Domenica al parco coi bambini: giochi creativi
Dopo una settimana fatta di zaini, quaderni, esercizi e ore passate sui libri, arriva finalmente la domenica. E se il pomeriggio è ancora lungo, perché non andare coi bambini al parco? Ecco alcuni giochi creativi da fare con loro

La caccia al tesoro dei colori
Non servono oggetti da nascondere. Date ai bambini una missione: trovare nel parco qualcosa di rosso, qualcosa di giallo, qualcosa di ruvido, qualcosa di morbido, qualcosa che profuma e qualcosa che sembra fatto apposta per diventare una bacchetta magica. L’ultimo indizio può essere inventato sul momento. La regola importante? Si osserva, ma non si strappa nulla: foglie e piccoli tesori naturali si possono guardare, fotografare o raccogliere solo se già caduti e dove è consentito.
Il detective delle tracce
Chi è passato prima di noi? Un cane? Un uccellino? Un bambino con una bicicletta? Un insetto? Invitateli a cercare tracce, non necessariamente impronte: una piuma, una foglia rosicchiata, un guscio, un rametto spezzato, un piccolo sentiero nell’erba. I bambini devono inventare una teoria: “Secondo me qui è passato…” e spiegare perché. Un gioco semplicissimo che trasforma una passeggiata in un’indagine.
Il parco al contrario
Per dieci minuti bisogna fare tutto “al contrario”: camminare all’indietro dove è sicuro farlo, salutare con la mano sbagliata, cercare prima le cose piccole e poi quelle grandi, parlare usando parole che iniziano con una determinata lettera. Ovviamente niente acrobazie o movimenti rischiosi.
Inventiamo un animale impossibile
Seduti su una panchina, scegliete tre caratteristiche viste nel parco. “Ha le orecchie di un coniglio, le zampe di un gatto e la coda di uno scoiattolo”. Poi arriva la parte migliore: dove vive? Cosa mangia? Come si chiama? Ha paura di qualcosa? I più grandi possono disegnarlo su un piccolo taccuino portato da casa. I più piccoli possono semplicemente raccontarlo.
La storia a staffetta
Si comincia con una frase: “Una domenica pomeriggio, proprio in questo parco, successe qualcosa di stranissimo…”. Ogni componente della famiglia aggiunge una frase. Uno introduce un personaggio, un altro un problema, un altro ancora trova la soluzione. Alla fine avrete una storia completamente improvvisata e probabilmente molto più folle di qualsiasi cartone animato.
Il tramonto con la gara delle nuvole
Se il pomeriggio finisce verso sera, niente di meglio di una gara di fantasia guardando il cielo e dare un nome alla forma delle nuvole.
Dopo una settimana di scuola, compiti e impegni, il parco può diventare una pausa vera. Non serve riempire ogni minuto con attività organizzate. A volte basta lasciare ai bambini un po’ di spazio per annoiarsi, osservare, inventare e correre dietro a un’idea.
Primo weekend di settembre: 10 cose da fare
Il primo di weekend di settembre è arrivato. Ma prima che ricomincino davvero scuola, attività sportive, sveglie all’alba e corse contro il tempo, ecco 10 di cose da fare per far stare bene i bambini dopo il rientro dalle vacanze, un piccolo vademecum per trascorrere questi giorni in famiglia con tante idee semplici e divertenti.
1. Fare un ultimo picnic all’aperto
Se il tempo lo permette, approfittate ancora delle giornate di sole. Un pranzo al parco, una merenda su un prato o una gita fuori porta possono regalare ai bambini l’ultima piccola sensazione d’estate. Non serve organizzare nulla di complicato: un plaid, qualche panino, frutta fresca e giochi da portare con sé sono più che sufficienti.
2. Riguardare insieme le foto delle vacanze
È uno dei modi più belli per trasformare la nostalgia in un ricordo felice. Sedetevi insieme e riguardate le fotografie scattate durante l’estate. I bambini potranno raccontare cosa hanno preferito della vacanza, ricordare episodi divertenti e magari scegliere le immagini più belle da stampare.
