Proteggi il tuo bambino
La Società Italiana di Pediatria (SIP) e la Società Italiana di Neonatologia (SIN) presentano la seconda edizione dell’opuscolo “Proteggi il tuo bambino – Non è mai troppo presto”, uno strumento pratico, aggiornato e di facile consultazione che accompagna i genitori nelle scelte di prevenzione e vaccinazione nei primi anni di vita.

L’opuscolo, scaricabile gratuitamente, nasce con un duplice obiettivo: fornire informazioni affidabili e comprensibili sulle malattie prevenibili e sul calendario vaccinale e, al tempo stesso, contrastare la disinformazione e le fake news, sempre più diffuse soprattutto sui social media e nel web.
Per favorire l’accesso a tutte le famiglie che vivono in Italia, il materiale è stato tradotto in sette lingue (cinese, filippino, inglese, russo, spagnolo, ucraino e arabo), così da garantire anche ai genitori di origine straniera la possibilità di informarsi correttamente e compiere scelte consapevoli in materia di salute e prevenzione.
Un impegno contro le fake news
L’introduzione all’opuscolo si rivolge direttamente ai genitori sottolineando come il pediatra resti la figura di riferimento per la salute del bambino, in particolare nella prevenzione delle malattie infettive attraverso gli anticorpi e i vaccini. Il documento evidenzia inoltre la necessità di non abbassare la guardia: la ridotta percezione della gravità di alcune infezioni, proprio grazie al successo dei vaccini, rischia di alimentare falsi miti e sfiducia, mentre una corretta e trasparente informazione deve essere la base di ogni decisione genitoriale.
“Con questa seconda edizione dell’opuscolo – dichiara il Presidente della Società Italiana di Pediatria Rino Agostiniani – vogliamo dare un messaggio chiaro: la salute dei bambini si difende con le conoscenze scientifiche, non con le fake news. Offrire strumenti informativi semplici, tradotti in più lingue e liberamente accessibili significa aiutare i genitori a scegliere consapevolmente, affidandosi a pediatri, neonatologi e ai canali istituzionali, e non alle fonti prive di fondamento che circolano online“.
“Proteggere da infezioni potenzialmente gravi significa dare sin dai primi giorni di vita la possibilità di crescere sani e sicuri”, prosegue il Presidente della Società Italiana di Neonatologia Massimo Agosti. “Con questo opuscolo vogliamo dire alle famiglie che non sono sole: i neonatologi e i pediatri sono al loro fianco, per offrire sicurezza, fiducia e conoscenze basate sulla scienza, mai sulla paura. Le prime epoche di vita sono un tempo prezioso e delicato e, grazie a strumenti semplici e chiari come questo opuscolo, vogliamo accompagnare ogni genitore nelle scelte di prevenzione e vaccinazione, perché la salute del bambino si costruisce insieme, con responsabilità e attenzione.”
Il documento “Proteggi il tuo bambino – Non è mai troppo presto” è disponibile gratuitamente sui siti ufficiali della Società Italiana di Pediatria e della Società Italiana di Neonatologia.
Dopo le vacanze niente detox
Le vacanze sono finite e con loro anche gli aperitivi infiniti, le cene al chiaro di luna e quei “tanto ci penso a settembre” che hanno riempito i nostri piatti. Ma al rientro la domanda è sempre la stessa: come si riparte senza sensi di colpa? La risposta arriva da Sara Olivieri, dietista e divulgatrice da oltre 200mila follower su Instagram, dove con il suo profilo ironico e fuori dagli schemi “Inizio lunedì” smonta i falsi miti del benessere. Dice chiaramente una cosa: dopo le vacanze, niente detox.
Intervistata da Leggo, Olivieri mette subito le cose in chiaro: niente punizioni, niente digiuni, niente “detox” a base di beveroni miracolosi. “La prima cosa da dire è che non si tratta di ‘riparare’ o ‘compensare’, ma semplicemente di riprendere le proprie abitudini. Non serve mettersi a stecchetto o vivere a verdure bollite. Anzi, dopo un periodo ricco di cibo, spesso anche disordinato, il corpo stesso tende a richiedere cibi più semplici: più acqua, più verdure, pasti regolari. Bisogna solo rientrare in ascolto di sé, senza drammi”.
Altro che succhi verdi e tisane dai poteri miracolosi: “Il corpo non è mai ‘intossicato’ nel senso in cui ci fanno credere certe pubblicità. Fegato e reni sono organi perfetti, se li lasciamo lavorare in pace”, chiarisce la dietista. Il segreto sta nel tornare alla normalità: “Mangiare con varietà e regolarità, senza eccessi. Aggiungendo idratazione, sonno e un po’ di movimento, il corpo si riequilibra da solo”.
