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Pelle effetto glow 

Apr 13
Scritto da Annamaria avatar

Pelle levigata, luminosa, compatta, senza filtri. Negli ultimi mesi non si parla d’altro: da Melissa Satta ad Alessia Marcuzzi, sempre più vip mostrano sui social trattamenti viso innovativi che promettono un effetto “pelle fresca e riposata” senza bisturi. Ma funzionano davvero? E soprattutto: si possono fare in gravidanza o quando si è mamme alle prese con poco tempo e pelle stressata Facciamo chiarezza, con un occhio molto concreto a chi ha bisogno di soluzioni sicure (e realistiche) sulla pelle effetto glow.

pelle effetto glow

Negli studi di medicina estetica e sui social spopolano tre nomi in particolare: Emface, PRX-T33 e il cosiddetto Vampire Facelift.

Emface è uno dei trattamenti più innovativi del momento: combina radiofrequenza e stimolazione muscolare per tonificare il viso senza aghi. In pratica lavora in profondità, stimolando collagene ed elastina e migliorando la compattezza della pelle.

Il PRX-T33, invece, è un peeling “intelligente” che non provoca la classica desquamazione. Penetra negli strati più profondi della pelle e stimola il rinnovamento cellulare, migliorando texture, luminosità e macchie senza tempi di recupero importanti.

Infine c’è il Vampire Facelift, che altro non è che un trattamento a base di PRP (plasma ricco di piastrine): si utilizza il proprio sangue per stimolare la rigenerazione della pelle e la produzione di collagene. Un approccio più “naturale”, molto amato proprio perché sfrutta le risorse del nostro corpo.

Il comune denominatore? Risultati progressivi, effetto naturale e niente stravolgimenti.

Si possono fare in gravidanza? Qui è fondamentale essere molto chiare: la maggior parte dei trattamenti estetici avanzati non è consigliata in gravidanza.

Trattamenti come PRP (quindi anche il Vampire Facelift), peeling chimici come il PRX-T33 e tecnologie a radiofrequenza come Emface rientrano generalmente tra quelli da rimandare. Non perché siano pericolosi in assoluto, ma perché mancano studi sufficienti che ne garantiscano la totale sicurezza durante la gravidanza. Molti protocolli di medicina estetica, infatti, indicano proprio la gravidanza come controindicazione per prudenza. Meglio aspettare. È un momento temporaneo, la pelle si può coccolare in modo più delicato.

Dopo il parto (e soprattutto dopo l’allattamento), questi trattamenti possono tornare ad essere un’opzione, sempre previo parere medico.Ma la verità è un’altra: quando si diventa mamme, spesso non si ha tempo per percorsi complessi o appuntamenti continui. Ecco perché molte donne scelgono: routine skincare semplici ma costanti, trattamenti non invasivi e risultati graduali. Perché sì, la pelle cambia, ma può anche ritrovare equilibrio con piccoli gesti quotidiani.

Se sei in dolce attesa, niente panico: puoi comunque prenderti cura della tua pelle in modo efficace. Via libera a: detersione delicata, creme idratanti e lenitive, sieri alla vitamina C (se tollerati), protezione solare alta ogni giorno. Sono proprio queste abitudini, spesso sottovalutate, a fare la differenza nel prevenire macchie e perdita di luminosità.

I trattamenti aiutano, ma non fanno miracoli da soli. La pelle luminosa che vediamo sui social è spesso il risultato di un mix: cura costante, stile di vita, idratazione, sonno (quando possibile…) e, certo, anche qualche trattamento mirato.

Creme solari 2026: la classifica di Altroconsumo

Apr 10
Scritto da Annamaria avatar

Con l’arrivo della bella stagione, torna anche una delle domande più importanti per chi è mamma (o futura mamma): quale crema solare scegliere davvero sicura ed efficace?A darci una mano arriva, come ogni anno, la classifica delle creme solari estate 2026 di Altroconsumo, che ha analizzato diverse protezioni solari viso valutando efficacia dei filtri UV, composizione e qualità complessiva. La buona notizia? Non sempre serve spendere cifre alte per avere una protezione valida. La meno buona è che non tutte le creme mantengono ciò che promettono.

