Fine agosto: perché momento migliore per partire

Ago 17
Scritto da Annamaria avatar

Le vacanze non finiscono con Ferragosto. Anzi, il fine agosto in famiglia per molti è diventato il momento migliore per partire: perché? Meno folla, temperature più piacevoli, prezzi spesso più convenienti e ritmi più lenti trasformano questo momento in un’occasione perfetta per stare insieme prima della ripresa di scuola e lavoro.

fine agosto perche momento migliore per partire

Chi può scegliere di partire a fine agosto scopre subito un vantaggio: le località turistiche si svuotano gradualmente. Le spiagge sono meno affollate, si trovano più facilmente ombrelloni e ristoranti, le code diminuiscono e anche visitare un borgo o un parco naturale diventa molto più piacevole. Per i bambini significa poter giocare con maggiore tranquillità, mentre i genitori riescono finalmente a rilassarsi senza il caos tipico dell’alta stagione. Anche il clima è un grande alleato. Il caldo intenso di luglio e dei primi di agosto lascia spesso spazio a temperature più miti, ideali soprattutto per neonati, bambini piccoli e donne in gravidanza, che soffrono maggiormente l’afa.

Un altro motivo per scegliere questo periodo è il risparmio. In molte destinazioni, già dagli ultimi giorni di agosto, hotel, villaggi, residence e appartamenti iniziano ad abbassare le tariffe. Anche gli stabilimenti balneari, i traghetti e alcune attività propongono offerte interessanti, permettendo di vivere una vacanza completa spendendo sensibilmente meno rispetto alle settimane centrali dell’estate.

Ogni famiglia può trovare la destinazione più adatta alle proprie esigenze.

Il mare resta una delle scelte preferite. L’acqua è ancora calda, il sole meno aggressivo e si possono trascorrere intere giornate tra castelli di sabbia, bagni e lunghe passeggiate sul bagnasciuga. Le spiagge dell’Adriatico, della Toscana, della Puglia, della Sardegna e della Sicilia continuano a regalare giornate estive anche a settembre.

La montagna è perfetta per chi desidera respirare aria fresca. Sentieri facili, picnic nei prati, passeggiate nei boschi, malghe e laghetti conquistano grandi e piccoli. È il momento ideale anche per osservare gli animali, raccogliere foglie e vivere tante esperienze a contatto con la natura.

La campagna offre un’atmosfera rilassata e autentica. Agriturismi, fattorie didattiche, raccolta della frutta, laboratori di cucina e tanto spazio per correre permettono ai bambini di vivere giornate semplici ma ricche di scoperte.

Le città d’arte, infine, diventano molto più vivibili rispetto ai mesi più caldi. Musei, acquari, castelli, parchi cittadini e itinerari culturali possono trasformarsi in una divertente avventura per tutta la famiglia.

Una vacanza a cavallo tra agosto e settembre ha anche un valore emotivo. Permette ai bambini di concludere l’estate con serenità, senza passare bruscamente dal divertimento ai banchi di scuola. È il momento giusto per rallentare, leggere insieme un libro, costruire gli ultimi castelli di sabbia, raccogliere conchiglie o semplicemente osservare un tramonto tutti insieme.

Anche se il clima è più piacevole, è bene continuare a proteggere la pelle con una crema solare ad alta protezione, far bere spesso i bambini, portare sempre un cappellino, scegliere le ore meno calde per le attività all’aperto e tenere in valigia una felpa leggera: soprattutto la sera, in montagna o vicino al mare, le temperature possono abbassarsi.

Gravidanza e voli lunghi: consigli anti trombosi

Ago 16
Scritto da Annamaria avatar

Partire con il pancione per una meta da sogno è possibile, ma se il viaggio prevede molte ore di aereo è importante adottare alcune precauzioni. La gravidanza e i voli lunghi non sono un binomio perfetto: il rischio di trombosi venosa aumenta fisiologicamente e l’immobilità prolungata tipica dello stare su un aereo può favorire la formazione di coaguli. Niente allarmismi, però: con qualche semplice accorgimento si può viaggiare in sicurezza e godersi le vacanze in totale serenità. Ecco alcuni consigli anti trombosi.

gravidanza e voli lunghi consigli anti trombosi

La gravidanza rende il sangue naturalmente più “coagulabile”. È un meccanismo di difesa dell’organismo per limitare le emorragie durante il parto, ma aumenta anche il rischio di trombosi venosa profonda, soprattutto nelle gambe. A questo si aggiungono altri fattori:

  • la pressione dell’utero sulle vene del bacino;
  • la circolazione più lenta negli arti inferiori;
  • le tante ore trascorse sedute durante un volo.

