Articoli della categoria ‘SALUTE E BENESSERE’

La longevità si impara da piccoli

Lug 14
Scritto da Annamaria avatar

La longevità è una delle parole più abusate degli ultimi anni. Un tempo vivere a lungo era soprattutto una questione di fortuna e genetica, oggi la scienza è sempre più concorde su un punto: ciò che facciamo ogni giorno può fare una grande differenza. Molte delle abitudini che favoriscono una vita lunga e in salute si imparano fin dall’infanzia. La longevità si impara da piccoli.

la longevita si impara da piccoli

Educare i bambini alla longevità non significa parlare loro di vecchiaia e morte, ma insegnare uno stile di vita che permetta di crescere in equilibrio. La prima lezione riguarda il movimento. I bambini devono viverlo come un piacere. Correre al parco, andare in bicicletta, nuotare, o semplicemente trascorrere ore all’aria aperta, aiuta a sviluppare muscoli, ossa e cuore,. Imparano a prendersi cura del loro corpo.

Un’altra abitudine fondamentale è quella di mangiare bene. La longevità nasce da un rapporto sano con il cibo: tanta frutta e verdura di stagione, cereali integrali, legumi, pesce, olio extravergine d’oliva e pochi alimenti ultraprocessati. Coinvolgere i bambini nella preparazione dei pasti, portarli al mercato o far crescere qualche erba aromatica sul balcone li aiuta a sviluppare e consapevolezza verso quello che si porta in tavola.

Anche il sonno è un vero alleato della salute. Durante il riposo il cervello consolida ciò che ha imparato, il sistema immunitario si rafforza e l’organismo produce gli ormoni della crescita. Stabilire orari regolari e limitare gli schermi prima di andare a letto sono piccoli gesti che regalano col passare del tempo anni di vita.

Tra i pilastri della longevità c’è anche il benessere emotivo. I bambini devono imparare fin da piccoli a riconoscere le emozioni, a parlarne senza vergogna e a chiedere aiuto quando qualcosa li fa stare male. Crescere in un ambiente familiare sereno, ricco di ascolto e affetto, contribuisce a costruire quella resilienza che accompagnerà per sempre.

Allenare il cervello con la curiosità è un altro beneficio. Leggere libri, fare domande, costruire, disegnare, imparare una lingua straniera o suonare uno strumento musicale lo stimola e crea nuove connessioni neuronali.

Un altro insegnamento prezioso è il valore delle relazioni. Le persone che vivono più a lungo nel mondo hanno spesso una caratteristica comune: coltivano amicizie sincere, trascorrono tempo con la famiglia e fanno parte di una comunità. Anche i bambini hanno bisogno di imparare l’importanza della condivisione, dell’empatia e del prendersi cura degli altri.

Poi c’è il rapporto con la natura. Passeggiare in un bosco, osservare gli animali, giocare in spiaggia o semplicemente trascorrere del tempo in un giardino riduce lo stress, migliora l’umore e insegna il rispetto per l’ambiente. 

Educare alla longevità significa aiutarli a vivere ogni fase della loro vita nel migliore dei modi,. Perché la longevità non inizia dopo i cinquant’anni: comincia molto prima.

Maschere doposole fai da te

Lug 11
Scritto da Annamaria avatar

Dopo una giornata trascorsa al mare o in piscina, tra sole, salsedine o cloro, la pelle ha bisogno di essere rigenerata. Le maschere doposole fai da te possono darci una mano. Sono trattamenti semplici, economici e delicati. Eccone qualcuna.

Aloe vera

Il gel di aloe vera pura è il rimedio naturale più conosciuto per calmare la pelle accaldata. Ha un’immediata azione rinfrescante e favorisce l’idratazione. Come usarla: applicate uno strato abbondante di gel di aloe vera puro e lasciatelo agire per 20-30 minuti prima di massaggiarne l’eccesso.

Yogurt e miele

Lo yogurt bianco naturale regala una piacevole freschezza, mentre il miele aiuta a trattenere l’idratazione e rende la pelle più morbida.La ricetta? Prendete 2 cucchiai di yogurt bianco intero e 1 cucchiaino di miele. Mescolate e distribuite sul viso. Lasciate in posa circa 15 minuti e risciacquate con acqua fresca.

