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Succhi di frutta: quali scegliere davvero?

Giu 13
Scritto da Annamaria avatar

Quando arriva il caldo, i succhi di frutta sembrano la soluzione perfetta per dissetarsi e fare il pieno di energia. Ma sono davvero tutti uguali? Quali scegliere davvero? E soprattutto, possono far parte di un’alimentazione sana per tutta la famiglia? La risposta è sì, a patto di sceglierli con attenzione. I nutrizionisti ricordano infatti che i succhi di frutta possono offrire vitamine, sali minerali e preziosi antiossidanti, ma è importante preferire quelli al 100% di frutta e senza zuccheri aggiunti.

succhi di frutta quali scegliere davvero

Secondo il nutrizionista Rob Hobson, intervistato dal Daily Mail, la quantità ideale è di circa 150 ml al giorno, meglio se consumati durante i pasti per limitare l’esposizione dei denti agli zuccheri naturali contenuti nella frutta. Ecco i migliori, come riporta il quotidiano Leggo.

Succo di melograno

Tra i succhi più interessanti c’è sicuramente quello di melograno. Questo frutto è ricco di polifenoli, sostanze antiossidanti che aiutano a contrastare l’azione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare. Alcuni studi suggeriscono inoltre che il succo di melograno possa contribuire a mantenere sotto controllo il colesterolo e favorire il benessere cardiovascolare. L’importante è scegliere prodotti composti esclusivamente da melograno, evitando quelli arricchiti con zuccheri o altri succhi.

Succo di mirtillo rosso

Il succo di mirtillo rosso è particolarmente conosciuto per il suo possibile ruolo nella prevenzione delle infezioni urinarie. Le sostanze contenute nei mirtilli, chiamate proantocianidine, possono infatti rendere più difficile ai batteri aderire alle pareti delle vie urinarie. È però importante fare attenzione alle etichette: il sapore naturalmente aspro del mirtillo porta spesso i produttori ad aggiungere zucchero. Meglio quindi scegliere versioni senza zuccheri aggiunti.

Succo d’arancia

A colazione è uno dei grandi protagonisti delle tavole italiane. Il succo d’arancia è una preziosa fonte di vitamina C, fondamentale per il corretto funzionamento del sistema immunitario. Oltre a questo, favorisce la produzione di collagene, importante per pelle, ossa e articolazioni, e aiuta l’organismo ad assorbire meglio il ferro contenuto negli alimenti vegetali. Anche il succo confezionato può rappresentare una buona alternativa, purché sia di qualità e senza zuccheri aggiunti.

Succo di ciliegia

Forse meno conosciuto, il succo di ciliegia sta attirando sempre più attenzione grazie alle sue proprietà. Le ciliegie contengono naturalmente melatonina, l’ormone che regola il sonno, e antocianine, potenti antiossidanti che possono aiutare il recupero muscolare dopo l’attività fisica. Può essere una scelta interessante soprattutto per adolescenti sportivi o per gli adulti particolarmente attivi.

Succo di barbabietola

Il succo di barbabietola è tra i più particolari, ma anche tra i più studiati. È ricco di nitrati naturali che favoriscono la produzione di ossido nitrico, una sostanza che aiuta a migliorare la circolazione sanguigna. Secondo gli esperti, potrebbe avere effetti positivi non solo sulle prestazioni fisiche, ma anche sulla concentrazione e sulle funzioni cognitive.

Anche se può essere un valido alleato, il succo di frutta non deve sostituire il consumo della frutta fresca intera. Quest’ultima contiene infatti fibre preziose che aiutano a controllare l’assorbimento degli zuccheri e favoriscono il senso di sazietà. Per i bambini, il consiglio resta sempre lo stesso: prima frutta fresca, poi eventualmente un piccolo bicchiere di succo di qualità come complemento di una dieta varia ed equilibrata.

La regola d’oro: quando acquistate un succo di frutta, controllate sempre l’etichetta. Le scelte migliori sono quelle che riportano:

  • 100% frutta;
  • assenza di zuccheri aggiunti;
  • pochi ingredienti;
  • niente coloranti o aromi artificiali.