Il rischio cresce ulteriormente se si hanno più di 35 anni, si è in sovrappeso, si soffre di vene varicose o si è già avuta una trombosi in passato. 

Il consiglio più importante è evitare di rimanere immobili troppo a lungo. Durante un volo superiore alle quattro ore è bene:

  • alzarsi ogni 60-90 minuti;
  • camminare qualche minuto lungo il corridoio;
  • evitare di accavallare le gambe.

Anche pochi passi aiutano a riattivare la circolazione e riducono il ristagno del sangue.

Quando non è possibile alzarsi, basta eseguire piccoli esercizi direttamente sul sedile. Ruotare le caviglie, flettere ed estendere i piedi, sollevare alternativamente talloni e punte e contrarre i muscoli dei polpacci sono movimenti semplici ma molto efficaci per favorire il ritorno venoso.

L’aria all’interno della cabina è molto secca e favorisce la disidratazione. Per questo è consigliabile bere frequentemente acqua durante tutto il viaggio, evitando di arrivare assetate. Meglio limitare bevande alcoliche e ridurre il consumo di caffè e bibite molto zuccherate, che possono contribuire alla disidratazione.

Vestiti comodi e niente indumenti stretti. Per il viaggio è meglio scegliere: pantaloni morbidi; abiti leggeri; scarpe comode; calze che non stringano il polpaccio. Gli indumenti troppo aderenti possono ostacolare ulteriormente la circolazione.

Per chi affronta voli lunghi, soprattutto nel secondo e terzo trimestre, il ginecologo può consigliare l’utilizzo di calze elastiche a compressione graduata. Aiutano il ritorno del sangue verso il cuore, riducono il gonfiore alle gambe e abbassano il rischio di trombosi. È importante scegliere la misura corretta e indossarle prima della partenza.

Se possibile, è preferibile prenotare un posto lato corridoio. Permette di alzarsi con maggiore facilità e rende più semplice camminare durante il volo senza disturbare gli altri passeggeri.

Le donne che hanno già avuto episodi di trombosi, soffrono di trombofilie ereditarie o presentano altri importanti fattori di rischio devono sempre confrontarsi con il proprio ginecologo prima della partenza. In alcuni casi lo specialista può valutare una profilassi con eparina a basso peso molecolare, ma è una decisione che deve essere presa esclusivamente dal medico.

Ogni compagnia aerea ha regole diverse per le future mamme. Generalmente si può volare senza particolari limitazioni fino alla 36ª settimana nelle gravidanze fisiologiche, mentre in quelle gemellari il limite può essere anticipato. Negli ultimi mesi può essere richiesto un certificato del ginecologo che attesti il buon andamento della gravidanza e autorizzi il viaggio.

Ferragosto in famiglia

Ago 15
Scritto da Annamaria avatar

Ferragosto è una di quelle feste che sanno di estate piena, risate, tavolate all’aperto e giornate da vivere senza guardare l’orologio. Ma quando ci sono bambini, la domanda è sempre la stessa: come trascorrere il weekend di Ferragosto senza sentirsi dire ogni cinque minuti “Mi annoio”? La buona notizia è che non servono grandi viaggi o programmi costosi. In famiglia, basta scegliere attività semplici, adatte all’età dei più piccoli, e trasformare anche una giornata normale in un ricordo speciale.

ferragosto in famiglia

Al mare

La spiaggia offre tantissime possibilità oltre al classico bagno. Organizzate una caccia ai tesori naturali chiedendo ai bambini di trovare conchiglie di forme diverse, sassolini particolari o legnetti levigati dal mare. Potete poi usarli per creare un piccolo collage una volta tornati a casa. Divertente anche costruire castelli di sabbia sempre più elaborati, scavare canali, inventare percorsi con secchielli e palette o sfidarsi a chi realizza la torre più alta. Quando il sole è troppo forte, è il momento perfetto per leggere un libro all’ombra dell’ombrellone o giocare a carte in famiglia.

