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Bonus asilo nido 2026: novità

Apr 03
Scritto da Annamaria avatar

Buone notizie per le mamme e i papà: il bonus asilo nido nel 2026 diventa più semplice da usare e più flessibile. L’obiettivo resta lo stesso, ossia aiutare le famiglie con bambini piccoli, ma con qualche novità importante che alleggerisce la burocrazia e rende tutto più accessibile. Vediamo insieme, in modo chiaro, cosa cambia e come funziona.

bonus asilo 2026 novita

Il bonus asilo nido è un contributo economico dell’INPS pensato per aiutare a pagare: le rette dell’asilo nido (pubblico o privato autorizzato) oppure l’assistenza a casa, per bambini sotto i 3 anni con gravi patologie. Le due opzioni non si possono usare insieme nello stesso anno.

Le novità più importanti del 2026 sono:

  • Non va più rifatta ogni anno
  • Una volta accettata, vale fino ai 3 anni del bambino (fino ad agosto dell’anno in cui li compie) 
  • Basta solo aggiornare ogni anno le mensilità e confermare i requisiti

In più:

  • il bonus si estende anche ad altri servizi educativi (non solo nidi classici) ()
  • più famiglie possono accedere grazie a un ISEE più favorevole

Insomma: meno scartoffie, più continuità.

L’importo dipende dall’ISEE e dall’età del bambino:

  • fino a 3.600 euro l’anno nei casi più favorevoli
  • circa 3.000 euro o 2.500 euro nelle fasce intermedie
  • minimo 1.500 euro senza ISEE o con redditi più alti ()

Il rimborso arriva mese per mese, in base a quanto si paga davvero di retta.

Può fare domanda il genitore che paga il nido, se:

  • ha un bambino sotto i 3 anni
  • vive in Italia
  • ha cittadinanza UE (o permesso di soggiorno valido) ()

L’ISEE non è obbligatorio, ma senza si riceve solo l’importo minimo.

Come fare domanda? La richiesta si fa:

  • online sul sito INPS
  • oppure tramite patronato

Servono:

  • SPID, CIE o CNS
  • ricevute delle rette pagate
  • ISEE aggiornato

Le domande si possono inviare durante l’anno, ma la data di apertura viene comunicata dall’INPS. (

Il bonus asilo nido non è solo un contributo economico: è un piccolo respiro per le famiglie. Aiuta a conciliare lavoro e vita quotidiana, a scegliere con più serenità il nido giusto e, soprattutto, a non sentirsi sole davanti alle spese. E con le novità del 2026, finalmente, diventa anche più semplice da gestire. Meno burocrazia, più tempo per ciò che conta davvero: i nostri bambini.

Dieta MIND

Mar 18
Scritto da Annamaria avatar

Se c’è una cosa che tutte noi mamme sappiamo è che l’alimentazione conta. Ma quello che forse non immaginiamo è quanto possa influire anche sul cervello dei nostri figli… e sul nostro. La cosiddetta dieta MIND è oggi al centro dell’attenzione perché, secondo gli esperti, può aiutare a rallentare l’invecchiamento cerebrale e mantenere la mente attiva più a lungo. Si tratta di un modello alimentare che unisce i principi della dieta mediterranea e della DASH, puntando tutto su alimenti che proteggono memoria, concentrazione e sviluppo cognitivo. La buona notizia? È semplice da seguire… anche in famiglia.

Cosa si mangia nella dieta MIND

Ecco gli alimenti “amici del cervello” da portare più spesso in tavola:

  • Verdure a foglia verde (spinaci, bietole, cavolo)
  • Altre verdure di stagione (meglio se colorate)
  • Frutti di bosco (mirtilli, fragole)
  • Frutta secca (noci, mandorle)
  • Legumi (lenticchie, ceci, fagioli)
  • Cereali integrali (avena, farro, pane integrale)
  • Pesce (soprattutto azzurro, ricco di omega-3)
  • Carne bianca (pollo, tacchino)
  • Olio extravergine d’oliva (come grasso principale)

Questi alimenti sono ricchi di antiossidanti, vitamine e grassi “buoni” che aiutano il cervello a funzionare meglio e a difendersi dall’invecchiamento.

Cosa limitare

Non serve eliminare tutto, ma è importante ridurre:

  • Burro e margarine
  • Formaggi grassi
  • Carne rossa
  • Cibi fritti
  • Dolci e prodotti industriali

Questi alimenti, se consumati spesso, possono avere effetti negativi sulle funzioni cognitive nel tempo.