Cetriolo e camomilla

Il cetriolo è ricchissimo d’acqua e ha un effetto decongestionante. Abbinato alla camomilla fredda diventa un vero sollievo. Frullate mezzo cetriolo con due cucchiai di infuso di camomilla ormai freddo, applicate il composto e lasciate agire per 15-20 minuti.

Avocado e olio di mandorle 

Per la pelle “che tira”, questa maschera è ideale. Servono mezzo avocado maturo e un cucchiaino di olio di mandorle dolci Schiacciate tutto fino a ottenere una crema morbida, applicatela sulla pelle e lasciatela agire per una ventina di minuti.

Fiocchi d’avena 

L’avena ha proprietà lenitive e calmanti. Frullate qualche cucchiaio di fiocchi d’avena e aggiungete acqua o yogurt fino a ottenere una crema da stendere sul corpo per circa 15 minuti.

Acqua di cocco e aloe

L’acqua di cocco reintegra l’idratazione superficiale della pelle e unita al gel di aloe crea una maschera leggera e molto fresca.

Capelli in gravidanza d’estate: i rimedi

Lug 09
Scritto da Annamaria avatar

Il gran caldo, la salsedine e il mare mettono a dura prova la chioma di tutti, ma i capelli d’estate in gravidanza hanno bisogno di qualche attenzione in più. Il mix di ormoni, temperature ‘hot’, raggi UV, salsedine e cloro può infatti renderli più secchi, crespi o, al contrario, più grassi del solito. Ci sono alcuni rimedi naturali con cui è possibile mantenerli forti, morbidi e brillanti per tutta la stagione.

capelli in gravidanza d aestate i rimedi

Gli estrogeni influenzano il ciclo di vita del capello. Molte future mamme notano una chioma più folta e lucente, perché i capelli cadono meno. Altre, invece, possono avere una cute più sensibile, un aumento della produzione di sebo oppure capelli più secchi e difficili da gestire. Con il caldo estivo questi cambiamenti possono accentuarsi.

Così come proteggiamo la pelle, anche i capelli hanno bisogno di una protezione contro i raggi UV. Per evitare che si disidratino:

  • indossate un cappello di paglia o una bandana nelle ore più calde;
  • raccogliete i capelli in una treccia morbida o in uno chignon basso per limitare nodi e sfregamenti;
  • utilizzate spray protettivi specifici per capelli con filtri UV, scegliendo formule delicate.

Il mare e la piscina sono un piacere durante la gravidanza, ma possono rendere la chioma più fragile. Un piccolo trucco consiste nel bagnare i capelli con acqua dolce prima del bagno: in questo modo assorbiranno meno sale o cloro. Dopo ogni tuffo è importante risciacquarli accuratamente e lavarli appena possibile con uno shampoo delicato.

Per nutrire i capelli senza appesantirli si possono utilizzare alcuni ingredienti semplici.

Olio di cocco

Applicato sulle lunghezze prima dello shampoo, aiuta a contrastare la secchezza causata dal sole e rende i capelli più morbidi.

Gel di aloe vera

È perfetto per lenire una cute irritata o accaldata e dona una piacevole sensazione di freschezza.

Olio di argan

Qualche goccia sulle punte asciutte aiuta a prevenire doppie punte e effetto crespo.

Maschera allo yogurt

Mescolare yogurt bianco naturale con un cucchiaino di miele crea un impacco nutriente da lasciare in posa per circa 15 minuti prima del lavaggio.

Con il caldo si tende a lavare i capelli più spesso. Va bene, purché si utilizzino shampoo delicati, senza detergenti troppo aggressivi, e acqua tiepida invece che molto calda. Dopo il lavaggio è meglio tamponare delicatamente i capelli con un asciugamano in microfibra, evitando di strofinarli.

La salute dei capelli parte anche da ciò che si mette nel piatto. Durante la gravidanza è importante seguire un’alimentazione equilibrata ricca di:

  • proteine;
  • frutta e verdura di stagione;
  • cereali integrali;
  • frutta secca (se consentita dal proprio medico);
  • alimenti ricchi di ferro, zinco e vitamine del gruppo B.

