Minestra di castagne secche
Quando arriva l’autunno, ci sono piatti che sanno subito di casa. Uno di questi è la minestra di castagne secche, una ricetta povera e antica, semplice da preparare e perfetta per le prime giornate fredde.

È una di quelle minestre che possono diventare anche un piccolo alleato delle mamme: calda, cremosa, naturalmente dolce grazie alle castagne e facile da adattare ai gusti dei bambini. Le castagne, infatti, hanno una particolarità interessante: non sono da considerare come la classica frutta secca, perché dal punto di vista nutrizionale sono soprattutto una fonte di carboidrati. Contengono inoltre fibra e sono una buona fonte di potassio. Il CREA le considera, proprio per la loro composizione, più simili a pane, pasta e patate e quindi adatte a sostituirli nell’ambito di un pasto equilibrato.
Dal punto di vista nutrizionale, le castagne apportano soprattutto carboidrati, oltre a fibra e potassio. Proprio per questo è meglio considerarle come una componente energetica del pasto, in alternativa ad altre fonti di carboidrati, e non semplicemente come un contorno.
Ecco cosa serve per 4 porzioni:
- 150 g di castagne secche
- 2 patate medie
- 2 carote
- 1 piccolo pezzetto di cipolla
- 1 costa di sedano
- 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
- circa 1 litro di acqua o brodo vegetale senza dado
- 2 cucchiai di pastina piccola, facoltativi
- un pizzico di sale, se necessario
Mettete le castagne secche in ammollo in acqua per una notte. Il giorno dopo sciacquatele bene e controllate che non siano rimasti residui della pellicina. In una pentola mettete un cucchiaio di olio extravergine e fate ammorbidire dolcemente cipolla, carota e sedano tritati. Non serve soffriggere troppo: per i bambini è meglio una base delicata. Aggiungete le patate tagliate a piccoli cubetti, le castagne e circa un litro di acqua. Coprite e lasciate cuocere a fuoco dolce fino a quando castagne e patate saranno molto morbide.
A questo punto potete scegliere la consistenza preferita dai bambini. Per i più piccoli, frullate una parte della minestra con il minipimer e poi mescolatela nuovamente: diventerà cremosa senza bisogno di aggiungere panna o altri grassi. Se piace, potete aggiungere anche qualche cucchiaio di pastina e completare la cottura. Un filo di olio extravergine a crudo e la minestra è pronta.
Domenica al parco coi bambini: giochi creativi
Dopo una settimana fatta di zaini, quaderni, esercizi e ore passate sui libri, arriva finalmente la domenica. E se il pomeriggio è ancora lungo, perché non andare coi bambini al parco? Ecco alcuni giochi creativi da fare con loro
La caccia al tesoro dei colori
Non servono oggetti da nascondere. Date ai bambini una missione: trovare nel parco qualcosa di rosso, qualcosa di giallo, qualcosa di ruvido, qualcosa di morbido, qualcosa che profuma e qualcosa che sembra fatto apposta per diventare una bacchetta magica. L’ultimo indizio può essere inventato sul momento. La regola importante? Si osserva, ma non si strappa nulla: foglie e piccoli tesori naturali si possono guardare, fotografare o raccogliere solo se già caduti e dove è consentito.
Il detective delle tracce
Chi è passato prima di noi? Un cane? Un uccellino? Un bambino con una bicicletta? Un insetto? Invitateli a cercare tracce, non necessariamente impronte: una piuma, una foglia rosicchiata, un guscio, un rametto spezzato, un piccolo sentiero nell’erba. I bambini devono inventare una teoria: “Secondo me qui è passato…” e spiegare perché. Un gioco semplicissimo che trasforma una passeggiata in un’indagine.
Il parco al contrario
Per dieci minuti bisogna fare tutto “al contrario”: camminare all’indietro dove è sicuro farlo, salutare con la mano sbagliata, cercare prima le cose piccole e poi quelle grandi, parlare usando parole che iniziano con una determinata lettera. Ovviamente niente acrobazie o movimenti rischiosi.
