Bambini: regolare il sonno dopo le vacanze
Dopo mesi di vacanze, serate trascorse all’aperto fino a tardi e routine decisamente più elastiche, riportare bambini e ragazzi ai ritmi scolastici può diventare complicato. Uno degli ostacoli più grandi per molte famiglie è proprio il sonno: come regolare i ritmi dopo le vacanze? Lo dice a Leggo la Professoressa Luana Nosetti.

Per la docente all’Università degli Studi dell’Insubria e responsabile dei Corsi di Formazione Teorico-Pratici sui Disturbi Respiratori del Sonno della SIMRI, affiliata alla Società Italiana di Pediatria, la soluzione è procedere gradualmente e creare nuovamente quelle sane abitudini che aiutano il corpo a riconoscere il momento del riposo.
La prima regola riguarda gli schermi, spesso protagonisti delle serate estive di bambini e adolescenti.: “Limitate l’uso di cellulari e tablet, che inibiscono la produzione di melatonina, evitate programmi televisivi troppo eccitanti e riducete gli stimoli intensi almeno un’ora prima di andare a letto”.
Meglio riscoprire piccoli rituali rassicuranti come leggere insieme una storia, ascoltare musica rilassante o semplicemente chiacchierare con i propri figli prima di spegnere la luce. Un momento che può avere un valore importante anche dal punto di vista emotivo: “Il momento dell’addormentamento è prezioso a qualsiasi età: è uno spazio di comunicazione con i bambini che rinforza il legame affettivo”. La favola della buonanotte, soprattutto per i più piccoli, può così diventare nuovamente un appuntamento quotidiano, anche durante gli anni della scuola elementare.
Ma come capire se un bambino non sta dormendo abbastanza o sta facendo fatica a riabituarsi ai nuovi ritmi? Ci sono alcuni segnali che mamma e papà dovrebbero osservare. “I più comuni sono la difficoltà al risveglio, l’irritabilità e, negli adolescenti, la tendenza ad addormentarsi a scuola”. Un sonno insufficiente può infatti ripercuotersi sull’umore, sulla capacità di concentrazione e persino sulle difese immunitarie, proprio in un periodo delicato come l’inizio dell’anno scolastico. Di fronte alle difficoltà di addormentamento molti genitori potrebbero essere tentati di ricorrere alla melatonina o ad altri integratori acquistabili senza prescrizione.
L’esperta, però, invita alla prudenza: “Se prima non lavoriamo sull’igiene del sonno, non facciamo la scelta giusta. Oggi c’è un abuso di integratori da banco, spesso percepiti come innocui. In realtà, la quantità di melatonina assunta può essere imprevedibile e il fai-da-te è sempre sconsigliato. È bene parlarne con il pediatra, soprattutto nei bambini piccoli”. Prima di cercare una soluzione in una compressa o in un integratore, quindi, è fondamentale intervenire sulle abitudini quotidiane.
Il ritorno alla routine può essere più semplice di quanto si pensi, anche grazie al naturale cambiamento della stagione: “Con la fine dell’estate, le ore di luce si riducono e la melatonina torna a essere secreta in modo più regolare, favorendo l’addormentamento”. Il segreto è non pretendere un cambiamento improvviso, ma aiutare gradualmente l’organismo a ritrovare il proprio ritmo naturale: “Per riportare l’orologio biologico all’orario invernale, basta anticipare l’orario della nanna di circa 15 minuti al giorno, in modo progressivo, fino a tornare ai ritmi che precedono la riapertura delle scuole”. Un piccolo trucco che può fare una grande differenza.
L’ideale sarebbe iniziare almeno un paio di settimane prima dell’inizio delle lezioni, modificando poco alla volta anche l’orario della sveglia mattutina. In questo modo bambini e ragazzi arriveranno al primo giorno di scuola già pronti ad affrontare la nuova routine, senza bruschi cambiamenti e senza accumulare stanchezza.
Niente ossessione ‘compiti delle vacanze’
Niente ossessione ‘compiti delle vacanze’. Secondo Rino Agostiniani, presidente della Società Italiana di Pediatria, “un buon libro vale più di mille esercizi”. Bisogna trovare un equilibrio. Le sue parole arrivano a pochi giorni dal rientro a scuola dei bambini: sono quelli più caotici in cui, i piccoli che hanno fatto poco e nulla durante l’estate, si scapicollano, pungolati dai genitori, per rimediare al tempo perduto.