Anche bere acqua a sufficienza aiuta a mantenere idratati cute e capelli, soprattutto nelle giornate più afose.

Durante la gravidanza la cute può diventare molto più sensibile. Per questo motivo è consigliabile limitare:

  • piastre e ferri ad alte temperature;
  • decolorazioni frequenti;
  • trattamenti chimici particolarmente aggressivi.

Se si desidera colorare i capelli, è sempre opportuno confrontarsi con il proprio ginecologo e scegliere prodotti delicati, preferibilmente senza ammoniaca.

Caldo e alimenti: vademecum per conservarli

Lug 06
Scritto da Annamaria avatar

Con il caldo torrido bastano poche ore perché un alimento conservato nel modo sbagliato diventi un potenziale rischio per la salute. Le alte temperature, infatti, favoriscono la proliferazione di batteri come salmonella, listeria ed escherichia coli e aumentano il pericolo di tossinfezioni alimentari. Per questo, soprattutto in estate, è fondamentale adottare qualche accorgimento in più quando si fa la spesa, si cucina o si conservano gli avanzi. Secondo gli esperti, seguire poche semplici regole permette di ridurre notevolmente i rischi. Caldo e alimenti spesso non vanno d’accordo, ecco il vademecum per conservarli.

caldo e alimenti vademecum per conservarli

Leggere sempre la data di scadenza. La prima distinzione da conoscere è quella tra le diciture riportate sulle confezioni.

  • “Da consumarsi entro il” indica una vera data di sicurezza: oltre quel termine gli alimenti freschi, come affettati, latticini o pesce, non dovrebbero essere consumati.
  • “Da consumarsi preferibilmente entro il” riguarda invece prodotti come pasta, riso, biscotti o cracker: superata la data possono perdere qualità, ma non diventano automaticamente pericolosi.

Mai interrompere la catena del freddo. Durante l’estate il frigorifero diventa il miglior alleato.

Quando si fa la spesa è consigliabile acquistare per ultimi i prodotti refrigerati e surgelati, utilizzando, se possibile, una borsa termica per il trasporto. Una volta arrivati a casa, vanno riposti immediatamente in frigorifero o nel congelatore.

Anche pochi minuti sotto il sole, specialmente in auto, possono compromettere la sicurezza di alcuni alimenti.

Attenzione agli avanzi. Con il caldo gli avanzi non possono restare sul tavolo per ore. Gli esperti consigliano di:

  • lasciarli raffreddare solo per il tempo necessario;
  • conservarli in contenitori puliti e ben chiusi;
  • riporli rapidamente in frigorifero;
  • consumarli entro due o tre giorni.

Se un alimento è rimasto a temperatura ambiente per più di quattro ore, è più prudente eliminarlo.

Occhio alla contaminazione incrociata. Uno degli errori più frequenti in cucina è utilizzare lo stesso coltello o lo stesso tagliere per alimenti crudi e cotti. Per evitare contaminazioni è importante:

  • lavare accuratamente mani, utensili e superfici con acqua calda e sapone;
  • utilizzare strumenti diversi per carne, pesce e alimenti già pronti;
  • conservare i cibi crudi nei ripiani inferiori del frigorifero, ben separati da quelli pronti al consumo.

Carne e pesce: fidatevi anche dell’olfatto. Non sempre il colore racconta tutta la verità.

La carne, ad esempio, può assumere una tonalità più scura senza essere deteriorata. Un odore sgradevole, invece, è un segnale da non ignorare.

Il pesce dovrebbe essere consumato preferibilmente entro 24 ore dall’acquisto e cotto accuratamente. Se si desidera mangiarlo crudo, è fondamentale verificare che sia stato preventivamente abbattuto secondo le norme di sicurezza.

Frutta e verdura: il bicarbonato non basta. Lavare frutta e verdura sotto acqua corrente è il metodo più efficace.

Il bicarbonato, contrariamente a quanto si pensa, non elimina i microrganismi patogeni. Se un frutto presenta una piccola parte ammaccata o leggermente deteriorata, spesso è sufficiente eliminarla, purché non vi siano segni estesi di marciume.