Tintarella perfetta? Integratori e rimedi naturali

Giu 10
Scritto da Annamaria avatar

L’estate è alle porte e con lei torna la voglia di sole, mare e pelle dorata. Ma esiste davvero un modo per preparare la pelle all’abbronzatura? La risposta è sì. Una tintarella perfetta, bella e uniforme, non dipende solo dalle ore trascorse in spiaggia, ma anche da ciò che portiamo in tavola nelle settimane precedenti. Integratori e rimedi naturali ci danno una mano.

Preparare la pelle al sole significa aiutarla a difendersi meglio dai raggi UV, favorire la produzione di melanina e ridurre il rischio di secchezza e arrossamenti. Vediamo come fare in modo naturale e quando gli integratori possono essere utili.

I protagonisti assoluti sono i cibi ricchi di beta-carotene, una sostanza che il nostro organismo trasforma in vitamina A e che contribuisce al benessere della pelle.

Via libera quindi a:

  • carote
  • albicocche
  • melone
  • pesche
  • mango
  • zucca
  • peperoni
  • pomodori

Anche i frutti rossi, ricchi di antiossidanti, sono preziosi perché aiutano a contrastare lo stress ossidativo provocato dall’esposizione al sole. Fragole, mirtilli, ciliegie e lamponi sono ottimi alleati durante tutta l’estate.

Gli integratori solari: servono davvero? Molti integratori “pre-sole” contengono beta-carotene, licopene, vitamina C, vitamina E, rame e selenio, sostanze che contribuiscono a proteggere le cellule dallo stress ossidativo. Possono essere utili soprattutto per chi:

  • ha la pelle molto chiara;
  • tende a scottarsi facilmente;
  • si espone al sole per periodi prolungati.

L’ideale è iniziare ad assumerli circa un mese prima dell’esposizione intensa al sole e proseguire durante l’estate. Attenzione però: gli integratori non sostituiscono la protezione solare e non permettono di prendere più sole senza rischi.

I rimedi naturali che aiutano la pelle. Oltre all’alimentazione, ci sono alcune buone abitudini che preparano la pelle all’estate:

  • bere molta acqua ogni giorno;
  • utilizzare creme idratanti dopo la doccia;
  • consumare regolarmente olio extravergine d’oliva e frutta secca, ricchi di grassi “buoni”;
  • fare uno scrub delicato una volta a settimana per eliminare le cellule morte.

Una pelle ben idratata tende infatti ad abbronzarsi in modo più uniforme e a mantenere il colore più a lungo.

E per i bambini? E’ bene essere prudenti. Gli esperti non consigliano l’uso di integratori per favorire l’abbronzatura se non espressamente prescritti dal pediatra. La strategia migliore resta quella più semplice:

  • tanta frutta e verdura fresca;
  • corretta idratazione;
  • protezione solare SPF 50+;
  • cappellino e occhiali da sole;
  • niente esposizione nelle ore più calde della giornata.

Carote, albicocche, melone e pesche possono tranquillamente far parte della loro alimentazione estiva, ma senza l’obiettivo di “farli abbronzare”. Lo scopo deve essere quello di nutrire la pelle e proteggerla.

I 3 cibi da limitare per restare giovani più a lungo

Giu 06
Scritto da Annamaria avatar

Quando si parla di benessere e salute, spesso ci concentriamo su ciò che dovremmo mangiare: frutta, verdura, cereali integrali e alimenti ricchi di antiossidanti. Ma altrettanto importante è sapere quali cibi sarebbe meglio portare in tavola il meno possibile. Secondo gli esperti, alcuni alimenti possono favorire l’infiammazione, affaticare l’organismo e accelerare i normali processi di invecchiamento. La buona notizia? Non serve eliminarli completamente, ma consumarli con moderazione può fare la differenza per tutta la famiglia. Ecco i 3 cibi da limitare per restare giovani più a lungo.