Dai test emerge che alcuni prodotti si distinguono nettamente per affidabilità e qualità. Tra i migliori troviamo marchi facilmente reperibili come Nivea Sun, La Roche-Posay Anthelios, Avène, Garnier Ambre Solaire ed Eucerin, che offrono protezioni efficaci e texture adatte anche all’uso quotidiano sul viso. Molto bene anche alcune soluzioni più economiche, come i solari a marchio Coop Vivi Verde ed Esselunga, che sorprendono per il buon rapporto qualità-prezzo.

Tra i prodotti meno convincenti, invece, Altroconsumo segnala alcune creme che non garantiscono una protezione completamente in linea con quanto dichiarato oppure che presentano ingredienti potenzialmente irritanti, soprattutto per le pelli più sensibili.

Durante la gravidanza la pelle cambia, diventa più delicata e più soggetta a macchie scure, soprattutto sul viso. È il cosiddetto cloasma gravidico, e può comparire anche con esposizioni brevi al sole. Per questo è fondamentale scegliere creme ad alta protezione, meglio se con filtri minerali e formule semplici, senza profumi o ingredienti aggressivi. I prodotti delle linee Anthelios di La Roche-Posay o Avène Very High Protection sono spesso indicati proprio per pelli sensibili e reattive.

Un’abitudine preziosa? Applicare la crema ogni mattina, anche in città. Il sole primaverile, anche quando sembra “leggero”, è già abbastanza forte da stimolare la comparsa di macchie.

La pelle dei bambini è più sottile e vulnerabile, quindi necessita di una protezione ancora più attenta. Le creme migliori sono quelle con SPF 50 o 50+, resistenti all’acqua e prive di profumo. Marchi come Mustela, Bioderma Photoderm Kid, Avène bambini e alcune linee di Nivea Sun Kids risultano tra i più affidabili anche secondo test e raccomandazioni dermatologiche. La cosa più importante, però, resta la costanza: la crema va riapplicata spesso, soprattutto dopo bagni o sudorazione.

Un aspetto sempre più centrale nella valutazione dei solari riguarda gli ingredienti. Le formule migliori sono quelle essenziali, senza sostanze controverse e ben tollerate dalla pelle.

Sempre più marchi, inoltre, stanno investendo in formule eco-friendly, attente anche all’impatto sull’ambiente marino. Un dettaglio che oggi fa davvero la differenza, soprattutto per chi trascorre molto tempo al mare con i bambini.

Il vademecum salva-estate per mamme

Per non impazzire davanti allo scaffale (o all’e-commerce), ecco una mini guida pratica:

  • SPF 50 per viso (sempre)
  • Riapplicare spesso, non solo una volta
  • Non dimenticare zone “tradite”: orecchie, collo, mani
  • Cappellino e occhiali per i bambini
  • Evitare le ore più calde (11-16)
  • Portare sempre la crema in borsa

Primavera 2026: trend fashion per future mamme 

Apr 08
Scritto da Annamaria avatar

Dimentica l’idea dei vestiti premaman “anonimi” e senza forma: la primavera 2026 segna una vera rivoluzione. Oggi la moda maternity segue le stesse regole della moda “normale”: è espressiva, femminile e soprattutto libera. Non si tratta più di nascondere il pancione, ma di valorizzarlo. E la parola d’ordine è una sola: sentirsi se stesse, anche (e soprattutto) in gravidanza. Ecco allora i trend fashion per le future mamme.

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La tendenza più forte del 2026 è chiarissima: il pancione non si nasconde più, si mette al centro del look. Abiti aderenti, drappeggi strategici, top incrociati e tessuti elastici accompagnano le forme invece di coprirle. Anche dettagli come arricciature laterali o tagli empire aiutano a valorizzare la silhouette in modo naturale e armonioso. Il risultato? Outfit che non “camuffano”, ma raccontano questo momento speciale.

La primavera 2026 è decisamente romantica: tessuti morbidi, maniche a sbuffo, dettagli in pizzo e colori delicati sono ovunque. Questo stile, definito “dimensional romance”, punta su capi femminili ma anche pratici, ideali per future mamme che vogliono sentirsi curate senza rinunciare alla comodità. ()

Via libera quindi a:

  • abiti floreali e svolazzanti
  • maxi dress leggeri
  • dettagli morbidi e fluidi

Perfetti per una passeggiata o un pranzo all’aperto.

