Borsa del parto in autunno e inverno
Aspettare un bambino è una delle avventure più emozionanti della vita, ma quando la data del parto si avvicina arriva anche il momento di pensare alla valigia per l’ospedale. E se il bebè nascerà in autunno o in inverno, la preparazione richiede qualche attenzione in più. Le temperature scendono, le giornate diventano più fredde e bisogna organizzarsi per accogliere il neonato con tutto il necessario, dal primo cambio alla sua prima uscita all’aria aperta. Ecco come preparare la borsa del parto in autunno e inverno.

La prima cosa da mettere in borsa sono i cambi per il piccolo, possibilmente già divisi in sacchetti e organizzati per giorno. In questo modo anche il papà o chi sarà presente in ospedale potrà trovare tutto facilmente, senza dover rovistare tra body e tutine. Con l’arrivo del freddo, si possono preferire body in cotone a manica lunga e tutine in cotone più pesante o in ciniglia, da scegliere in base alla temperatura degli ambienti e alle indicazioni del reparto. Non è necessario coprire eccessivamente il bambino: il rischio, soprattutto in una stanza ben riscaldata, è che abbia troppo caldo.
Nella borsa del parto è utile inserire:
- 4-5 body, a manica lunga o corta secondo la stagione e la temperatura;
- 4-5 tutine, in cotone più pesante o ciniglia;
- calzini e, se necessari, piccoli completini aggiuntivi;
- una o due mussole di cotone;
- un cappellino leggero, se richiesto dall’ospedale o utile per l’uscita;
- qualche cambio in più, nel caso ci siano rigurgiti o piccoli incidenti.
Le quantità sono indicative: è sempre meglio controllare la lista fornita dal punto nascita, perché ogni struttura può avere richieste diverse. La copertina e il primo outfit per tornare a casa
Il momento dell’uscita dall’ospedale è uno dei più attesi. Con il freddo, però, il look del neonato deve essere soprattutto funzionale. Una copertina morbida, adatta alla temperatura esterna, può essere utile per il tragitto fino all’auto, così come una tutina più calda e un eventuale strato aggiuntivo da mettere solo quando serve.
Attenzione, invece, a non esagerare con piumini e indumenti voluminosi se il bambino viaggia nell’ovetto o nel seggiolino auto: gli abiti molto imbottiti possono impedire alle cinture di aderire correttamente al corpo. Meglio vestire il piccolo con strati sottili, allacciare bene le cinture e aggiungere una copertina sopra le cinture già chiuse, senza coprire il viso.
E se fuori fa davvero freddo? Cappellino e copertina possono essere utili per il breve tragitto all’aperto, ma una volta entrati in un ambiente caldo è importante togliere gli strati superflui. I neonati, infatti, non devono essere né raffreddati né surriscaldati.
Anche la futura mamma ha bisogno di una valigia organizzata con attenzione. Dopo il parto, il corpo ha bisogno di comfort e praticità, che si tratti di un parto naturale o di un cesareo. Via libera a camicie da notte o pigiami comodi, meglio se aperti sul davanti per facilitare l’allattamento, vestaglia, ciabatte, calzini e biancheria morbida. In autunno e inverno può essere utile aggiungere un cardigan o una felpa leggera da indossare negli spostamenti, senza dimenticare che le stanze dell’ospedale possono essere calde.
Ecco gli indispensabili per la mamma:
- 2-3 camicie da notte o pigiami comodi;
- vestaglia e ciabatte;
- mutande comode, anche monouso se preferite;
- reggiseni per l’allattamento e coppette assorbilatte, se desiderati;
- assorbenti post parto, se non forniti dalla struttura;
- asciugamani e prodotti per l’igiene personale;
- cambio per il ritorno a casa, comodo e adatto alla stagione;
- caricabatterie, documenti, tessera sanitaria e cartella della gravidanza.
Chi partorisce con cesareo potrebbe preferire indumenti morbidi che non comprimano la zona dell’incisione. In ogni caso, è bene seguire le indicazioni del personale sanitario e verificare in anticipo cosa viene fornito dall’ospedale.