Inventiamo un animale impossibile
Seduti su una panchina, scegliete tre caratteristiche viste nel parco. “Ha le orecchie di un coniglio, le zampe di un gatto e la coda di uno scoiattolo”. Poi arriva la parte migliore: dove vive? Cosa mangia? Come si chiama? Ha paura di qualcosa? I più grandi possono disegnarlo su un piccolo taccuino portato da casa. I più piccoli possono semplicemente raccontarlo.
La storia a staffetta
Si comincia con una frase: “Una domenica pomeriggio, proprio in questo parco, successe qualcosa di stranissimo…”. Ogni componente della famiglia aggiunge una frase. Uno introduce un personaggio, un altro un problema, un altro ancora trova la soluzione. Alla fine avrete una storia completamente improvvisata e probabilmente molto più folle di qualsiasi cartone animato.
Il tramonto con la gara delle nuvole
Se il pomeriggio finisce verso sera, niente di meglio di una gara di fantasia guardando il cielo e dare un nome alla forma delle nuvole.
Dopo una settimana di scuola, compiti e impegni, il parco può diventare una pausa vera. Non serve riempire ogni minuto con attività organizzate. A volte basta lasciare ai bambini un po’ di spazio per annoiarsi, osservare, inventare e correre dietro a un’idea.
Crostata di lamponi
Profumata, colorata e irresistibilmente buona: la crostata di lamponi è uno di quei dolci semplici che mettono tutti d’accordo. Perfetta per la colazione, la merenda o per concludere una cena in famiglia, conquista grandi e piccini. Prepararla è davvero facile. I bambini possono divertirsi a impastare, decorare la superficie e, soprattutto, sistemare i frutti uno accanto all’altro. Si possono utilizzare lamponi freschi, quando sono di stagione, oppure quelli surgelati. Ecco cosa serve. Ingredienti

Per la pasta frolla:
- 300 grammi di farina
- 150 grammi di burro freddo
- 120 grammi di zucchero
- 1 uovo intero
- 1 tuorlo
- la scorza grattugiata di mezzo limone non trattato
- 1 pizzico di sale
Per il ripieno:
- 250 grammi di marmellata di lamponi
- 200 grammi di lamponi freschi
- zucchero a velo per decorare
Per prima cosa prepariamo la pasta frolla. Versiamo la farina su un piano di lavoro e aggiungiamo il burro freddo tagliato a pezzetti. Lavoriamo velocemente con le mani fino a ottenere un composto sabbioso.Aggiungiamo lo zucchero, l’uovo, il tuorlo, la scorza di limone e un pizzico di sale. Impastiamo fino a ottenere un panetto liscio e compatto.Avvolgiamolo nella pellicola e lasciamolo riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Trascorso il tempo necessario, prendiamo circa due terzi della pasta frolla e stendiamola con un mattarello. Sistemiamola in uno stampo per crostate precedentemente imburrato e infarinato, eliminando la pasta in eccesso dai bordi. Bucherelliamo il fondo con una forchetta e distribuiamo sopra la marmellata di lamponi. Con la pasta rimasta possiamo realizzare le classiche strisce da sistemare sulla superficie oppure divertirci con formine a cuore, stelle o fiorellini per dei biscotti.
Cuociamo in forno statico preriscaldato a 180 gradi per circa 35-40 minuti, fino a quando la superficie risulterà dorata. Lasciamo raffreddare completamente la crostata prima di decorarla con i lamponi freschi e una leggera spolverata di zucchero a velo. Distribuiamo sulla superficie i lamponi freschi, sistemandoli uno accanto all’altro fino a ricoprire tutta la crostata
Per una versione ancora più irresistibile, sotto la marmellata si può aggiungere un sottile strato di crema pasticcera. Il risultato sarà una crostata morbida e cremosa.Per rendere i lamponi ancora più lucidi e invitanti si può spennellare delicatamente la frutta con un velo di gelatina per dolci oppure con poca marmellata di lamponi leggermente scaldata e diluita con un cucchiaino d’acqua.
