Gravidanza: 10mila passi al giorno per stare bene
Aspettare un bambino non significa rinunciare al movimento. Anzi, una semplice passeggiata quotidiana può diventare un prezioso alleato della salute. Lo conferma un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica JAMA e rilanciato da Corriere Salute: camminare ogni giorno e ridurre il tempo trascorso sedute aiuta ad abbassare il rischio di complicanze come diabete gestazionale e ipertensione.Bastano 10mila passi al giorno in gravidanza per stare bene.

I ricercatori hanno seguito 470 donne in gravidanza durante tutti e tre i trimestri, monitorando la loro attività fisica con appositi sensori. Il risultato è stato chiaro: le future mamme più sedentarie hanno registrato un rischio di complicanze superiore al doppio rispetto a quelle che si muovevano di più.
L’obiettivo ideale? Tra gli 8.000 e i 10.000 passi al giorno, senza però vivere il numero come un obbligo. Anche aumentare gradualmente il movimento rispetto alle proprie abitudini può fare la differenza. Le linee guida internazionali consigliano infatti almeno 150 minuti di attività fisica moderata alla settimana, da suddividere in base alle proprie esigenze e sempre seguendo le indicazioni del ginecologo.
Per le donne con una gravidanza fisiologica, camminare non aumenta il rischio di aborto o parto prematuro. Al contrario, favorisce una migliore circolazione sanguigna, aiuta la placenta a lavorare in modo più efficiente e può contribuire a un travaglio più breve e a un recupero dopo il parto più rapido. Il movimento, inoltre, rappresenta un valido aiuto anche per il benessere psicologico, riducendo stress e favorendo il buon umore.
Una passeggiata al parco, qualche commissione fatta a piedi o una camminata nelle ore più fresche della giornata possono essere sufficienti a fare attività. Mi raccomando, però: evitate le ore più calde e mantenetevi ben idratate. In presenza di dolore, contrazioni o qualsiasi sintomo insolito, fermatevi e contattate il vostro medico.
Gli errori da evitare dopo il parto
L’estate può spingere molte neomamme a riprendere subito i ritmi di sempre. Ma ma ci sono gli errori da evitare dopo il parto, indipendentemente dal fatto che il bambino sia nato col naturale o col taglio cesareo. Il caldo, inoltre, aumenta i rischi. Ecco cosa è importante non fare nelle settimane successive alla nascita del proprio figlio, soprattutto col termometro su.

Non esporsi al sole nelle ore più calde
Nelle prime settimane dopo il parto è meglio evitare l’esposizione al sole tra le 11 e le 17. Il caldo intenso può provocare cali di pressione, disidratazione e aumentare il senso di affaticamento. Se è presente una cicatrice da taglio cesareo o da episiotomia, è importante proteggerla dai raggi UV per evitare che si pigmenti o guarisca più lentamente.
Non bere troppo poco
Con il caldo e, soprattutto, se si allatta al seno, il fabbisogno di liquidi aumenta sensibilmente. È consigliabile bere acqua durante tutta la giornata, consumare frutta ricca di acqua come anguria, melone e pesche e limitare bevande zuccherate e alcoliche.
Non riprendere subito l’attività fisica intensa
Le prime settimane sono dedicate al recupero: vanno bene passeggiate leggere, sempre dopo il via libera del ginecologo, rimandando allenamenti più impegnativi ai tempi consigliati dallo specialista.
Non trascurare il riposo
Recuperare le energie è fondamentale. Cercare di dormire quando dorme il bambino, chiedere aiuto al partner o ai familiari e non pretendere di fare tutto da sole permette al corpo di rigenerarsi e riduce il rischio di stress eccessivo.
Non indossare abiti troppo stretti o tessuti sintetici
Con il caldo la pelle suda di più e la zona intima, ancora delicata dopo il parto, ha bisogno di respirare. Meglio scegliere biancheria in cotone e abiti leggeri e traspiranti che limitino irritazioni e fastidi.
Non ignorare i segnali del proprio corpo
Febbre, perdite maleodoranti, dolore intenso, sanguinamento molto abbondante, gonfiore improvviso alle gambe o forte mal di testa non devono mai essere sottovalutati. In presenza di questi sintomi è importante contattare tempestivamente il medico o il pronto soccorso.
Non seguire diete drastiche
Dopo il parto il corpo ha bisogno di energie, soprattutto se si allatta. Eliminare interi gruppi alimentari o ridurre eccessivamente le calorie può compromettere il recupero e aumentare la stanchezza. Nutrirsi in modo equilibrato con frutta, verdura, cereali integrali, proteine e grassi buoni.
Non avere fretta di tornare “come prima”
È forse l’errore più comune. Concedersi pazienza è un gesto di cura verso se stesse.
La longevità si impara da piccoli
La longevità è una delle parole più abusate degli ultimi anni. Un tempo vivere a lungo era soprattutto una questione di fortuna e genetica, oggi la scienza è sempre più concorde su un punto: ciò che facciamo ogni giorno può fare una grande differenza. Molte delle abitudini che favoriscono una vita lunga e in salute si imparano fin dall’infanzia. La longevità si impara da piccoli.