i 3 cibi da limitare per restare giovani piu a lungo

Salumi e carni lavorate

Wurstel, salsicce, pancetta, carni in scatola e molti insaccati sono prodotti pratici e veloci, ma non dovrebbero diventare una presenza abituale nel menu settimanale. Questi alimenti contengono spesso elevate quantità di sale, grassi saturi e conservanti utilizzati per prolungarne la durata. Un consumo frequente può aumentare il rischio di problemi cardiovascolari e favorire processi infiammatori che, nel tempo, incidono negativamente sul benessere generale. Meglio riservare questi prodotti alle occasioni sporadiche, preferendo carni fresche, pesce, legumi e uova come fonti proteiche principali.

Bibite zuccherate e dolci industriali

Succhi confezionati, bevande gassate, snack dolci e merendine rappresentano una delle principali fonti di zuccheri aggiunti nella dieta di adulti e bambini. L’eccesso di zuccheri può favorire sbalzi glicemici, aumentare il senso di fame e contribuire all’accumulo di grasso corporeo. Inoltre, gli studiosi associano il consumo elevato di zuccheri a un processo chiamato “glicazione”, che può influire negativamente sull’elasticità della pelle e sulla salute dei tessuti. Per i più piccoli: meglio privilegiare acqua, frutta fresca, yogurt naturale e merende semplici preparate in casa.

Fritti dei fast food e snack ricchi di grassi trans

Patatine fritte, snack confezionati e alcuni prodotti industriali a lunga conservazione possono contenere grassi di scarsa qualità e oli sottoposti a lavorazioni intensive. Un consumo frequente di questi alimenti può influire negativamente sulla salute cardiovascolare e aumentare i processi ossidativi dell’organismo, cioè quei fenomeni che contribuiscono all’invecchiamento cellulare. Se i bambini amano le patatine, si possono preparare in casa al forno o nella friggitrice ad aria, ottenendo un risultato gustoso ma più equilibrato.

Cosa mettere invece nel piatto? Per aiutare il corpo a mantenersi in salute nel tempo, gli specialisti consigliano di puntare su:

  • frutta e verdura di stagione;
  • legumi;
  • cereali integrali;
  • pesce azzurro;
  • frutta secca;
  • olio extravergine d’oliva.

Quante volte bisogna lavare i capelli?

Mag 27
Scritto da Annamaria avatar

C’è chi non rinuncia allo shampoo quotidiano e chi, invece, è convinto che lavare i capelli troppo spesso li rovini. Sul tema esistono teorie di ogni tipo, tramandate da generazioni e amplificate negli ultimi anni dai social. Ma cosa dice davvero la scienza? Quante volte bisogna lavare i capelli? Le ricerche più recenti sembrano sfatare uno dei miti più diffusi: lavare frequentemente i capelli non farebbe male alla chioma. Anzi, potrebbe contribuire a mantenere più sano il cuoio capelluto, riducendo problemi come prurito, forfora e irritazioni. Una notizia che interessa non solo gli adulti, ma anche le mamme alle prese con la cura dei capelli dei propri figli.

quante volte lavare i capelli

Secondo diversi studi scientifici, il cuoio capelluto tende a stare meglio quando viene deterso regolarmente. In particolare, i ricercatori hanno osservato benefici in chi lava i capelli da quattro a sei volte alla settimana. Uno studio condotto su oltre 1.500 persone, come riporta Leggo, ha rilevato che chi effettuava lavaggi frequenti riferiva un maggior numero di “giornate con capelli perfetti” rispetto a chi faceva shampoo solo occasionalmente.

Il motivo è semplice: il sebo prodotto naturalmente dal cuoio capelluto è prezioso perché protegge e idrata la pelle e i capelli. Tuttavia, quando si accumula eccessivamente può favorire la proliferazione di batteri, lieviti e microrganismi responsabili di prurito, forfora e infiammazioni. Gli esperti spiegano che lasciare il sebo troppo a lungo sulla cute può portare anche alla formazione di sostanze irritanti che alterano l’equilibrio del cuoio capelluto.