“Un buon libro, capace di suscitare emozioni e riflessioni, vale più di mille esercizi. Un ottimo compito da assegnare? Far leggere un paio di libri e chiedere al bambino ‘Cosa ti ha lasciato questa lettura?”, sottolinea il medico.
“Siamo l’unico Paese in Europa dove si sta a casa così tanto tempo. Tre mesi sono un perido prolungato. La mente va tenuta allenata, ma non bisogna andare all’eccesso opposto con due ore di compiti al giorno – precisa ancora l’esperto – Bene dedicare un tempo limitato all’esercizio, ma che non diventi un’ossessione”.
Per Agostiniani le mamme e i papà devono mantenere la calma e non essere eccessivi coi compiti dei figli: “Bisogna responsabilizzare, certo, ma senza minacciare o trasformare i compiti in un’ossessione. L’educazione è un percorso, non una forzatura”.
Per lui la qualità del tempo in famiglia si costruisce anche semplicemente facendo colazione tutti insieme. Sulla routine che si spezza in estate dice: “Perderla gli fa solo bene. Non per sempre: va poi ripresa. Ma se c’è un periodo della vita che è dedicato ad altro, ben venga. Poi arriva la gradualità: alla fine delle vacanze bisognerà riprendere un po’ alla volta”.
Agostiniani conclude: “Non credo che i compiti per le vacanze siano una componente rilevante nel percorso formativo. Anzi, una pausa vera fa bene”. I bambini dovrebbero dedicarsi ad altre cose: “Stare fuori, correre, giocare insieme, discutere, fare errori e rischiare qualcosa sono esperienze che rafforzano il carattere e le relazioni sociali. Ma oggi tutto è troppo programmato. I bambini devono avere anche il diritto di perdere tempo, di esplorare senza uno scopo preciso”.
Scuola: novità in arrivo
Il Ministero dell’Istruzione introduce importanti novità per la scuola italiana, con interventi che vanno dalla didattica alla sicurezza, fino al benessere emotivo dei nostri figli. Ecco cosa c’è da sapere per affrontare l’anno scolastico 2026/2027, le novità in arrivo, dall’ingresso ufficiale dell’intelligenza artificiale al supporto psicologico gratuito per i ragazzi. I punti chiave li ha riassunti Skuola.net.

- Intelligenza Artificiale in classe: Non è più una sperimentazione isolata. L’IA entra ufficialmente nei programmi di Educazione Civica con regole chiare per proteggere privacy e sicurezza. L’obiettivo è insegnare un uso etico della tecnologia e prevenire la dipendenza da social media tra i minori.
- Nuovi programmi (Infanzia, Primaria e Prima Media): Debuttano le nuove Indicazioni Nazionali. Per chi inizia la prima media c’è anche la possibilità di fare un primo approccio al latino (LEL – Latino per l’Educazione Linguistica) per comprendere meglio le radici della nostra lingua. Per le classi già avviate non cambia nulla: proseguiranno con i vecchi programmi fino alla fine del ciclo.
- Supporto psicologico gratuito (“AscoltaMI”): Un’ottima notizia per le famiglie con figli nell’ultimo anno delle medie e nel primo biennio delle superiori. Tramite il portale Unica, i genitori possono richiedere un voucher gratuito per 5 incontri di consulenza psicologica individuale online, pensati per aiutare i ragazzi a gestire ansia e fragilità.
- Educazione affettivo-sessuale e consenso dei genitori: Le nozioni base di salute e prevenzione restano nei programmi scolastici standard. Se però la scuola decide di organizzare corsi extra o invitare esperti esterni su questi temi, le famiglie dovranno essere informate in anticipo, consultare il materiale e dare il proprio consenso scritto.
- Sicurezza negli istituti a rischio: in risposta agli episodi di violenza dello scorso anno, i dirigenti scolastici dei contesti più a rischio potranno richiedere l’intervento delle forze dell’ordine e l’uso di metal detector per impedire l’ingresso di armi o oggetti pericolosi a scuola.