In montagna

Boschi, prati e sentieri diventano un’enorme palestra naturale. Una passeggiata facile permette ai bambini di osservare farfalle, fiori, insetti e magari qualche animale. Portate con voi una lente d’ingrandimento e trasformate tutto in una piccola esplorazione scientifica. I più piccoli adorano anche raccogliere foglie, pigne e rametti per realizzare, una volta rientrati, lavoretti creativi. E se trovate un prato abbastanza grande, via libera a pallone, frisbee, aquilone o semplicemente a una corsa tutti insieme.

In campagna

La campagna invita a rallentare. Un picnic sotto un albero è già di per sé una festa. Aggiungete qualche gioco tradizionale come il tiro alla fune, la corsa nei sacchi o una caccia al tesoro e il divertimento è assicurato. Anche preparare insieme una merenda utilizzando frutta fresca di stagione può diventare un’attività educativa oltre che gustosa. La sera, se il cielo è limpido, stendete una coperta sul prato e osservate le stelle: i bambini ne resteranno affascinati.

In città

Anche chi non parte può vivere un Ferragosto speciale. Le prime ore del mattino sono perfette per visitare un parco cittadino, fare un giro in bicicletta o organizzare una colazione all’aperto. Nelle ore più calde meglio rifugiarsi in casa con attività creative. Si possono preparare biscotti insieme, costruire un teatro delle marionette, dipingere con le tempere o realizzare decorazioni estive usando cartoncini colorati. Nel tardo pomeriggio, quando il caldo diminuisce, una passeggiata con un gelato o una visita a un museo per bambini possono diventare un’ottima alternativa.

Giochi da fare ovunque

Ci sono attività che funzionano in qualsiasi luogo. Provate il classico gioco “Indovina cosa sono”, il mimo, il karaoke, una gara fotografica in cui ogni componente della famiglia deve immortalare il dettaglio più bello della giornata oppure un quiz dedicato all’estate. Anche raccontare storie inventate a turno è un modo divertente per stimolare fantasia e creatività. Ci sono altre mille idee per divertirsi, basta stare tutti insieme.

Zanzare più resistenti? Come proteggersi

Ago 14
Scritto da Annamaria avatar

L’estate significa giornate all’aria aperta, giochi in giardino, cene sul terrazzo e vacanze. Ma significa anche zanzare. E quest’anno l’attenzione è ancora più alta: alcuni studi e osservazioni degli esperti segnalano che, in diverse aree del mondo, alcune popolazioni di zanzare stanno sviluppando una maggiore resistenza a determinati principi attivi contenuti nei repellenti. Un motivo in più per non affidarsi a un solo rimedio, ma adottare una strategia completa, soprattutto quando in casa ci sono bambini.Il caldo intenso, inoltre, favorisce la proliferazione di questi insetti: temperature elevate e ristagni d’acqua, anche minimi, rappresentano l’habitat ideale per la loro riproduzione. Zanzare sempre più resistenti? Ecco come proteggersi.

zanzare piu resistenti come proteggersi

Le zanzare vengono attirate dal calore corporeo, dall’anidride carbonica che espiriamo e persino dal sudore. Con temperature oltre i 35 gradi è quindi normale essere ancora più “appetibili”. Per limitare il rischio è utile fare una doccia dopo aver sudato, evitare profumi molto intensi e indossare abiti leggeri ma che coprano il più possibile braccia e gambe nelle ore serali.

Attenzione ai ristagni d’acqua. Basta pochissima acqua per permettere alle zanzare di deporre le uova. Controllate quindi regolarmente:

  • sottovasi;
  • secchi e annaffiatoi;
  • giochi lasciati in giardino;
  • piscine gonfiabili non utilizzate;
  • grondaie e tombini.

Eliminare i ristagni è uno dei sistemi più efficaci per ridurre il numero di zanzare.

Quale repellente scegliere per i bambini? Per i più piccoli è importante utilizzare solo prodotti adatti all’età e seguire sempre le indicazioni riportate in etichetta. I repellenti non vanno mai spruzzati direttamente su occhi, bocca, mani o pelle irritata. Nei bambini è preferibile applicarli prima sulle mani dell’adulto e poi distribuirli delicatamente sulla pelle esposta. Nei neonati molto piccoli la strategia migliore resta quella fisica: zanzariere su carrozzina e lettino, ambienti ben protetti e abbigliamento leggero ma coprente.