Per i più piccoli non esiste una regola identica per tutti. La frequenza dipende dall’età, dal tipo di capelli e dallo stile di vita. Un bambino che trascorre molto tempo all’aria aperta, pratica sport o suda facilmente potrebbe aver bisogno di lavaggi più frequenti rispetto a un coetaneo meno attivo.

In generale:

  • nei neonati e nei bambini molto piccoli possono bastare uno o due lavaggi a settimana;
  • in età scolare, soprattutto durante l’estate o nei periodi di intensa attività fisica, si può arrivare tranquillamente a due o tre shampoo settimanali;
  • negli adolescenti, con l’arrivo dei cambiamenti ormonali e l’aumento della produzione di sebo, può essere necessario lavare i capelli anche a giorni alterni o più spesso.

La cosa più importante è osservare il cuoio capelluto e non seguire regole rigide.

Per anni si è sostenuto che i capelli ricci, molto spessi o afro dovessero essere lavati raramente. Tuttavia, una ricerca pubblicata nel 2023 ha evidenziato che anche persone con capelli molto ricci o afro traevano beneficio da lavaggi più frequenti, con una riduzione della forfora e una migliore sensazione di pulizia. Questo non significa che tutti debbano fare lo shampoo ogni giorno, ma che la frequenza va adattata alle esigenze individuali senza paura di “esagerare”.

Si possono “allenare” i capelli? Si tratta di una delle convinzioni più diffuse sui social. Secondo questa teoria, lavando i capelli sempre meno spesso il cuoio capelluto imparerebbe a produrre meno sebo. Le evidenze scientifiche attualmente disponibili, però, non confermano questa ipotesi. La produzione di sebo dipende principalmente da fattori genetici e ormonali e non sembra diminuire semplicemente riducendo gli shampoo.

Se la frequenza non rappresenta un problema, è invece importante la qualità della routine. Gli specialisti consigliano di:

  • scegliere shampoo delicati adatti all’età e al tipo di capello;
  • massaggiare delicatamente il cuoio capelluto senza strofinare con forza;
  • utilizzare sempre un balsamo sulle lunghezze, soprattutto per capelli lunghi, ricci o trattati;
  • evitare acqua troppo calda;
  • asciugare con delicatezza senza sfregare energicamente con l’asciugamano.

La conclusione degli esperti è chiara: non esiste una frequenza perfetta uguale per tutti. Tuttavia, la convinzione che lavare spesso i capelli sia dannoso appare sempre meno fondata. Per molti adulti, quattro-cinque shampoo alla settimana possono essere una scelta adeguata. Per i bambini, invece, la frequenza va calibrata in base all’età e alle necessità individuali. Più che contare i giorni tra uno shampoo e l’altro, conviene osservare il cuoio capelluto: se appare pulito, senza prurito, irritazioni o eccesso di sebo, probabilmente si è trovata la routine giusta. Perché capelli sani, negli adulti come nei bambini, partono sempre da una cute sana.

I bambini devono mangiare spesso il pesce

Mag 13
Scritto da Annamaria avatar

Resta uno degli alimenti più importanti nella crescita dei più piccoli: i bambini devono mangiare spesso il pesce. Ricco di proteine nobili, vitamine, sali minerali e soprattutto Omega 3, è un alleato prezioso per lo sviluppo del cervello, della memoria, della vista e del sistema immunitario. Non a caso i pediatri consigliano di inserirlo nell’alimentazione dei bambini almeno due o tre volte a settimana, scegliendo varietà adatte alla loro età e possibilmente poco contaminate.

Secondo gli esperti di nutrizione, infatti, il pesce contiene nutrienti fondamentali soprattutto nei primi anni di vita, quando cervello e sistema nervoso sono in pieno sviluppo. Gli Omega 3, in particolare DHA ed EPA, aiutano le funzioni cognitive e la concentrazione, oltre a svolgere un ruolo importante anche nella salute cardiovascolare.