La dieta in alcuni periodi ci assilla: “Viviamo in una società che alterna abbuffate e punizioni, senza mai fermarsi nel mezzo. E poi siamo impazienti: vogliamo risultati immediati, anche quando sappiamo che non funzionano. Ma il dimagrimento non è un ordine Amazon: non arriva tutto il giorno dopo. Bisogna accettare che serve tempo. Quando smetti di cercare scorciatoie, smetti anche di sentirti in colpa ogni volta che ‘sgarri’. Se ti concentri su azioni quotidiane semplici e sostenibili, i risultati arrivano davvero. Non in due giorni, ma arrivano. E durano di più”.
Ecco la sua ricetta benessere: “Inizia da cose piccole. Bevi più acqua, fai una spesa sensata, organizza i pasti con un minimo di anticipo. Non serve rivoluzionare tutto. E se ieri hai mangiato una pizza, non è un problema: non serve ‘recuperare’, serve solo continuare. Il benessere non si misura in giorni perfetti, ma in settimane in cui stai bene, nel corpo e nella testa”. Come spesso accade è l’equilibrio a fare la differenza.
Vademecum forma perfetta
Mamme e non, papà e non, com le vacanze della bella stagione arriva pure il terrore della prova costume. Il vademecum per la forma perfetta lo regala un esperto, il professor Giuseppe Falati.

Il direttore scientifico dell’Osservatorio Nestlé e presidente di Italian Obesity Network spiega: “Prendersi cura del proprio corpo è una decisione saggia che deve essere presa ogni giorno. In vista delle vacanze, per lo più quelle estive, si sa che la voglia di essere in forma cresce a dismisura. Già in passato si parlava di ossessione da palestra in Italia al ridosso delle cosiddette ‘summer holidays’. Mi sento di affermare che, per arrivare a certi tipi di risultati, serve sicuramente tanto lavoro e, allo stesso tempo, consigli da parte di professionisti qualificati!”.
“Solo in questo modo sarà possibile tramutare questa tanto chiacchierata ossessione in un’abitudine e persino in un piacere perché prendersi cura di sé non è soltanto un lavoro, ma una coccola che riserviamo a noi stessi attraverso poche, e sagge, azioni messe a terra nel quotidiano. L’obiettivo dovrebbe essere quello di andare in vacanza in buona salute intendendo per salute uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”, aggiunge.
“Siamo esseri umani, non calcolatori perfettamente razionali, condizionati da troppe informazioni contrastanti, dalla complessità della vita quotidiana, dall’inerzia e dalla limitata forza di volontà. È per questo che abbiamo bisogno di un pungolo, di una spinta gentile che ci indirizzi verso la scelta giusta”, precisa ancora. Ecco il motivo del suo vademecum forma perfetta.
Il vademecum forma perfetta
- Nessun cambiamento sostanziale del nostro fisico può avvenire in tempi brevissimi. Dimentichiamo le diete-lampo o i digiuni selvaggi: i risultati non sono soddisfacenti e accentuano il senso di frustrazione. Non diamo retta a chi ci assicura i miracoli. La dieta dimagrante ideale non esiste. I miraggi alimentari mettono in crisi il rapporto dieta/uomo che è alla base della dieta mediterranea caratterizzata dalla convivialità, dalle attività culinarie e dall’uso di prodotti tradizionali locali ecosostenibili.
- Varia la tua alimentazione e controlla le porzioni di quello che mangi: è la quantità degli alimenti che ingrassa. Non è vero che per dimagrire si devono eliminare gruppi di alimenti.
- Rispetta il piacere dell’atto alimentare. A tavola dimentica il cellulare! La dipendenza da smartphone può portare a isolamento sociale, ansia e disturbi del sonno.
- Bevi ogni giorno acqua in abbondanza e consuma più cereali integrali e legumi.
- Consuma più verdura e frutta fresca avendo cura di non esagerare con l’aggiunta di olio e sale. Un buon prodotto di stagione è saporito di per sè e non ha bisogno di tante aggiunte.
- Preferisci i grassi di condimento di origine vegetale e tra questi soprattutto olio extravergine di oliva. Limita l’uso di condimenti alternativi contenenti sale (ketchup, senape etc).
- Modera il consumo di alimenti e bevande dolci.