Addio look spenti: la primavera 2026 è coloratissima. Tornano i colori primari e le tonalità intense (rosso, blu, giallo), insieme ai cosiddetti “jewel tones”, ovvero colori profondi e luminosi che danno carattere anche agli outfit più semplici. Anche un semplice abito può diventare speciale con:

  • un cardigan acceso
  • un accessorio colorato
  • una borsa vivace

Se c’è un capo must-have per le future mamme, è senza dubbio il vestito. Nel 2026 dominano:

  • abiti midi e maxi
  • modelli a balze e voluminosi
  • il “little white dress” primaverile, fresco e luminoso 

Sono pratici, versatili e si adattano facilmente ai cambiamenti del corpo. E soprattutto… risolvono il classico “non so cosa mettermi” in due secondi.

Una delle novità più interessanti? Non serve più rifare tutto l’armadio. Sempre più future mamme mescolano capi premaman con pezzi oversize o morbidi già presenti nel guardaroba, come blazer larghi, camicie ampie o cardigan. Questo approccio è più sostenibile, più economico, molto più personale

Sì alla comodità, ma senza rinunciare al gusto.Tra i capi indispensabili:

  • pantaloni morbidi e a gamba larga
  • jumpsuit in jersey
  • leggings di qualità
  • completi coordinati

Materiali elastici e traspiranti diventano fondamentali per vivere bene ogni fase della gravidanza. ()

La moda maternity 2026 manda un messaggio molto chiaro: non devi cambiare stile perché sei incinta. Anzi. È il momento perfetto per sperimentare, giocare con i colori, scegliere capi che ti fanno sentire bene e valorizzare il tuo corpo in trasformazione.

Emorragia post parto: nuove regole dell’OMS

Mar 29
Scritto da Annamaria avatar

Se ne parla ancora troppo poco, eppure è una delle emergenze più pericolose subito dopo la nascita: l’emorragia post parto. Una complicanza che può insorgere all’improvviso e che, ogni anno, nel mondo, causa circa 45mila morti materne. Un numero che fa riflettere, soprattutto perché in molti casi si potrebbe intervenire in tempo. Proprio da qui nasce la svolta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha aggiornato le linee guida con un obiettivo molto chiaro: non aspettare più che sia troppo tardi. le nuove regole dell’OMS parlano chiaro.

emorragia post parto nuove regole dell oms

Tradizionalmente si parlava di emorragia quando la perdita superava i 500 ml dopo un parto naturale (o 1000 ml nel cesareo). Oggi invece il messaggio è diverso: bisogna agire prima, osservare meglio e intervenire subito ai primi segnali. Ecco le principali raccomandazioni dell’OMS, spiegate in modo semplice:

  • Intervenire precocemente: non aspettare soglie elevate di perdita di sangue. Già intorno ai 300 ml, se accompagnati da segnali clinici, è importante attivarsi subito.
  • Misurare davvero la perdita ematica: non “stimarla a occhio”. L’uso di strumenti come teli graduati aiuta a capire con precisione quanto sangue viene perso e riduce il rischio di sottovalutazione.
  • Agire come una squadra: ostetriche, ginecologi e personale sanitario devono essere formati e coordinati. La rapidità e la collaborazione fanno la differenza.
  • Standardizzare gli interventi: avere protocolli chiari e condivisi permette di intervenire senza esitazioni nei momenti critici.
  • Prevenire quando possibile: monitorare attentamente ogni parto, anche quelli senza fattori di rischio, perché l’emorragia può colpire chiunque.
  • Accesso rapido ai trattamenti: farmaci, trasfusioni e interventi devono essere disponibili immediatamente, senza ritardi.

Queste indicazioni segnano un cambio di prospettiva importante: non più una medicina che interviene quando la situazione è già grave, ma una medicina che anticipa, osserva e protegge. Per le mamme, sapere tutto questo non deve generare ansia, ma consapevolezza. Perché il punto centrale è uno solo: oggi più che mai, molte morti si possono evitare. E dietro queste nuove linee guida c’è proprio questo impegno: fare in modo che il momento più potente della vita, quello in cui nasce un bambino, sia anche il più sicuro possibile per chi lo mette al mondo.