Qual è il pesce più salutare per i bambini? La risposta degli esperti è chiara: il pesce azzurro resta tra le scelte migliori. Sgombro, alici, sardine e merluzzo sono ricchi di grassi “buoni”, nutrienti preziosi e spesso contengono meno mercurio rispetto ai grandi pesci predatori. Inoltre sono generalmente più digeribili e adatti anche ai bambini piccoli. Anche il salmone è molto apprezzato per il suo elevato contenuto di Omega 3, purché venga scelto di buona qualità e inserito in una dieta varia ed equilibrata.

Tra i pesci più indicati per i bambini ci sono:

  • merluzzo
  • nasello
  • sogliola
  • orata
  • trota
  • sardine
  • sgombro
  • salmone

Meglio invece limitare il consumo frequente di pesci di grandi dimensioni come pesce spada, tonno di grossa taglia e verdesca, che possono accumulare quantità maggiori di mercurio.

Come far mangiare il pesce ai bambini senza drammi? La chiave spesso è tutta nella preparazione. Molti bambini accettano più facilmente:

  • polpette di pesce
  • burger fatti in casa
  • pasta con sughi di pesce delicati
  • crocchette al forno
  • filetti morbidi senza spine

Anche il pesto di pesce o le creme delicate da accompagnare alla pasta possono aiutare i più diffidenti ad avvicinarsi gradualmente a nuovi sapori.

Gli esperti consigliano inoltre di non forzare mai i bambini a mangiare controvoglia: meglio proporre il pesce più volte, con serenità e senza trasformare il momento del pasto in una battaglia.

Attenzione alla cottura. Per i bambini è preferibile scegliere cotture semplici e leggere:

  • al forno
  • al vapore
  • in padella con poco olio
  • al cartoccio

Meglio evitare fritture frequenti e preparazioni troppo elaborate o ricche di sale. Fondamentale anche controllare attentamente la presenza di spine, soprattutto nei più piccoli.

Abituare i bambini a mangiare pesce fin da piccoli significa educarli a un’alimentazione più varia e sana anche da grandi. E spesso il segreto non è “nascondere” il pesce, ma renderlo parte della normalità familiare: una cena condivisa, una ricetta colorata, un piatto semplice ma preparato con gusto.

Diete fai da te: consigli dell’esperta

Mag 04
Scritto da Annamaria avatar

Tutte noi spesso ci affidiamo a diete fai da te, soprattutto col caldo in arrivo e la prova costume che incombe. Per darci una mano e metterci in guardia arrivano i consigli dell’esperta.  Livia Barba, dirigente medico dell’Unità operativa complessa di Endocrinologia diretta da Francesco Scavuzzo, risponde ai quesiti più in voga. Sono 5 domande sulle tendenze  che riguardano l’alimentazione. Lo fa nella prima puntata di “Primavera in salute”, la nuova rubrica social dell’ospedale Cardarelli di Napoli.

diete fai da te consigli dell esperta

Diete fai da te: “Le diete fai da te, specie se restrittive dal punto di vista calorico, possono determinare veri quadri di scompenso. Possiamo perdere massa muscolare, massa magra, creando sarcopenia e quindi stanchezza, astenia protratta. Inoltre, per la sfera femminile, può determinare alterazioni del ciclo mestruale che vanno dall’irregolarità, quindi l’oligomenorrea, fino all’assenza di ciclo, amenorrea secondaria. Se protratte, queste diete possono poi portare a un abbassamento del metabolismo basale”.

Perdita di peso rapida: “E’ una perdita patologica, perdiamo liquidi e massa muscolare. Per il grasso ci vuole tempo e indicazioni nutrizionali specifiche. Tra l’altro, perdere rapidamente peso ci espone al rischio yo-yo e quindi al recupero rapido. A tal proposito, attenzione alle restrittive autosomministrate. Il digiuno intermittente che va tanto di moda è un importantissimo strumento ma solo in mano a medici nutrizionisti e dietisti”.