- Attenti alle bevande alcoliche: non è vero che dissetino ma al contrario favoriscono la disidratazione.
- Abituati a muoverti di più ogni giorno cammina, sali e scendi le scale e fai piccoli lavori domestici. Uno stile di vita attivo è essenziale ma vuol dire avere comportamenti attivi nella giornata e non solo iscriversi a corsi più o meno piacevoli. La scusa che non hai tempo per andare in palestra non regge!
- Lo stress è il nostro peggior nemico: utilizziamo le vacanze per riprendere i rapporti sociali dimenticati, guardarsi intorno e rallentare. La scusa che non abbiamo tempo non regge; è che lo utilizziamo male. Il tempo è una risorsa essenziale della nostra vita utilizziamolo al meglio. In media, spendiamo 2 ore e 23 minuti al giorno sui social media: è una spesa necessaria?
- Proviamo a leggere un libro cartaceo sfogliando le pagine, sentendo il profumo della carta e apprezzando l’oggetto libro nel suo insieme. È un’esperienza che favorisce e la possibilità di creare una connessione personale con il testo. E favorisce la nostra razionalità.
- Qualunque cosa hai deciso di fare concediti il giusto tempo, festeggia ogni progresso anche minimo e non cercare risultati impossibili. L’obiettivo non è solo la prova costume, ma sentirsi bene.
Papà al corso pre-parto
Per anni i corsi preparto sono stati considerati “una cosa da mamme”. E i padri? Per fortuna i tempi sono cambiati. Ora sono sempre di più i papà al corso pre-parto. Sono lì, al fianco della loro compagna, pronti a imparare, ascoltare, condividere.

Molti papà si immaginano annoiati al corso pre-parto, come fosse una tediosa lezione di anatomia. Ma la realtà è diversa. Si parla di emozioni, cambiamenti, legami. Si impara a leggere il linguaggio del neonato, a capire come sostenere la compagna, a gestire la fatica e i primi momenti da genitori.
Partecipare è un modo per diventare attori protagonisti della nascita, non semplici spettatori.
Essere presenti significa dimostrare attenzione, empatia. Quando si ascolta insieme un’ostetrica che parla di allattamento, o si guarda un video sulla nascita, non si crea solo competenza: si crea complicità.
Sempre più ospedali prevedono e incoraggiano non solo i papà al corso pre-parto, ma la presenza del partner durante il travaglio e il parto. Per essere davvero d’aiuto, non basta tenere la mano. Serve sapere cosa sta succedendo, come respirare insieme, quando è il momento di parlare e quando semplicemente stare lì, in silenzio e vicinanza. I corsi servono pure a questo
Anche i padri, poi, hanno le loro paure: il dolore, l’imprevisto, il sentirsi impotenti o inadeguati.
Partecipare al corso aiuta a conoscere e normalizzare molte di queste ansie. E a creare, con l’arrivo del piccolo nella vita di tutti i giorn, un legame più concreto e profondo.
Piadina con hummus e verdure croccanti
La scuola è quasi finita: ci sono le ultime interrogazioni da fare. Quando i bambini tornano dalla classe, vogliono mangiare molto velocemente. Ecco una ricetta veloce e fresca, da fare anche insieme a loro: la piadina con hummus e verdure croccanti.
Prima di tutto la ricetta dell’hummus, soprattutto se lo si vuole rosa, con aggiunta, quindi di barbabietola. Ti serve:
- 1 barbabietola cotta (circa 100 g, va benissimo quella già cotta e sottovuoto)
- 240 g di ceci già cotti (una lattina sgocciolata)
- 2 cucchiai di tahina (crema di sesamo)
- 1 spicchio d’aglio piccolo (facoltativo)
- Succo di ½ limone
- 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
- 2-3 cucchiai di acqua (per regolare la consistenza)
- Un pizzico di sale
- Facoltativo: un pizzico di cumino o paprika dolce
Taglia la barbabietola a pezzi grossolani. Metti tutti gli ingredienti nel frullatore o mixer. Frulla fino a ottenere una crema liscia e vellutata. Se è troppo densa, aggiungi un cucchiaio d’acqua alla volta. Assaggia e regola di sale, limone o spezie a piacere.
Ed ora che è pronto, si può procedere con la piadina con hummus e verdure croccanti, insieme ai piccoli…
Ingredienti (per 2 piadine):
- 2 piadine integrali o classiche (meglio se sottili e morbide)
- 100 g di hummus (classico o con barbabietola per un colore rosa!)