Le zanzariere restano un’arma imbattibile. Se alcuni insetti diventano più resistenti ai prodotti chimici, la barriera fisica continua a funzionare. Le zanzariere alle finestre, quelle per passeggini e culle e i teli protettivi sono ancora oggi tra i sistemi più efficaci, soprattutto durante la notte.

Come vestirsi quando fa caldissimo

Con il caldo si tende a lasciare scoperta la pelle, ma qualche piccolo accorgimento può fare la differenza. Meglio scegliere tessuti naturali, traspiranti e dai colori chiari. Le zanzare sembrano infatti essere maggiormente attratte dagli abiti scuri, che trattengono anche più calore.

E gli oli essenziali? Citronella, eucalipto citronato e geranio possono aiutare ad allontanare gli insetti in alcune situazioni, ma non garantiscono una protezione paragonabile ai repellenti registrati, soprattutto nelle zone dove le zanzare sono numerose. Nei bambini molto piccoli gli oli essenziali vanno comunque usati con prudenza e mai direttamente sulla pelle senza il parere del pediatra.

Le zanzare sono particolarmente attive all’alba e al tramonto. Se possibile, è meglio evitare di far giocare i bambini in giardino proprio in queste fasce orarie oppure proteggerli con abiti adeguati e repellenti.

Dopo una puntura, la prima regola è evitare che il bambino si gratti, perché il rischio è quello di provocare piccole ferite e favorire infezioni. Un impacco fresco può alleviare il prurito. Se invece compaiono gonfiore importante, febbre, difficoltà respiratorie o reazioni estese, è necessario contattare subito il pediatra.

Capelli bianchi in vacanza in gravidanza

Ago 13
Scritto da Annamaria avatar

L’estate è la stagione delle vacanze, ma anche quella in cui la ricrescita dei capelli bianchi sembra comparire all’improvviso. Tra sole, bagni in mare, piscina e shampoo più frequenti, il colore tende infatti a perdere brillantezza e i capelli bianchi diventano più evidenti. Se poi si è in vacanza, trovare il tempo o il parrucchiere giusto non è sempre semplice. per i capelli bianchi in vacanza esistono alcuni trucchi per nascondere la ricrescita, anche in gravidanza.

capelli bianci in vacanza in gravidanza

Esistono diversi modi per sentirsi curate anche senza ricorrere necessariamente alla tinta. Tra le soluzioni più pratiche ci sono gli spray copriricrescita e i mascara specifici per capelli. Si applicano in pochi secondi direttamente sulle radici, resistono abbastanza bene fino allo shampoo e sono perfetti per una cena, una passeggiata sul lungomare o una serata speciale. In estate è meglio applicarli sui capelli completamente asciutti e lasciarli fissare qualche minuto prima di esporsi all’umidità.

Può sembrare un dettaglio, ma modificare la riga dei capelli aiuta spesso a rendere la ricrescita molto meno evidente. Anche acconciature morbide, onde naturali, trecce spettinate o raccolti bassi permettono di camuffare le radici bianche senza fatica. Un foulard colorato, inoltre, resta uno degli accessori più chic dell’estate e diventa anche un ottimo alleato contro il sole.

Molte donne continuano a tingere i capelli anche durante la gravidanza, soprattutto dopo il primo trimestre, ma è sempre opportuno confrontarsi con il proprio ginecologo prima di qualsiasi trattamento. Se si preferisce evitare le colorazioni permanenti, le alternative non mancano. Si possono utilizzare prodotti temporanei che non penetrano nel capello oppure scegliere soluzioni vegetali come l’henné puro, purché sia di qualità e privo di additivi chimici. Anche in questo caso è consigliabile chiedere il parere del medico, perché non tutti i prodotti naturali sono uguali.

Il sole ossida il colore, mentre salsedine e cloro possono renderlo più opaco. Per questo è utile proteggere i capelli con cappelli a tesa larga o foulard e utilizzare shampoo delicati e maschere nutrienti dopo l’esposizione al sole. Anche un semplice olio specifico con filtro UV aiuta a preservare la luminosità del colore e a mantenere i capelli più morbidi.