Educare i bambini alla longevità non significa parlare loro di vecchiaia e morte, ma insegnare uno stile di vita che permetta di crescere in equilibrio. La prima lezione riguarda il movimento. I bambini devono viverlo come un piacere. Correre al parco, andare in bicicletta, nuotare, o semplicemente trascorrere ore all’aria aperta, aiuta a sviluppare muscoli, ossa e cuore,. Imparano a prendersi cura del loro corpo.
Un’altra abitudine fondamentale è quella di mangiare bene. La longevità nasce da un rapporto sano con il cibo: tanta frutta e verdura di stagione, cereali integrali, legumi, pesce, olio extravergine d’oliva e pochi alimenti ultraprocessati. Coinvolgere i bambini nella preparazione dei pasti, portarli al mercato o far crescere qualche erba aromatica sul balcone li aiuta a sviluppare e consapevolezza verso quello che si porta in tavola.
Anche il sonno è un vero alleato della salute. Durante il riposo il cervello consolida ciò che ha imparato, il sistema immunitario si rafforza e l’organismo produce gli ormoni della crescita. Stabilire orari regolari e limitare gli schermi prima di andare a letto sono piccoli gesti che regalano col passare del tempo anni di vita.
Tra i pilastri della longevità c’è anche il benessere emotivo. I bambini devono imparare fin da piccoli a riconoscere le emozioni, a parlarne senza vergogna e a chiedere aiuto quando qualcosa li fa stare male. Crescere in un ambiente familiare sereno, ricco di ascolto e affetto, contribuisce a costruire quella resilienza che accompagnerà per sempre.
Allenare il cervello con la curiosità è un altro beneficio. Leggere libri, fare domande, costruire, disegnare, imparare una lingua straniera o suonare uno strumento musicale lo stimola e crea nuove connessioni neuronali.
Un altro insegnamento prezioso è il valore delle relazioni. Le persone che vivono più a lungo nel mondo hanno spesso una caratteristica comune: coltivano amicizie sincere, trascorrono tempo con la famiglia e fanno parte di una comunità. Anche i bambini hanno bisogno di imparare l’importanza della condivisione, dell’empatia e del prendersi cura degli altri.
Poi c’è il rapporto con la natura. Passeggiare in un bosco, osservare gli animali, giocare in spiaggia o semplicemente trascorrere del tempo in un giardino riduce lo stress, migliora l’umore e insegna il rispetto per l’ambiente.
Educare alla longevità significa aiutarli a vivere ogni fase della loro vita nel migliore dei modi,. Perché la longevità non inizia dopo i cinquant’anni: comincia molto prima.
Torta di compleanno estiva
Quando arriva il caldo, anche la torta di compleanno diventa ‘estiva’. Meglio un dolce fresco e ricco di frutta di stagione. Questa ricetta è semplice da preparare, non richiede grandi abilità in cucina. Ecco cosa vi serve:

Ingredienti
Per il pan di Spagna:
- 4 uova
- 150 g di zucchero
- 150 g di farina 00
- 1 cucchiaino di lievito per dolci
- scorza grattugiata di un limone biologico
Per la crema:
- 500 g di yogurt greco bianco
- 250 ml di panna fresca da montare
- 2 cucchiai di miele oppure 50 g di zucchero a velo
- un cucchiaino di estratto di vaniglia
Per decorare:
- fragole
- mirtilli
- lamponi
- pesche
- kiwi
- foglioline di menta
Montate le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e molto spumoso. Aggiungete delicatamente la farina setacciata, il lievito e la scorza di limone. Versate l’impasto in uno stampo da 22-24 centimetri e cuocete a 170 °C per circa 30-35 minuti. Nel frattempo preparate la crema montando la panna e incorporandola delicatamente allo yogurt, insieme al miele e alla vaniglia. Quando il pan di Spagna sarà completamente freddo, dividetelo in due dischi. Farcite con abbondante crema, richiudete la torta e ricoprite anche la superficie con uno strato sottile. Decorate con tanta frutta fresca, creando un arcobaleno di colori che renderà il dolce ancora più invitante. Lasciate riposare in frigorifero almeno due ore prima di servirla.
Se tra gli invitati ci sono bambini intolleranti al lattosio, basta utilizzare yogurt e panna senza lattosio oppure una versione vegetale. E’ importante mantenere sempre la torta al fresco fino al momento di servirla. Se la festa si svolge all’aperto, conservatela in una borsa termica o in frigorifero fino all’ultimo.
Una giornata in fattoria
Avete mai pensato a un piccolo viaggio, ma molto divertente? Trascorrere una giornata in fattoria è un’esperienza educativa da fare in famiglia eche permette ai bambini imparare a contatto diretto con la natura.

I piccoli apprendono molto da questa esperienza. Scoprono da dove arriva il cibo. Visitare una fattoria permette di capire l’origine degli alimenti, così da avere anche più rispetto, riducendo spesso gli sprechi. Imparano il rispetto per gli animali, comprendono che gli animali non sono giocattoli, ma esseri viventi che hanno bisogno di cure, attenzioni e gentilezza. Sviluppano tutti i sensi, osservano colori diversi, ascoltano versi degli animali, sentono il profumo dell’erba appena tagliata, toccano il fieno, la terra e le foglie, assaggiano prodotti genuini.
Non è tutto. I piccoli scoprono il valore dell’attesa In fattoria non tutto accade subito: ogni cosa segue i propri ritmi e la natura non si può accelerare. Imparano cosa significa prendersi cura, sviluppando il senso di responsabilità. Si muovono e giocano all’aria aperta e stimolando la loro curiosità, fanno domande su tutto. Sappiate che questa avventura rafforza il legame con la famiglia condividendo tempo di qualità.
Maschere doposole fai da te
Dopo una giornata trascorsa al mare o in piscina, tra sole, salsedine o cloro, la pelle ha bisogno di essere rigenerata. Le maschere doposole fai da te possono darci una mano. Sono trattamenti semplici, economici e delicati. Eccone qualcuna.