Uova crude e creme: massima prudenza. Tiramisù, maionese fatta in casa e altre preparazioni con uova crude richiedono particolare attenzione durante l’estate.

È consigliabile utilizzare uova freschissime e consumare questi alimenti subito dopo la preparazione, evitando di lasciarli a lungo fuori dal frigorifero.

Formaggi: non sono tutti uguali. Se compare una piccola muffa su un formaggio stagionato a pasta dura, spesso è sufficiente eliminarne una parte abbondante. Diverso il discorso per i formaggi molli: in presenza di muffe non previste è meglio non consumarli. Particolare attenzione va riservata ai formaggi prodotti con latte crudo, soprattutto se destinati ai bambini piccoli.

Conserve: mai sottovalutare un tappo gonfio. Le conserve fatte in casa e alcuni alimenti sott’olio richiedono molta cautela.

Se il tappo appare rigonfio, fuoriesce gas all’apertura o il contenuto presenta odori insoliti, il prodotto va eliminato senza nemmeno assaggiarlo. Sono segnali che possono indicare la presenza del batterio responsabile del botulismo, una malattia rara ma molto grave.

Per ridurre al minimo i rischi basta ricordare alcune semplici abitudini:

  • mantenere il frigorifero tra 0 e 4 °C;
  • non lasciare alimenti deperibili fuori dal frigo troppo a lungo;
  • trasportare i cibi in borse termiche durante picnic e giornate al mare;
  • cuocere accuratamente carne, pesce e prodotti che lo richiedono;
  • evitare di assaggiare alimenti che presentano odori, consistenza o confezioni anomale.

Scottature? Rimedi naturali

Giu 27
Scritto da Annamaria avatar

Dopo una giornata trascorsa al mare, in piscina o in montagna può capitare di esagerare con l’esposizione al sole. Anche usando la crema solare, infatti, il caldo intenso e i raggi UV possono provocare arrossamenti, pelle che tira e una fastidiosa sensazione di bruciore. Quando non si tratta di una vera ustione, ma di un lieve eritema, alcuni rimedi fai da te possono aiutare a calmare il fastidio e favorire il recupero della pelle. Naturalmente, se compaiono vesciche, febbre o un dolore intenso, soprattutto nei bambini, è sempre importante rivolgersi al pediatra o al medico. Scottature? Ecco alcuni rimedi naturali.

Aloe vera

Tra i rimedi più apprezzati c’è senza dubbio il gel di aloe vera puro, conosciuto per le sue proprietà lenitive e idratanti. Applicato sulla pelle pulita e fresca, dona un’immediata sensazione di sollievo e contribuisce a ridurre il rossore. È adatto anche ai bambini, purché si scelga un prodotto di buona qualità e privo di profumi o alcol.

Impacchi freschi

Un altro rimedio semplice consiste nell’appoggiare sulla pelle un asciugamano inumidito con acqua fresca, mai ghiacciata. L’impacco va lasciato agire per circa 10-15 minuti e può essere ripetuto più volte durante la giornata. Il freddo eccessivo, invece, potrebbe irritare ulteriormente la pelle già sensibilizzata.

Yogurt bianco naturale

Lo yogurt bianco intero, conservato in frigorifero, è un rimedio della tradizione che può regalare un piacevole effetto rinfrescante. Applicato sulla pelle per pochi minuti e poi risciacquato delicatamente con acqua fresca, aiuta ad attenuare la sensazione di calore. È bene utilizzarlo solo su pelle integra, senza bolle o ferite.

Cetriolo fresco

Anche il cetriolo è ricco d’acqua e ha un naturale effetto rinfrescante. Si possono applicare alcune fettine direttamente sulle zone arrossate oppure frullarne la polpa per ottenere un impacco delicato, particolarmente piacevole sul viso.

Bagno tiepido con amido di riso

Per i bambini, ma anche per gli adulti, un bagno tiepido arricchito con amido di riso può aiutare ad alleviare il prurito e il bruciore. L’acqua non deve essere calda e, dopo il bagno, è meglio tamponare la pelle con un asciugamano morbido senza strofinare.