“Sta arrivando un fratellino”: come dirlo

Mar 28
Scritto da Annamaria avatar

C’è una frase che cambia tutto, gli equilibri, le attenzioni, persino il posto sul divano accanto a mamma e papà:Sta arrivando un fratellino (o una sorellina)”. Per noi è gioia pura, ma per un bambino può essere anche un piccolo terremoto emotivo, fatto di curiosità, entusiasmo… e sì, anche un pizzico di paura. E allora come si dà questa notizia così grande senza creare ansie o gelosie? Come dirlo?

La prima cosa da sapere è che non è solo cosa si dice, ma come lo si dice. Gli esperti sottolineano che a comunicare la novità devono essere entrambi i genitori, insieme, creando un momento speciale e protetto. Questo perché il bambino ha bisogno di sentirsi al centro, rassicurato da entrambe le figure di riferimento. Ancora più importante: il contatto. Tenere la mano, abbracciare, stare vicini mentre si parla. Perché prima ancora delle parole, è il corpo a trasmettere sicurezza. 

Poi viene il linguaggio, che deve essere semplice, concreto, adatto all’età. Con i più piccoli funziona dire le cose così come sono: nella pancia della mamma sta crescendo un bambino che verrà a vivere con voi. Niente discorsi troppo lunghi o complicati, perché i bambini non hanno bisogno di spiegazioni perfette, ma di sentirsi inclusi.

E qui arriva uno degli errori più comuni: raccontarlo “di sfuggita” o farlo sapere da altri. La notizia deve arrivare da mamma e papà, non da una nonna o da una conversazione ascoltata per caso, altrimenti il bambino rischia di sentirsi escluso o confuso. 

Altro punto delicato: il momento. Non esiste quello perfetto, ma deve essere tranquillo, senza fretta, senza distrazioni, magari in un momento di quotidianità serena. Perché il bambino deve avere lo spazio per reagire, fare domande, anche restare in silenzio.

E sì, preparati: non sempre la reazione sarà quella che immagini. Alcuni bambini si entusiasmano subito, altri fanno finta di niente, altri ancora si arrabbiano. Tutto normale. L’arrivo di un fratellino è un cambiamento enorme, e ogni emozione è lecita.

Quello che davvero fa la differenza è quello che succede dopo. Coinvolgerlo, farlo sentire parte della storia, chiedergli aiuto, renderlo “grande” senza caricarlo di responsabilità. Anche solo scegliere insieme un body o pensare al nome può trasformare la gelosia in attesa.

E poi una verità che spesso dimentichiamo: per un figlio, l’amore non si divide… si misura. Ha bisogno di vedere, sentire, toccare che il suo posto non cambia, che mamma e papà sono sempre lì, esattamente come prima. Perché in fondo non stai solo annunciando una nascita. Stai accompagnando tuo figlio in una delle sue prime, grandi trasformazioni. E se lo fai con presenza, dolcezza e un pizzico di verità… quella frase,arriva un fratellino, smetterà di fare paura e inizierà a suonare come una promessa.

Endometriosi e gravidanza

Mar 24
Scritto da Annamaria avatar

Endometriosi e gravidanza non sono due parallele che non si incontrano mai. Anzi. Stando ai dati del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanità, questa patologia è una delle principali cause di infertilità femminile. Circa il 30–40% delle donne con endometriosi può incontrare difficoltà nel concepimento.  Ma non è una sentenza, come spesso affermano molti,  di infertilità. La maggioranza delle donne con endometriosi può rimanere incinta, spontaneamente o attraverso percorsi di medicina della riproduzione.

Beautiful pregnant woman touching her belly standing by the window at home

L’endometriosi, di cui si celebra la Giornata mondiale il 28 marzo “è una patologia complessa che può influenzare la fertilità sia attraverso alterazioni anatomiche degli organi riproduttivi, sia attraverso processi infiammatori che modificano l’ambiente ovarico e uterino”. Lo spiega Mauro Cozzolino, ginecologo esperto in medicina della riproduzione e Direttore della clinica Ivi Bologna all’Adnkronos.

“Oggi grazie a una maggiore consapevolezza dei sintomi e a strumenti diagnostici sempre più accurati, molte donne con forme lievi di endometriosi riescono a concepire spontaneamente. In casi selezionati, la rimozione laparoscopica dei focolai endometriosici può contribuire a migliorare la fertilità: diversi studi riportano tassi di gravidanza spontanea compresi tra il 40% e il 60% entro 12 mesi dall’intervento, soprattutto nelle pazienti con malattia meno avanzata”, sottolinea l’esperto. 

