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Post parto: quando tornare al lavoro?

Nov 15
Scritto da Annamaria avatar

Il post parto è sempre un momento delicato per tante ragioni. Molte neomamme si domandano: quando è opportuno tornare al lavoro? Non esiste lo stesso tempo per tutte. Ci sono alcuni elementi importanti da considerare per prendere una decisione consapevole e sostenibile.

post parto quando tornare al lavoro

Dopo il parto il corpo ha bisogno di tempo per recuperare. Oltre al recupero fisico, c’è quello emotivo: l’arrivo di un bambino porta gioia, ma anche stanchezza, cambiamenti ormonali, nuove responsabilità.
Molte donne sentono la necessità di prendersi tutto il congedo a disposizione; altre avvertono il desiderio di tornare prima alla routine lavorativa. Entrambe le scelte sono valide: l’importante è che la mamma si ascolti e consideri il proprio benessere complessivo.

Nei primi mesi il neonato dipende completamente dai genitori. L’allattamento, i ritmi irregolari di sonno, la necessità di contatto e sicurezza rendono il periodo iniziale particolarmente intenso.
Una mamma può valutare il rientro al lavoro anche in base a:

  • modalità di alimentazione del bambino e loro compatibilità con gli orari di lavoro;
  • possibilità di affidarlo a una persona di fiducia o a un servizio educativo adeguato;
  • equilibrio tra tempo passato con il bambino e qualità dell’accudimento.

Le condizioni di lavoro giocano un ruolo centrale:

  • Flessibilità degli orari
  • Possibilità di lavoro da remoto
  • Ambiente comprensivo verso le esigenze familiari
  • Tutele previste dal contratto

Più un ambiente è favorevole, più può essere sereno un eventuale rientro anticipato. Al contrario, in contesti rigidi o molto stressanti, prendersi tutto il tempo concesso può essere una scelta più salutare.

Per molte famiglie, il ritorno al lavoro è legato anche a considerazioni economiche. Il costo di eventuali servizi per l’infanzia, il livello di sostegno familiare disponibile o altre spese possono influenzare la decisione.
È importante anche considerare come organizzare la vita quotidiana una volta rientrati: gestione dei turni, dei compiti domestici e del tempo libero.

In Italia la normativa tutela la salute di mamma e bambino con:

  • Congedo di maternità obbligatorio
  • Congedo parentale facoltativo
  • Pausa per l’allattamento nei primi mesi dal rientro
  • Tutele per lavori considerati a rischio

Conoscere i propri diritti aiuta a sentirsi più sicure e a pianificare con tranquillità.

Decidere quando tornare al lavoro non è solo una questione di tempi, ma soprattutto di equilibrio personale. Parlare con persone di fiducia, condividere dubbi e aspettative con il partner, confrontarsi con altre mamme può aiutare a chiarire la propria posizione. Per dubbi specifici sulla salute fisica o emotiva, è utile rivolgersi al proprio medico o a una figura sanitaria di riferimento.

Giornata Mondiale Prematurità

Nov 14
Scritto da Annamaria avatar

“Garantire ai neonati prematuri il miglior inizio possibile per un futuro in salute”. È questo il claim della Giornata Mondiale della Prematurità 2025, che si celebrerà il 17 novembre e che, grazie alla Global Foundation for the Care of Newborn Infants GFCNI,è stata inserita ufficialmente nel calendario dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità),riconoscendo a livello globale la nascita pretermine come priorità sanitaria.

I primi giorni e mesi di vita rappresentano un periodo delicato e decisivo, nel quale si pongono le basi per la crescita, lo sviluppo cognitivo e la salute a lungo termine del neonato. Garantire il miglior inizio possibile è ancora più fondamentale per i neonati prematuri, che hanno bisogno di cure di elevatissima qualità fin dai primi istanti e assistenza personalizzata, il più possibile a contatto con i genitori.

