Ferragosto in famiglia
Ferragosto è una di quelle feste che sanno di estate piena, risate, tavolate all’aperto e giornate da vivere senza guardare l’orologio. Ma quando ci sono bambini, la domanda è sempre la stessa: come trascorrere il weekend di Ferragosto senza sentirsi dire ogni cinque minuti “Mi annoio”? La buona notizia è che non servono grandi viaggi o programmi costosi. In famiglia, basta scegliere attività semplici, adatte all’età dei più piccoli, e trasformare anche una giornata normale in un ricordo speciale.

Al mare
La spiaggia offre tantissime possibilità oltre al classico bagno. Organizzate una caccia ai tesori naturali chiedendo ai bambini di trovare conchiglie di forme diverse, sassolini particolari o legnetti levigati dal mare. Potete poi usarli per creare un piccolo collage una volta tornati a casa. Divertente anche costruire castelli di sabbia sempre più elaborati, scavare canali, inventare percorsi con secchielli e palette o sfidarsi a chi realizza la torre più alta. Quando il sole è troppo forte, è il momento perfetto per leggere un libro all’ombra dell’ombrellone o giocare a carte in famiglia.
In montagna
Boschi, prati e sentieri diventano un’enorme palestra naturale. Una passeggiata facile permette ai bambini di osservare farfalle, fiori, insetti e magari qualche animale. Portate con voi una lente d’ingrandimento e trasformate tutto in una piccola esplorazione scientifica. I più piccoli adorano anche raccogliere foglie, pigne e rametti per realizzare, una volta rientrati, lavoretti creativi. E se trovate un prato abbastanza grande, via libera a pallone, frisbee, aquilone o semplicemente a una corsa tutti insieme.
In campagna
La campagna invita a rallentare. Un picnic sotto un albero è già di per sé una festa. Aggiungete qualche gioco tradizionale come il tiro alla fune, la corsa nei sacchi o una caccia al tesoro e il divertimento è assicurato. Anche preparare insieme una merenda utilizzando frutta fresca di stagione può diventare un’attività educativa oltre che gustosa. La sera, se il cielo è limpido, stendete una coperta sul prato e osservate le stelle: i bambini ne resteranno affascinati.
In città
Anche chi non parte può vivere un Ferragosto speciale. Le prime ore del mattino sono perfette per visitare un parco cittadino, fare un giro in bicicletta o organizzare una colazione all’aperto. Nelle ore più calde meglio rifugiarsi in casa con attività creative. Si possono preparare biscotti insieme, costruire un teatro delle marionette, dipingere con le tempere o realizzare decorazioni estive usando cartoncini colorati. Nel tardo pomeriggio, quando il caldo diminuisce, una passeggiata con un gelato o una visita a un museo per bambini possono diventare un’ottima alternativa.
Giochi da fare ovunque
Ci sono attività che funzionano in qualsiasi luogo. Provate il classico gioco “Indovina cosa sono”, il mimo, il karaoke, una gara fotografica in cui ogni componente della famiglia deve immortalare il dettaglio più bello della giornata oppure un quiz dedicato all’estate. Anche raccontare storie inventate a turno è un modo divertente per stimolare fantasia e creatività. Ci sono altre mille idee per divertirsi, basta stare tutti insieme.
Sole sì, ma senza rischi
L’estate è arrivata e con lei la voglia di trascorrere più tempo all’aria aperta. Tra giornate al mare, giochi in spiaggia e passeggiate sotto il sole, è fondamentale ricordare che una corretta protezione della pelle è il primo passo per godersi la bella stagione in sicurezza. Un tema particolarmente importante per le mamme, chiamate a tutelare non solo la propria salute ma anche quella dei bambini. Insomma: sole sì, ma senza rischi.
A fare chiarezza è il dermatologo Andrea Paro Vidolin, responsabile del Centro di Fotodermatologia dell’Ospedale Israelitico di Roma, che in un’intervista rilasciata ad Adnkronos Salute ha ricordato come la consapevolezza degli italiani sia cresciuta negli ultimi anni, anche grazie a una maggiore informazione.