La dieta MIND non è solo “da adulti”: insegnare ai bambini a mangiare bene significa costruire fin da piccoli una base solida per memoria, attenzione e apprendimento. E c’è di più: portare a tavola questi alimenti aiuta tutta la famiglia a creare abitudini sane, senza stress e senza rigidità. Perché, come spesso accade, non è la perfezione a fare la differenza… ma la costanza.

Non serve rivoluzionare tutto in un giorno. Inizia con piccoli gesti: una manciata di noci come merenda, più verdure nei piatti, meno snack confezionati. Perché prendersi cura del cervello… parte proprio da ciò che mettiamo nel piatto ogni giorno.

Festa del papà: barattolo dei ‘superpoteri’

Mar 15
Scritto da Annamaria avatar

La Festa del papà del 19 marzo è l’occasione perfetta per insegnare ai bambini che il regalo più bello non è quello comprato, ma quello fatto con le proprie mani. Se i classici lavoretti con disegni e cartoncini sono sempre tenerissimi, quest’anno si può provare qualcosa di diverso, originale e pieno di significato: il barattolo dei superpoteri di papà.

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Un’idea semplice, creativa e anche molto emozionante, perché aiuta i bambini a riflettere su tutte le cose speciali che il papà fa per loro ogni giorno. Il risultato è un piccolo dono che papà potrà conservare sulla scrivania o sul comodino e aprire ogni volta che ha bisogno di un sorriso.

Questo lavoretto ha qualcosa in più rispetto ai classici regali fai da te. Non è solo creativo, ma aiuta i bambini a esprimere affetto e gratitudine, due emozioni importanti da imparare a riconoscere fin da piccoli. E quando il papà aprirà il suo barattolo e leggerà quei messaggi scritti con grafia incerta o dettati con tanta dolcezza, sarà impossibile non emozionarsi. Perché in fondo, per un papà, non esiste regalo più prezioso delle parole e dei pensieri del proprio bambino.

L’idea è trasformare un semplice barattolo in uno scrigno di messaggi affettuosi scritti dal bambino per il suo papà.

Cosa serve

  • un barattolo di vetro (anche riciclato, ad esempio della marmellata)
  • cartoncini colorati
  • forbici
  • pennarelli
  • colla o nastro adesivo
  • spago o nastrino
  • piccoli adesivi o stelline decorative

Per prima cosa si lava bene il barattolo e lo si lascia asciugare. A questo punto il bambino può decorarlo come preferisce: con adesivi, cuoricini, disegni oppure con un’etichetta su cui scrivere “I superpoteri del mio papà”.

Poi arriva la parte più divertente. Con i cartoncini colorati si ritagliano tante piccole strisce o rotolini di carta. Su ognuna il bambino scrive (o detta alla mamma) una qualità o un ricordo speciale del papà. Per esempio:

  • “Il mio papà ha il superpotere di farmi ridere.”
  • “Il mio papà aggiusta tutto.”
  • “Il mio papà mi abbraccia quando sono triste.”
  • “Il mio papà sa raccontare le storie più belle.”
  • “Il mio papà è il più forte del mondo.”

I foglietti vengono poi arrotolati e inseriti nel barattolo, come piccoli messaggi segreti. Alla fine si chiude il barattolo con un nastrino e magari si aggiunge un bigliettino con scritto: “Aprine uno quando vuoi ricordarti quanto sei speciale per me”.

Congedo parentale paritario: lo stop

Feb 25
Scritto da Annamaria avatar

È arrivata la notizia dello stop alla proposta di legge sul congedo parentale paritario. E per molte mamme non è stata solo una notizia politica: è stata una fitta. Perché quando si parla di congedo, non si parla di numeri o coperture economiche. Si parla di notti insonni. Di rientri al lavoro con il magone. Di sensi di colpa. Di equilibrio che non si trova mai davvero.

congedo parentale 2 1771823620116.jpg congedo parentale paritario la riforma si blocca scontro su costi e coperture

L’idea era semplice, almeno sulla carta: garantire a mamma e papà lo stesso periodo di congedo retribuito, nei primi mesi di vita del bambino. Non “un aiuto al papà”, non “qualche giorno in più”.
Ma un tempo vero, riconosciuto e pagato, per entrambi. Un cambio di prospettiva culturale prima ancora che organizzativa.