La nascita pretermine, definita come un parto che avviene prima delle 37 settimane complete di gestazione, comporta significativi fattori di rischio per la salute dei bambini, che possono influire non solo sulla prima infanzia, ma anche sullo sviluppo a lungo termine. Ogni anno nel mondo circa 13,4 milioni di neonati vengono alla luce prima della 37ª settimana di gestazione, ovvero 1 bambino su 10. Malgrado gli sforzi a livello internazionale, il tasso globale di nascite pretermine non è diminuito in modo significativo nell’ultimo decennio: la riduzione annuale stimata è di circa lo 0,14% tra il 2010 e il 2020.

La prematurità è la principale causa di mortalità neonatale nei bambini sotto i 5 anni di vita in tutto il mondo, ma ancora con forti disuguaglianze. Uno studio del 2025 mostra che la sopravvivenza fino alla dimissione dagli ospedali dei neonati estremamente pretermine (<29 settimane) è circa il 70% nei paesi ad alto reddito, ma solo il 44% nei paesi a basso e medio reddito. In Italia, la sopravvivenza alla dimissione è già del 74% a 24-27 settimane di età gestazionale e sale al 93% a 28-29 settimane, al 97% a 30-31 settimane e > 99% sopra le 32 settimane (Report INNSIN 2024).

I bambini nati molto pretermine (≤28 settimane) sono a rischio di disabilità neurocognitive. Tuttavia, negli ultimi anni, la ricerca sul loro sviluppo neurologico ha consolidato evidenze chiare sull’utilità di interventi precoci e pratiche di cura che migliorano gli esiti a breve e lungo termine: 

  • favorire il più possibile il contatto precoce e prolungato genitore-bambino (Kangaroo Care) durante il ricovero;
  • implementare programmi di intervento precoce che coinvolgano e istruiscano i genitori nelle attività di stimolazione sensomotoria e relazionale;
  • gestire il dolore, attraverso protocolli sistematici, per la protezione sensoriale e per la dimissione con piano di follow-up neuroevolutivo;
  • assicurare continuità di cura territoriale e accesso rapido a servizi di riabilitazione, quando necessari. 

Anche la cura nutrizionale dei neonati prematuri rappresenta oggi un tassello cruciale per garantire crescita adeguata, sviluppo neurocognitivo ottimale e riduzione delle complicanze. La nutrizione del neonato prematuro non è solo una questione di “sopravvivenza”, ma di ottimizzazione della crescita, dello sviluppo e della salute a lungo termine. Recenti linee guida confermano che un approccio nutrizionale precoce, mirato e multidisciplinare è un pilastro fondamentale della cura della prematurità. Le raccomandazioni dell’European Society for Paediatric Gastroenterology Hepatology and Nutrition (ESPGHAN) e di linee guida nazionali (come quelle della Società Italiana di Neonatologia (SIN) del 2016 e della Sociedade Portuguesa de Neonatologia del 2023) sottolineano l’importanza dell’alimentazione con latte materno o in alternativa con latte umano donato. 

Il latte materno è un dono prezioso per iniziare la vita in salute per ogni neonato, e ancor più, accanto alle terapie farmacologiche, per quelli più fragili, come i prematuri. A tal proposito, il governo italiano ha recentemente recepito il  documento  “Disponibilità del latte umano donato”, a cura del Gruppo di Lavoro per il monitoraggio dell’appropriatezza operativa e gestionale delle Banche del Latte Umano Donato in Italia (costituito con decreto direttoriale del Ministero della Salute nel 2022), realizzato per mettere in atto una serie di interventi che possano contribuire a qualificare e rendere più efficace il sistema delle banche del latte umano donato nel nostro Paese (GU n° 47 del 26 febbraio 2025). 

Tali interventi potranno essere utili affinché il latte umano donato possa essere trasportato alle Terapie Intensive Neonatali sprovviste di banca del latte. Ugualmente importante è l’attenzione alla nutrizione nel corso dei primi anni di vita, poiché la nascita pretermine può costituire un fattore predisponente all’insorgenza di problematiche metaboliche a lungo termine, quali il sovrappeso e l’obesità.