“Nelle pazienti con stadi più avanzati della patologia o con fattori tubarici associati, le tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma), come la fecondazione in vitro (Fivet) rappresentano un’opzione terapeutica efficace”, aggiunge Cozzolino.

“Secondo la letteratura scientifica internazionale e le linee guida della European society of human reproduction and embryology, i risultati della Pma nelle donne con endometriosi sono generalmente comparabili a quelli osservati nelle pazienti con altre cause di infertilità, mentre le probabilità cumulative di gravidanza possono raggiungere o superare il 60% dopo più cicli di trattamento”, sottolinea il medico. 

Il ginecologo conclude: “Attraverso un approccio personalizzato, che tenga conto dell’età della paziente, della riserva ovarica e dello stadio della malattia, è possibile accompagnare molte donne nel percorso verso la maternità. Una diagnosi precoce è fondamentale: una gestione tempestiva della patologia permette non solo di migliorare la qualità della vita delle pazienti, ma anche di preservare il potenziale riproduttivo e pianificare strategie terapeutiche mirate”.

Scar pregnancy

Mar 19
Scritto da Annamaria avatar

Tra i termini medici che possono spaventare una mamma c’è anche scar pregnancy, ovvero la gravidanza su cicatrice da taglio cesareo. Un nome poco conosciuto, ma importante da capire, soprattutto per chi ha già avuto un parto cesareo e desidera un altro bambino.

scar pregnancy

Si tratta di una forma rara di gravidanza ectopica: invece di impiantarsi correttamente nell’utero, l’embrione si annida proprio nella cicatrice lasciata da un precedente cesareo. Questo può creare complicazioni perché il tessuto cicatriziale è più fragile e meno adatto a sostenere la crescita della gravidanza.

Le cause non sono sempre chiarissime, ma il fattore principale è proprio la presenza di una cicatrice uterina. In alcuni casi, la zona non si rimargina perfettamente e può diventare un punto “debole” dove l’embrione si impianta. Non è colpa di nessuno, né qualcosa che si può prevedere facilmente: è una condizione rara, ma da conoscere.

I segnali a cui prestare attenzione

Spesso all’inizio può non dare sintomi evidenti, ma alcuni campanelli d’allarme possono essere:

  • perdite di sangue anomale
  • dolore pelvico
  • sensazione di pressione nella zona bassa dell’addome

Per questo è fondamentale fare controlli precoci in gravidanza, soprattutto se si ha avuto un cesareo.

La scar pregnancy non può essere portata avanti perché comporta rischi seri per la mamma, tra cui emorragie importanti e rottura dell’utero. Il trattamento dipende da quanto è precoce la diagnosi e può includere:

  • terapia farmacologica per interrompere la gravidanza
  • interventi mini-invasivi per rimuovere il tessuto
  • in alcuni casi, chirurgia

La diagnosi precoce è davvero la chiave: più si interviene subito, più si riducono i rischi.

Si può avere un’altra gravidanza? Sì, nella maggior parte dei casi è possibile avere altre gravidanze sane dopo una scar pregnancy. Sarà però importante essere seguite con attenzione, con controlli ecografici precoci e un monitoraggio più accurato.

Leggere queste cose può spaventare, lo so. Ma la cosa più importante è ricordare che si tratta di una condizione rara e che oggi la medicina è in grado di riconoscerla e gestirla in tempo. Ascoltare il proprio corpo, fare controlli e affidarsi a specialisti è sempre la strada giusta. Perché la prevenzione, anche qui, è la forma più grande di cura.

Hair trend: Sanremo insegna

Mar 16
Scritto da Annamaria avatar

Sanremo 2026 non solo inonda con la sua musica le classifiche, insegna pure lo stile. Le cantanti all’Ariston hanno regalato gli hair trend del momento. Dai capelli lunghi e levigati ai tagli pixie più audaci, il festival ha mostrato acconciature che influenzeranno ciò che le persone cercheranno e indosseranno durante tutto l’anno.