Perché sarebbe stato importante? Perché oggi, diciamolo senza girarci intorno, il peso della cura ricade ancora soprattutto sulle donne. Siamo noi che interrompiamo la carriera più spesso. Siamo noi che chiediamo il part time. Siamo noi che rinunciamo a opportunità. Un congedo paritario avrebbe mandato un messaggio forte: la cura è responsabilità di entrambi. Non è “aiutare la mamma”. È essere genitori allo stesso modo.

Non è solo una questione di lavoro. C’è un aspetto che spesso si dimentica: il legame. I primi mesi di vita di un bambino non tornano più. Avere tempo pieno, vero, per costruire quella relazione è un investimento affettivo enorme. Per il papà, per la mamma, per il bambino.

Un congedo equamente distribuito avrebbe significato: meno pressione sulle madri, più presenza dei padri, meno disuguaglianze sul lavoro, meno maternità vissute come “rischio aziendale”. Perché finché il tempo di cura resta principalmente femminile, anche la discriminazione resterà tale.

La verità è che molte donne oggi si trovano davanti a una scelta silenziosa: carriera o maternità? E non dovrebbe essere così. Se il sistema non sostiene davvero le famiglie, la scelta di avere un figlio diventa più difficile, più pesante, più solitaria. E questo non riguarda solo chi è già madre. Riguarda chi vorrebbe diventarlo senza dover fare i conti con rinunce strutturali.

Parlare di congedo paritario non significa togliere qualcosa a qualcuno. Significa costruire un modello più moderno, più giusto, più vicino alla realtà delle famiglie di oggi. Le mamme non chiedono privilegi. Chiedono equilibrio. Chiedono che la cura non sia una penalità professionale. Chiedono di non sentirsi sole nei primi mesi più intensi della vita. Lo stop in Parlamento non chiude la discussione. La rende ancora più urgente.

Perché se davvero vogliamo un Paese che sostenga la natalità, la risposta non può essere solo “fate figli”. Deve essere: “vi aiutiamo a crescerli insieme”. E questo, per molte di noi, avrebbe fatto tutta la differenza.

Detox prima della Befana

Gen 02
Scritto da Annamaria avatar

Tra pandori tagliati a tutte le ore, cioccolatini che spuntano ovunque e caramelle “solo un’altra”, le feste sono una lunga, golosa maratona. Bellissima, certo. Ma quando arriva il momento che sta tra Capodanno e la Befana, il corpo – di grandi e bambini – inizia a chiedere tregua. Gonfiore, stanchezza, poca fame vera: segnali chiarissimi. La buona notizia? Non serve una dieta punitiva. Serve rimettere equilibrio, fare del detox prima della Befana.

Il primo gesto detox è semplicissimo: bere di più. Acqua naturale, tisane tiepide, infusi leggeri. Aiuta a drenare, a riattivare l’organismo e a spezzare automaticamente la voglia di zuccheri continui. Per i bambini? Acqua aromatizzata con fettine di arancia o mela: effetto festa, zero zucchero.

Dopo giorni beige (farine, zuccheri, creme), il piatto ha bisogno di colore. Verdure cotte e crude, zuppe, passati, contorni semplici. La frutta torna protagonista, soprattutto a colazione e a merenda. Non come “punizione”, ma come riscoperta: dolce naturale, che sazia e rinfresca.

Via l’idea che senza dolce non sia colazione. Yogurt, latte, pane integrale, frutta fresca, un velo di miele se serve. Anche i bambini si riabituano in fretta, soprattutto se il clima è sereno e non da “da oggi basta tutto”.

Bandire completamente i dolci crea solo frustrazione (e attacchi improvvisi al primo cioccolatino). Meglio ridurre gradualmente: una porzione consapevole, magari a fine pasto, e stop agli assaggi automatici. L’organismo ringrazia, l’umore pure.

Piatti semplici, digestivi. In questa fase vincono:

  • minestre e vellutate
  • riso, pasta e cereali integrali
  • uova, pesce, legumi
    Cibi facili da digerire che rimettono in moto il metabolismo senza appesantire.