Per ridurre l’impatto della prematurità e migliorarne gli esiti è fondamentale un approccio articolato e globale, da parte di tutti gli operatori coinvolti, comprese le istituzioni politiche:

– prevenzione primaria: migliorare la salute materna (nutrizione, assistenza prenatale, gestione delle infezioni e delle complicanze ostetriche), promuovere gravidanze sicure e informate;

– miglioramento dei dati e del monitoraggio: molti paesi non dispongono di dati affidabili sulla gestazione, peso alla nascita e assistenza neonatale; ciò limita la pianificazione e l’intervento;

– assistenza neonatale di qualità: per i nati pretermine, accesso a cure neonatali (tutte le settimane di gestazione), terapia intensiva se necessaria, supporto allo sviluppo (ad es. Kangaroo Care);

– riduzione delle disuguaglianze: potenziare i sistemi sanitari nei paesi a basso medio reddito, garantire che ogni neonato — ovunque nasca — abbia accesso alle cure necessarie;

– follow-up e supporto dello sviluppo: garantire che i bambini nati pretermine abbiano accesso a screening per lo sviluppo neurocognitivo, interventi precoci e sostegno educativo e sociale quando necessario.

“Dobbiamo offrire ad ogni bambino che nasce troppo presto non solo la sopravvivenza, ma anche una qualità di vita la migliore possibile”, afferma il Presidente SIN, Prof. Massimo Agosti. “Questa sfida è tanto sanitaria, quanto etica e sociale: ridurre le problematiche legate alla prematurità e attenuarne gli effetti significa investire nel futuro dell’umanità. In questa prospettiva, i primi momenti di vita rappresentano il cuore dei primi mille giorni e sono determinanti per la salute futura dei neonati. La SIN ribadisce la necessità di un impegno concreto da parte delle Istituzioni nazionali e regionali per potenziare le reti perinatali, assicurare risorse adeguate alle Terapie Intensive Neonatali e garantire la continuità assistenziale dopo la dimissione”. “Investire nella cura dei neonati pretermine significa investire nel futuro del Paese: in termini di salute, sviluppo e inclusione sociale”, conclude Agosti.

Le iniziative per la Giornata Mondiale della Prematurità 2025 

“NEL TUO ABBRACCIO”: DIECI FILASTROCCHE RACCONTANO LA CARTA DEI DIRITTI DEL NEONATO PREMATURO

Un vero e proprio “viaggio in rima” all’interno della Carta dei Diritti del Bambino Nato Prematuro: “Nel tuo abbraccio” è il nuovo libro, voluto da Vivere ETS Coordinamento nazionale delle associazioni dei genitori, con la collaborazione di tutte le 25 associazioni che rappresenta, con il contributo e la supervisione scientifica della Società Italiana di Neonatologia. Edito da Carthusia, con l’autrice Anna Sarfatti e l’illustratrice Sophie Fatus, ha ricevuto il patrocinio, oltre che della SIN, anche di SIN INF, SIMP, SIP, AOGOI e SIGO. 

Dieci filastrocche, con piccoli passi poetici e tenere illustrazioni, per celebrare i 15 anni della Carta dei Diritti del Bambino Nato Prematuro, la prima dedicata ai neonati in Terapia Intensiva Neonatale (TIN), nata dalla collaborazione tra associazioni di genitori, operatori e società scientifiche. Questa raccolta, pensata per accompagnare le famiglie nel loro viaggio in TIN, tra diritti, cure e sostegno, è adatta a progetti di lettura in reparto, ma è rivolta a tutti e ha lo scopo di sensibilizzare, anche opinione pubblica e istituzioni, su un tema così importante come la nascita prematura. “Nel tuo abbraccio” è distribuito nelle librerie e attraverso Vivere ETS e le Associazioni locali.

L’ITALIA SI COLORA DI VIOLA!