“La prima regola è farsi consigliare un buon prodotto”, spiega l’esperto. Oggi i filtri solari sono molto più efficaci rispetto al passato e sono in grado di proteggere non solo dai raggi UVB, responsabili delle scottature, ma anche dai raggi UVA, dalla luce visibile e dagli infrarossi. Tuttavia, scegliere la crema giusta non basta. “Altra cosa fondamentale è insegnare al consumatore come mettere il solare”, sottolinea il dermatologo, ricordando che il prodotto va applicato in quantità abbondante e rinnovato frequentemente durante la giornata.
Molte persone tendono a utilizzare troppo poco prodotto o a pensare che una sola applicazione sia sufficiente. In realtà, anche i solari resistenti all’acqua devono essere riapplicati regolarmente per garantire una protezione adeguata.
Quanto alla formulazione, la crema rimane la soluzione più efficace. “La crema è quella che funziona di più”, precisa Andrea Paro Vidolin. Spray, gel e latti solari possono essere più pratici, soprattutto quando si hanno bambini piccoli da rincorrere, ma richiedono maggiore attenzione e applicazioni più frequenti.
Particolare attenzione deve essere riservata a chi ha molti nei o una pelle particolarmente chiara. In questi casi il rischio di danni da esposizione aumenta e la protezione deve essere ancora più accurata. L’esperto invita a non sottovalutare soprattutto le scottature. “La cosa rischiosa per la nostra cute non è tanto l’abbronzatura. È la scottatura il problema”, afferma. Le ustioni solari, infatti, rappresentano uno dei principali fattori di rischio per il fotoinvecchiamento e per lo sviluppo di tumori cutanei.
Chi presenta nei atipici dovrebbe proteggerli con particolare attenzione, utilizzando eventualmente prodotti specifici come gli stick solari ad alta protezione. Allo stesso tempo è importante monitorare eventuali lesioni sospette o piccole ferite che non tendono a guarire.
Non mancano poi i dubbi sui tatuaggi. Sul piano della salute non esistono particolari controindicazioni all’esposizione solare, una volta terminata la fase di guarigione. Tuttavia il sole può alterarne l’aspetto estetico. “È logico proteggere il disegno con un supplemento di prodotto solare”, osserva il dermatologo, spiegando che i raggi ultravioletti possono contribuire a schiarire i colori nel tempo.
Attenzione anche alla depilazione. Esporsi al sole subito dopo aver eliminato i peli può creare problemi alla pelle, che in quel momento risulta più sensibile e vulnerabile. Irritazioni, infiammazioni e macchie cutanee sono tra le conseguenze più frequenti. Per questo gli specialisti consigliano di attendere almeno un giorno prima di prendere il sole oppure di utilizzare una protezione molto elevata.
Infine, un capitolo a parte riguarda la vitiligine. Se in passato si consigliava quasi sempre una schermatura totale, oggi gli approcci sono più personalizzati. Secondo Andrea Paro Vidolin, un’esposizione controllata può persino offrire benefici. “La strategia migliore è mettere una crema 50 sulla cute normalmente pigmentata e una crema di media protezione sulla chiazza di vitiligine”, spiega, sempre evitando le ore più calde della giornata e seguendo le indicazioni del proprio dermatologo.
Il sole fa bene all’umore e alla salute, ma va vissuto con intelligenza. Crema solare, cappello, occhiali da sole e buon senso restano gli alleati indispensabili per tutta la famiglia.
Bandiere Blu 2026: le spiagge più belle
Estate fa rima con mare, castelli di sabbia, tuffi e giornate all’aria aperta. Ma quando si organizza una vacanza con i bambini, oltre alla bellezza del luogo, entrano in gioco anche altri fattori: qualità dell’acqua, pulizia delle spiagge, servizi, sicurezza e attenzione all’ambiente. Per questo ogni anno le Bandiere Blu rappresentano una bussola preziosa per le famiglie. Il riconoscimento assegnato dalla Foundation for Environmental Education (FEE)premia infatti le località che garantiscono mare pulito, servizi efficienti, sostenibilità ambientale e attenzione ai visitatori. Nel 2026 l’Italia festeggia un nuovo record: 257 Comuni premiati, undici in più rispetto allo scorso anno, con ben 525 spiagge Bandiera Blu distribuite lungo tutta la Penisola. Sono le spiagge più belle e sicure per una vacanza coi bambini.

