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Vitamina D importante anche in inverno

Feb 15
Scritto da Annamaria avatar

La vitamina D è importante anche in inverno, quando stare al sole è decisamente più complicato. Serve agli adulti e ai bambini, pure in gravidanza è essenziale.

vitamina d importante anche in inverno

Dà una mano alla crescita dei bambini, aiuta la conservazione del tessuto osseo negli adulti e la stimolazione del sistema immunitario. “Ha anche un ruolo neuro protettivo ed è coinvolta nella sintesi della serotonina, l’ormone del benessere”, spiega Gaia Gottardi, biologa, nutrizionista a La Gazzetta dello Sport. “La vitamina D viene sintetizzata dalla pelle sotto l’effetto dell’esposizione ai raggi UVB e il sole è raro in inverno. La carenza di vitamina D è quindi spesso la causa del diffuso calo del tono dell’umore in inverno. Carenze ripetute favoriscono l’osteoporosi e l’indebolimento del sistema immunitario”.

Importante anche in inverno, la vitamina D è irrinunciabile. L’esperta spiega: “Per rimediare a questo è bene esporre le mani, le braccia e il viso al minimo raggio di sole. Se questi momenti diventano troppo rari, l’alimentazione può consentire di aumentare l’assunzione senza sostituirsi del tutto. Non bisogna fare affidamento solo al cibo per combattere una carenza, ma prestare attenzione a ciò che si mangia può aiutare.  La vitamina D si trova nei pesci grassi come il salmone, le aringhe e il tonno, nei latticini, nell’olio di fegato di merluzzo, in alcuni funghi come gli shiitake e nelle uova”.

“La vitamina D3, quella sintetizzata dalla pelle, può essere assunta anche sotto forma di integratori alimentari, in fiale o capsule”, precisa Gaia Gottardi. 

“La carenza di questa vitamina è associata a un rischio maggiore di fratture e fragilità ossea, soprattutto a livello del femore, e rende essenziale mantenerne livelli ottimali. Anche situazioni di debolezza e dolori muscolari possono ricondurre a un’insufficienza di vitamina D. Svariati studi confermano migliori performance in sportivi che si espongono spesso al sole, rispetto a chi non si espone a sufficienza. La vitamina D aumenta la forza, l’attività dei muscoli e rallenta la perdita di massa muscolare, fenomeno che avviene a causa dell’invecchiamento del corpo. Buoni livelli di vitamina D negli atleti di sport aerobici potrebbero ridurre la frequenza cardiaca e migliorare l’ossigenazione dei tessuti. Stabilirne livelli normali nell’atleta permette un recupero quasi immediato della cellula per la produzione di ATP, l’energia fondamentale e necessaria per la contrazione muscolare”, conclude l’esperta. E’ importante e necessaria, non dimenticatelo.

Influenza 2024

Gen 13
Scritto da Annamaria avatar

Sta raggiungendo il picco, anche gli ospedali sono pieni. Questa influenza 2024 sembra davvero molto aggressiva. I medici raccomandano il vaccino, soprattutto agli anziani e ai soggetti fragili, adulti o bambini che siano. Ma quali sono i sintomi che compaiono improvvisamente?

I sintomi dell’influenza 2024, che colpisce chiaramente le vie respiratorie, sono simili a quelli degli anni passati, anche se più violenti.

  • Febbre alta, che può raggiungere i 40°C.
  • Tosse, che può essere secca o produttiva.
  • Mal di gola.
  • Dolori muscolari e articolari.
  • Mal di testa.
  • Spossatezza.
  • Naso chiuso o che cola.
  • Congestione nasale.

A questi sintomi si possono aggiungere anche diarrea, nausea e vomito. I farmaci che possono aiutarvi a sconfiggere l’influenza, se in questo 2024 non siete riusciti a scamparla, sono i classici:

  • Antipiretici, come il paracetamolo o l’ibuprofene, che aiutano a ridurre la febbre e alleviare i dolori.
  • Decongestionanti, che aiutano a ridurre la congestione nasale.
  • Antinfiammatori, che aiutano a ridurre i dolori muscolari e articolari.