Da Sud a Nord, il 17 novembre tutta l’Italia si colorerà di viola, colore ufficiale della giornata, per i neonati prematuri e le loro famiglie. Ospedali, reparti di Terapia Intensiva Neonatale, Comuni, piazze, monumenti ed edifici accenderanno una luce viola, aderendo alla Giornata Mondiale della Prematurità. Già in tantissimi hanno manifestato piena adesione all’iniziativa, mostrando sensibilità alla causa e disponibilità a promuovere la giornata, con l’illuminazione e attraverso siti web, social e canali istituzionali. 

SIN e Vivere ETS hanno, inoltre, realizzato una raccolta digitale, il KIT VIOLA PER I NEONATI PREMATURI, con i file della campagna ufficiale di sensibilizzazione per la Giornata Mondiale della Prematurità 2025, utilizzabili sui social o da stampare. C’è poi il MINI KIT VIOLA DIGITALE, pensato a supporto delle attività dedicate ai bambini, per scuole, associazioni, ecc., con file, schede informative, disegni da colorare, immagini e video sul tema dei nati prematuri, per spiegare anche ai più piccoli e in modo semplice che cosa è la prematurità.

E per chi lo desidera, potrà inviare una propria interpretazione creativa della prematurità (disegni, testi, immagini, foto, video, ecc.), in formato digitale, partecipando all’iniziativa “LA PREMATURITÀ PER ME”, un altro modo per riflettere e raccontare, secondo il punto di vista dei più piccoli, la nascita prematura. La Giornata Mondiale della Prematurità sarà raccontata, supportata e condivisa attraverso i social ufficiali della SIN, su cui saranno pubblicate tutte le foto e i video ricevuti degli eventi in TIN e in città e dei siti illuminati o colorati di viola.

Sana alimentazione essenziale già in gravidanza

Ott 25
Scritto da Annamaria avatar

C’è un periodo nella vita di ogni bambino che vale più di tutti gli altri messi insieme: i primi 1000 giorni, dal concepimento ai due anni d’età. È in questa finestra di tempo che si gettano le basi per la salute fisica e mentale futura. E la sana alimentazione gioca un ruolo chiave : è essenziale già in gravidanza.

sana alimentazione e essenziale gia in gravidanza

Secondo gli esperti, le abitudini alimentari della mamma influenzano in modo diretto la crescita del feto e persino il suo metabolismo negli anni successivi. Durante la gestazione, una dieta varia ed equilibrata non serve solo a sostenere il benessere della donna, ma diventa una vera e propria “educazione al gusto” prenatale: il bambino, infatti, percepisce attraverso il liquido amniotico i sapori di ciò che la madre mangia, sviluppando fin da subito una certa familiarità con i cibi sani.

Dopo la nascita, la corretta alimentazione continua a essere determinante. Allattamento materno, svezzamento naturale, introduzione graduale dei diversi alimenti e riduzione di zuccheri e cibi ultra-processati sono passi cruciali per costruire un rapporto positivo con il cibo.

“È nei primi 1000 giorni che si programma la salute del futuro adulto”, sottolineano i nutrizionisti. “Una corretta nutrizione in questa fase aiuta a prevenire sovrappeso, diabete, malattie cardiovascolari e persino alcuni tipi di tumore”.

Le 5 regole d’oro per una sana alimentazione:

  1. Mangiare colorato e stagionale. Frutta e verdura di stagione dovrebbero essere presenti ogni giorno, almeno 5 porzioni, fin dai primi assaggi. I colori nel piatto garantiscono varietà di vitamine e antiossidanti.
  2. Ridurre zuccheri e alimenti industriali. Dolci confezionati, snack, merendine e bevande zuccherate non dovrebbero mai far parte dell’alimentazione quotidiana dei più piccoli.
  3. Privilegiare cereali integrali e proteine di qualità. Pasta, pane e riso integrali, legumi, pesce e carni magre favoriscono uno sviluppo equilibrato e un corretto apporto energetico.
  4. Attenzione al sale. Soprattutto nei primi anni di vita, il palato del bambino non ha bisogno di sapori forti: il gusto si educa alla semplicità.
  5. Buone abitudini in famiglia. I bambini imparano per imitazione: se vedono mamma e papà gustare frutta, verdura e piatti semplici, tenderanno a fare lo stesso. La tavola è il primo luogo di educazione alimentare.

