Gravidanza: miglior olio anti-smagliature

Mar 01
Scritto da Annamaria avatar

Quelle cicatrici proprio non ci piacciono, è per questo che durante la gravidanza dobbiamo idratare la nostra pelle, per renderla abbastanza elastica ed evitare guai dopo. Spesso però ci chiediamo quale sia il miglior olio anti-smagliature, quello da mettere soprattutto sull’addome, seno, cosce e glutei. Nella nostra beauty routine diventa, oltre che un gesto importante, anche rilassante, per regalarsi un momento intimo e proprio, volendosi bene.

gravidanza miglior olio anti smagliature

Quando si deve scegliere il miglior olio anti-smagliature in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre, è bene optare per prodotti testati per la dolce attesa. Non è proibito che abbia un buon profumo, ma per precauzione è meglio sempre fare un piccolo test, che vedere se causa irritazioni, soprattutto se contiene oli essenziali. Il momento di metterlo è dopo una doccia, quando i pori sono più dilatati con movimenti circolari, che stimolano la circolazione e facilitano l’assorbimento.

Qual è a questo punto il miglior olio anti-smagliature. Quello d’Oliva extra vergine o di cocco sono ottimi, ma forse troppo grassi. Andando su prodotti in vendita in profumeria o in farmacia, è molto popolare quello di Bio-Oil, che contiene olio di camomilla, lavanda, rosmarino e calendula. Sono uniti a PurCellin Oil, che ne riduce la densità. Anche il prodotto della Rilastil è ottimo. Contiene ingredienti naturali e vitamina E. Quello Weleda Mum con olio di mandorle dolci, jojoba e germe di grano uniti agli oli essenziali, può essere utilizzato da inizio gravidanza fino a tre mesi dopo il parto. Ci sono poi tanti altri marchi che ne producono di buoni.

Se si vuole invece seguire il fai da te, ricordate che i più consigliati in gravidanza sono: Olio di Mandorle, Cocco, Rosa mosqueta, Argan, Avocado, Jojoba, germe di Grano, semi di Lino e burro di Karité. Anche il gel di Aloe vera è molto efficace per le smagliature essendo ricco di vitamina C ed E.

Vestito battesimo bambini

Feb 29
Scritto da Annamaria avatar

Alcuni bambini, su scelta dei genitori, vivono la loro prima cerimonia importante da piccolissimi. Molti papà e mamma, come pure gli zii e i nonni, vogliono che il piccolo o la piccola siano elegantissimi per il loro battesimo. Ecco così che la scelta del vestito diventa fondamentale per rendere questa giornata speciale, l’ingresso nella comunità religiosa del pargolo, memorabile.

vestito battesimo bambini

Come deve essere il vestito per il battesimo dei bambini? Innanzitutto bianco, simbolo di innocenza e purezza. Spesso si scelgono quelli realizzati in cotone o seta, più eleganti.Molti sono semplici, altri hanno ricami, pizzi, fiocchi, nastrini. Ci sono quelli classici, quasi da bambola per le piccole. Ma anche quelli più moderni e minimal.

Tra i vestiti da battesimo per i bambini, se femminucce, ci sono gli abitini con la gonna in tulle. Se a maniche lunghe o corte, dipende dalla stagione chiaramente. Per i maschietti è molto gettonato il completo ‘da grande, con tanto di camicia, panciotto e pantalone, che può diventare anche corto se la cerimonia sarà in estate. Alcuni di questi completi sono addirittura arricchiti dalle bretelle elastiche e il papillon. 

Come detto, il bianco la fa da padrone, soprattutto per le principessine di casa. Ma è ben accetto pure il color crema o il rosa pallido o cipria. Per i principini i completi possono anche essere beige, color sabbia o panna. Ma pure il blu non sfigura.

Il vestito da battesimo dei bambini può variare moltissimo con il prezzo, dipende come sempre dal marchio che si sceglie e anche dalla ricercatezza dei tessuti. Ognuno può scegliere a seconda delle sue tasche. Basta non esagerare. Il più delle volte nella semplicità c’è la vera eleganza.