Ricordate di andare al Pronto Soccorso solo in caso di problemi gravi: contattare il vostro medico di base. Il miglior modo per  venirne fuori  è riposarsi riposo a casa. Stare al caldo e bere molta acqua per evitare la disidratazione aiuta. E’ altamente sconsigliato lavorare o, nel caso di bambini e ragazzi, andare a scuola. Oltre che fare del male a se stessi, si rischierebbe di contagiare anche gli altri. Tornare solo quando la guarigione sarà completa. Solitamente passa dopo una settimana.

Smart ring

Gen 12
Scritto da Annamaria avatar

Gli smart watch rischiano di tramontare presto. Per monitorare la salute arrivano gli smart ring, anelli in grado di tenere sotto controllo parametri vitali e raccogliere un’infinità di dati utili per salute, benessere e attività fisica.

smart ring

Gli smart ring possono essere portati 24 ore su 24. La batteria dura circa 4 giorni. Chiaramente non hanno il display. Riescono a misurare la frequenza cardiaca, la sua variabilità (HRV), i livelli di ossigeno nel sangue (SpO2) e la temperatura cutanea. Ci sono modelli che tracciano pure i cicli del sonno. 

Materiali ipoallergenici, impermeabili, gli smart ring arrivano sul mercato e possono davvero sbancare: ognuno pesa circa 5 grammi. Sono comodissimi per donne e uomini, ma persino bambini. Oura Ring, Made in Finlandia, nell’ultima versione (prezzi a partire da 329 euro) è dotato di ben 15 sensori. Fa un’analisi approfondita dello stato di benessere di chi lo porta, incluse le previsioni del giorno dell’inizio del ciclo mestruale e la qualità del sonno. Si può vedere tutto tramite un app sullo smartphone. Il Go2sleep Ring è specializzato nel monitoraggio del sonno. L’Evie Ring di Movano, d’altra parte, che si preannuncia come un potenziale dispositivo medico certificato dall’americana FDA, si concentra sulla salute femminile, tracciando aspetti come il ciclo mestruale e l’ovulazione. Il Circular Ring offre un approccio interattivo con notifiche di vibrazione per meditazioni guidate. Anche questo monitora parametri vitali come la frequenza cardiaca e i livelli di ossigeno nel sangue. 

Anche per chi desidera una gravidanza gli smart ring saranno ottimi, proprio perché facili da indossare, per nulla ingombranti e precisi nel calcolare tutto quel che riguarda il nostro corpo.

Settimana detox

Gen 02
Scritto da Annamaria avatar

Dopo le abbuffate delle feste regaliamo nuovo sprint al nostro corpo appesantito con la settimana detox per rimettere in in equilibrio il nostro organismo. Ci sono semplici regole da seguire. 

settimana detox

“Le classiche ‘abbuffate’ natalizie e di Capodanno possono comportare l’innalzamento della pressione sistolica dovuta al maggiore introito di sali e zuccheri con conseguente dilatazione dello stomaco, all’aumento momentaneo della ritenzione dei fluidi, del colesterolo e del livello degli zuccheri nel sangue. Soprattutto se i cibi che andiamo a consumare, come spesso accade durante le feste, sono ricchi di carboidrati, grassi, sale e zuccheri raffinati la prima conseguenza tangibile risulta essere, nell’immediato post-pranzo, la classica nausea con o senza mal di testa. E difficoltà digestive, comportando essenzialmente l’alterazione del metabolismo basale”, sottolinea Luigi Alberto Mazzarri, specialista in Farmacologia, all’Ansa. Ecco quindi il perché della settimana detox.