Una corretta alimentazione non è solo nutrimento, ma anche cura, educazione e prevenzione. E investire su di essa sin dai primi giorni di vita significa garantire ai nostri figli il miglior punto di partenza possibile.

Mutual Gaze

Ott 23
Scritto da Annamaria avatar

In occasione della Giornata Mondiale della vista, il 9 ottobre scorso, la SIN ha ribadito l’importanza della prevenzione per l’identificazione precoce di patologie come retinopatia del prematuro e cataratta congenita. La vista si sviluppa durante la vita fetale secondo tre momenti di scatto di crescita: a 16-20 settimane, 28-32 e infine dopo 37 settimane di età gestazionale. La vista riveste un ruolo fondamentale nella precoce costruzione della sfera relazionale del neonato. Il mutual gaze definisce la condizione dinamica in cui madre e neonato mantengono e regolano mutualmente il loro sguardo diretto l’uno verso l’altro. 

mutual gaze

Questo speciale contatto visivo è in grado di influenzare reciprocamente le risposte comportamentali e gli stati emozionali e cognitivi. Si può, infatti, ipotizzare che i bambini che vivono precocemente esperienze frequenti e positive, ma soprattutto durature, di mutual gazecon i propri genitori siano maggiormente predisposti allo sviluppo di relazione, al controllo dell’attenzione e alla regolazione emotiva negli anni successivi. 

In presenza di deficit neurosensoriali quali la sordità, studi condotti sul mutual gaze, in cui almeno uno dei due soggetti della diade madre-neonato ne era affetto, hanno osservato che i bambini trascorrevano meno tempo guardando altrove e più tempo guardando la propria mamma, enfatizzando l’importanza dell’attenzione visiva in presenza di ipoacusia. Le madri sorde, inoltre, usavano di più strategie visive di contatto, mentre le madri normoudenti si basavano di più sulla vocalizzazione, pur in presenza di figli sordi. 

“L’assenza di interazioni di ‘mutual gaze‘ può rappresentare un motivo di preoccupazione, in quanto un contatto oculare assente o debole potrebbe essere un segno precoce di condizioni atipiche, in particolare nell’ambito del neurosviluppo, oltre che di alterata funzione visiva”, ha evidenziato Gabriella Araimo, Segretario del Gruppo di Studio Organi di senso della SIN.

Grazie all’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) nel 2017, i neonati sono sottoposti a screening visivi (come il test del riflesso rosso), che permettono di prevenire alcune forme di ipovisione e cecità. 

“La prevenzione a tutela della vista dei neonati è sempre più importante non solo per l’identificazione precoce e la presa in carico tempestiva di patologie potenzialmente invalidanti, quali la retinopatia del prematuro e la cataratta congenita, ma anche per lo sviluppo relazionale sin dai primi momenti di vita”, ha concluso il Presidente SIN Massimo Agosti. 

Screening genomico neonatale gratuito

Ott 22
Scritto da Annamaria avatar

La Puglia si porta a casa un primato mondiale nella sanità pubblica e nella medicina di precisione. Da alcuni mesi è infatti operativo il programma Genoma Puglia, il primo screening genomico neonatale pubblico, universale, accessibile in tutti i punti nascita egratuito per tutte le famiglie”. 

E’ realizzato nel laboratorio di genetica medica dell’Ospedale Di Venere dell’ASL Bari, come scrive Vanity Fair. Il progetto utilizza macchinari di ultimissima generazione e la tecnologia del sequenziamento di nuova generazione (NGS, Next Generation Sequencing). Questo partendo da una semplice goccia di sangue prelevata dal tallone del neonato. E’ possibile identificare precocemente (ovviamente previo consenso informato dei genitori) fino a 500 malattie genetiche rare. Si offre così ai piccoli pazienti migliori prospettive di vita e si accelerano diagnosi e trattamenti. 