La regola più importante, soprattutto nella stagione fredda, è non confondere il caldo con il troppo caldo. Il neonato va vestito in modo adeguato alla temperatura, con strati facili da togliere o aggiungere, mentre per il viaggio in auto la sicurezza del seggiolino viene prima di qualsiasi outfit.
Parto: epidurale non aumenta rischi neonato
Per molte future mamme arriva prima o poi la stessa domanda: “Se faccio l’epidurale, posso mettere a rischio il mio bambino?”. È una delle paure che possono pesare sulla scelta dell’analgesia durante il travaglio prima del parto. Ma un nuovo, ampio studio internazionale porta una risposta rassicurante: l’epidurale durante il travaglio non aumenta i rischi del neonato.
La ricerca, pubblicata sul British Medical Journal, ha analizzato i dati di 495.695 donne che hanno partorito un solo bambino in Scozia tra il 2007 e il 2019. Circa una donna su quattro, il 23,2%, aveva ricevuto l’analgesia epidurale durante il travaglio. L’obiettivo era capire se l’epidurale potesse essere collegata a problemi importanti per il neonato: danni neurologici, altre gravi complicanze, sepsi, un punteggio Apgar molto basso, mortalità nei primi 28 giorni e, nel lungo periodo, paralisi cerebrale infantile.
I risultati sono chiari: non è emersa un’associazione tra epidurale e un aumento di questi problemi. Le condizioni neurologiche gravi sono risultate rare: 434 neonati, pari a circa 0,9 casi ogni mille nascite. E la loro frequenza non è risultata maggiore tra i bambini nati da donne che avevano scelto l’epidurale. Lo stesso vale per le altre condizioni analizzate dai ricercatori. Non è stato osservato un aumento del rischio di gravi patologie neonatali, sepsi, Apgar molto basso a cinque minuti dalla nascita, morte entro 28 giorni o paralisi cerebrale durante l’infanzia. I risultati sono rimasti coerenti anche considerando gruppi di donne tradizionalmente più vulnerabili, comprese quelle con gravidanze ad alto rischio, i parti pretermine e le diverse modalità di parto.
Perché l’epidurale fa ancora paura? Viene utilizzata per ridurre il dolore durante il travaglio ed è considerata una delle tecniche più efficaci di analgesia ostetrica. Proprio la paura di possibili conseguenze sul bambino, però, porta alcune donne a rinunciarvi. Rachel Kearns, anestesista e ricercatrice dell’Università di Glasgow e prima autrice dello studio, sottolinea che i risultati rappresentano una rassicurazione sulla sicurezza dell’epidurale per i neonati e possono aiutare le donne a compiere una scelta informata sul controllo del dolore.
Capelli dopo il parto
Dopo il parto molte donne si guardano allo specchio e si accorgono che qualcosa è cambiato: i capelli, bellissimi e folti durante la gravidanza, possono improvvisamente apparire più spenti, fragili, secchi e cadere in quantità impressionante. Niente panico: nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno fisiologico e temporaneo, legato al brusco cambiamento ormonale che avviene dopo la nascita del bambino.

Durante la gravidanza gli estrogeni mantengono più a lungo i capelli nella fase di crescita, regalando spesso una chioma più folta. Dopo il parto, però, i livelli ormonali tornano gradualmente alla normalità e molti capelli entrano contemporaneamente nella fase di caduta. Il fenomeno compare spesso intorno al terzo mese dopo la nascita e tende a risolversi spontaneamente entro il primo anno di vita del bambino. Nel frattempo, però, qualche attenzione in più può aiutare a rendere la chioma più bella, lucida e meno stressata.
Il primo passo è evitare di appesantire ulteriormente capelli già indeboliti. Meglio scegliere uno shampoo delicato, adatto a lavaggi frequenti, e applicare il balsamo soprattutto sulle lunghezze e sulle punte, evitando la radice. Se i capelli appaiono particolarmente fini, possono essere utili shampoo volumizzanti e conditioner leggeri. Gli esperti dell’American Academy of Dermatology consigliano proprio di evitare prodotti troppo ricchi e pesanti che rischiano di far apparire la chioma ancora più piatta. Una o due volte alla settimana si può poi concedere ai capelli una maschera nutriente.