- Riforma degli Istituti Tecnici (Modello 4+2): Per le prime classi dei tecnici e professionali parte una formazione più orientata al lavoro e alle materie scientifiche (STEM). Si consolida il modello “4+2”, che permette di prendere il diploma in 4 anni per poi lavorare, andare all’università o frequentare 2 anni di specializzazione negli ITS Academy.
- Nasce il Liceo Matematico (Sperimentale): In 100 licei italiani (sia scientifici che classici) parte un percorso sperimentale che aggiunge ore di laboratorio per applicare la matematica in modo pratico, collegandola ad arte, filosofia e letteratura.
Aria condizionata e bambini
Il grande caldo non sembra voler mollare la presa. Anche a fine agosto, con temperature ancora molto elevate, l’aria condizionata può diventare una preziosa alleata per rendere più sopportabili le giornate in casa. E se ci sono bambini piccoli? Tenere acceso il condizionatore fa male oppure no?

L’aria condizionata non è vietata ai bambini, purché venga utilizzata nel modo giusto. Il problema, infatti, sono gli sbalzi termici, una temperatura troppo bassa o un apparecchio poco pulito. Con i bimbi la parola d’ordine è equilibrio. Non serve trasformare casa in un frigorifero. Bisogna creare un ambiente confortevole, evitando differenze troppo brusche tra la temperatura esterna e quella interna. Meglio quindi impostare il climatizzatore su una temperatura moderata, generalmente intorno ai 24-26 °C, evitando di puntare il getto d’aria direttamente sul piccolo. Il flusso dovrebbe essere indirizzato verso l’alto o distribuito nell’ambiente.
Attenzione anche alla notte. Se il bambino dorme con l’aria condizionata accesa, è preferibile utilizzare una modalità delicata: sudore eccessivo e ambienti afosi non aiutano il sonno, ma nemmeno una stanza troppo fredda.
Mi raccomando: pulire regolarmente filtri e apparecchio. Un condizionatore trascurato può accumulare polvere e altri residui che vengono poi immessi nell’aria.
Il discorso vale anche fuori casa. In estate capita continuamente di passare dai 35-38 °C dell’esterno ai 20-22 °C di un centro commerciale, di un ristorante o di un’automobile climatizzata.Per i bambini, soprattutto i più piccoli, questi passaggi possono essere fastidiosi. Non è necessario coprirli con maglioni pesanti appena entrano in un locale, ma è utile avere sempre con sé un golfino leggero o una felpa di cotone. In auto, poi, mai puntare le bocchette direttamente sul bambino.
Il vero nemico resta il caldo eccessivo. Quando le temperature sono molto alte, soprattutto durante le ore centrali della giornata, evitare che i bambini rimangano in ambienti troppo caldi è importante. Una casa fresca, quindi, può essere un aiuto prezioso. Ma non serve esagerare.
Un altro falso mito è che il condizionatore faccia automaticamente venire il raffreddore. Il raffreddore è causato da virus, non dall’aria fredda in sé. Tuttavia, un ambiente troppo freddo o un getto diretto possono irritare naso e gola e rendere più fastidiosi alcuni disturbi respiratori.
Profumo per bambini: sì o no?
Profumo per bambini: si o no? Sempre più marchi propongono fragranze dedicate ai più piccoli, ma sono davvero una buona idea? Ecco cosa sapere prima di spruzzarle sulla pelle dei bambini.
Passeggiando tra gli scaffali delle profumerie o navigando online è sempre più facile imbattersi in profumi pensati per neonati e bambini. Flaconi colorati, fragranze delicate e packaging irresistibili: ma è davvero una buona scelta? La risposta è: dipende. La pelle dei bambini, soprattutto nei primi anni di vita, è molto più sottile e delicata rispetto a quella degli adulti. Per questo motivo gli esperti consigliano di evitare prodotti contenenti alcol, allergeni o fragranze troppo intense, che potrebbero provocare irritazioni o sensibilizzazioni.
Nei primi mesi di vita il profumo migliore per un neonato è il suo odore naturale. Non serve coprirlo con essenze artificiali. Se il bambino è più grande e si desidera utilizzare una fragranza, è importante orientarsi verso prodotti studiati appositamente per l’infanzia. Un buon profumo per bambini dovrebbe avere alcune caratteristiche precise: essere dermatologicamente testato; contenere poco o niente alcol; avere una formulazione delicata; essere privo degli allergeni più comuni; presentare una fragranza leggera e fresca.