Quando si viaggia con i bambini, sapere di poter contare su spiagge curate e servizi adeguati fa davvero la differenza. Per ottenere la Bandiera Blu, una località deve rispettare rigorosi criteri che riguardano:
- qualità eccellente delle acque di balneazione;
- gestione sostenibile del territorio;
- raccolta differenziata e tutela ambientale;
- sicurezza in spiaggia;
- accessibilità;
- servizi per residenti e turisti.
Tra le nuove località premiate spiccano:
- Andora (Liguria)
- Rimini (Emilia-Romagna)
- Limone sul Garda (Lombardia)
- Monte Argentario (Toscana)
- Lipari (Sicilia)
- Teulada (Sardegna)
- Tricase e Morciano di Leuca (Puglia)
- Amendolara, Montegiordano, Falerna e Locri (Calabria)
La regione con il maggior numero di Bandiere Blu resta ancora una volta la Liguria, con 35 località premiate.
Ecco quali sono:
Liguria
Perfetta per chi cerca mare pulito e borghi da cartolina. Tra le località premiate:
- Sanremo
- Camogli
- Sestri Levante
- Varazze
- Andora
- Laigueglia
Toscana
Ideale per chi ama alternare mare, natura e cultura. Fra le località premiate:
- Forte dei Marmi
- Viareggio
- San Vincenzo
- Castiglione della Pescaia
- Monte Argentario
Emilia-Romagna
Una delle mete più family friendly d’Italia. Le Bandiere Blu 2026 comprendono:
- Rimini
- Riccione
- Cattolica
- Cesenatico
- Cervia
Marche
Tra mare tranquillo e spiagge perfette per i più piccoli. Da segnare:
- Senigallia
- Sirolo
- Numana
- Porto Recanati
- San Benedetto del Tronto
Puglia
Un paradiso per chi sogna acqua trasparente e paesaggi mozzafiato. Alcune di quelle scelte:
- Polignano a Mare
- Monopoli
- Melendugno
- Gallipoli
- Ugento
- Tricase
- Morciano di Leuca
Sardegna
Spiagge da sogno e mare da cartolina. Alcune località Bandiera Blu:
- La Maddalena
- San Teodoro
- Santa Teresa Gallura
- Teulada
- Tortolì
Sicilia
Sempre più presente nella classifica delle eccellenze balneari. Da non perdere:
- Lipari
- Taormina
- Pozzallo
- Ragusa
- Ispica
Come scegliere la meta giusta con i bambini? Prima di prenotare, controllate sempre:
- fondali bassi e sicuri;
- presenza di stabilimenti attrezzati;
- servizi igienici e punti ristoro;
- aree gioco;
- possibilità di passeggiate serali;
- vicinanza a farmacie e servizi sanitari.
Domenica d’estate in campagna con i bambini
La scuola è finita, le giornate si sono allungate e lei è finalmente arrivata. C’è qualcosa di speciale nella prima domenica d’estate trascorsa in campagna con i bambini. Una gita può trasformarsi in un piccolo concentrato di felicità. Basta un prato, un po’ di ombra, qualche gioco e tanta voglia di stare insieme per regalarsi una giornata che i più piccoli ricorderanno a lungo.

Per evitare imprevisti e godersi la giornata in totale relax, è utile preparare una borsa ben organizzata. Ecco cosa mettere dentro:
- una coperta da picnic;
- borracce con acqua fresca;
- frutta già lavata e tagliata;
- panini o una pasta fredda;
- cappellini per il sole;
- crema solare;
- salviette umidificate;
- spray antizanzare;
- un cambio completo per i bambini;
- fazzoletti di carta;
- un piccolo kit di pronto soccorso.