Diete estreme: “Diete estreme come le detox, le iperproteiche, i beveroni, possono dare squilibri elettrolitici, sovraccarico renale e anche danno epatico, talvolta determinando malori e anche ricorso al pronto soccorso. Per dimagrire in sicurezza è opportuno fare degli esami sia del sangue che esami clinici”.

Esami da fare: “Dal punto di vista del prelievo è utile dosare glicemia, insulina, profilo lipidico (quindi valutazione del colesterolo e dei trigliceridi), funzionalità renale ed epatica, talvolta la valutazione degli ormoni tiroidei. Dal punto di vista clinico è molto utile la valutazione della bioimpedenziometria, che ci consente di conoscere la quantità di muscolo (quindi massa magra), di grasso e anche di liquidi. Conoscere la composizione corporea di un paziente ci consente di prenderlo in carico in maniera più completa e di seguirlo in maniera ottimale nel tempo. L’uso di questi strumenti porta alla definizione di un piano terapeutico personalizzato: ogni persona è a sé e merita una dieta sartoriale”. 

Pelle effetto glow 

Apr 13
Scritto da Annamaria avatar

Pelle levigata, luminosa, compatta, senza filtri. Negli ultimi mesi non si parla d’altro: da Melissa Satta ad Alessia Marcuzzi, sempre più vip mostrano sui social trattamenti viso innovativi che promettono un effetto “pelle fresca e riposata” senza bisturi. Ma funzionano davvero? E soprattutto: si possono fare in gravidanza o quando si è mamme alle prese con poco tempo e pelle stressata Facciamo chiarezza, con un occhio molto concreto a chi ha bisogno di soluzioni sicure (e realistiche) sulla pelle effetto glow.

pelle effetto glow

Negli studi di medicina estetica e sui social spopolano tre nomi in particolare: Emface, PRX-T33 e il cosiddetto Vampire Facelift.

Emface è uno dei trattamenti più innovativi del momento: combina radiofrequenza e stimolazione muscolare per tonificare il viso senza aghi. In pratica lavora in profondità, stimolando collagene ed elastina e migliorando la compattezza della pelle.

Il PRX-T33, invece, è un peeling “intelligente” che non provoca la classica desquamazione. Penetra negli strati più profondi della pelle e stimola il rinnovamento cellulare, migliorando texture, luminosità e macchie senza tempi di recupero importanti.

Infine c’è il Vampire Facelift, che altro non è che un trattamento a base di PRP (plasma ricco di piastrine): si utilizza il proprio sangue per stimolare la rigenerazione della pelle e la produzione di collagene. Un approccio più “naturale”, molto amato proprio perché sfrutta le risorse del nostro corpo.

Il comune denominatore? Risultati progressivi, effetto naturale e niente stravolgimenti.

Si possono fare in gravidanza? Qui è fondamentale essere molto chiare: la maggior parte dei trattamenti estetici avanzati non è consigliata in gravidanza.

Trattamenti come PRP (quindi anche il Vampire Facelift), peeling chimici come il PRX-T33 e tecnologie a radiofrequenza come Emface rientrano generalmente tra quelli da rimandare. Non perché siano pericolosi in assoluto, ma perché mancano studi sufficienti che ne garantiscano la totale sicurezza durante la gravidanza. Molti protocolli di medicina estetica, infatti, indicano proprio la gravidanza come controindicazione per prudenza. Meglio aspettare. È un momento temporaneo, la pelle si può coccolare in modo più delicato.

Dopo il parto (e soprattutto dopo l’allattamento), questi trattamenti possono tornare ad essere un’opzione, sempre previo parere medico.Ma la verità è un’altra: quando si diventa mamme, spesso non si ha tempo per percorsi complessi o appuntamenti continui. Ecco perché molte donne scelgono: routine skincare semplici ma costanti, trattamenti non invasivi e risultati graduali. Perché sì, la pelle cambia, ma può anche ritrovare equilibrio con piccoli gesti quotidiani.