La ricrescita dei capelli bianchi non deve diventare una fonte di ansia, tanto meno durante una vacanza o una gravidanza. Bastano piccoli accorgimenti per sentirsi curate senza inseguire la perfezione.

Ghirlanda di Ferragosto

Ago 12
Scritto da Annamaria avatar

Le giornate di Ferragosto sono spesso sinonimo di sole, mare e picnic. Ma quando il termometro supera anche di tanto i 35 gradi e uscire diventa poco consigliabile, soprattutto nelle ore centrali, anche i bambini finiscono per annoiarsi tra divano e tablet. E allora perché non trasformare il pomeriggio in un momento creativo? Con pochi materiali che quasi tutte le famiglie hanno già in casa si può realizzare un lavoretto allegro, perfetto per celebrare l’estate e tenere i più piccoli lontani dagli schermi: la ghirlanda di Ferragosto.

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L’idea è creare una coloratissima ghirlanda da appendere alla porta della cameretta, sul balcone o in cucina. Occorrono:

  • un cartoncino spesso;
  • fogli colorati;
  • forbici con punta arrotondata;
  • colla;
  • pennarelli;
  • nastrini o spago.

Dal cartoncino si ritaglia un grande cerchio e poi si elimina la parte centrale, ottenendo una base ad anello. A questo punto i bambini possono divertirsi a decorarla incollando tutto ciò che ricorda Ferragosto: piccoli soli, angurie, gelati, conchiglie, stelle marine, pesciolini, limoni, infradito, barchette o ombrelloni. Ogni elemento può essere disegnato, colorato e ritagliato. Al centro della ghirlanda si può aggiungere una scritta come “Buon Ferragosto!”, il nome del bambino oppure l’anno, così da conservarla come ricordo dell’estate.

Dietro un lavoretto così semplice si nascondono tanti benefici. Ritagliare, incollare e colorare aiuta a sviluppare la motricità fine, la coordinazione tra mano e occhio e la concentrazione. Inoltre lascia spazio alla creatività, perché ogni bambino può scegliere colori, decorazioni e forme diverse.

Il bello di questo lavoretto è che può diventare un’attività da fare insieme. Mamma e papà possono ritagliare le forme più difficili, mentre i bambini si divertono a colorarle e decorarle con glitter, adesivi o piccoli pompon. Se in casa ci sono fratelli, ognuno può realizzare un elemento diverso: chi il sole, chi il mare, chi i pesci. Alla fine tutte le creazioni si uniscono in un’unica ghirlanda.

Campi estivi in barca a vela

Ago 11
Scritto da Annamaria avatar

C’è un’estate diversa dai soliti centri estivi, fatta di vele issate al vento, tuffi in acque cristalline, notti in rada e tramonti vissuti dal ponte di una barca. I campi estivi in barca a vela stanno conquistando sempre più famiglie perché uniscono divertimento, sport, educazione e spirito di squadra in un’unica esperienza che i bambini ricordano per tutta la vita. Progetti come quelli organizzati da Campi nel Vento permettono ai ragazzi di vivere qualche giorno lontano dagli schermi e dalla routine, imparando a collaborare, a rispettare la natura e a cavarsela in tante piccole situazioni quotidiane.

campi estivi in barca a vela

Generalmente i campi in barca a vela sono pensati per bambini e ragazzi dagli 8-9 anni in su, anche se l’età minima può variare in base all’organizzazione e alla tipologia dell’esperienza proposta. Le imbarcazioni sono condotte da skipper esperti e gli equipaggi sono sempre seguiti da istruttori qualificati, per garantire sicurezza e assistenza costante.

La vita in barca è molto più varia di quanto si possa immaginare. I ragazzi imparano, naturalmente e divertendosi, a partecipare alla gestione dell’imbarcazione. Durante la giornata possono:

  • imparare le basi della navigazione a vela;
  • issare e regolare le vele insieme all’equipaggio;
  • leggere vento e meteo;
  • fare snorkeling e nuotare in baie raggiungibili solo via mare;
  • esplorare piccole isole e calette;
  • partecipare a giochi di squadra;
  • aiutare nella preparazione dei pasti e nel riordino della barca;
  • dormire in rada osservando le stelle.