Portate pure una felpa leggera. Anche nelle giornate più calde, in campagna il vento o l’ombra degli alberi possono sorprendere.
I bambini non hanno bisogno di animazione organizzata per divertirsi. Anzi, la campagna offre infinite occasioni per riscoprire il gioco spontaneo. Si può organizzare una caccia al tesoro nella natura, raccogliendo foglie, sassolini, fiori caduti e pigne. Oppure osservare gli insetti, ascoltare il canto degli uccelli e imparare a riconoscere alberi e piante. Anche una semplice passeggiata può diventare un’avventura.
Il pranzo all’aperto è uno dei momenti più attesi della giornata. Meglio scegliere piatti pratici e facili da trasportare: frittate, insalate di pasta o riso, polpette, verdure crude e frutta fresca. Per la merenda non possono mancare biscotti fatti in casa, una torta semplice o un gelato acquistato al ritorno.
Per occupare i momenti di pausa possono essere utili:
- una palla;
- bolle di sapone;
- racchettoni;
- frisbee;
- corde per saltare;
- libri illustrati da sfogliare all’ombra.
Vedrete che sarà bellissimo stare in famiglia tutti insieme, in totale libertà. E non dimenticate di spegnere i telefonini o lasciarli accesi, sì, ma solo per le emergenze. Staccate da tutto!
Le spiagge più belle d’Europa 2026
Quando si pensa alle vacanze con i bambini, la prima domanda è sempre la stessa: dove andare per accontentare tutti? I più piccoli sognano sabbia, castelli e tuffi in acqua, mentre mamma e papà desiderano relax, paesaggi mozzafiato e magari qualche angolo di pace. La nuova classifica che elenca le spiagge più belle d’Europa 2026 stilata da European Best Destinations può diventare un’ottima fonte di ispirazione per organizzare il prossimo viaggio di famiglia. Dalle baie protette alle lunghe distese di sabbia dorata, ecco alcune destinazioni che sembrano uscite da una cartolina e che possono trasformarsi in un’avventura indimenticabile per grandi e piccoli.
Praia de Monte Clérigo, Portogallo: natura e tramonti da favola
In cima alla classifica troviamo Praia de Monte Clérigo, sulla spettacolare Costa Vicentina, in Algarve. Qui le famiglie possono alternare giornate in spiaggia a passeggiate tra le scogliere, esplorazioni nelle piscine naturali che si formano con la bassa marea e cene vista oceano mentre il sole tramonta. Per i bambini è una vera palestra a cielo aperto: rocce da osservare, conchiglie da raccogliere e tanta natura incontaminata.
Elafonissi, Creta: la spiaggia rosa che sembra una fiaba
I bambini la ameranno al primo sguardo. Elafonissi, sull’isola di Creta, è famosa per la sua sabbia dalle sfumature rosate e per le acque basse e trasparenti che permettono ai più piccoli di giocare in sicurezza. Le lagune poco profonde sono perfette per le famiglie e regalano la sensazione di trovarsi in una gigantesca piscina naturale.
Balos Lagoon, Creta: un mare che sembra dipinto
Sempre in Grecia, Balos è uno dei luoghi più fotografati del Mediterraneo. Acque turchesi, sabbia chiara e un panorama spettacolare conquistano subito grandi e bambini. Una meta ideale per chi vuole alternare il relax in spiaggia a piccole escursioni nella natura.
La Pelosa, Sardegna: un paradiso tutto italiano
Non serve andare troppo lontano per trovare spiagge da sogno. La Pelosa, a Stintino, è una delle perle della Sardegna e continua a essere considerata tra le più belle d’Europa grazie alle sue acque cristalline e ai fondali bassi. Per le famiglie è una scelta quasi perfetta: i bambini possono giocare in acqua per ore e i genitori godersi un panorama caraibico senza lasciare l’Italia.
Cala dei Gabbiani, Sardegna: l’avventura che piace ai piccoli esploratori
Per le famiglie con figli più grandi e amanti delle escursioni, Cala dei Gabbiani rappresenta una vera scoperta. La spiaggia è circondata da falesie e da una natura selvaggia che rende ogni giornata un’avventura. Qui il mare è incredibilmente trasparente e lo snorkeling diventa un gioco capace di conquistare tutta la famiglia.