- 1 carota
- 1 cetriolo
- ½ peperone giallo
- 4 pomodorini
- 1 manciata di mais dolce
- Qualche foglia di lattuga o spinacino
- Un filo d’olio evo
- Facoltativo: scaglie di formaggio o cubetti di feta
Lava e asciuga le verdure. Taglia carote e cetrioli a bastoncini, i pomodorini a metà e il peperone a listarelle. I bambini possono versare il mais, lavare le foglie e disporre gli ingredienti in ciotoline come in un “buffet fai-da-te”. Lasciali spalmare uno strato generoso con un cucchiaio o una spatolina. Invitali a comporre strisce colorate con le verdure, seguendo l’ordine che vogliono. Aggiungi un filo d’olio e, se piace, un po’ di formaggio fresco. Arrotola la piadina o piegatela a metà. Buon appetito.
Educare i bambini all’ascolto
In un mondo pieno di stimoli, suoni, notifiche e parole che si accavallano, educare i bambini all’ascolto è un gesto rivoluzionario. Non si tratta solo di dire di “stare zitti” quando parla un adulto, ma di insegnare l’arte dell’attenzione, dell’empatia e della comprensione. Come fare?

Ecco qualche semplice consiglio per educare i bambini all’ascolto da mettere in pratica insieme a loro, perché siamo sempre noi grandi il loro esempio, non dimenticatelo mai.
Come educare i bambini all’ascolto:
Dai il buon esempio. I bambini imparano ascoltando come ascoltiamo. Se interrompiamo, se non prestiamo attenzione quando parlano, se rispondiamo distrattamente, è probabile che faranno lo stesso. Guardiamoli negli occhi, mettiamo via il telefono e mostriamo con i gesti che le loro parole contano.
Ascoltare non è obbedire. Un errore comune è confondere l’ascolto con l’obbedienza. Educare all’ascolto significa insegnare a capire, non solo a rispondere ai comandi. Aiutiamoli a fare domande, a esprimere dubbi, a riflettere su ciò che sentono.
Usa storie, giochi e silenzi. Leggere fiabe, inventare racconti, proporre giochi d’ascolto (come “Simon dice”) o semplicemente fare silenzio insieme per ascoltare i suoni attorno… Tutto questo sviluppa la capacità di prestare attenzione in modo attivo e consapevole.
Rallenta la comunicazione Non bombardiamo i bambini con troppe parole tutte insieme. Parliamo in modo chiaro, semplice, e lasciamo il tempo di rispondere. L’ascolto ha bisogno di pause. Anche le orecchie, come il cuore, devono poter respirare.
Valorizza ogni ascolto. Quando un bambino ti racconta qualcosa, anche se è una storia confusa o un’osservazione apparentemente banale, dagli spazio. Mostra che ascoltare porta valore, connessione, presenza.
Ascoltare è un atto d’amore. E come ogni cosa preziosa, si impara con il tempo, la pazienza e l’esempio. Educarli in questo senso significa dar loro uno strumento per comprendere sé stessi e il mondo. E rendere tutti un po’ più gentili ed educati.
Vademecum per insegnare ai bambini metodo di studio
Un metodo di studio efficace è un dono che accompagna i piccoli per tutta la vita. Ecco un ottimo vademecum per insegnare ai bambini a sviluppare buone abitudini fin dai primi anni di scuola.

Manca un mese alla fine dell’anno scolastico. Ci sono però le ultime interrogazioni. Il vademecum per insegnare ai bambini un efficace metodo di studio può essere utilissimo (soprattutto se non ci siete riusciti fono a ora…).
1. Organizzare lo Spazio e il Tempo
- Posto fisso e ordinato: creare un angolo tranquillo, con tutto il materiale a portata di mano (penne, quaderni, colori, dizionario).
- Routine regolare: stabilire un orario fisso per studiare, con pause incluse. I bambini amano la prevedibilità.
- Eliminare le distrazioni: niente TV, smartphone o tablet durante lo studio (salvo strumenti didattici).
2. Imparare a Pianificare
- Agenda o planner settimanale: per segnare i compiti, verifiche e attività extrascolastiche.
- Suddividere i compiti: aiutare il bambino a spezzare i lavori più lunghi in piccoli obiettivi.
- Partire dalle cose più semplici o brevi: per “scaldarsi” e aumentare la fiducia.
3. Leggere e Capire
- Prima lettura generale: per farsi un’idea dell’argomento.
- Seconda lettura con sottolineature (dai 7 anni in su): evidenziare parole chiave o concetti importanti.
- Spiegare a parole proprie: chiedere “Che cosa hai capito?” o “Prova a raccontarlo tu”.