Innanzitutto la settimana detox deve iniziare prediligendo tutti gli alimenti che aiutano il processo di depurazione: carote, zenzero, curcuma, agrumi, mele, fibre, tisane, te verde in grande quantità. A colazione preferite l’avena, con frutta fresca. Per gli puntini la frutta secca è perfetta. Tornare in palestra è salutare, ma anche fare lunghe camminate. A tavola a pranzo e cena scegliere il pesce azzurro, ricco di iodio, e i pomodori, che contengono vitamina C e ferro. Bere tanto, sempre, per eliminare le tossine in eccesso: tenere una borraccia sulla scrivania e sorseggiare acqua ogni quarto d’ora è ottimo. Dare il giusto valore al sonno: dormire bene è un toccasana.

Buoni propositi del nuovo anno

Gen 01
Scritto da Annamaria avatar

E’ appena iniziato il 2024. L’1 gennaio è bene fare una lista di buoni propositi del nuovo anno, che ci facciano sentire meglio essere più sereni, rendendoci persone migliori e genitori un po’ più attenti. Perché siamo noi l’esempio dei nostri figli, il loro punto di riferimento.

E’ una lista che può diventare molto lunga quella dei buoni propositi del nuovo anno. Sono in realtà piccoli traguardi che possono riguardare noi adulti ma pure i più piccoli e, soprattutto, gli adolescenti che si incamminano verso la maggiore età.

Buoni propositi del nuovo anno:

Usare meno lo smartphone. Stare sempre col telefonino in mano ci porta a isolarci: viviano maggiormente la realtà.

Imparare a fregarsene. Le critiche, se costruttive, fanno bene, ma i giudizi netti non aiutano alcuno.

Eliminare il superfluo. Spesso siamo attaccati a cose che in realtà hanno davvero poco valore. Cerchiamo di tenere a quel che è davvero importante.

Dormire di più. Io devo farlo, ma anche mia figlia che sia per studiare, ma pure per stare con gli amici, a volte sbaglia e fa le ore piccole…

Imparare una lingua nuova: essere cittadini del mondo regala tantissima libertà.

Portare a termine i proprio progetti, tenere fisso davanti a sé l’obiettivo e non rinunciarvi per cose futili o ingenuità.

Camminare, muoversi, fare attività fisica: allunga la vita e ci mantiene in forma.

Leggere, leggere, leggere. Non solo per studio, ma per sognare e immagazinnare informazioni utili.

Contattare le persone a cui vogliamo bene che, per una qualche ragione, abbiamo momentaneamente perso, lasciandole per strada.

ùSmetterla di criticare e criticarsi: accettare anche i difetti è una grande prova.

Prendere la vita con leggerezza qualche volta, perché ridere fa bene.

Lamentarsi di meno: piangersi addosso è sbagliato. Meglio reagire.

Essere gentili con chi ci circonda e avere coraggio. Questo è diventato, personalmente, il mio mantra.

Cibi della longevità

Dic 29
Scritto da Annamaria avatar

I cibi della longevità sono quelli che ci permettono di vivere più a lungo. Da genitori attenti dovremmo adottarli nella nostra dieta per il nostro completo benessere. Karen Cummings-Palmer, nutrizionista e specialista in ageless beauty, gestione dell’età e del peso, ne ha menzionati 6 a Vogue.

I cibi della longevità consigliati dall’esperta sono: i frutti di bosco, le nozi e i semi, le verdure a foglia verde, i funghi, il matcha, la curcuma.

cibi della longevita

Karen Cummings-Palmer ne spiega, uno a uno i benefici. Ecco perché ogni giorno dovremmo mangiare questi cibi della longevità.

“I frutti di bosco, e in particolare i mirtilli, sono in cima alla mia lista dei dei cibi della longevità – chiarisce la nutrizionista – Ricchi di vitamine A, C, K e di minerali come il manganese, i frutti di bosco favoriscono la salute della pelle, delle ossa, del cuore e del cervello. Hanno un sapore naturalmente dolce anche se sono poveri di zuccheri, e sono facilmente reperibili e versatili. Suggerisco di acquistarli possibilmente biologici, di congelarli, e di aggiungerne una manciata generosa a un frullato, qualche giorno alla settimana”.