Idratazione

Quando si prende troppo sole la pelle perde molta acqua. Per questo è fondamentale bere abbondantemente durante tutta la giornata e applicare una crema idratante o un doposole delicato più volte al giorno. Una pelle ben idratata si rigenera più velocemente.

Cosa evitare

Se la pelle è arrossata è importante non usare prodotti contenenti alcol o profumi, che potrebbero aumentare il bruciore. Meglio evitare anche scrub, peeling e ulteriori esposizioni al sole fino alla completa guarigione. Se si esce, è consigliabile coprire la zona con abiti leggeri in cotone o lino.

Quando serve il medico

Nei bambini è sempre bene prestare particolare attenzione. Se compaiono vesciche estese, febbre, brividi, sonnolenza, forte dolore o se il piccolo appare molto abbattuto, è opportuno contattare subito il pediatra. Lo stesso vale per gli adulti in presenza di sintomi importanti o di un’eruzione molto estesa.

Family Fatigue

Giu 25
Scritto da Annamaria avatar

L’estate è da sempre associata a vacanze, relax e tempo da trascorrere in famiglia. Eppure, per molte mamme, la realtà è molto diversa. Con la chiusura delle scuole e degli asili, mentre il lavoro continua a richiedere presenza e organizzazione, il carico mentale rischia di diventare ancora più pesante. È quello che gli esperti chiamano Family Fatigue, un fenomeno sempre più diffuso che descrive lo stress emotivo e organizzativo vissuto dai genitori durante i mesi estivi.

family fatigue

A dare un nome a questa condizione è Unobravo, piattaforma di psicologia online, che ha condotto un’indagine tra i professionisti che collaborano con il servizio. I risultati raccontano una situazione che molte famiglie conoscono bene: il 68% degli psicologi osserva un aumento dello stress genitoriale proprio durante l’estate.

Secondo Valeria Fiorenza Perris, psicoterapeuta e Clinical Director di Unobravo, “quello che emerge con chiarezza da questa indagine è che il carico mentale continua a gravare in misura maggiore sulle donne, che spesso si trovano ad affrontare da sole l’organizzazione familiare, soprattutto nei periodi in cui i punti di riferimento, come la scuola e la rete di supporto parentale e/o amicale, vengono meno”.

In altre parole, quando finisce la scuola non viene meno soltanto un luogo di apprendimento per i bambini. Viene meno anche un importante sostegno organizzativo per le famiglie. Da un giorno all’altro occorre trovare soluzioni per coprire intere giornate, organizzare attività, gestire centri estivi, nonni, babysitter e, contemporaneamente, continuare a lavorare.

Non sorprende quindi che il 73% dei genitori segnali difficoltà nella conciliazione tra lavoro e famiglia, mentre il 67% lamenta i costi sempre più elevati di centri estivi e servizi di assistenza. A questo si aggiunge un altro dato significativo: il 40% delle famiglie dichiara di non poter contare su una rete di supporto stabile.

A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le mamme. Ben l’85% degli psicologi coinvolti nell’indagine riferisce infatti che il peso maggiore della Family Fatigue ricade sulle donne. Un dato che conferma come la gestione della vita familiare continui ancora oggi a essere distribuita in modo poco equilibrato.

Le conseguenze non riguardano soltanto l’umore. Lo stress prolungato può tradursi in stanchezza mentale, irritabilità, frustrazione, difficoltà nel sonno e perfino sintomi fisici come mal di testa, tensioni muscolari e disturbi gastrointestinali. Tra i sentimenti più frequentemente riportati in terapia durante i mesi estivi emergono la stanchezza mentale, segnalata dal 75% degli specialisti, la frustrazione e l’irritabilità.

C’è poi un altro aspetto che molti genitori conoscono bene: il senso di colpa. La sensazione di non riuscire a fare abbastanza, di non essere sufficientemente presenti o di ricorrere troppo spesso agli schermi per intrattenere i figli. Non a caso il 71% dei terapeuti osserva un aumento dell’ansia legata al tempo che i bambini trascorrono davanti a tablet, smartphone e televisione durante l’estate.