Cala Macarella, Minorca: mare caraibico a due passi da casa
Acqua color smeraldo, pinete e sabbia chiarissima: Cala Macarella è una delle spiagge più amate delle Baleari. Il mare calmo la rende particolarmente adatta alle famiglie con bambini piccoli. Una giornata qui significa giochi sulla spiaggia, bagni rilassanti e tante foto ricordo.
Porto Katsiki, Lefkada: la Grecia da cartolina
Le alte scogliere bianche che si tuffano nel mare azzurro rendono Porto Katsiki una delle spiagge più spettacolari d’Europa. Anche se l’accesso richiede qualche gradino in più, la vista ripaga ogni fatica e può diventare un’esperienza emozionante da vivere insieme ai figli.
Santa Giulia, Corsica: una piscina naturale per bambini
La baia di Santa Giulia, in Corsica, è famosa per le sue acque calme e trasparenti. Qui i bambini possono nuotare, giocare e osservare i pesci in tutta tranquillità, mentre i genitori si concedono qualche ora di relax.
Come scegliere la spiaggia giusta per la famiglia? Quando si viaggia con i bambini non conta solo la bellezza del luogo. È importante valutare: fondali bassi e sicuri; presenza di servizi e punti ristoro; facilità di accesso; zone d’ombra naturali o attrezzate; possibilità di fare passeggiate ed escursioni. La spiaggia perfetta, infatti, è quella che permette a tutti di divertirsi senza stress.
Prima domenica al mare con bambini
Finalmente è arrivata. La domenica di fine maggio che sa già d’estate. Il sole splende alto nel cielo, le temperature invitano a lasciare la città e il richiamo del mare diventa irresistibile. Per tante famiglie è il momento della prima giornata in spiaggia con i bambini, quella che inaugura ufficialmente la bella stagione. Per la prima domenica al mare con i bambini cosa mettere in borsa, come divertirli e quale spiaggia scegliere?

Se per gli adulti bastano costume, telo e occhiali da sole, quando ci sono di mezzo i figli l’organizzazione richiede qualche attenzione in più. Perché il primo sole dell’anno è meraviglioso, ma anche insidioso.
La parola d’ordine è protezione. La pelle dei bambini, soprattutto dopo i lunghi mesi invernali, è particolarmente delicata. Meglio applicare una crema solare ad alta protezione già prima di uscire di casa e rinnovarla frequentemente durante la giornata. Nel borsone non dovrebbero mai mancare cappellino, occhiali da sole con filtri adeguati, una maglietta leggera anti-UV e tanta acqua per mantenere una corretta idratazione.
Attenzione anche agli orari. Anche se siamo solo a fine maggio, nelle ore centrali della giornata il sole può essere già molto intenso. Per i più piccoli è consigliabile alternare momenti di gioco all’ombra a brevi esposizioni al sole, evitando la fascia tra le 12 e le 16.
Ma cosa portare per evitare il classico “Mamma, mi annoio” dopo appena dieci minuti?
La risposta è semplice: non serve riempire l’auto di giochi. Secchiello, paletta e formine restano i grandi protagonisti delle giornate al mare. Costruire castelli, scavare buche o raccogliere conchiglie continua a essere una delle attività preferite dai bambini di ogni età. Per i più grandi possono essere utili una palla leggera, racchettoni in versione junior o una piccola rete da pesca per osservare granchietti e pesciolini nelle pozze vicino alla riva.
La spiaggia offre inoltre un’occasione preziosa per stimolare la fantasia. Una caccia al tesoro tra sassolini e conchiglie, una gara di castelli o la ricerca delle impronte lasciate dagli uccelli sulla sabbia possono trasformare una semplice giornata in una vera avventura.
Resta poi la domanda che molti genitori si pongono: meglio la spiaggia libera o lo stabilimento balneare?