4. Prendere Appunti e Fare Schemi
- Mappa concettuale o schema a colori: aiuta a visualizzare e collegare le informazioni.
- Usare simboli e disegni: perfetto per i bambini visivi o creativi.
- Parole chiave e frasi brevi: evitare il “copia e incolla” dal libro.
5. Ripetere ad Alta Voce
- Recitare come se si raccontasse una storia: stimola la memoria e l’organizzazione del pensiero.
- Fare finta di spiegare a un peluche o a un compagno: un gioco che rinforza l’apprendimento.
- Domande a risposta libera o quiz: stimolano il ragionamento, non solo la memoria.
6. Ripassare a Piccole Dosi
- Ripasso quotidiano veloce: anche 5-10 minuti bastano per fissare meglio.
- Usare il gioco e la creatività: quiz, memory, canzoncine, carte da mescolare con domande.
7. Allenare la Motivazione e l’Autonomia
- Rinforzi positivi: complimenti sinceri, piccole gratificazioni, mostrare entusiasmo.
- Coinvolgerli nella pianificazione: chiedere “Da dove vuoi iniziare oggi?”
- Accettare gli errori: aiutare il bambino a non temerli, ma a vederli come parte dell’apprendimento.
Il vademecum dà una grande mano a noi genitori, che dobbiamo essere pazienti: insegnare ai bambini un metodo di studio buono a volte non è semplice e ci vuole del tempo. Ma serve loro incoraggiamento e ascolto. Mi raccomando!
Anche i bambini hanno bisogno di meditare
Non è solo una cosa da grandi. Anche i bambini hanno bisogno di meditare. Lo dice chiaramente Simone Migliorati nel suo libro Il gioco del benessere. Il sottotitolo è: Teoria e pratica della meditazione fisiologica emotiva per i bambini. Il volume è pubblicato da Phanes Plublishing.

Il pedagogista e Trainer del Benessere dei Contesti Educativi ne è convinto: anche i bambini hanno bisogno di meditare. “La società che abbiamo costruito è fortemente strutturata sul concetto di produttività. Una persona, bambina o adulta, è, ha diritto di esistere, nella misura in cui produce. Il prodotto è qualcosa di ‘esterno a sé”’ come se il tempo che dedichiamo invece allo “stare dentro di noi” sia tempo perso, non utile. Eppure, i bimbi hanno fortemente bisogno di questa connessione che li accompagna dal momento della loro nascita, anzi, dal momento del loro concepimento”, spiega a Vanity Fair.
Migliorati chiarisce i vantaggi della pratica. Anche i bambini hanno bisogno di meditare. “Attraverso la meditazione il bimbo ha la possibilità di riappropriarsi dei propri tempi, che non sono imposti dal sistema esterno, ma sono tempistiche interne. Ancora una volta esattamente come un fiore che non osserva solo la data del calendario per manifestarsi, ma attende quel momento magico e totipotente dell’incontro tra il tempo interno e quello esterno. Un ascolto di sé profondo per un migliore ascolto del mondo circostante. Non da ultimo, meditazione significa anche imparare a soffermarsi sul sentire e sul pensare”, dice.
“Meditare significa ‘rieducare’ la mente fugace per tornare a una consapevolezza piena, presente… E poi bisogna lasciar loro il tempo di annoiarsi – aggiunge – Dal punto di vista concreto, i bimbi di oggi hanno una vita frenetica, scuola, prescuola, doposcuola, attività sportiva, scuole di musica, incontri vari, che si traducono in ‘sballottamenti’ a destra e a manca, senza avere il tempo di potersi rilassare e, perché no, anche di annoiarsi… La noia è uno stato della mente fortemente creativo e di connessione, di cui i bimbi hanno bisogno! Ci lamentiamo perché i bimbi di oggi sono agitati e stressati, ma non offriamo loro spazi e tempi per rilassarsi”.
“Per i bimbi (ma anche per gli adulti) di oggi, questo è praticamente impossibile: siamo sempre sollecitati e iperattivati e non ci diamo il tempo per ‘so-stare’, per fermarci. Ecco, l’approccio meditativo parte dall’attivazione, da giochi di corsa ed energetici, per avviarci poi verso momenti di disattivazione, seguendo proprio l’equilibrio omeostatico che il corpo agisce in maniera ottimale. Segue quindi all’attivazione una fase di ‘disattività’ fatta di centratura e di visualizzazione, per concludere con l’integrazione”.

Scritto da Annamaria e postato in