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Secondo Annabelle Taurua, Beauty Expert di Fresha, “il festival ha dimostrato come le acconciature possano rafforzare il mood di un outfit. I look che abbiamo visto bilanciavano sofisticatezza classica ed esecuzione al passo con le tendenze, ed è proprio questo che vedremo durante tutto l’anno”. Quindi: quali saranno i tagli femminili che domineranno la scena quest’anno e su chi li abbiamo visti a Sanremo?

Per rispondere a questa domanda, Fresha ha analizzato i dati di ricerca su Google italiani, tra cui il volume medio mensile di ricerca in Italia per identificare i trend più popolari durante il 2025 e la variazione percentuale annua per capire quali trend stanno guadagnando slancio verso il 2026. Annabelle Taurua ha poi commentato riferendo ogni haircut agli artisti che hanno partecipato quest’anno a Sanremo. Ecco la classifica:

1. Polished Lengths, Levante

Levante ha incantato il palco con capelli lunghi e levigati, pettinati con una riga centrale precisa. La chioma incorniciava il viso elegantemente e completava alla perfezione i suoi outfit couture. Con un aumento incredibile del 175% delle ricerche in Italia, non sorprende che questo look raffinato e lucido stia diventando una delle tendenze principali del 2026. Taurua osserva: “I capelli lunghi e levigati puntano a creare un’estetica sofisticata e armoniosa che valorizza l’outfit senza sovrastarlo. Lo styling di Levante è un esempio perfetto di questo equilibrio”.

2. Riviera Bob, Serena Brancale
Un morbido Riviera Bob fino al mento è stato visto su Serena Brancale, leggermente arrotondato alle estremità e stratificato per dare movimento. Con 18.100 ricerche mensili e un aumento del 50% YoY, il Riviera Bob cattura chiaramente l’attenzione. Taurua nota: “I Riviera Bob sono una rivisitazione moderna di un taglio classico: versatili, eleganti e valorizzanti. Il taglio di Serena dimostra perfettamente come questa tendenza funzioni sul palco e nella vita di tutti i giorni”.

3. Blunt Bob, Mara Sattei
Mara Sattei ha portato un taglio più deciso e editoriale con un Blunt Bob, caratterizzato da linee dritte e precise che incorniciavano il viso con sicurezza. Con un aumento del 69% YoY, il Blunt Bob sta emergendo come un taglio minimalista ma di grande impatto. Taurua aggiunge: “I Blunt Bob sono audaci e fotogenici; funzionano benissimo davanti alla telecamera e offrono un finish moderno e raffinato. Il look di Mara incarna perfettamente questa tendenza”.

4. Pixie/Bixie, Bianca Balti
Bianca Balti ha fatto una dichiarazione forte con un Bixie strutturato, abbracciando una lunghezza corta e giocosa con volume sulla corona. Questo taglio è particolarmente significativo perché mostra la ricrescita dei suoi capelli dopo il trattamento per il cancro, trasformando il suo look di Sanremo in un momento di trionfo personale e di stile. Con 110.000 ricerche mensili in Italia, il Bixie dimostra perché i tagli corti e audaci sono assolutamente richiesti. Taurua commenta:  “La scelta di Bianca è di ispirazione, celebra la resilienza e lo stile. Con 110.000 ricerche in Italia, non sorprende che il suo Bixie catturi l’attenzione: è espressivo, elegante, valorizza i lineamenti e riflette un trend crescente per il 2026”.

5. Micro Bangs & Slicked-Back, Michele Bravi & Malika Ayane
Diversi artisti e co-conduttori hanno incorporato texture e styling definiti nei loro look. Michele Bravi ha sfoggiato capelli pettinati con riga laterale precisa e styling tirato, dando al suo outfit ispirato al menswear un tocco elegante e dandy. Malika Ayane, invece, ha abbinato il suo couture strutturato a una coda bassa pettinata all’indietro, creando un finish elegante e drammatico.

Questi stili rispecchiano le tendenze di ricerca: l’interesse per le micro frange è aumentato del 39%, mentre gli styling slicked-back contano 9.900 ricerche mensili.  Taurua osserva: “I capelli pettinati all’indietro e le micro frange sono minimal ma d’impatto; valorizzano i lineamenti, completano l’outfit e elevano il look complessivo. Michele e Malika hanno mostrato esattamente come eseguire questi styling sul red carpet”.