Non esiste una risposta valida per tutti. La spiaggia libera regala senza dubbio una sensazione di maggiore libertà e contatto con la natura. È spesso più economica e permette ai bambini di muoversi senza troppe regole. Richiede però una maggiore organizzazione: bisogna portare ombrellone, sedie, acqua e tutto il necessario per affrontare la giornata.
Lo stabilimento, invece, offre comodità che con i bambini possono fare la differenza. Bagni puliti, docce, punti ristoro, aree gioco e spesso anche animazione consentono ai genitori di rilassarsi un po’ di più. Per chi ha figli molto piccoli o affronta la prima uscita della stagione, può rappresentare una soluzione più pratica.
La scelta ideale dipende dall’età dei bambini e dallo stile della famiglia. C’è chi ama la semplicità di una giornata selvaggia sulla spiaggia libera e chi preferisce il comfort dello stabilimento. L’importante è che tutti possano vivere il mare in serenità, perché la prima domenica al mare non è soltanto una gita fuori porta. È il profumo della crema solare che torna nell’aria, sono i piedi scalzi nella sabbia ancora tiepida, le risate dei bambini tra le onde e quella sensazione meravigliosa che l’estate, finalmente, è dietro l’angolo.
Vacanze con i bambini: scegliere il camping
C’era una volta il classico albergo con pensione completa. Poi sono arrivati i villaggi turistici, con animazione, baby dance e buffet infiniti. Oggi, però, sempre più famiglie stanno riscoprendo una formula diversa: il camping. E no, non parliamo necessariamente della vecchia tenda da montare sotto il sole cocente, ma di una nuova idea di che unisce natura, libertà e comfort. Nelle vacanze con i bambini, quindi, perché scegliere il camping?

In vista dell’estate, il campeggio si conferma una delle scelte più apprezzate da mamme e papà: offre ai bambini qualcosa che spesso manca nella vita quotidiana: spazio, autonomia e contatto con la natura.
In un camping i più piccoli possono correre, andare in bicicletta, giocare all’aria aperta e fare amicizia con estrema facilità. Non sono chiusi tra le mura di una camera d’albergo o costretti a seguire orari rigidi. Vivono la vacanza in modo più spontaneo, esplorando l’ambiente che li circonda e sperimentando una libertà che in città è sempre più rara.
Per molti genitori, inoltre, il camping rappresenta un ottimo compromesso tra relax e praticità. Le moderne strutture sono ormai lontanissime dall’idea spartana di un tempo. Sempre più campeggi offrono bungalow, case mobili, lodge di lusso e glamping, dotati di cucina, bagno privato, aria condizionata e tutti i comfort necessari per una vacanza con i bambini.
Uno degli aspetti più apprezzati è proprio la possibilità di avere spazi più ampi rispetto a una tradizionale camera d’hotel. Con bambini piccoli, poter preparare una pappa, conservare il latte in frigorifero o semplicemente avere una zona soggiorno dove giocare può fare davvero la differenza.
Anche dal punto di vista educativo il camping offre opportunità preziose. I bambini imparano a osservare la natura, a rispettare gli spazi comuni, a vivere in una comunità temporanea fatta di famiglie provenienti da luoghi diversi. Possono scoprire il piacere delle cose semplici: una passeggiata al tramonto, una partita a pallone improvvisata, una serata sotto le stelle.
Un altro vantaggio riguarda la socializzazione. Nei villaggi turistici le attività sono spesso organizzate e guidate dagli animatori. Nei campeggi, invece, le amicizie nascono in modo più naturale. Bastano una bicicletta, un pallone o un parco giochi per creare legami che, non di rado, continuano anche dopo la fine delle vacanze.
Non va sottovalutato nemmeno il fattore economico. Pur esistendo strutture di lusso, il camping permette spesso di contenere i costi rispetto a un soggiorno in hotel, soprattutto per le famiglie numerose. Inoltre, avere una cucina a disposizione consente di gestire alcuni pasti in autonomia, con un ulteriore risparmio.