Questo è un passo avanti decisivo nella medicina preventiva, che va dalla diagnosi precoce, individuando malattie rare anche in fase asintomatica, all’intervento rapido e alla prevenzione familiare. In alcuni casi si identificano anche rischi riproduttivi per i genitori. Il programma è nato come progetto pilota, approvato nel 2023 e avviato nel giugno 2024. Ha coinvolto 4.400 neonati e permesso la diagnosi di patologie genetiche rare in oltre il 3% dei casi, migliorando la qualità di vita di più di 150 bambini. 

Grazie a questi risultati, la Regione Puglia ha deciso di investire 5 milioni di euro per rendere lo screening una prestazione strutturale, gratuita e accessibile in tutte le 24 neonatologie regionali. Ad oggi sono stati raccolti campioni di oltre 9.500 neonati, con un’adesione superiore al 90%. Sono stati già analizzati più di 8.000 casi, identificando 242 neonati con patologie genetiche rare, che sono stati immediatamente presi in carico. 

Sul fronte della sicurezza dei dati, come spiega Mattia Gentile, direttore della UOC di Genetica Medica, “la vera sfida che abbiamo vinto è stata quella di realizzare un flusso di lavoro automatizzato, che avviene in maniera pseudonominizzata. Uno stesso barcode identifica il neonato dal prelievo del sangue dal tallone (DBS) fino al referto finale. Tutte le 24 neonatologie della regione sono collegate al nostro laboratorio attraverso una piattaforma in cloud. Il sistema analitico rispetta le normative europee sulla privacy e i dati sono protetti in conformità con la normativa dell’Agenzia nazionale per cybersecurity”. 

In Puglia, quindi, è partito un sistema dove ogni neonato può avere dalla nascita un “profilo genetico”. E’ utile per individuare condizioni rare, trattabili, prima che manifestino sintomi. Non è fantascienza: è il presente. “Questa soglia è stata fissata per motivi etici”, spiegano i promotori del progetto. Hanno scelto di includere solo quei geni associati a patologie per le quali esistono trattamenti efficaci o possibilità concrete di miglioramento della qualità di vita. 

Ecco cosa cambia per le famiglie: una diagnosi più rapida, un intervento più tempestivo, una speranza in più per chi ha davanti la vita. La Puglia non solo ha fatto scuola in Italia, ma è diventata esempio anche per Regno Unito e Florida, che guardano al modello con interesse. La regione italiana, così, ha aperto la porta su un domani in cui “una semplice goccia di sangue” alla nascita può davvero cambiare tutto.

Vestiti sicuri per i bambini

Ott 15
Scritto da Annamaria avatar

La pelle dei piccoli è molto più delicata di quella degli adulti: più sottile, più sensibile e più esposta alle irritazioni. Per questo, scegliere i vestiti giusti non è solo una questione di stile — ma di salute e benessere. Alcuni tessuti, coloranti o trattamenti chimici possono infatti causare rossori, pruriti o vere e proprie allergie cutanee. Ecco come scegliere vestiti sicuri per i bambini.

vestiti sicuri per i bambini

Scegli tessuti naturali e traspiranti. Il primo passo è leggere sempre l’etichetta. I materiali migliori per la pelle dei più piccoli sono: cotone biologico, ipoallergenico e morbido anche a contatto diretto con la pelle. Il lino, perfetto d’estate perché leggero e traspirante.La lana merino, calda ma delicata, ideale per i mesi freddi. Il bambù, un tessuto innovativo, naturalmente antibatterico e traspirante. Evita, invece, fibre sintetiche come poliestere, nylon o acrilico, che non lasciano respirare la pelle e possono causare sudorazione e irritazioni.

Attenzione a coloranti e stampe. Molti capi per bambini sono allegri e coloratissimi, ma non tutti i pigmenti sono innocui. I coloranti chimici, soprattutto se non certificati, possono rilasciare sostanze irritanti. Meglio preferire vestiti con colori naturali o tinture certificate OEKO-TEX, garanzia di assenza di sostanze tossiche. Le stampe in plastisol (quelle in rilievo) possono contenere ftalati o PVC: se possibile, scegli disegni stampati a base d’acqua.