Phon, piastre e arricciacapelli possono peggiorare la fragilità del capello. Non è necessario rinunciare completamente allo styling, ma è meglio utilizzare temperature moderate e applicare sempre un prodotto termoprotettore. Anche raccogliere continuamente i capelli in code molto strette può stressare la radice. Dopo il parto, quando si tende a legare i capelli per praticità, meglio alternare con code morbide, mollette o scrunchie in tessuto.
Per chi ama i rimedi casalinghi, un semplice impacco può regalare morbidezza alle lunghezze.
Si può mescolare:
- 2 cucchiai di olio di cocco oppure di argan;
- 1 cucchiaio di miele;
- qualche goccia di olio di jojoba.
L’impacco va applicato soprattutto sulle lunghezze, lasciato in posa circa 20-30 minuti e poi lavato accuratamente. Un’altra soluzione semplicissima è utilizzare qualche goccia di olio di argan puro sulle punte ancora leggermente umide. Attenzione però alle quantità.
Cinque minuti di massaggio quotidiano possono diventare un piccolo rituale di benessere. Con i polpastrelli, e senza strofinare aggressivamente, si eseguono movimenti circolari su tutto il cuoio capelluto.
In farmacia e online esistono moltissimi prodotti dedicati a capelli e unghie, contenenti biotina, zinco, ferro, vitamina D, aminoacidi e altri nutrienti. Ma non esiste un integratore universale capace di fermare automaticamente la caduta post parto. La scelta migliore, soprattutto dopo una gravidanza e durante l’allattamento, è parlarne con il medico o il dermatologo e valutare eventuali carenze attraverso gli esami del sangue.
Se la caduta continua oltre i sei-dodici mesi, è particolarmente intensa o è accompagnata da altri sintomi come stanchezza estrema, alterazioni del peso o problemi alla pelle, è importante parlarne con il proprio medico. Dopo il parto, infatti, la caduta dei capelli può occasionalmente essere aggravata da anemia, carenze nutrizionali o problemi alla tiroide.
Birthing make-up: consigli
Sui social la chiamano birthing make-up, ne abbiamo già parlato, ed è una delle tendenze beauty che continua a far discutere future mamme e ostetriche. Sempre più donne scelgono di arrivare in sala parto con il trucco impeccabile, la piega appena fatta o il colore fresco, pronte a vivere uno dei momenti più importanti della loro vita sentendosi belle anche nelle prime foto con il neonato. Ma è davvero una buona idea? E soprattutto, come farlo senza mettere il glamour davanti alla praticità? Ecco qualche consiglio per chi ama prendersi cura di sé anche negli ultimi giorni di gravidanza. Ecco alcuni consigli.

Su TikTok e Instagram impazzano video di mamme che, pochi giorni prima del parto, prenotano parrucchiere, manicure e seduta di make-up. L’obiettivo? Sentirsi in ordine durante il ricovero e nelle prime immagini con il proprio bambino. C’è chi realizza una piega morbida, chi punta su un caschetto fresco di taglio, chi sceglie ciglia curate e un trucco naturale a lunga tenuta. Una scelta che divide. Per alcune è una pressione inutile, per altre è semplicemente un modo per affrontare con più serenità un momento ricco di emozioni.
Se l’idea vi piace, il consiglio è uno: puntare sulla naturalezza. Un make-up troppo elaborato rischia di non resistere alle tante ore del travaglio. Meglio scegliere prodotti leggeri e confortevoli. Gli indispensabili possono essere:
- una crema idratante;
- una BB cream o un fondotinta leggerissimo;
- correttore per illuminare lo sguardo;
- mascara waterproof;
- gel per disciplinare le sopracciglia;
- balsamo labbra nutriente o un rossetto nude.
Anche per i capelli vale la regola del “less is more”. Se il parto è vicino può essere piacevole concedersi una piega o rinfrescare il colore, ma è meglio evitare trattamenti aggressivi all’ultimo momento. Per il ricovero conviene scegliere acconciature semplici:
- una treccia morbida;
- una coda bassa;
- uno chignon morbido.
In borsa non dovrebbero mancare un elastico morbido e una fascia per raccogliere i capelli durante il travaglio.
La cosa più importante è ricordare che non esiste un modo giusto di affrontare il parto. C’è chi desidera arrivare in ospedale con mascara e piega perfetta e chi, invece, pensa solo al comfort. Entrambe le scelte sono assolutamente legittime. Prendersi cura del proprio aspetto può essere un gesto che fa stare bene, purché non diventi un obbligo dettato dai social.