Ogni attività diventa un’occasione per imparare qualcosa di nuovo.

La barca è una piccola comunità dove tutti hanno un ruolo. I bambini imparano rapidamente che ognuno deve dare il proprio contributo: rifare la cuccetta, mantenere gli spazi in ordine, rispettare gli orari, collaborare con i compagni. Senza quasi accorgersene sviluppano autonomia, spirito di adattamento, responsabilità e capacità di problem solving. Sono competenze che poi riportano anche nella vita di tutti i giorni.

Uno degli aspetti più belli di questi campi è il rapporto diretto con la natura. Molte esperienze prevedono anche la presenza di una biologa marina, che accompagna i ragazzi alla scoperta dell’ecosistema del Mediterraneo. Attraverso escursioni, osservazioni e attività pratiche, i bambini imparano a riconoscere pesci, stelle marine, praterie di Posidonia e altri organismi, comprendendo quanto sia importante proteggere il mare. Non si tratta di una semplice lezione, ma di un modo coinvolgente per trasformare la curiosità in consapevolezza ambientale.

In barca il telefono passa inevitabilmente in secondo piano. Le giornate scorrono tra navigazione, risate, bagni, chiacchiere e attività condivise. Si riscopre il piacere di stare insieme senza notifiche continue, costruendo amicizie autentiche e imparando a comunicare faccia a faccia. Per molti ragazzi è una delle prime esperienze di vera “disconnessione”, spesso vissuta con entusiasmo.

Non è solo una vacanza, ma un percorso di crescita. I bambini tornano a casa con maggiore sicurezza in se stessi, più indipendenza, nuovi amici e tanti ricordi da raccontare.

Kofta di pollo

Ago 10
Scritto da Annamaria avatar

Croccanti fuori, morbide dentro e ricche di gusto. Le kofta di pollo sono una ricetta ispirata alla tradizione mediorientale che può diventare un’ottima alternativa alle classiche polpette. La versione per i bambini è più delicata, con poche spezie e ingredienti semplici, ma mantiene tutto il sapore di un piatto sano, divertente e nutriente. Perfette per una cena estiva, un picnic o anche da infilare nella schiscetta per una gita, piacciono perché si mangiano con le mani e si possono accompagnare con tante salse leggere e verdure fresche.

kofta di pollo

Le kofta sono speciali perché uniscono proteine nobili, aromi delicati e una consistenza molto morbida, ideale anche per i più piccoli. Il pollo è una carne magra, facilmente digeribile e ricca di proteine, indispensabili per la crescita. Aggiungendo erbe aromatiche e un pizzico di spezie leggere si abitua il palato dei bambini a nuovi sapori senza risultare troppo intensi. Inoltre possono essere cotte al forno o in friggitrice ad aria, risultando leggere ma gustose. Ecco cosa serve per prepararle per una famiglia di 4 persone:

  • 500 g di macinato di pollo
  • 1 uovo
  • 3 cucchiai di pangrattato
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • qualche fogliolina di menta fresca (facoltativa)
  • mezzo cucchiaino di paprika dolce
  • un pizzico di cumino (facoltativo, in piccolissima quantità)
  • sale q.b.
  • olio extravergine d’oliva

Mescolate il macinato con l’uovo, il parmigiano, il pangrattato e le erbe aromatiche. Aggiungete la paprika dolce e, se i bambini sono già abituati a sapori nuovi, una punta di cumino. Impastate fino a ottenere un composto omogeneo. Con le mani leggermente inumidite formate dei cilindri, le classiche kofta, oppure delle piccole polpettine se i bambini sono molto piccoli. Disponetele su una teglia rivestita con carta forno, spennellatele con poco olio e cuocetele a 180°C per circa 20-25 minuti, girandole a metà cottura. In alternativa si possono preparare in friggitrice ad aria a 180°C per 15-18 minuti.

Le kofta di pollo si sposano benissimo con riso basmati, cous cous, pomodorini e cetrioli, carote crude a bastoncino, yogurt greco con un po’ di limone ed erba cipollina come salsa. Per i bambini più piccoli possono essere servite semplicemente con purè di patate o verdure cotte.