Lava sempre i vestiti nuovi prima di indossarli. Anche se nuovi di zecca, gli abiti possono contenere residui di lavorazione (come colle, coloranti o formaldeide). Un lavaggio delicato prima del primo utilizzo è essenziale per eliminare queste sostanze.
Meglio ancora se con detergenti ecologici e ipoallergenici, senza profumi o sbiancanti ottici.

Evita etichette e cuciture fastidiose .Nei bambini piccoli, anche una semplice etichetta può causare rossori o prurito. Scegli capi con etichette stampate o facilmente rimovibili, e controlla che cuciture, bottoni e cerniere non irritino la pelle.

Quando acquisti abbigliamento per bambini, cerca queste sigle:

  • OEKO-TEX Standard 100: garantisce che il tessuto sia privo di sostanze nocive;
  • GOTS (Global Organic Textile Standard): certifica l’origine biologica e la sostenibilità del tessuto;
  • ICEA: attesta la conformità ai requisiti ecologici e sociali.

Vestire i bambini in modo sicuro significa proteggere la loro pelle, ma anche insegnare fin da piccoli l’importanza della qualità e della sostenibilità. Un capo comodo, traspirante e naturale non solo evita fastidi e allergie, ma li fa muovere e giocare liberamente, senza pensieri.

Neonati a rischio per fattori psicosociali

Ott 08
Scritto da Annamaria avatar

La salute dei neonati può essere a rischio per colpa di fattori psicosociali. Sono tanti e diversi i fattori complessivamente definiti “psicosociali”, che hanno effetti sulla salute del neonato. Possono esercitare i loro effetti già durante la gravidanza, ma anche nel periodo neonatale e per tutta l’età pediatrica, con un impatto significativo in termini di morbilità e di mortalità. “Fattori di rischio psicosociali”, è uno tra i principali argomenti trattati nel corso del XXXI Congresso della Società Italiana di Neonatologia.

neonati a rischi per fattori psicosociali

Un recente studio inglese, su una coorte di oltre due milioni di nati, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Lancet, ha evidenziato come l’età materna troppo giovane, l’uso di sostanze voluttuarie da parte della gestante, i contesti familiari a rischio per povertà o per violenza subita o assistita e le patologie psichiatriche, determinino una significativa riduzione del peso neonatale, maggiori ricoveri dei neonati dopo la dimissione e un complessivo incremento della mortalità nel primo anno di vita.

Studi precedenti avevano già dimostrato che i fattori psicosociali esercitano un ruolo patogenetico in diversi ambiti dello sviluppo neurologico valutati a 4 anni e mezzo, sia in termini di deficit motori, che cognitivi e dello sviluppo delle emozioni.

I fattori psicosociali possono avere, quindi, un impatto traumatico e duraturo sulla salute dei neonati, influenzando il loro sviluppo neurocomportamentale, emotivo e fisico. Agiscono sul sistema endocrino, immunitario e antimicrobico, metabolico, modificando il processo evolutivo del bambino. Prematurità, basso peso alla nascita, disturbi neurologici, difficoltà respiratorie, alterazioni del sonno, problemi di attaccamento, disturbi del comportamento e dello sviluppo cognitivo, sono solo alcune delle problematiche di salute che possono così crearsi nei neonati e nei bambini. 

“È necessario occuparsi, sin dalla nascita, in realtà già durante la gravidanza, insieme ai colleghi ginecologi ed ostetrici, di questi fattori di rischio psicosociale, per valutarne, e possibilmente prevenirne o curarne, gli effetti sulla salute sia a breve che a lungo termine”, ha affermato il Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN), Prof. Massimo Agosti, durante il XXXI Congresso Nazionale nella sessione dedicata al tema. “I primi mille giorni di vita sono determinanti per porre basi solide per la salute futura dell’individuo”.