Virus Respiratorio Sinciziale

Feb 28
Scritto da Annamaria avatar

Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) causa un’infezione delle vie respiratorie in più del 60% dei bambini nel primo anno di vita. E in quasi tutti entro il secondo anno di vita. L’infezione può essere molto grave. Infatti, il 4% dei bambini colpiti che hanno meno di un anno richiede il ricovero in ospedale. Tra questi uno su cinque deve essere ricoverato in Terapia Intensiva. Ogni anno, anche in Italia, si verifica durante la stagione epidemica, tra ottobre/novembre – marzo/aprile, una vera e propria epidemia. Il modo più efficace per combatterla è la prevenzione.

virus rspiratorio sinciziale

In ragione di questo, il Board del Calendario Vaccinale per la Vita, la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), la Società Italiana di Neonatologia (SIN), la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) già nel febbraio del 2023 hanno suggerito la necessità di adottare una strategia di prevenzione universale delle malattie da Virus Respiratorio Sinciziale per tutti i neonati. Questo si può ottenere somministrando il Nirsevimab direttamente in ambito ospedaliero, prima della dimissione dal reparto di maternità, dai servizi territoriali o dal Pediatra di libera scelta. 

Tutte queste considerazioni hanno spinto la Regione Autonoma Valle d’Aosta ed alcuni paesi europei, come la Spagna e la Germania, ad introdurre la prevenzione universale delle malattie da Virus Respiratorio Sinciziale con il Nirsevimab già dalla stagione epidemica 2023.

Tutto ciò premesso, sta sollevando grande preoccupazione il fatto che le Regioni italiane stanno affrontando questo tema in modo eterogeneo. Suggerendo, in certi casi, di limitare l’uso del Nirsevimab ad un numero ristretto di bambini. Sono spinte dall’obiettivo di limitare i costi più che da obiettivi di salute pubblica. Con riferimento anche alla disponibilità del vaccino anti-VRS da somministrare durante il terzo trimestre di gravidanza, verosimilmente a spese della gestante.

Queste considerazioni sono oggetto della richiesta della Società Italiana di Neonatologia (SIN), a nome del Presidente Dott. Luigi Orfeo e del Consiglio Direttivo, al Ministro della Salute, alla Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, ai Presidenti delle Regioni Italiane ed agli Assessori regionali alla Sanità e alla Salute, di offrire ai bambini italiani le stesse opportunità di salute degli altri bambini europei evitando, nel contempo, che ci siano incomprensibili differenze addirittura tra le diverse Regioni del nostro paese, dovute ad un’analisi sommaria dei costi a discapito della salute dei nostri piccoli.

Vescica iperattiva

Feb 27
Scritto da Annamaria avatar

Dopo i 40 molte di noi, mamme e non, possono avere questo problema, quello della vescica iperattiva. Ossia andare in bagno per la pipì troppo spesso.

vescica iperattiva

La sindrome della vescica iperattiva “risulta fino a tre volte più comune nel sesso femminile rispetto a quello maschile”, spiega Emanuele Montanari al Corriere della Sera.

Il professore di Urologia dell’Università degli Studi di Milano e direttore dell’Unità operativa complessa di urologia dell’Irccs Policlinico di Milano è chiaro. “Di solito nella donna si manifesta dopo i 40 anni o a ridosso della menopausa, mentre nell’uomo verso i 50-60 anni, comportando il bisogno urgente di urinare, in genere accompagnato da minzioni frequenti sia di giorno sia di notte e talvolta anche da una perdita involontaria di urina”.

Quali sono le cause della vescica iperattiva? “Sono due le teorie più accreditate. Entrambe chiamano in causa un anomalo controllo delle ‘centraline nervose’, collocate nel cervello e nella colonna vertebrale. Quelle che in condizioni normali permettono il fisiologico riempimento e svuotamento della vescica. Una teoria mette al centro la vescica, in particolare il tessuto che la riveste internamente (urotelio) il quale sarebbe più sensibile a stimoli meccanici o chimici. L’altra teoria vede coinvolto il muscolo detrusore che avvolge la vescica: eccitandosi spontaneamente provocherebbe lo stimolo impellente a urinare prima che la vescica si sia riempita a volumi normali. Esistono poi alcuni fattori di rischio come l’obesità, l’ipertrofia prostatica nel maschio, la stitichezza e l’assunzione di alcuni farmaci”, precisa l’esperto.

Come si riconosce? “In genere è sufficiente una visita urologica con la compilazione di un diario minzionale e la raccolta della storia del paziente, con l’esclusione di altre patologie. Fondamentale eseguire un semplice esame delle urine con valutazione del sedimento. Per eliminare, ad esempio, le infezioni come possibile causa. Possono poi essere richieste altre indagini come l’ecografia e, nei casi dubbi, lo studio urodinamico”.