Aloe vera
Il gel di aloe vera pura è il rimedio naturale più conosciuto per calmare la pelle accaldata. Ha un’immediata azione rinfrescante e favorisce l’idratazione. Come usarla: applicate uno strato abbondante di gel di aloe vera puro e lasciatelo agire per 20-30 minuti prima di massaggiarne l’eccesso.
Yogurt e miele
Lo yogurt bianco naturale regala una piacevole freschezza, mentre il miele aiuta a trattenere l’idratazione e rende la pelle più morbida.La ricetta? Prendete 2 cucchiai di yogurt bianco intero e 1 cucchiaino di miele. Mescolate e distribuite sul viso. Lasciate in posa circa 15 minuti e risciacquate con acqua fresca.
Cetriolo e camomilla
Il cetriolo è ricchissimo d’acqua e ha un effetto decongestionante. Abbinato alla camomilla fredda diventa un vero sollievo. Frullate mezzo cetriolo con due cucchiai di infuso di camomilla ormai freddo, applicate il composto e lasciate agire per 15-20 minuti.
Avocado e olio di mandorle
Per la pelle “che tira”, questa maschera è ideale. Servono mezzo avocado maturo e un cucchiaino di olio di mandorle dolci Schiacciate tutto fino a ottenere una crema morbida, applicatela sulla pelle e lasciatela agire per una ventina di minuti.
Fiocchi d’avena
L’avena ha proprietà lenitive e calmanti. Frullate qualche cucchiaio di fiocchi d’avena e aggiungete acqua o yogurt fino a ottenere una crema da stendere sul corpo per circa 15 minuti.
Acqua di cocco e aloe
L’acqua di cocco reintegra l’idratazione superficiale della pelle e unita al gel di aloe crea una maschera leggera e molto fresca.
Vacanza in città con bimbi: la valigia
New York, Londra, Parigi, Madrid, Berlino o una qualsiasi capitale europea: una vacanza in una grande città è un’esperienza entusiasmante anche con e per i bimbi al seguito. A differenza di una vacanza al mare, la valigia richiede un’organizzazione diversa: si cammina molto, il meteo può cambiare all’improvviso e bisogna essere pronti a qualsiasi imprevisto. Ecco un vademecum per prepararla senza dimenticare nulla.

Abiti comodi
Meglio puntare su capi pratici e facilmente abbinabili. In valigia non dovrebbero mancare:
- magliette in cotone traspirante;
- pantaloncini e pantaloni lunghi leggeri;
- una felpa o un cardigan, utile anche in estate;
- una giacca impermeabile o un k-way pieghevole;
- qualche cambio extra, soprattutto per i bambini più piccoli;
- pigiama leggero.
Scarpe
Camminare per chilometri tra vie, piazze e musei può affaticare anche i più piccoli. Servono almeno:
- un paio di scarpe da ginnastica già collaudate;
- sandali comodi con suola stabile (se la stagione lo permette);
- calze di ricambio per evitare sfregamenti.
Lo zainetto
Ogni bambino può avere un piccolo zaino con tutto il necessario per la giornata. Dentro si possono mettere:
- una borraccia;
- un cappellino;
- occhiali da sole con filtro UV;
- fazzoletti;
- uno snack sano;
- un piccolo gioco o un libro da utilizzare durante le attese.
Farmaci e kit di emergenza
Anche in città è importante essere preparati. Nel beauty case dedicate uno spazio a:
- cerotti;
- disinfettante;
- crema per punture d’insetto;
- crema solare;
- doposole;
- termometro;
- eventuali farmaci abituali prescritti dal pediatra.
Portate sempre con voi anche una copia delle prescrizioni mediche se il bambino segue terapie particolari.
Il meteo
Anche in piena estate un temporale improvviso o una giornata più fresca sono sempre possibili. Per questo conviene aggiungere:
- un ombrellino pieghevole;
- un cambio leggero da tenere nello zaino;
- una felpa per musei, mezzi pubblici e locali con aria condizionata.
Se si viaggia con neonati o bambini molto piccoli, la lista si allunga. Non dimenticate:
- pannolini;
- salviettine umidificate;
- telo cambio;
- bavaglini;
- ciuccio (meglio averne uno di riserva);
- latte artificiale o alimenti abituali;
- passeggino leggero e richiudibile.
Nelle grandi città si utilizzano spesso metropolitana e autobus: un passeggino compatto renderà gli spostamenti molto più semplici.
Tablet o console possono essere utili durante voli, treni o lunghe attese, ma non dovrebbero diventare il passatempo principale della vacanza. Molto meglio alternarli con:
- libri illustrati;
- album da colorare;
- giochi magnetici;
- carte;
- piccoli puzzle da viaggio.
Per evitare di portare troppo, preparate gli outfit già abbinati giorno per giorno e utilizzate organizer o sacchetti divisori. In questo modo sarà più facile trovare tutto senza mettere sottosopra la valigia ogni mattina.
Capelli in gravidanza d’estate: i rimedi
Il gran caldo, la salsedine e il mare mettono a dura prova la chioma di tutti, ma i capelli d’estate in gravidanza hanno bisogno di qualche attenzione in più. Il mix di ormoni, temperature ‘hot’, raggi UV, salsedine e cloro può infatti renderli più secchi, crespi o, al contrario, più grassi del solito. Ci sono alcuni rimedi naturali con cui è possibile mantenerli forti, morbidi e brillanti per tutta la stagione.