Come affrontare allora questo periodo senza sentirsi sopraffatti? Gli esperti di Unobravo suggeriscono alcune strategie semplici ma efficaci. La pianificazione anticipata delle settimane estive può alleggerire il carico organizzativo. Anche il coinvolgimento attivo del partner, dei nonni o di altre figure di supporto è fondamentale per evitare che tutto ricada su una sola persona.

Un altro concetto importante richiamato dagli psicologi è quello della “good enough parenting”, la genitorialità sufficientemente buona. Non esistono genitori perfetti e non è necessario organizzare attività straordinarie ogni giorno per essere una mamma o un papà presenti e amorevoli. Accettare i propri limiti e concedersi qualche imperfezione può fare una grande differenza.

Infine, come ricorda Valeria Fiorenza Perris, “riconoscere la propria fatica è il primo passo per prendersene cura con maggiore consapevolezza”. Un messaggio prezioso soprattutto per le mamme, che spesso mettono i bisogni di tutti davanti ai propri. Anche durante l’estate, prendersi cura di sé non è un lusso: è una necessità.

Sole sì, ma senza rischi

Giu 24
Scritto da Annamaria avatar

L’estate è arrivata e con lei la voglia di trascorrere più tempo all’aria aperta. Tra giornate al mare, giochi in spiaggia e passeggiate sotto il sole, è fondamentale ricordare che una corretta protezione della pelle è il primo passo per godersi la bella stagione in sicurezza. Un tema particolarmente importante per le mamme, chiamate a tutelare non solo la propria salute ma anche quella dei bambini. Insomma: sole sì, ma senza rischi.

sole si ma senza rischi

A fare chiarezza è il dermatologo Andrea Paro Vidolin, responsabile del Centro di Fotodermatologia dell’Ospedale Israelitico di Roma, che in un’intervista rilasciata ad Adnkronos Salute ha ricordato come la consapevolezza degli italiani sia cresciuta negli ultimi anni, anche grazie a una maggiore informazione.

“La prima regola è farsi consigliare un buon prodotto”, spiega l’esperto. Oggi i filtri solari sono molto più efficaci rispetto al passato e sono in grado di proteggere non solo dai raggi UVB, responsabili delle scottature, ma anche dai raggi UVA, dalla luce visibile e dagli infrarossi. Tuttavia, scegliere la crema giusta non basta. “Altra cosa fondamentale è insegnare al consumatore come mettere il solare”, sottolinea il dermatologo, ricordando che il prodotto va applicato in quantità abbondante e rinnovato frequentemente durante la giornata.

Molte persone tendono a utilizzare troppo poco prodotto o a pensare che una sola applicazione sia sufficiente. In realtà, anche i solari resistenti all’acqua devono essere riapplicati regolarmente per garantire una protezione adeguata.

Quanto alla formulazione, la crema rimane la soluzione più efficace. “La crema è quella che funziona di più”, precisa Andrea Paro Vidolin. Spray, gel e latti solari possono essere più pratici, soprattutto quando si hanno bambini piccoli da rincorrere, ma richiedono maggiore attenzione e applicazioni più frequenti.

Particolare attenzione deve essere riservata a chi ha molti nei o una pelle particolarmente chiara. In questi casi il rischio di danni da esposizione aumenta e la protezione deve essere ancora più accurata. L’esperto invita a non sottovalutare soprattutto le scottature. “La cosa rischiosa per la nostra cute non è tanto l’abbronzatura. È la scottatura il problema”, afferma. Le ustioni solari, infatti, rappresentano uno dei principali fattori di rischio per il fotoinvecchiamento e per lo sviluppo di tumori cutanei.

Chi presenta nei atipici dovrebbe proteggerli con particolare attenzione, utilizzando eventualmente prodotti specifici come gli stick solari ad alta protezione. Allo stesso tempo è importante monitorare eventuali lesioni sospette o piccole ferite che non tendono a guarire.

Non mancano poi i dubbi sui tatuaggi. Sul piano della salute non esistono particolari controindicazioni all’esposizione solare, una volta terminata la fase di guarigione. Tuttavia il sole può alterarne l’aspetto estetico. “È logico proteggere il disegno con un supplemento di prodotto solare”, osserva il dermatologo, spiegando che i raggi ultravioletti possono contribuire a schiarire i colori nel tempo.