“Le noci (mandorle, nocciole, noci, anacardi, pistacchi, noci di macadamia e del Brasile) e i semi (come quelli di zucca o di girasole), ricchi di Omega 3, fibre, calcio, magnesio e zinco, sono una portentosa fonte di energia nutrizionale benefica per la salute della pelle fino a quella del cervello, da incorporare in qualsiasi dieta: gustate una piccola manciata di noci crude, e cospargete i semi su zuppe, stufati e insalate; o tostateli leggermente con un po’ di olio d’oliva e una spolverata di sale dell’Himalaya, per una deliziosa alternativa agli snack industrializzati normalmente serviti con i drink”, continua l’esperta.

“Le verdure a foglia verde, in particolare gli spinaci e il kale (cavolo riccio), sono ottime fonti di luteina e zeaxantina, antiossidanti che svolgono entrambi un ruolo fondamentale nella protezione naturale dai raggi UV; consumatele preferibilmente dopo una leggera cottura. Incoraggio i miei clienti a puntare su un piatto pieno per il 50% di una palette di cibi verdi”, sottolinea.

“I funghi sono ricchi di potenti antiossidanti, come l’ergotioneina e il glutatione. Favoriscono la rigenerazione cellulare e le funzioni cognitive, fornendo al contempo un supporto al fegato – dice Cummings-Palmer – Sono un ingrediente versatile da incorporare nella dieta tre o quattro volte alla settimana. Provate i funghi portobello in una frittata, e assumete i funghi Reishi in forma di integratore, per esempio. Come gli esseri umani, i funghi hanno la capacità di assorbire la vitamina D dal sole, quindi esporre i funghi alla luce solare per almeno trenta minuti è un ottimo modo per sostenere la salute delle ossa, senza compromettere la salute della pelle”.

“Il Matcha è ricco di antiossidanti, e di un composto chiamato EGCG, un flavonoide che aiuta a prevenire i danni cellulari. I superpoteri del Matcha risiedono anche nelle sue molecole vegetali. Una volta digerite, aumentano la nostra capacità di combattere le malattie e i segni negativi dell’invecchiamento. Incoraggio i miei clienti a bere una o due tazze di Matcha al giorno”, dichiara la nutrizionista.

“La curcuma, ricca di curcumina, è un potente antinfiammatorio e antiossidante in grado di fornire una protezione cellulare vitale, e di alleviare le affezioni respiratorie. Combinate questa spezia con un po’ di olio di cocco e una macinata di pepe nero per massimizzare la biodisponibilità.  Abbinata a zenzero, cannella e latte di cocco, la curcuma è anche un’ottima base per stufati riscaldanti. E aggiungete la radice di curcuma fresca, insieme a un po’ di zenzero e succo di limone, nel vostro frullato preferito”, conclude Cummings-Palmer.

Come sopravvivere alle abbuffate natalizie

Dic 22
Scritto da Annamaria avatar

Le feste sono praticamente arrivate. Come sopravvivere alle abbuffate natalizie? La Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) ha preparato, con il supporto del dott. Umberto Scognamiglio, membro del Consiglio Direttivo SINU e Primo Ricercatore CREA Centro di ricerca alimenti e nutrizione, alcuni suggerimenti utili per sapere esattamente come sopravvivere alle feste natalizie e alle relative abbuffate senza stress e sensi di colpa per la overdose di cibo.

Christmas new year dinner group concept

Ecco qui di seguito i consigli della SIMU. Se volete sapere come sopravvivere alla abbufate natalizie leggeteli con attenzione.

I giorni di festa

Se contiamo i giorni realmente festivi del Natale, le date sono essenzialmente quattro: le due vigilie e i relativi Natale e Capodanno. Anche se in questi quattro giorni dovessimo “abbuffarci” come se non ci fosse più un domani, la quantità di calorie ingerite non giustificherebbe mai quei chili in eccesso che siamo soliti lamentare dopo le feste. La ragione è nel fatto che i giorni delle abbuffate hanno inizio il 24 dicembre e proseguono sino al 7 di gennaio. Le cause? Spesso acquistiamo troppo, più del dovuto! Acquistiamo scegliendo la quantità e puntando meno che alla qualità. La paura, poi, di buttare o i sensi di colpa di non sprecare fanno il resto. Allora ecco che le cene e i pranzi si moltiplicano per l’intero periodo festivo. 