La regola ABCDE
Prendersi cura della pelle è un gesto importante a ogni età. D’estate, complice una maggiore esposizione al sole, è ancora più utile imparare a osservare nei e macchie cutanee, sia nei grandi che nei bambini. Non significa allarmarsi, ma conoscere il proprio corpo e sapere quando è il momento di chiedere il parere di uno specialista. A spiegare la regola ABCDE, ossia come orientarsi nell’autoesame della pelle, è Rossana Berardi, ordinario di Oncologia all’Università Politecnica delle Marche, direttrice della Clinica oncologica dell’AOU delle Marche e presidente eletta dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), in dichiarazioni rilasciate all’Adnkronos Salute.

La prevenzione passa anche dall’osservazione. Controllare periodicamente la pelle permette di accorgersi di eventuali cambiamenti e intervenire tempestivamente se qualcosa appare diverso dal solito. Questo vale anche per i bambini. Sebbene il melanoma in età pediatrica sia raro, è comunque una buona abitudine che i genitori imparino a osservare i nei dei figli, soprattutto dopo l’estate o se in famiglia sono presenti precedenti di tumori della pelle.
Per rendere più facile l’autoesame, i dermatologi utilizzano la regola ABCDE, uno strumento pratico che aiuta a riconoscere eventuali segnali da non sottovalutare.
A come Asimmetria
Se dividendo idealmente un neo a metà, le due parti risultano molto diverse tra loro, è opportuno farlo controllare.
B come Bordi
Un neo con contorni irregolari, frastagliati o poco definiti merita attenzione, mentre normalmente i bordi sono lisci e regolari.
C come Colore
Un colore uniforme è generalmente rassicurante. Se invece nello stesso neo sono presenti diverse tonalità di marrone, nero, rosso, bianco o altri colori, è consigliabile una visita dermatologica.
D come Diametro
I nei con un diametro superiore ai 6 millimetri vanno osservati con particolare attenzione. Anche lesioni più piccole, però, possono richiedere un controllo se cambiano nel tempo.
E come Evoluzione
È forse il parametro più importante. Qualsiasi cambiamento nella forma, nelle dimensioni, nel colore oppure la comparsa di prurito, sanguinamento o altri sintomi rappresenta un motivo valido per rivolgersi al dermatologo.
Come sottolinea Rossana Berardi, è bene consultare uno specialista quando compare una nuova lesione cutanea, una ferita che non guarisce, un’area della pelle che sanguina o forma ripetutamente una crosta, oppure quando un neo cambia aspetto. L’esperta ricorda inoltre che anche un solo criterio della regola ABCDE è sufficiente per richiedere una visita dermatologica. Questo non significa che si tratti necessariamente di qualcosa di grave: nella maggior parte dei casi la lesione risulterà benigna, ma solo la valutazione dello specialista può confermarlo con certezza.
Così come si insegna ai figli a lavarsi i denti o a usare la crema solare, anche osservare la propria pelle può diventare una sana abitudine familiare. Dopo una giornata al mare o durante il bagnetto serale, basta qualche minuto per dare un’occhiata ai nei dei più piccoli, senza ansia ma con attenzione. La prevenzione non richiede gesti complicati.
Ferragosto in famiglia
Ferragosto è una di quelle feste che sanno di estate piena, risate, tavolate all’aperto e giornate da vivere senza guardare l’orologio. Ma quando ci sono bambini, la domanda è sempre la stessa: come trascorrere il weekend di Ferragosto senza sentirsi dire ogni cinque minuti “Mi annoio”? La buona notizia è che non servono grandi viaggi o programmi costosi. In famiglia, basta scegliere attività semplici, adatte all’età dei più piccoli, e trasformare anche una giornata normale in un ricordo speciale.
Al mare
La spiaggia offre tantissime possibilità oltre al classico bagno. Organizzate una caccia ai tesori naturali chiedendo ai bambini di trovare conchiglie di forme diverse, sassolini particolari o legnetti levigati dal mare. Potete poi usarli per creare un piccolo collage una volta tornati a casa. Divertente anche costruire castelli di sabbia sempre più elaborati, scavare canali, inventare percorsi con secchielli e palette o sfidarsi a chi realizza la torre più alta. Quando il sole è troppo forte, è il momento perfetto per leggere un libro all’ombra dell’ombrellone o giocare a carte in famiglia.
