice Cummings-Palmer – Sono un ingrediente versatile da incorporare nella dieta tre o quattro volte alla settimana. Provate i funghi portobello in una frittata, e assumete i funghi Reishi in forma di integratore, per esempio. Come gli esseri umani, i funghi hanno la capacità di assorbire la vitamina D dal sole, quindi esporre i funghi alla luce solare per almeno trenta minuti è un ottimo modo per sostenere la salute delle ossa, senza compromettere la salute della pelle”.

“Il Matcha è ricco di antiossidanti, e di un composto chiamato EGCG, un flavonoide che aiuta a prevenire i danni cellulari. I superpoteri del Matcha risiedono anche nelle sue molecole vegetali. Una volta digerite, aumentano la nostra capacità di combattere le malattie e i segni negativi dell’invecchiamento. Incoraggio i miei clienti a bere una o due tazze di Matcha al giorno”, dichiara la nutrizionista.

“La curcuma, ricca di curcumina, è un potente antinfiammatorio e antiossidante in grado di fornire una protezione cellulare vitale, e di alleviare le affezioni respiratorie. Combinate questa spezia con un po’ di olio di cocco e una macinata di pepe nero per massimizzare la biodisponibilità.  Abbinata a zenzero, cannella e latte di cocco, la curcuma è anche un’ottima base per stufati riscaldanti. E aggiungete la radice di curcuma fresca, insieme a un po’ di zenzero e succo di limone, nel vostro frullato preferito”, conclude Cummings-Palmer.