Partorire in estate: come recuperare
Partorire in estate, nel pieno del caldo, con afa e notti tropicali possono rendere il recupero un po’ più impegnativo. Con qualche piccolo accorgimento, è possibile affrontare il post parto con maggiore serenità, senza lasciarsi sopraffare dall’ansia di dover essere subito “in forma”. Ecco come recuperare.
La prima regola è concedersi il tempo necessario. Ogni donna ha i propri ritmi e il corpo ha bisogno di settimane, non di giorni, per recuperare dopo la gravidanza e il parto. Non bisogna sentirsi in colpa se si è stanche o se si trascorrono molte ore sul divano con il neonato tra le braccia.
Il caldo estivo rende ancora più importante l’idratazione. Bere frequentemente aiuta a compensare la perdita di liquidi dovuta alla sudorazione e, per chi allatta, contribuisce a mantenere un buon equilibrio idrico. Acqua, frutta fresca di stagione e pasti leggeri sono alleati preziosi per sentirsi meglio e recuperare energia.
Anche l’abbigliamento può fare la differenza. Meglio scegliere capi in cotone o lino, larghi e traspiranti, che evitino sfregamenti soprattutto in presenza di punti o cicatrici da taglio cesareo. Lo stesso vale per la biancheria intima, che dovrebbe essere comoda e realizzata con tessuti naturali.
Nelle ore più calde della giornata è consigliabile restare in ambienti freschi e ben ventilati. Se si utilizza il condizionatore, è sufficiente mantenere una temperatura non troppo bassa, evitando sbalzi termici sia per la mamma sia per il neonato.
Una delle tentazioni più comuni è voler tornare subito alla vita di sempre. In realtà, il periodo dopo il parto dovrebbe essere dedicato soprattutto al riposo. Dormire quando dorme il bambino può sembrare un consiglio scontato, ma spesso è il modo migliore per recuperare le energie, soprattutto durante le prime settimane. Anche una breve passeggiata, nelle prime ore del mattino o al tramonto e solo quando il ginecologo lo ritiene opportuno, può aiutare il corpo a riattivare la circolazione, migliorare l’umore e ridurre la sensazione di pesantezza. Non servono allenamenti intensi: il recupero deve essere graduale.
Un altro aspetto da non sottovalutare è il benessere emotivo. Dopo il parto è normale sentirsi più fragili, commuoversi facilmente o vivere momenti di incertezza. L’estate, con i social pieni di immagini di vacanze perfette, può far nascere confronti inutili. Ogni mamma ha il proprio percorso e non esiste un modo “giusto” di vivere il puerperio.
Accettare l’aiuto del partner, dei nonni o di un’amica non significa essere meno capaci. Al contrario, permette di dedicare qualche minuto a una doccia rilassante, a un pasto tranquillo o semplicemente a riposare.
Niente fretta di tornare al peso forma. Nei primi mesi il corpo è ancora impegnato in un profondo cambiamento e ha bisogno di tempo per ritrovare il proprio equilibrio. La priorità non è rientrare nei jeans di prima della gravidanza, ma stare bene, recuperare le forze e godersi il legame speciale che nasce giorno dopo giorno con il proprio bambino. Il post parto estivo può essere vissuto con leggerezza se si mettono da parte le aspettative irrealistiche e si ascoltano i bisogni del proprio corpo. La vera ripresa comincia dalla cura di sé, senza angosce e senza fretta.
Gli errori da evitare dopo il parto
L’estate può spingere molte neomamme a riprendere subito i ritmi di sempre. Ma ma ci sono gli errori da evitare dopo il parto, indipendentemente dal fatto che il bambino sia nato col naturale o col taglio cesareo. Il caldo, inoltre, aumenta i rischi. Ecco cosa è importante non fare nelle settimane successive alla nascita del proprio figlio, soprattutto col termometro su.

Non esporsi al sole nelle ore più calde
Nelle prime settimane dopo il parto è meglio evitare l’esposizione al sole tra le 11 e le 17. Il caldo intenso può provocare cali di pressione, disidratazione e aumentare il senso di affaticamento. Se è presente una cicatrice da taglio cesareo o da episiotomia, è importante proteggerla dai raggi UV per evitare che si pigmenti o guarisca più lentamente.