Sarebbe utile, invece, alternare ai pranzi e cene “liberi” dei giorni strettamente di festa, un regime alimentare più leggero e secondo i principi della dieta mediterranea per il resto del periodo, in modo da ridurre i giorni dedicati agli eccessi e seguire una alimentazione sana ed equilibrata.

Gli acquisti

Quello degli acquisti è un terreno scivoloso. Da una parte c’è il mondo produttivo che spinge ad acquistare di più, dall’altro il tema della sostenibilità ambientale che ci sensibilizza ad evitare gli sprechi. Stando alle stime di Coldiretti, lo scorso anno gli italiani hanno speso quasi 2,7 miliardi di euro per i cibi e le bevande da portare in tavola tra la cena della vigilia e il pranzo di Natale. Con una preferenza del pesce nel menù della vigilia e a Natale una maggiore proposta di carne con bolliti, arrosti e fritti, ma anche minestre, zuppe, paste ripiene, pizze rustiche e i dolci. 

La previsione di spesa per quest’anno, sebbene condizionata da una inflazione media del 12% sui prezzi dei principali prodotti alimentari natalizi, sarà, secondo le prime stime effettuate dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, di 169,00 euro (dato pressoché invariato rispetto allo scorso anno).

Spreco alimentare

L’indagine CREA sullo spreco alimentare nelle famiglie, condotta dall’Osservatorio sulle eccedenze sui recuperi e sugli sprechi alimentari (OERSA), dichiara che il 77% delle famiglie intervistate getta via cibo. A finire nel cassonetto sono principalmente frutta, verdura e pane. 

Stando agli analisti di Ener2Crowd, quest’anno, nel periodo delle feste, si getteranno oltre 500mila tonnellate di cibo, corrispondenti a più di 80 euro per nucleo familiare: uno spreco enorme che porta anche a un’impennata del livello di inquinamento, dal momento che ogni tonnellata di rifiuti alimentari produce 4,2 tonnellate di CO2. Si calcola che circa il 5% dei cibi che compriamo durante le feste di Natale non verrà consumato e sarà buttato. 

Avere un’idea più chiara su cosa scegliamo di cucinare e soprattutto per quante persone dobbiamo preparare, ci consentirà di fare acquisti più ragionati. La classica lista delle cose da comprare è sempre una valida strategia! Poniamo attenzione alle adescanti offerte del 3×2 ed evitiamo di essere tentati dalla “gola”. Meglio a questo punto recarsi a fare la spesa dopo aver mangiato! Attenzione, inoltre, a chi ha i figli piccoli, questi ultimi spesso hanno una grande influenza sugli acquisti della famiglia, anche di cose non strettamente salutari dal punto di vista nutrizionale!

Stare a dieta o muoversi di più?

In questi giorni leggiamo moltissime proposte di diete-prenatalizie per arrivare pronti alle feste. Ci sono quelle tradizionali del digiuno, declinato in tutte le sue varianti, alle diete detossificanti, o a quelle con tisane “sgonfianti”, ma anche le più fantasiose come quella dei “sette giorni prima del Natale” o quelle dell’avvento. Una sorta di allenamento dietetico per arrivare pronti alle abbuffate natalizie. 

Forse vale la pena ricordare che il termine “dieta” si riferisce a “stile di vita” ovvero a una dieta bilanciata, combinata a uno stile di vita attivo, che preveda la pratica quotidiana di attività fisica, aiuta a mantenere un peso corporeo adeguato, permettendo una crescita più armoniosa da un punto di vista fisico e più serena da un punto di vista psicologico. Appare chiaro che i diversi tentativi di “diete” pre e post natalizie a nulla servono, se non inserite in un cambiamento delle abitudini di vita.