Gli estrogeni influenzano il ciclo di vita del capello. Molte future mamme notano una chioma più folta e lucente, perché i capelli cadono meno. Altre, invece, possono avere una cute più sensibile, un aumento della produzione di sebo oppure capelli più secchi e difficili da gestire. Con il caldo estivo questi cambiamenti possono accentuarsi.
Così come proteggiamo la pelle, anche i capelli hanno bisogno di una protezione contro i raggi UV. Per evitare che si disidratino:
- indossate un cappello di paglia o una bandana nelle ore più calde;
- raccogliete i capelli in una treccia morbida o in uno chignon basso per limitare nodi e sfregamenti;
- utilizzate spray protettivi specifici per capelli con filtri UV, scegliendo formule delicate.
Il mare e la piscina sono un piacere durante la gravidanza, ma possono rendere la chioma più fragile. Un piccolo trucco consiste nel bagnare i capelli con acqua dolce prima del bagno: in questo modo assorbiranno meno sale o cloro. Dopo ogni tuffo è importante risciacquarli accuratamente e lavarli appena possibile con uno shampoo delicato.
Per nutrire i capelli senza appesantirli si possono utilizzare alcuni ingredienti semplici.
Olio di cocco
Applicato sulle lunghezze prima dello shampoo, aiuta a contrastare la secchezza causata dal sole e rende i capelli più morbidi.
Gel di aloe vera
È perfetto per lenire una cute irritata o accaldata e dona una piacevole sensazione di freschezza.
Olio di argan
Qualche goccia sulle punte asciutte aiuta a prevenire doppie punte e effetto crespo.
Maschera allo yogurt
Mescolare yogurt bianco naturale con un cucchiaino di miele crea un impacco nutriente da lasciare in posa per circa 15 minuti prima del lavaggio.
Con il caldo si tende a lavare i capelli più spesso. Va bene, purché si utilizzino shampoo delicati, senza detergenti troppo aggressivi, e acqua tiepida invece che molto calda. Dopo il lavaggio è meglio tamponare delicatamente i capelli con un asciugamano in microfibra, evitando di strofinarli.
La salute dei capelli parte anche da ciò che si mette nel piatto. Durante la gravidanza è importante seguire un’alimentazione equilibrata ricca di:
- proteine;
- frutta e verdura di stagione;
- cereali integrali;
- frutta secca (se consentita dal proprio medico);
- alimenti ricchi di ferro, zinco e vitamine del gruppo B.
Anche bere acqua a sufficienza aiuta a mantenere idratati cute e capelli, soprattutto nelle giornate più afose.
Durante la gravidanza la cute può diventare molto più sensibile. Per questo motivo è consigliabile limitare:
- piastre e ferri ad alte temperature;
- decolorazioni frequenti;
- trattamenti chimici particolarmente aggressivi.
Se si desidera colorare i capelli, è sempre opportuno confrontarsi con il proprio ginecologo e scegliere prodotti delicati, preferibilmente senza ammoniaca.

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