Questo si traduce nell’informazione e nella formazione dei medici e del personale che devono essere in grado di identificare le situazioni psicosociali a rischio e, attraverso un lavoro multidisciplinare che coinvolge psicologi, assistenti sociali e, solo se necessario, l’autorità giudiziaria, di intervenire il prima possibile per tutelare la salute dei neonati.

“Dimettere dal reparto di Neonatologia un neonato senza avere piena consapevolezza di possibili rischi psicosociali, già in atto o futuri, e senza creare un’adeguata rete di protezione, anche con la collaborazione dei pediatri di famiglia, significa non adempiere compiutamente al nostro ruolo, così come non essere protagonisti nel chiedere alla politica di intervenire per ridurre la povertà, di aiutare le famiglie in difficoltà, di accogliere chi, strappato ad abitudini e contesti drammatici, ha bisogno di prevenzione e cura”, prosegue il Prof. Nicola Laforgia, Direttore del Programma Formativo SIN.

Oggi in Italia il 26,7% dei minori sotto i 16 anni è a rischio povertà (vive, cioè, in famiglie con un reddito inferiore alla metà di quello medio nazionale) o di esclusione sociale (Istat) e questo dato è significativamente più alto al Sud e nelle Isole, nei contesti familiari di basso livello culturale e in quelli di cittadinanza non italiana.

La povertà, le cattive condizioni socioeconomiche, la perdita di lavoro di uno o di entrambi i genitori, le condizioni abitative inadeguate, ecc. sono tutti fattori che possono alterare la salute dei neonati e dei bambini. A questi si aggiunge l’enorme disagio che vive la maggior parte delle persone che provengono da altre parti del mondo, che, inevitabilmente, cambiano, spesso improvvisamente e in solitudine, abitudini e contesti di vita.

Infine, anche l’ambiente, l’inquinamento e il cambiamento climatico devono essere considerati a tutti gli effetti fattori di rischio psicosociale, capaci di influenzare negativamente la salute dei più piccoli e per questo è necessario tenere alta la nostra attenzione e chiedere alle Istituzioni di intervenire con politiche mirate.

Informazione e formazione, insieme ad interventi precoci e percorsi di supporto dedicati per le famiglie rappresentano gli strumenti a disposizione dei Neonatologi per il loro ruolo attivo nella tutela della salute del neonato e del suo futuro di bambino e adulto sano.

Prima visita dal dentista

Ott 03
Scritto da Annamaria avatar

Molti genitori pensano che il dentista sia una figura da coinvolgere solo quando i bambini hanno già i dentini ben spuntati o, addirittura, quando compaiono i primi problemi. In realtà, gli esperti consigliano di portare i piccoli alla prima visita dal dentista già dai primi mesi di vita, anche se i dentini non sono ancora comparsi o sono appena spuntati.

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Perché così presto? La prima visita serve soprattutto a prevenire. Il dentista controlla la salute di gengive e prime eruzioni dentali. Fornisce ai genitori indicazioni pratiche su come pulire correttamente bocca e dentini fin da subito. Aiuta a individuare eventuali anomalie nello sviluppo. Consente di valutare abitudini come l’uso del ciuccio o la suzione del pollice, che possono influenzare la crescita della bocca.

Questa prima visita non è invasiva, anzi: spesso è un momento giocoso, in cui il piccolo prende confidenza con l’ambiente dello studio odontoiatrico. L’obiettivo è soprattutto quello di abituare il bambino e tranquillizzare i genitori, che imparano come occuparsi al meglio della salute orale del proprio figlio.

Abituarsi fin da piccoli a fare controlli periodici riduce la possibilità di sviluppare carie precoci e problemi dentali futuri. Inoltre, i bambini che hanno conosciuto il dentista in modo sereno, senza dolore e senza paura, avranno meno ansia nelle visite successive. Prendersi cura della bocca fin dai primi mesi di vita significa proteggere il sorriso dei propri figli. Perché, in fondo, la salute parte anche da un piccolo dentino.