Coinvolgete in questo percorso familiare anche i vostri bambini! Trasformare la “disintossicazione” in un gioco funziona sempre. Scegliere insieme la verdura, preparare frullati, inventare piatti colorati. Se passa il messaggio che si torna a mangiare bene per sentirsi meglio, e non per “rimediare agli eccessi”, anche i più piccoli seguono. Questi giorni sospesi, tra una festa e l’altra, sono perfetti per rimettere ordine senza rigidità. Il corpo si alleggerisce, l’energia torna, il palato si resetta. Così, quando arriverà la Befana con il suo carico di dolcezza finale, saremo pronti a goderla davvero. Con equilibrio, e senza sensi di colpa

La doccia perfetta

Dic 26
Scritto da Annamaria avatar

La doccia quotidiana può essere un vero gesto di cura oppure, se fatta nel modo sbagliato, un’abitudine che secca e irrita la pelle. Bastano però poche accortezze per trasformarla in un rituale di benessere adatto a tutta la famiglia. Ecco cosa fare per la doccia davvero “perfetta”:

la doccia perfetta
  • Usare acqua tiepida, mai troppo calda
    L’acqua molto calda elimina il film idrolipidico che protegge la pelle, favorendo secchezza, prurito e arrossamenti. La temperatura ideale è simile a quella del corpo, soprattutto per i bambini.
  • Limitare la durata della doccia
    Non serve restare sotto l’acqua a lungo: pochi minuti sono sufficienti per una corretta igiene. Docce troppo lunghe aumentano la disidratazione cutanea, in particolare nei mesi freddi.
  • Scegliere detergenti delicati
    Meglio prodotti con formulazioni semplici, senza profumi aggressivi o sostanze irritanti. Per i bambini, ancora di più, è importante rispettare il pH naturale della pelle.
  • Non insistere troppo con spugne e scrub
    Strofinare energicamente o usare strumenti abrasivi può irritare la pelle e causare microlesioni. La pelle non ha bisogno di essere “grattata” per essere pulita.
  • Asciugare la pelle tamponando, non strofinando
    Dopo la doccia è meglio usare un asciugamano morbido e tamponare delicatamente, evitando movimenti energici che possono sensibilizzare la cute.
  • Applicare la crema idratante subito dopo
    Il momento migliore è quando la pelle è ancora leggermente umida: in questo modo si trattiene l’idratazione e si rinforza la barriera cutanea. Per i bambini può diventare anche un momento di coccola e routine rassicurante.
  • Creare un rituale rilassante
    Una doccia serena, senza fretta e senza stimoli eccessivi, aiuta anche il benessere emotivo. Per i più piccoli è un modo per chiudere la giornata, per gli adulti un’occasione per rallentare.

In fondo, la doccia perfetta non è questione di quantità o di prodotti sofisticati, ma di equilibrio. Pochi gesti fatti bene proteggono la pelle, rispettano i più piccoli e trasformano un’abitudine quotidiana in un vero momento di cura per tutta la famiglia.

Proteggi il tuo bambino

Set 29
Scritto da Annamaria avatar

La Società Italiana di Pediatria (SIP) e la Società Italiana di Neonatologia (SIN) presentano la seconda edizione dell’opuscolo Proteggi il tuo bambino – Non è mai troppo presto”, uno strumento pratico, aggiornato e di facile consultazione che accompagna i genitori nelle scelte di prevenzione e vaccinazione nei primi anni di vita.

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L’opuscolo, scaricabile gratuitamente, nasce con un duplice obiettivo: fornire informazioni affidabili e comprensibili sulle malattie prevenibili e sul calendario vaccinale e, al tempo stesso, contrastare la disinformazione e le fake news, sempre più diffuse soprattutto sui social media e nel web.

Per favorire l’accesso a tutte le famiglie che vivono in Italia, il materiale è stato tradotto in sette lingue (cinese, filippino, inglese, russo, spagnolo, ucraino e arabo), così da garantire anche ai genitori di origine straniera la possibilità di informarsi correttamente e compiere scelte consapevoli in materia di salute e prevenzione.

Un impegno contro le fake news

L’introduzione all’opuscolo si rivolge direttamente ai genitori sottolineando come il pediatra resti la figura di riferimento per la salute del bambino, in particolare nella prevenzione delle malattie infettive attraverso gli anticorpi e i vaccini. Il documento evidenzia inoltre la necessità di non abbassare la guardia: la ridotta percezione della gravità di alcune infezioni, proprio grazie al successo dei vaccini, rischia di alimentare falsi miti e sfiducia, mentre una corretta e trasparente informazione deve essere la base di ogni decisione genitoriale.