In montagna
Boschi, prati e sentieri diventano un’enorme palestra naturale. Una passeggiata facile permette ai bambini di osservare farfalle, fiori, insetti e magari qualche animale. Portate con voi una lente d’ingrandimento e trasformate tutto in una piccola esplorazione scientifica. I più piccoli adorano anche raccogliere foglie, pigne e rametti per realizzare, una volta rientrati, lavoretti creativi. E se trovate un prato abbastanza grande, via libera a pallone, frisbee, aquilone o semplicemente a una corsa tutti insieme.
In campagna
La campagna invita a rallentare. Un picnic sotto un albero è già di per sé una festa. Aggiungete qualche gioco tradizionale come il tiro alla fune, la corsa nei sacchi o una caccia al tesoro e il divertimento è assicurato. Anche preparare insieme una merenda utilizzando frutta fresca di stagione può diventare un’attività educativa oltre che gustosa. La sera, se il cielo è limpido, stendete una coperta sul prato e osservate le stelle: i bambini ne resteranno affascinati.
In città
Anche chi non parte può vivere un Ferragosto speciale. Le prime ore del mattino sono perfette per visitare un parco cittadino, fare un giro in bicicletta o organizzare una colazione all’aperto. Nelle ore più calde meglio rifugiarsi in casa con attività creative. Si possono preparare biscotti insieme, costruire un teatro delle marionette, dipingere con le tempere o realizzare decorazioni estive usando cartoncini colorati. Nel tardo pomeriggio, quando il caldo diminuisce, una passeggiata con un gelato o una visita a un museo per bambini possono diventare un’ottima alternativa.
Giochi da fare ovunque
Ci sono attività che funzionano in qualsiasi luogo. Provate il classico gioco “Indovina cosa sono”, il mimo, il karaoke, una gara fotografica in cui ogni componente della famiglia deve immortalare il dettaglio più bello della giornata oppure un quiz dedicato all’estate. Anche raccontare storie inventate a turno è un modo divertente per stimolare fantasia e creatività. Ci sono altre mille idee per divertirsi, basta stare tutti insieme.
Zanzare più resistenti? Come proteggersi
L’estate significa giornate all’aria aperta, giochi in giardino, cene sul terrazzo e vacanze. Ma significa anche zanzare. E quest’anno l’attenzione è ancora più alta: alcuni studi e osservazioni degli esperti segnalano che, in diverse aree del mondo, alcune popolazioni di zanzare stanno sviluppando una maggiore resistenza a determinati principi attivi contenuti nei repellenti. Un motivo in più per non affidarsi a un solo rimedio, ma adottare una strategia completa, soprattutto quando in casa ci sono bambini.Il caldo intenso, inoltre, favorisce la proliferazione di questi insetti: temperature elevate e ristagni d’acqua, anche minimi, rappresentano l’habitat ideale per la loro riproduzione. Zanzare sempre più resistenti? Ecco come proteggersi.

Le zanzare vengono attirate dal calore corporeo, dall’anidride carbonica che espiriamo e persino dal sudore. Con temperature oltre i 35 gradi è quindi normale essere ancora più “appetibili”. Per limitare il rischio è utile fare una doccia dopo aver sudato, evitare profumi molto intensi e indossare abiti leggeri ma che coprano il più possibile braccia e gambe nelle ore serali.
Attenzione ai ristagni d’acqua. Basta pochissima acqua per permettere alle zanzare di deporre le uova. Controllate quindi regolarmente:
- sottovasi;
- secchi e annaffiatoi;
- giochi lasciati in giardino;
- piscine gonfiabili non utilizzate;
- grondaie e tombini.
Eliminare i ristagni è uno dei sistemi più efficaci per ridurre il numero di zanzare.