Se sei in dolce attesa, niente panico: puoi comunque prenderti cura della tua pelle in modo efficace. Via libera a: detersione delicata, creme idratanti e lenitive, sieri alla vitamina C (se tollerati), protezione solare alta ogni giorno. Sono proprio queste abitudini, spesso sottovalutate, a fare la differenza nel prevenire macchie e perdita di luminosità.

I trattamenti aiutano, ma non fanno miracoli da soli. La pelle luminosa che vediamo sui social è spesso il risultato di un mix: cura costante, stile di vita, idratazione, sonno (quando possibile…) e, certo, anche qualche trattamento mirato.

Creme solari 2026: la classifica di Altroconsumo

Apr 10
Scritto da Annamaria avatar

Con l’arrivo della bella stagione, torna anche una delle domande più importanti per chi è mamma (o futura mamma): quale crema solare scegliere davvero sicura ed efficace?A darci una mano arriva, come ogni anno, la classifica delle creme solari estate 2026 di Altroconsumo, che ha analizzato diverse protezioni solari viso valutando efficacia dei filtri UV, composizione e qualità complessiva. La buona notizia? Non sempre serve spendere cifre alte per avere una protezione valida. La meno buona è che non tutte le creme mantengono ciò che promettono.

creme solari 2026 la classifica di altroconsumo

Dai test emerge che alcuni prodotti si distinguono nettamente per affidabilità e qualità. Tra i migliori troviamo marchi facilmente reperibili come Nivea Sun, La Roche-Posay Anthelios, Avène, Garnier Ambre Solaire ed Eucerin, che offrono protezioni efficaci e texture adatte anche all’uso quotidiano sul viso. Molto bene anche alcune soluzioni più economiche, come i solari a marchio Coop Vivi Verde ed Esselunga, che sorprendono per il buon rapporto qualità-prezzo.

Tra i prodotti meno convincenti, invece, Altroconsumo segnala alcune creme che non garantiscono una protezione completamente in linea con quanto dichiarato oppure che presentano ingredienti potenzialmente irritanti, soprattutto per le pelli più sensibili.

Durante la gravidanza la pelle cambia, diventa più delicata e più soggetta a macchie scure, soprattutto sul viso. È il cosiddetto cloasma gravidico, e può comparire anche con esposizioni brevi al sole. Per questo è fondamentale scegliere creme ad alta protezione, meglio se con filtri minerali e formule semplici, senza profumi o ingredienti aggressivi. I prodotti delle linee Anthelios di La Roche-Posay o Avène Very High Protection sono spesso indicati proprio per pelli sensibili e reattive.

Un’abitudine preziosa? Applicare la crema ogni mattina, anche in città. Il sole primaverile, anche quando sembra “leggero”, è già abbastanza forte da stimolare la comparsa di macchie.

La pelle dei bambini è più sottile e vulnerabile, quindi necessita di una protezione ancora più attenta. Le creme migliori sono quelle con SPF 50 o 50+, resistenti all’acqua e prive di profumo. Marchi come Mustela, Bioderma Photoderm Kid, Avène bambini e alcune linee di Nivea Sun Kids risultano tra i più affidabili anche secondo test e raccomandazioni dermatologiche. La cosa più importante, però, resta la costanza: la crema va riapplicata spesso, soprattutto dopo bagni o sudorazione.

Un aspetto sempre più centrale nella valutazione dei solari riguarda gli ingredienti. Le formule migliori sono quelle essenziali, senza sostanze controverse e ben tollerate dalla pelle.

Sempre più marchi, inoltre, stanno investendo in formule eco-friendly, attente anche all’impatto sull’ambiente marino. Un dettaglio che oggi fa davvero la differenza, soprattutto per chi trascorre molto tempo al mare con i bambini.

Il vademecum salva-estate per mamme

Per non impazzire davanti allo scaffale (o all’e-commerce), ecco una mini guida pratica:

  • SPF 50 per viso (sempre)
  • Riapplicare spesso, non solo una volta
  • Non dimenticare zone “tradite”: orecchie, collo, mani
  • Cappellino e occhiali per i bambini
  • Evitare le ore più calde (11-16)
  • Portare sempre la crema in borsa