Non bere troppo poco
Con il caldo e, soprattutto, se si allatta al seno, il fabbisogno di liquidi aumenta sensibilmente. È consigliabile bere acqua durante tutta la giornata, consumare frutta ricca di acqua come anguria, melone e pesche e limitare bevande zuccherate e alcoliche.
Non riprendere subito l’attività fisica intensa
Le prime settimane sono dedicate al recupero: vanno bene passeggiate leggere, sempre dopo il via libera del ginecologo, rimandando allenamenti più impegnativi ai tempi consigliati dallo specialista.
Non trascurare il riposo
Recuperare le energie è fondamentale. Cercare di dormire quando dorme il bambino, chiedere aiuto al partner o ai familiari e non pretendere di fare tutto da sole permette al corpo di rigenerarsi e riduce il rischio di stress eccessivo.
Non indossare abiti troppo stretti o tessuti sintetici
Con il caldo la pelle suda di più e la zona intima, ancora delicata dopo il parto, ha bisogno di respirare. Meglio scegliere biancheria in cotone e abiti leggeri e traspiranti che limitino irritazioni e fastidi.
Non ignorare i segnali del proprio corpo
Febbre, perdite maleodoranti, dolore intenso, sanguinamento molto abbondante, gonfiore improvviso alle gambe o forte mal di testa non devono mai essere sottovalutati. In presenza di questi sintomi è importante contattare tempestivamente il medico o il pronto soccorso.
Non seguire diete drastiche
Dopo il parto il corpo ha bisogno di energie, soprattutto se si allatta. Eliminare interi gruppi alimentari o ridurre eccessivamente le calorie può compromettere il recupero e aumentare la stanchezza. Nutrirsi in modo equilibrato con frutta, verdura, cereali integrali, proteine e grassi buoni.
Non avere fretta di tornare “come prima”
È forse l’errore più comune. Concedersi pazienza è un gesto di cura verso se stesse.
Caldo estremo: più rischio di partorire prima
Le temperature roventi di queste settimane non rappresentano solo un disagio per le future mamme. Secondo un importante studio internazionale, il caldo estremo potrebbe addirittura anticipare il momento del parto. C’è più rischio di partorire prima. A riportare i risultati della ricerca è Salute e Benessere, che riassume i dati di un’analisi pubblicata sulla rivista scientifica Environment International, la più ampia mai realizzata su questo argomento.

Lo studio ha preso in esame ben 36,6 milioni di nascite avvenute durante la stagione estiva in 250 città di 13 Paesi, tra cui anche l’Italia, nell’arco di quarant’anni. I risultati sono chiari: più le temperature aumentano, maggiore è il rischio di andare incontro a un parto prematuro.
I ricercatori hanno osservato che nelle giornate di caldo moderato il rischio di partorire prima della 37ª settimana cresce del 2,8%, mentre durante le ondate di calore più intense arriva al 3,8%. In termini pratici, gli esperti stimano che circa 855 parti prematuri ogni milione di nascite estive siano direttamente collegati allo stress provocato dal caldo.
L’effetto, però, non riguarda soltanto i parti prematuri. La ricerca evidenzia che anche le gravidanze arrivate ormai a termine possono subire un’accelerazione. Le settimane più delicate sembrano essere quelle comprese tra la 31ª e la 40ª settimana, quando il caldo intenso potrebbe indurre l’organismo ad avviare il travaglio con qualche giorno o settimana di anticipo.
Ma perché succede? Come spiega l’articolo di Salute e Benessere, durante la gravidanza il corpo della donna produce già naturalmente più calore a causa della crescita del bambino e della placenta. Quando le temperature esterne diventano molto elevate, l’organismo fatica a disperdere il calore in eccesso. A questo possono aggiungersi disidratazione, alterazioni ormonali e processi infiammatori che, insieme, possono favorire la comparsa delle contrazioni.
L’Italia rientra tra i Paesi europei maggiormente esposti a questo fenomeno. Le estati sono sempre più lunghe e afose e, soprattutto nelle grandi città, l’effetto “isola di calore” causato da asfalto e cemento rende ancora più difficile trovare sollievo, anche durante la notte.