Quale repellente scegliere per i bambini? Per i più piccoli è importante utilizzare solo prodotti adatti all’età e seguire sempre le indicazioni riportate in etichetta. I repellenti non vanno mai spruzzati direttamente su occhi, bocca, mani o pelle irritata. Nei bambini è preferibile applicarli prima sulle mani dell’adulto e poi distribuirli delicatamente sulla pelle esposta. Nei neonati molto piccoli la strategia migliore resta quella fisica: zanzariere su carrozzina e lettino, ambienti ben protetti e abbigliamento leggero ma coprente.
Le zanzariere restano un’arma imbattibile. Se alcuni insetti diventano più resistenti ai prodotti chimici, la barriera fisica continua a funzionare. Le zanzariere alle finestre, quelle per passeggini e culle e i teli protettivi sono ancora oggi tra i sistemi più efficaci, soprattutto durante la notte.
Come vestirsi quando fa caldissimo
Con il caldo si tende a lasciare scoperta la pelle, ma qualche piccolo accorgimento può fare la differenza. Meglio scegliere tessuti naturali, traspiranti e dai colori chiari. Le zanzare sembrano infatti essere maggiormente attratte dagli abiti scuri, che trattengono anche più calore.
E gli oli essenziali? Citronella, eucalipto citronato e geranio possono aiutare ad allontanare gli insetti in alcune situazioni, ma non garantiscono una protezione paragonabile ai repellenti registrati, soprattutto nelle zone dove le zanzare sono numerose. Nei bambini molto piccoli gli oli essenziali vanno comunque usati con prudenza e mai direttamente sulla pelle senza il parere del pediatra.
Le zanzare sono particolarmente attive all’alba e al tramonto. Se possibile, è meglio evitare di far giocare i bambini in giardino proprio in queste fasce orarie oppure proteggerli con abiti adeguati e repellenti.
Dopo una puntura, la prima regola è evitare che il bambino si gratti, perché il rischio è quello di provocare piccole ferite e favorire infezioni. Un impacco fresco può alleviare il prurito. Se invece compaiono gonfiore importante, febbre, difficoltà respiratorie o reazioni estese, è necessario contattare subito il pediatra.
Kofta di pollo
Croccanti fuori, morbide dentro e ricche di gusto. Le kofta di pollo sono una ricetta ispirata alla tradizione mediorientale che può diventare un’ottima alternativa alle classiche polpette. La versione per i bambini è più delicata, con poche spezie e ingredienti semplici, ma mantiene tutto il sapore di un piatto sano, divertente e nutriente. Perfette per una cena estiva, un picnic o anche da infilare nella schiscetta per una gita, piacciono perché si mangiano con le mani e si possono accompagnare con tante salse leggere e verdure fresche.

Le kofta sono speciali perché uniscono proteine nobili, aromi delicati e una consistenza molto morbida, ideale anche per i più piccoli. Il pollo è una carne magra, facilmente digeribile e ricca di proteine, indispensabili per la crescita. Aggiungendo erbe aromatiche e un pizzico di spezie leggere si abitua il palato dei bambini a nuovi sapori senza risultare troppo intensi. Inoltre possono essere cotte al forno o in friggitrice ad aria, risultando leggere ma gustose. Ecco cosa serve per prepararle per una famiglia di 4 persone:
- 500 g di macinato di pollo
- 1 uovo
- 3 cucchiai di pangrattato
- 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
- 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
- qualche fogliolina di menta fresca (facoltativa)
- mezzo cucchiaino di paprika dolce
- un pizzico di cumino (facoltativo, in piccolissima quantità)
- sale q.b.
- olio extravergine d’oliva
Mescolate il macinato con l’uovo, il parmigiano, il pangrattato e le erbe aromatiche. Aggiungete la paprika dolce e, se i bambini sono già abituati a sapori nuovi, una punta di cumino. Impastate fino a ottenere un composto omogeneo. Con le mani leggermente inumidite formate dei cilindri, le classiche kofta, oppure delle piccole polpettine se i bambini sono molto piccoli. Disponetele su una teglia rivestita con carta forno, spennellatele con poco olio e cuocetele a 180°C per circa 20-25 minuti, girandole a metà cottura. In alternativa si possono preparare in friggitrice ad aria a 180°C per 15-18 minuti.