Per porvi rimedio limitare il consumo di liquidi, caffè e fumo o perdere peso. Solo in rari casi si ricorre alla chirurgia. “La terapia comportamentale associata agli esercizi per rinforzare il pavimento pelvico è in grado di ridurre i fastidi nel 50-80% dei casi”, dice Montanari

Cupcake al limone

Feb 26
Scritto da Annamaria avatar

Possono essere già un’idea sfiziosa per celebrare l’8 marzo. I cupcake al limone faranno felici i vostri bambini, specialmente se li realizzerete insieme a loro. Cosa vi occorre in casa per mettere le mani “in pasta” nella ricetta?

cupcake al limone

Per 8 cupcake al limone in dispensa bisogna avere:

2 uova

160 grammi di zucchero

160 grammi di farina 00

160 grammi di burro

2 bustine di lievito per dolci

2 limoni

Un pizzico di sale

Pirottini in carta o silicone per cupcake

E ora diamoci da fare! In un contenitore abbastanza capiente mescolate con grande accortezza il burro a temperatura ambiente con lo zucchero, unite la scorza grattugiata dei due limoni e anche il succo di limone da loro generato e filtrato, ovviamente, senza i semi. Infine aggiungete la farina, il lievito per dolci e un pizzico di sale. Mettete il composto nei pirottini dei cupcake e lasciate cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti.

Se siete contrarie all’utilizzo della farina 00, per fare i cupcake al limone potrete scegliere anche la farina integrale, maggiormente ricca di fibra e quindi più leggera e meno trattata. Anche con lo zucchero, potreste usare ugualmente quello di canna. Per quanto riguarda il burro, si può optare per la margarina, ma, non dimenticatelo mai, anche per l’olio, o extra vergine d’oliva, basta che non sia quello con un sapore molto intenso, o va benissimo pure quello di semi.

Nei disegni dei bambini le emozioni

Feb 25
Scritto da Annamaria avatar

Nel disegni dei bambini ci sono le loro emozioni. Non è un semplice passatempo che che creano, anzi. Lo afferma la psicoanalista e componente della Società Psicoanalitica Italiana, Adelia Lucattini a Orizzonte Scuola.

nei disegni dei bambini le emozioni

Lasciamoli immaginare il loro mondo, cose che altrimenti rimarrebbero inespresse. Le emozioni nei disegni dei bambini a volte sono manifesti, altre volte meno, ma per loro sono importantissimi. “Attraverso il disegno, la creatività trova una via di espressione che nei bambini va ben oltre la mera manifestazione stilistica“, afferma la terapeuta.

“Essa insegna loro a manifestare le loro emozioni più profonde, alimenta la passione per l’espressività artistica, promuove la pazienza, affina la precisione e le abilità manuali. Per tutti i bambini e in particolare per i bambini che manifestano alcune difficoltà nell’utilizzo degli strumenti grafici, come ad esempio stringere correttamente matite colorate, pennelli, lapis, penne e pennarelli, è consigliata l’impostazione precoce di una corretta presa che sia ergonomica e non faticosa. L’uso di impugnature specifiche adatte alle esigenze di ognuno può orientare i bambini con delicatezza, senza creare pressione emotiva, verso una presa corretta, facilitando così il loro processo di apprendimento del disegno, espandendo le loro capacità espressive mentre imparano giocando”, aggiunge l’esperta.

“Incoraggiare i bambini a disegnare è un modo eccellente per aiutarli a esplorare e comprendere se stessi in modo divertente“, prosegue la Lucattini. “Il disegno infantile è una via privilegiata d’espressione dell’inconscio anche perché visivo, tattile, olfattivo, sensoriale, è una finestra sulle emozioni e sui pensieri, uno strumento specifico di espressione e sviluppo del pensiero che precede il linguaggio e la comunicazione verbale. Questo processo offre ai bambini l’opportunità di confrontare l’immagine mentale con il risultato finale sul foglio, facilitando così l’elaborazione delle loro esperienze ed emozioni”. Nei disegni le emozioni dei bambini, diamogli importanza, mi raccomando.

Post parto: accettarsi

Feb 24
Scritto da Annamaria avatar

Nel post parto per molte è difficile accettarsi, ci si può sentire fisicamente inadeguate. E così arriva l’ennesimo messaggio body positivity per le donne. E’ la volta di Ireland Baldwin che nove mesi fa è diventata mamma per la prima volta di Holland, per la gioia del compagno RAC, all’anagrafe André Allen Anjos. “Sii gentile con te stessa”, scrive.

post parto accettarsi

Bisogna accettarsi nel post parto, Ireland Baldwin è giovane, ha solo 28 anni. Il suo corpo non è ancora tornato come quello di prima, ma i difetti non devono far piombare nella disperazione. Lei si fa vedere senza problemi, sconfiggendo la paura.