“Con questa seconda edizione dell’opuscolo – dichiara il Presidente della Società Italiana di Pediatria Rino Agostiniani – vogliamo dare un messaggio chiaro: la salute dei bambini si difende con le conoscenze scientifiche, non con le fake news. Offrire strumenti informativi semplici, tradotti in più lingue e liberamente accessibili significa aiutare i genitori a scegliere consapevolmente, affidandosi a pediatri, neonatologi e ai canali istituzionali, e non alle fonti prive di fondamento che circolano online“.

“Proteggere da infezioni potenzialmente gravi significa dare sin dai primi giorni di vita la possibilità di crescere sani e sicuri”, prosegue il Presidente della Società Italiana di Neonatologia Massimo Agosti. “Con questo opuscolo vogliamo dire alle famiglie che non sono sole: i neonatologi e i pediatri sono al loro fianco, per offrire sicurezza, fiducia e conoscenze basate sulla scienza, mai sulla paura. Le prime epoche di vita sono un tempo prezioso e delicato e, grazie a strumenti semplici e chiari come questo opuscolo, vogliamo accompagnare ogni genitore nelle scelte di prevenzione e vaccinazione, perché la salute del bambino si costruisce insieme, con responsabilità e attenzione.”

Il documento Proteggi il tuo bambino – Non è mai troppo presto” è disponibile gratuitamente sui siti ufficiali della Società Italiana di Pediatria e della Società Italiana di Neonatologia.

Dopo le vacanze niente detox

Set 05
Scritto da Annamaria avatar

Le vacanze sono finite e con loro anche gli aperitivi infiniti, le cene al chiaro di luna e quei “tanto ci penso a settembre” che hanno riempito i nostri piatti. Ma al rientro la domanda è sempre la stessa: come si riparte senza sensi di colpa? La risposta arriva da Sara Olivieri, dietista e divulgatrice da oltre 200mila follower su Instagram, dove con il suo profilo ironico e fuori dagli schemi “Inizio lunedì” smonta i falsi miti del benessere. Dice chiaramente una cosa: dopo le vacanze, niente detox.

dopo le vacanze niente detox

Intervistata da Leggo, Olivieri mette subito le cose in chiaro: niente punizioni, niente digiuni, niente “detox” a base di beveroni miracolosi. “La prima cosa da dire è che non si tratta di ‘riparare’ o ‘compensare’, ma semplicemente di riprendere le proprie abitudini. Non serve mettersi a stecchetto o vivere a verdure bollite. Anzi, dopo un periodo ricco di cibo, spesso anche disordinato, il corpo stesso tende a richiedere cibi più semplici: più acqua, più verdure, pasti regolari. Bisogna solo rientrare in ascolto di sé, senza drammi”.

Altro che succhi verdi e tisane dai poteri miracolosi: “Il corpo non è mai ‘intossicato’ nel senso in cui ci fanno credere certe pubblicità. Fegato e reni sono organi perfetti, se li lasciamo lavorare in pace”, chiarisce la dietista. Il segreto sta nel tornare alla normalità: “Mangiare con varietà e regolarità, senza eccessi. Aggiungendo idratazione, sonno e un po’ di movimento, il corpo si riequilibra da solo”.

La dieta in alcuni periodi ci assilla: “Viviamo in una società che alterna abbuffate e punizioni, senza mai fermarsi nel mezzo. E poi siamo impazienti: vogliamo risultati immediati, anche quando sappiamo che non funzionano. Ma il dimagrimento non è un ordine Amazon: non arriva tutto il giorno dopo. Bisogna accettare che serve tempo. Quando smetti di cercare scorciatoie, smetti anche di sentirti in colpa ogni volta che ‘sgarri’. Se ti concentri su azioni quotidiane semplici e sostenibili, i risultati arrivano davvero. Non in due giorni, ma arrivano. E durano di più”.

Ecco la sua ricetta benessere: “Inizia da cose piccole. Bevi più acqua, fai una spesa sensata, organizza i pasti con un minimo di anticipo. Non serve rivoluzionare tutto. E se ieri hai mangiato una pizza, non è un problema: non serve ‘recuperare’, serve solo continuare. Il benessere non si misura in giorni perfetti, ma in settimane in cui stai bene, nel corpo e nella testa”. Come spesso accade è l’equilibrio a fare la differenza.