Le kofta di pollo si sposano benissimo con riso basmati, cous cous, pomodorini e cetrioli, carote crude a bastoncino, yogurt greco con un po’ di limone ed erba cipollina come salsa. Per i bambini più piccoli possono essere servite semplicemente con purè di patate o verdure cotte.
Crisi ipotensiva in estate
Il caldo intenso di questi giorni può mettere a dura prova l’organismo, soprattutto quello dei bambini, degli anziani e dei genitori che trascorrono molte ore sotto il sole. Tra i disturbi più frequenti c’è la crisi ipotensiva in estate, un improvviso calo della pressione che può provocare debolezza, capogiri e persino svenimenti. A parlarne è l’infettivologo Matteo Bassetti, che nei giorni scorsi ha raccontato sui social di aver vissuto personalmente un episodio di ipotensione. “Avevo giramenti di testa, mi sentivo veramente fiacco, molle, non riuscivo davvero a fare niente”, ha spiegato, cogliendo l’occasione per ricordare quanto sia importante riconoscere i segnali e intervenire subito.

Secondo Bassetti, durante l’estate il principale responsabile è il caldo: “Principalmente dalla vasodilatazione periferica indotta dal caldo e dalla perdita di liquidi e sali minerali attraverso la sudorazione”. Quando le temperature sono elevate, infatti, i vasi sanguigni si dilatano per disperdere il calore corporeo. Se a questo si aggiungono sudorazione abbondante e una scarsa idratazione, la pressione può abbassarsi rapidamente.
Anche se la crisi ipotensiva è più frequente negli adulti e in chi assume farmaci per l’ipertensione, i bambini possono accusare malesseri legati al caldo, soprattutto dopo molte ore trascorse al sole, attività fisica intensa o se bevono troppo poco. I segnali da non sottovalutare sono:
- pallore improvviso;
- debolezza;
- capogiri;
- nausea;
- sonnolenza;
- vista offuscata;
- difficoltà a stare in piedi;
- svenimento.
Se il bambino manifesta questi sintomi, è importante spostarlo subito in un luogo fresco e chiedere assistenza medica se il malessere non migliora rapidamente.
L’infettivologo ricorda che è fondamentale intervenire tempestivamente: “Riconoscere i segnali d’allarme e agire tempestivamente è fondamentale per evitare giramenti di testa, svenimenti e cadute traumatiche”. In caso di lieve crisi ipotensiva è consigliabile: far sdraiare la persona in un luogo fresco e ventilato; sollevare leggermente le gambe; offrire acqua a piccoli sorsi, se è vigile; allentare eventuali indumenti stretti; evitare di rialzarsi bruscamente. Se compare una perdita di coscienza, il malessere persiste o i sintomi sono importanti, è necessario contattare immediatamente il medico o il 112.
Secondo Bassetti, la prevenzione parte da piccoli gesti quotidiani. Bere prima di avere sete: “Bevi almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, anticipando lo stimolo della sete”. Per i bambini significa offrire acqua frequentemente, anche quando non la chiedono, soprattutto durante il gioco o in spiaggia. Scegliere pasti leggeri Meglio preferire pasti piccoli e frequenti. Bassetti consiglia di evitare “digestioni lunghe e pasti ricchi di carboidrati, che causano ipotensione post-prandiale” e di consumare frutta e verdura ricche di potassio e magnesio, come banane e albicocche. Tra le 11 e le 16 è preferibile evitare l’esposizione diretta al sole, soprattutto con i più piccoli. Il medico invita anche a dire “no ad alcol e calore estremo”, evitando saune, bagni turchi e lunghe esposizioni nelle ore centrali della giornata.
Anche un gesto semplice può fare la differenza. “Passa dalla posizione sdraiata a quella eretta per gradi, soffermandoti qualche istante seduto”, raccomanda Bassetti. Tra i rimedi fai-da-te ce n’è uno molto diffuso che, secondo l’infettivologo, non è la soluzione: “Non fare l’errore di prendere acqua e zucchero”. Molto meglio reintegrare correttamente liquidi e sali minerali seguendo le indicazioni del proprio medico, soprattutto nei soggetti più fragili.

Scritto da Annamaria e postato in