Per questo motivo gli esperti invitano le future mamme a prestare particolare attenzione nei giorni in cui le temperature sono elevate. Bere molta acqua durante tutta la giornata, evitare di uscire nelle ore più calde, preferire ambienti climatizzati o ben ventilati, indossare abiti leggeri in fibre naturali e concedersi momenti di riposo sono semplici accorgimenti che possono aiutare a ridurre lo stress da calore.
È importante ricordare che lo studio individua un’associazione tra temperature elevate e aumento del rischio di parto anticipato, ma non significa che il caldo provochi automaticamente un parto prematuro. Tuttavia rappresenta un ulteriore motivo per prendersi cura di sé durante la gravidanza, soprattutto nei mesi estivi. Se compaiono contrazioni regolari, perdite di liquido, sanguinamenti o una riduzione dei movimenti del bambino, è fondamentale contattare subito il proprio ginecologo o recarsi al punto nascita di riferimento.
Valigia parto in estate: il vademecum
Quando il pancione è ormai agli sgoccioli e le temperature iniziano a salire, organizzare la valigia parto per l’ospedale richiede qualche attenzione in più. Tra afa, sudorazione e possibili sbalzi di temperatura dovuti all’aria condizionata, è importante prepararsi con cura per vivere i primi giorni con il proprio neonato nel massimo comfort. Ecco il vademecum per la valigia parto in estate.

La regola numero uno? Preparare la valigia con qualche settimana di anticipo. Le future mamme che partoriranno tra giugno e settembre dovrebbero iniziare a organizzarla già intorno alla 34ª-35ª settimana di gravidanza, così da evitare corse dell’ultimo minuto.
Per la mamma, meglio privilegiare indumenti leggeri, freschi e realizzati in fibre naturali. Camicie da notte o pigiami con apertura frontale, utili in caso di allattamento, dovrebbero essere in cotone leggero. Anche la vestaglia può essere scelta in una versione estiva, morbida e poco ingombrante. In ospedale l’aria condizionata può essere piuttosto intensa, quindi è comunque consigliabile portare una felpa leggera o un cardigan.
Non devono mancare ciabatte comode, infradito per la doccia, biancheria intima in cotone e reggiseni per l’allattamento. Molte mamme trovano utile avere con sé anche uno spray rinfrescante per il viso e un piccolo ventaglio portatile, soprattutto durante il travaglio nelle giornate più calde.
Anche il beauty case va alleggerito. Meglio puntare sull’essenziale: detergente delicato, spazzolino e dentifricio, elastici per capelli, deodorante, crema idratante e burrocacao. In estate può essere utile aggiungere delle salviette rinfrescanti e una crema lenitiva per le gambe, che negli ultimi mesi di gravidanza possono risultare più pesanti e gonfie.
Per il neonato vale una regola che sorprende molte neomamme: non bisogna vestirlo troppo. I bambini appena nati non devono soffrire il caldo sotto strati eccessivi di vestiti. In piena estate bastano generalmente body a maniche corte in cotone, tutine leggere e una copertina sottile da utilizzare solo se necessario o in ambienti particolarmente climatizzati.
Nella valigia del piccolo non dovrebbero mancare almeno 4-5 cambi completi, bavaglini, calzini leggeri e un cappellino di cotone per il rientro a casa. È sempre importante verificare le indicazioni specifiche della struttura ospedaliera, perché alcuni reparti forniscono parte del corredino.
Un consiglio utile riguarda anche il viaggio di ritorno. Se l’auto rimane parcheggiata al sole, è bene raffrescarla prima di sistemare il neonato nel seggiolino. Una mussoletta di cotone può diventare una preziosa alleata per proteggere il bambino dal sole senza impedirgli di respirare correttamente.
Infine, nella valigia non dovrebbero esserci solo oggetti pratici. Portare con sé qualcosa che faccia sentire a proprio agio può fare la differenza: una bottiglia termica per mantenere l’acqua fresca, una playlist rilassante, una fotografia speciale o un piccolo cuscino da casa possono aiutare a vivere il momento con maggiore serenità.

Scritto da Annamaria e postato in