Tra le note più adatte ai piccoli ci sono quelle di acqua di fiori d’arancio, camomilla, cotone, muschio bianco, talco, lavanda delicata o agrumi molto leggeri. Sono profumi che trasmettono una sensazione di pulito senza risultare invadenti. Meglio invece evitare essenze molto dolci, speziate, orientali o particolarmente persistenti.
Se si decide di usare un profumo, è preferibile non spruzzarlo direttamente sulla pelle del bambino. La scelta migliore è vaporizzarlo sui vestiti, mantenendo una certa distanza, evitando il viso e le mani, che i più piccoli portano spesso alla bocca. Se il bambino ha una pelle particolarmente sensibile, soffre di dermatite atopica o di allergie cutanee, è consigliabile rinunciare del tutto al profumo o chiedere un parere al pediatra.
Il profumo può essere una coccola, ma non è un prodotto indispensabile. Una corretta igiene quotidiana, un bagnetto con detergenti delicati e abiti puliti sono più che sufficienti per far stare bene un bambino. Molti pediatri ricordano tra l’altro che l’odore naturale dei neonati e dei bambini ha un ruolo importante anche nel rapporto con mamma e papà, favorendo il legame affettivo fin dai primi giorni di vita.
Vacanze in montagna: guida contro luoghi comuni
L’aria fresca, il verde, le passeggiate nei boschi e il sollievo dal caldo estivo fanno della montagna una delle mete preferite dalle famiglie con bambini. Ma è davvero tutto così semplice? Non sempre. Alcuni comportamenti che sembrano innocui possono infatti trasformare una vacanza rilassante in un’esperienza meno piacevole.

A fare chiarezza è Stefano Trinchi, membro del Direttivo della Società Italiana di Medicina di Montagna, che in un’intervista a Leggo ha spiegato quali sono gli errori più comuni da evitare quando si va in quota con i più piccoli. Una vera e propria guida contro i luoghi comuni per le vacanze in montagna.
1. L’aria di montagna fa bene, ma non è sempre adatta a tutti
La montagna offre numerosi vantaggi ai bambini, soprattutto a quelli che soffrono di allergie o asma.“La montagna offre numerosi benefici per la salute dei più piccoli – spiega Trinchi – L’aria è più pulita, con una minore percentuale di umidità e un contenuto ridotto di allergeni e pulviscoli”. Anche il movimento è un grande alleato della crescita: passeggiate, sentieri, arrampicate e terreni irregolari aiutano a sviluppare equilibrio, coordinazione e autonomia in modo naturale.
2. Attenzione ai bambini sotto i due anni
Uno dei luoghi comuni più diffusi è pensare che basti prendere una funivia per raggiungere facilmente le quote più alte. In realtà non è così: ”Serve particolare attenzione con i bambini sotto i due anni, soprattutto per le ascese rapide in funivia o in auto verso i passi più alti”, avverte il medico. I più piccoli non riescono ad acclimatarsi con la stessa facilità degli adulti e, soprattutto, non sono in grado di spiegare se avvertono fastidi come orecchie tappate o difficoltà respiratorie. Sopra i 1.500 metri, nei neonati possono comparire problemi respiratori. Per questo è sempre meglio salire gradualmente, concedendo all’organismo il tempo di adattarsi.
3. Vestirli “a cipolla” non è un consiglio banale
Anche se in valle fa caldo, in montagna la temperatura cambia rapidamente. In media diminuisce di circa un grado ogni 100 metri di altitudine. “I bambini non termoregolano bene – ricorda Trinchi – È fondamentale vestirli a cipolla, con indumenti che possano essere aggiunti o rimossi facilmente in base alle variazioni di temperatura”. L’ideale è prevedere maglietta traspirante, pile leggero, giacca impermeabile, scarpe da trekking con suola antiscivolo e cappello. Un accorgimento importante soprattutto per i bimbi trasportati nello zaino o nel passeggino, che restando fermi possono raffreddarsi facilmente anche quando gli adulti non avvertono freddo.