Attenzione anche alla depilazione. Esporsi al sole subito dopo aver eliminato i peli può creare problemi alla pelle, che in quel momento risulta più sensibile e vulnerabile. Irritazioni, infiammazioni e macchie cutanee sono tra le conseguenze più frequenti. Per questo gli specialisti consigliano di attendere almeno un giorno prima di prendere il sole oppure di utilizzare una protezione molto elevata.

Infine, un capitolo a parte riguarda la vitiligine. Se in passato si consigliava quasi sempre una schermatura totale, oggi gli approcci sono più personalizzati. Secondo Andrea Paro Vidolin, un’esposizione controllata può persino offrire benefici. “La strategia migliore è mettere una crema 50 sulla cute normalmente pigmentata e una crema di media protezione sulla chiazza di vitiligine”, spiega, sempre evitando le ore più calde della giornata e seguendo le indicazioni del proprio dermatologo.

Il sole fa bene all’umore e alla salute, ma va vissuto con intelligenza. Crema solare, cappello, occhiali da sole e buon senso restano gli alleati indispensabili per tutta la famiglia.

Meno sale a tavola e più salute 

Giu 23
Scritto da Annamaria avatar

Il sale è un ingrediente presente ogni giorno sulle nostre tavole, ma spesso ne consumiamo molto più del necessario senza rendercene conto. Non si trova solo nella saliera: è nascosto anche in pane, snack, salumi, formaggi, piatti pronti e molti altri alimenti di uso comune. Per questo è importante imparare a limitarne il consumo fin dall’infanzia, educando i bambini a gusti più naturali e meno dipendenti dai sapori troppo sapidi. Il diktat deve essere: meno sale a tavola e più salute.

close up of male hands seasoning food by salt mill

Secondo gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, ridurre il sale nell’alimentazione è fondamentale per prevenire l’ipertensione arteriosa, le malattie cardiovascolari e altre condizioni che possono compromettere la salute nel lungo periodo, come alcune forme di tumore, le patologie renali e l’osteoporosi. Le buone abitudini si imparano da piccoli. Un bambino abituato a mangiare cibi poco salati sarà più portato, anche da adulto, a seguire uno stile alimentare equilibrato. La buona notizia è che ridurre il sale non significa rinunciare al gusto. Bastano piccoli accorgimenti quotidiani per fare una grande differenza.

Ecco cinque consigli pratici da mettere subito in tavola.

1. Sì a spezie ed erbe aromatiche

Rosmarino, basilico, origano, prezzemolo, salvia, timo, ma anche aglio e succo di limone: sono alleati preziosi per insaporire i piatti in modo naturale. Aiutano a rendere più gustose carne, pesce, verdure e legumi senza bisogno di aggiungere sale.

2. Preferite alimenti freschi

Legumi e verdure in scatola spesso contengono elevate quantità di sale utilizzato come conservante. Se li acquistate confezionati, ricordate di scolarli e sciacquarli accuratamente sotto l’acqua corrente. Quando possibile, meglio scegliere prodotti freschi o secchi.

3. Leggete sempre le etichette

Al supermercato è utile dedicare qualche secondo alla lettura delle confezioni. Confrontare i valori nutrizionali permette di scegliere i prodotti con un contenuto di sodio più basso, riducendo così il consumo quotidiano di sale senza grandi sacrifici.

4. Riducete gradualmente il sale in cucina

Il palato si abitua poco alla volta. Provate a diminuire la quantità di sale che utilizzate per condire pasta, verdure e secondi piatti. Dopo qualche settimana tutta la famiglia percepirà meno la differenza e apprezzerà maggiormente i sapori autentici degli alimenti.

5. Niente saliera a tavola

Un gesto semplice ma efficace: evitare di tenere la saliera e le salse pronte a disposizione durante i pasti. Se il sale non è immediatamente disponibile, sarà meno facile aggiungerlo automaticamente ai piatti.

Insegnare ai bambini a mangiare con meno sale significa regalare loro un’abitudine preziosa che li accompagnerà per tutta la vita, aiutandoli a crescere in modo più sano e consapevole.