Irelend chiede a tutte di accettarsi nel post parto. “Nove mesi dopo il parto e sono lontana da dove vorrei, ma ho superato il limite e finalmente trovo il tempo di rimettere in forma questo cu*o. Non necessariamente allenarsi tutti i giorni, ma fare passi avanti per essere più costante. Cammina di più. Muoviti di più”, dice.

“Volevo solo fare un post di solidarietà con chiunque stia avendo difficoltà a farsi ispirare per cambiare cattive abitudini/lavorare su sé stessa – conclude la Baldwin –. Ci sono ancora giorni in cui mangio un’intera scatola di biscotti delle ragazze scout per cena ma va bene così! Ci sono voluti 7-9 mesi per iniziare a perdere peso o curarmene… E chi ti fa sentire male per andare al tuo ritmo o non essere abbastanza può andare a pu***ne. Questa m***a è DURA. Sii gentile con te stessa“.

Gravidanza e lavoro: ancora un tabù

Feb 23
Scritto da Annamaria avatar

Gravidanza e lavoro possono essere ancora un tabù. E’ notizia di questi giorni della ragazza licenziata perché incinta dall’azienda dove aveva l’impiego. Tutto questo è inconcepibile.

gravidanza e lavoro ancora tabu

La denuncia che fa capire quanto la gravidanza e lavoro siano ancora un tabù, vengano percepite come due cose inconciliabili per alcune imprese, arriva da una ventenne di Nuoro. La donna è stata costretta a fare addirittura il test per la dolce attesa in bagno e poi è stata mandata via. Ha denunciato il caso alla Cgil. 

La ragazza era stata assunta da poco, “il 15 novembre scorso, da una piccola ditta che ha in appalto i servizi di pulizia in un’azienda nell’area industriale del nuorese. Avevo un contratto Multiservizi a tempo indeterminato dopo aver superato il periodo di prova di un mese. Ed è allora che sono cominciati i guai”. La datrice di lavoro, a causa di un malessere della malcapitata, le ha portato il test di gravidanza. Le avrebbe detto: “Se non lo fai ti licenzio”, il tutto “davanti a due colleghi maschi che conoscevo a malapena, mi ha chiesto di farlo subito, lì nel bagno dell’ufficio”.

Lei ha accettato: non voleva perdere il lavoro. “Non conoscevo nemmeno i miei diritti, non sapevo se potevo rifiutare senza conseguenze. Sono entrata in bagno e sono uscita con il risultato negativo del test”. 

Gravidanza e lavoro ancora tabù? La donna incinta lo era per davvero. “A metà gennaio. Avevo nausee continue, sono andata dalla ginecologa della Asl, mi ha fatto ripetere il test e l’ecografia e ho scoperto di aspettare un bambino. Alla dottoressa ho spiegato la mia situazione lavorativa e mi ha fatto un certificato per l’astensione anticipata dal lavoro per gravidanza a rischio dal 18 gennaio al 25 febbraio”. Si è rivolta al patronato Inca Cgil, che ha inviato la comunicazione telematica dello stato di gravidanza all’Inps e all’azienda.

La ditta non le ha pagato lo stipendio però: “Così il 16 febbraio mi sono rivolta di nuovo al sindacato per spiegare che non avevo ricevuto la mensilità di gennaio”. Così ha scoperto di essere stata mandata via. “La ditta ha inviato via WhatsApp la comunicazione Unilav sull’interruzione del rapporto di lavoro ‘per giusta causa’. Così c’è scritto”. Avrebbe nascosto la gravidanza e incinta non potrebbe svolgere la mansione che le hanno affidato. “Ci sono rimasta malissimo perché non navighiamo nell’oro. La Filcams Cgil ha denunciato il mio caso all’Ispettorato del lavoro di Nuoro, alla Asl locale e all’Inps. Spero che la situazione si risolva, perché non è giusto. Ora intanto la cosa più importante è che il bambino stia bene”.

E’ assurdo che nel 2024 accadono ancora queste cose, è impensabile che le donne siano costrette a non avere figli per avere un impiego e che ci sia una disparità di trattamento così evidente con gli uomini. Non lo si può più accettare.