4. In quota il sole è più forte
Molti abbassano la guardia perché non si è in spiaggia, ma il sole in montagna può essere ancora più aggressivo. La protezione solare SPF 50 va applicata e riapplicata più volte durante la giornata, proprio come al mare. Non devono mancare nemmeno gli occhiali da sole. “Sono utilissimi”, sottolinea Trinchi. Se il bambino non li tollera, si può optare per modelli con elastico oppure scegliere un cappellino con visiera che protegga almeno in parte gli occhi.
5. Le zecche non vanno sottovalutate
Boschi e prati sono meravigliosi da esplorare, ma sono anche l’habitat naturale delle zecche. “I bambini dovrebbero indossare vestiti colorati, che rendano più visibili questi insetti, e si possono usare spray anti-zecche che inibiscono il contatto”, consiglia l’esperto. Al rientro da ogni escursione è importante controllare con attenzione tutto il corpo del bambino, comprese le pieghe della pelle e le parti intime. Se si trova una zecca, niente rimedi improvvisati. “Rivolgersi alla guardia medica o al pediatra. Niente fai da te”, raccomanda Trinchi.
6. Le escursioni? Meglio scegliere quelle giuste
Per i sentieri più impegnativi è sempre preferibile affidarsi a guide alpine o guide ambientali esperte, soprattutto quando si cammina con bambini piccoli. Anche le terme possono essere piacevoli durante una vacanza in montagna, ma nei bambini molto piccoli o con pressione bassa è meglio evitare permanenze troppo lunghe nelle acque calde.
7. Lo zaino perfetto può salvare la giornata
Infine, mai partire impreparati. Secondo Trinchi, nello zaino non dovrebbero mai mancare abbigliamento a strati, crema solare SPF 50, cappellino, occhiali da sole, borraccia, snack energetici, spray anti-zecche, un piccolo kit di primo soccorso con cerotti e disinfettante, una mantellina impermeabile e un cambio completo. In montagna il tempo può cambiare molto rapidamente e anche un semplice ricambio asciutto può fare la differenza.
Fine agosto: perché momento migliore per partire
Le vacanze non finiscono con Ferragosto. Anzi, il fine agosto in famiglia per molti è diventato il momento migliore per partire: perché? Meno folla, temperature più piacevoli, prezzi spesso più convenienti e ritmi più lenti trasformano questo momento in un’occasione perfetta per stare insieme prima della ripresa di scuola e lavoro.

Chi può scegliere di partire a fine agosto scopre subito un vantaggio: le località turistiche si svuotano gradualmente. Le spiagge sono meno affollate, si trovano più facilmente ombrelloni e ristoranti, le code diminuiscono e anche visitare un borgo o un parco naturale diventa molto più piacevole. Per i bambini significa poter giocare con maggiore tranquillità, mentre i genitori riescono finalmente a rilassarsi senza il caos tipico dell’alta stagione. Anche il clima è un grande alleato. Il caldo intenso di luglio e dei primi di agosto lascia spesso spazio a temperature più miti, ideali soprattutto per neonati, bambini piccoli e donne in gravidanza, che soffrono maggiormente l’afa.
Un altro motivo per scegliere questo periodo è il risparmio. In molte destinazioni, già dagli ultimi giorni di agosto, hotel, villaggi, residence e appartamenti iniziano ad abbassare le tariffe. Anche gli stabilimenti balneari, i traghetti e alcune attività propongono offerte interessanti, permettendo di vivere una vacanza completa spendendo sensibilmente meno rispetto alle settimane centrali dell’estate.
Ogni famiglia può trovare la destinazione più adatta alle proprie esigenze.
Il mare resta una delle scelte preferite. L’acqua è ancora calda, il sole meno aggressivo e si possono trascorrere intere giornate tra castelli di sabbia, bagni e lunghe passeggiate sul bagnasciuga. Le spiagge dell’Adriatico, della Toscana, della Puglia, della Sardegna e della Sicilia continuano a regalare giornate estive anche a settembre.
La montagna è perfetta per chi desidera respirare aria fresca. Sentieri facili, picnic nei prati, passeggiate nei boschi, malghe e laghetti conquistano grandi e piccoli. È il momento ideale anche per osservare gli animali, raccogliere foglie e vivere tante esperienze a contatto con la natura.
La campagna offre un’atmosfera rilassata e autentica. Agriturismi, fattorie didattiche, raccolta della frutta, laboratori di cucina e tanto spazio per correre permettono ai bambini di vivere giornate semplici ma ricche di scoperte.