Questo non significa che alberghi e villaggi turistici siano da scartare. Per alcune famiglie rappresentano ancora la soluzione ideale, soprattutto quando si cercano servizi molto strutturati o si viaggia con neonati piccolissimi. Tuttavia, il camping offre qualcosa di diverso: un’esperienza più autentica, meno scandita dagli orari e più vicina ai ritmi della natura.
In un’epoca in cui i bambini trascorrono sempre più tempo davanti agli schermi e sempre meno all’aria aperta, una vacanza in campeggio può diventare molto più di un semplice soggiorno estivo. Può trasformarsi in un’occasione per rallentare, riscoprire il piacere dello stare insieme e collezionare quei ricordi che, spesso, restano nel cuore molto più a lungo di qualsiasi buffet o spettacolo serale.
Perché a volte la vacanza perfetta non è quella con più servizi, ma quella che lascia ai bambini la libertà di essere semplicemente bambini.
Dire “ti amo” ai figli è sbagliato?
Dire “ti amo” ai propri figli è sbagliato, può davvero essere un errore? La domanda, negli ultimi giorni, ha infiammato social, programmi tv e gruppi di genitori dopo le dichiarazioni della psicoterapeuta e scrittrice Stefania Andreoli, intervenuta durante la trasmissione Agorà. La professionista ha definito “del tutto sbagliata” l’abitudine di alcuni genitori di dire “ti amo” ai figli, sostenendo che quell’espressione apparterrebbe al linguaggio della coppia e rischierebbe di “confondere i ruoli”. Apriti cielo.

Nel giro di poche ore il dibattito è esploso ovunque. Da una parte chi concorda con Andreoli, convinto che tra genitori e figli sia più corretto usare il “ti voglio bene”. Dall’altra mamme e papà che rivendicano il diritto, e persino la necessità, di esprimere apertamente il proprio amore ai bambini.
E come spesso accade quando si parla di genitorialità, il rischio è che tutto si trasformi in una guerra ideologica fatta di “giusto” e “sbagliato”, dimenticando che i rapporti umani non funzionano come formule matematiche.
Proprio questo è il punto sollevato dal pedagogista Luca Frusciello, intervistato da Fanpage. Secondo l’esperto, il problema non starebbe tanto nelle parole usate, quanto nel voler trasformare ogni scelta educativa in una regola assoluta. “La pedagogia non è chimica”, sottolinea, ricordando che ogni relazione familiare ha equilibri, sensibilità e modalità comunicative diverse.Ed è forse proprio qui che il dibattito diventa interessante davvero.
Perché un conto è riflettere sul linguaggio emotivo dentro la famiglia, altro è pensare che una frase, da sola, possa automaticamente creare danni psicologici. Molti psicologi e psicoterapeuti intervenuti nella discussione hanno infatti ricordato che ciò che conta davvero per un bambino è il contesto relazionale: il rispetto dei confini, la qualità della presenza emotiva, la sicurezza affettiva. Non semplicemente due parole pronunciate o meno.
Anche perché, nella realtà quotidiana delle famiglie, l’amore passa continuamente attraverso mille linguaggi diversi: carezze, ascolto, pazienza, tempo condiviso, coccole prima di dormire, rassicurazioni dopo una paura.
C’è chi dice “ti amo” ai figli ogni giorno e chi non l’ha mai detto apertamente pur amando profondamente i propri bambini. E probabilmente nessuna delle due cose, da sola, basta a definire la qualità di un legame.
Molti genitori, soprattutto sui social, hanno raccontato di aver trovato conforto proprio nel sentirsi dire “ti amo” durante l’infanzia. Altri invece preferiscono distinguere nettamente il linguaggio romantico da quello familiare. Ed entrambe le posizioni possono convivere senza bisogno di trasformarsi in tifoserie. Forse il rischio più grande oggi non è dire troppo amore ai figli, ma vivere la genitorialità sotto pressione continua, con la sensazione che ogni parola possa essere “sbagliata”. E invece i bambini, molto spesso, crescono bene soprattutto dove si sentono accolti, ascoltati e amati. Che sia con un “ti voglio bene”, con un “ti amo” o semplicemente con un abbraccio dato al momento giusto.

Scritto da Annamaria e postato in