Più che la dieta del prima o dopo le feste, sarà importante pensare a fare più esercizio fisico e a tale scopo possono tornare utili le indicazioni contenute in questa breve tabella, che riportano alcuni esempi del tempo necessario a smaltire le calorie di alcune pietanze tipiche del periodo natalizio. 

Chilocalorie apportate da alcuni alimenti e tempo necessario per smaltirle svolgendo alcune attività

AlimentoQuantitàEnergia KcalStare in piedi inattivoCamminare velocementeAndare in bicicletta
Tortellini in brodo100 g5065h 49’ 2h 10’ 1h 26’ 
Coscio di agnello cotto al forno100 g1181h 21’ 30’20’
Fritto misto di gamberi e calamari150 g2552h 55’ 1h 5’ 43’
Cotechino con lenticchie 100 g4875h 34’ 2 h 1h 22’ 
Frutta secca 30 g1952h 14’ 49’33
Pandoro100 g4024h 36’ 1h 42’ 1h 8’ 
Panettone 100 g3373h 51’ 1h 25’ 57’
Spumante125 ml1091h 15’ 28’18’

Se aumentiamo il livello di attività fisica, otteniamo due risultati: l’aumento del dispendio energetico, ma anche lo sviluppo e il mantenimento della massa muscolare, che a sua volta aumenta il metabolismo di base.

Tra i buoni propositi per il 2024 potremmo, quindi, inserire questi importanti elementi: Ridurre i giorni di pranzi e cene, sprecare meno e muoversi di più!

Alcol: rischioso in gravidanza pure per papà

Dic 03
Scritto da Annamaria avatar

Non solo le madri, ma pure i padri devono dire stop al vino, birra, cocktail, eccetera. L’alcol è rischioso in gravidanza pure per i papà. Non va bene, anche se lo assumono loro.

alcol rischioso in gravidanza pure per papa

Il consumo eccessivo di bevande alcoliche da parte degli uomini potrebbe avere un ruolo nello sviluppo di malformazioni del feto come la sindrome feto-alcolica. E’ una ricerca a sottolinearlo. Lo studio si basa sul ruolo degli spermatozoi come portatori di una grande quantità di informazioni epigenetiche. Queste istruzioni influenzano moltissimo lo sviluppo fetale e la salute del bambino.

L’alcol è rischioso in gravidanza pure per i papà. Il fisiologo Michael Golding, professore della Texas A&M University, ha indagato sulla correlazione tra malformazioni fetali ed alcol in relazione agli uomini. “Quando si tratta di diagnosticare i bambini nati con difetti alla nascita associati al consumo di alcol, come la sindrome fetale da alcol, generalmente si prende in considerazione solo l’abitudine a consumare degli alcolici della madre. – dichiara nel suo articolo – Io e il mio team ci siamo concentrati sul suo consumo da parte dei maschi nelle settimane e nei mesi precedenti il concepimento. I nostri studi sono i primi a dimostrare che tale abitudine sia un fattore plausibile. Ma del tutto inesplorato nello sviluppo di anomalie cranio-facciali e di deficit di crescita legati all’alcol”.

Lo studio si è basato su tre difetti, osservabili alla nascita, dovuti alla sindrome alcolica fetale: anomalie facciali, tra cui occhi piccoli e malformazioni al centro del viso; crescita ridotta della testa e del cervello.

 “I nostri studi dimostrano un consumo eccessivo da parte degli uomini (più di cinque drink al giorno in una finestra di quattro ore) può determinare tutti e tre i difetti alla nascita della sindrome fetale da alcol. Prevedo che alcuni membri delle comunità mediche e scientifiche, così come l’opinione pubblica, negheranno con forza che l’alcolismo paterno sia importante. Tuttavia, finché i medici non inizieranno a chiedere al padre di parlare del suo consumo di alcol, non conosceremo mai appieno il contributo dell’esposizione paterna all’alcol ai difetti congeniti e alla salute dei bambini”, conclude l’esperto.

Se volete stare sereni, non bevete. L’alcol è rischioso in gravidanza pure per i papà.