Le città d’arte, infine, diventano molto più vivibili rispetto ai mesi più caldi. Musei, acquari, castelli, parchi cittadini e itinerari culturali possono trasformarsi in una divertente avventura per tutta la famiglia.
Una vacanza a cavallo tra agosto e settembre ha anche un valore emotivo. Permette ai bambini di concludere l’estate con serenità, senza passare bruscamente dal divertimento ai banchi di scuola. È il momento giusto per rallentare, leggere insieme un libro, costruire gli ultimi castelli di sabbia, raccogliere conchiglie o semplicemente osservare un tramonto tutti insieme.
Anche se il clima è più piacevole, è bene continuare a proteggere la pelle con una crema solare ad alta protezione, far bere spesso i bambini, portare sempre un cappellino, scegliere le ore meno calde per le attività all’aperto e tenere in valigia una felpa leggera: soprattutto la sera, in montagna o vicino al mare, le temperature possono abbassarsi.
Campi estivi in barca a vela
C’è un’estate diversa dai soliti centri estivi, fatta di vele issate al vento, tuffi in acque cristalline, notti in rada e tramonti vissuti dal ponte di una barca. I campi estivi in barca a vela stanno conquistando sempre più famiglie perché uniscono divertimento, sport, educazione e spirito di squadra in un’unica esperienza che i bambini ricordano per tutta la vita. Progetti come quelli organizzati da Campi nel Vento permettono ai ragazzi di vivere qualche giorno lontano dagli schermi e dalla routine, imparando a collaborare, a rispettare la natura e a cavarsela in tante piccole situazioni quotidiane.

Generalmente i campi in barca a vela sono pensati per bambini e ragazzi dagli 8-9 anni in su, anche se l’età minima può variare in base all’organizzazione e alla tipologia dell’esperienza proposta. Le imbarcazioni sono condotte da skipper esperti e gli equipaggi sono sempre seguiti da istruttori qualificati, per garantire sicurezza e assistenza costante.
La vita in barca è molto più varia di quanto si possa immaginare. I ragazzi imparano, naturalmente e divertendosi, a partecipare alla gestione dell’imbarcazione. Durante la giornata possono:
- imparare le basi della navigazione a vela;
- issare e regolare le vele insieme all’equipaggio;
- leggere vento e meteo;
- fare snorkeling e nuotare in baie raggiungibili solo via mare;
- esplorare piccole isole e calette;
- partecipare a giochi di squadra;
- aiutare nella preparazione dei pasti e nel riordino della barca;
- dormire in rada osservando le stelle.
Ogni attività diventa un’occasione per imparare qualcosa di nuovo.
La barca è una piccola comunità dove tutti hanno un ruolo. I bambini imparano rapidamente che ognuno deve dare il proprio contributo: rifare la cuccetta, mantenere gli spazi in ordine, rispettare gli orari, collaborare con i compagni. Senza quasi accorgersene sviluppano autonomia, spirito di adattamento, responsabilità e capacità di problem solving. Sono competenze che poi riportano anche nella vita di tutti i giorni.
Uno degli aspetti più belli di questi campi è il rapporto diretto con la natura. Molte esperienze prevedono anche la presenza di una biologa marina, che accompagna i ragazzi alla scoperta dell’ecosistema del Mediterraneo. Attraverso escursioni, osservazioni e attività pratiche, i bambini imparano a riconoscere pesci, stelle marine, praterie di Posidonia e altri organismi, comprendendo quanto sia importante proteggere il mare. Non si tratta di una semplice lezione, ma di un modo coinvolgente per trasformare la curiosità in consapevolezza ambientale.
In barca il telefono passa inevitabilmente in secondo piano. Le giornate scorrono tra navigazione, risate, bagni, chiacchiere e attività condivise. Si riscopre il piacere di stare insieme senza notifiche continue, costruendo amicizie autentiche e imparando a comunicare faccia a faccia. Per molti ragazzi è una delle prime esperienze di vera “disconnessione”, spesso vissuta con entusiasmo.
Non è solo una vacanza, ma un percorso di crescita. I bambini tornano a casa con maggiore sicurezza in se stessi, più indipendenza, nuovi amici e tanti ricordi da raccontare.

Scritto da Annamaria e postato in