3. Preparare la cameretta per il nuovo anno
Settembre porta con sé aria di cambiamento. Riordinare insieme la cameretta può essere un modo semplice per prepararsi alla nuova stagione. Via i giochi ormai inutilizzati, spazio ai libri e al materiale scolastico. L’importante è coinvolgere i bambini senza trasformare tutto in un’imposizione. Possono scegliere dove sistemare le nuove cose, decidere quali giochi regalare o riordinare la loro scrivania.
4. Fare un giro per acquistare le ultime cose per la scuola
Zaino, quaderni, astucci, matite e piccoli accessori: per molti bambini acquistare il materiale scolastico è uno dei momenti più emozionanti di settembre. Lasciate che scelgano almeno qualche dettaglio secondo i propri gusti. Una copertina colorata o una penna preferita possono rendere più piacevole anche il ritorno tra i banchi.
5. Organizzare una serata cinema in famiglia
Prima che riprendano gli impegni, una serata sul divano tutti insieme può essere la scelta perfetta. Popcorn, coperte e un film adatto a tutta la famiglia: semplice, economico e sempre efficace. Magari scegliendo proprio un film che racconti una nuova avventura o l’inizio di un nuovo percorso.
6. Tornare gradualmente agli orari giusti
Il weekend può essere anche il momento per iniziare a rimettere un po’ d’ordine nelle giornate. Dopo settimane di cene tardive e sveglie senza orario, meglio non aspettare l’ultimo momento. Anticipare leggermente l’ora della cena e quella della nanna aiuterà i bambini ad affrontare con meno fatica il ritorno alla routine.
7. Fare qualcosa di creativo
Settembre è il mese perfetto per lavoretti e attività manuali. Si possono raccogliere foglie, sassolini o altri piccoli ricordi dell’estate e utilizzarli per creare un collage. Oppure si può realizzare un calendario del nuovo anno scolastico, decorare il diario o personalizzare i quaderni.
8. Lasciare spazio anche alla noia
Non è necessario riempire ogni minuto del weekend con attività e appuntamenti. Anzi. Dopo un’estate spesso trascorsa tra viaggi, mare, visite e divertimenti, anche annoiarsi un po’ può fare bene. Lasciare ai bambini del tempo libero stimola la fantasia e permette loro di tornare gradualmente a una quotidianità più tranquilla.
9. Parlare del ritorno a scuola
Per alcuni bambini settembre è sinonimo di entusiasmo. Per altri, invece, può portare con sé ansia e preoccupazioni. Il primo weekend del mese può essere un buon momento per parlarne senza pressioni. Come immagini il nuovo anno? C’è qualcosa che ti preoccupa? Cosa ti piacerebbe fare quest’anno? Piccole domande che possono aiutare mamma e papà a capire lo stato d’animo dei propri figli.
10. Godersi ancora un po’ l’estate
Soprattutto, niente fretta. L’autunno arriverà abbastanza presto, insieme ai ritmi serrati, alle sveglie e agli impegni quotidiani. Questo primo weekend di settembre può essere semplicemente un’occasione per stare insieme. Per chi può anche al mare…
Giochi da spiaggia: 3 idee
La giornata al mare non è fatta solo di bagni e tintarella. Per evitare la noia e sorridere insieme, genitori e figli, è bene organizzare anche giochi da spiaggia. Ecco 3 idee per vivere una domenica speciale con i bambini.

La caccia al tesoro del mare
Non passa mai di moda. Prima di iniziare, preparate una piccola lista di oggetti da trovare: una conchiglia bianca, un sassolino rotondo, una piuma, un pezzo di legno levigato dal mare, una foglia, una conchiglia a righe o un fiore caduto sulla sabbia. Per i bambini più piccoli potete mostrare delle immagini, mentre i più grandi possono seguire una vera e propria lista. Alla fine della ricerca, ogni “tesoro” raccolto può essere utilizzato per creare un piccolo ricordo della giornata o semplicemente osservato insieme, parlando della natura e del mare. Il premio? Può essere un bel gelato!
Le Olimpiadi sulla sabbia
Bastano pochi minuti per organizzare delle mini gare adatte a tutta la famiglia. Si può correre a piedi nudi fino alla battigia, fare una gara di salti sulla sabbia, lanciare una pallina cercando di centrare un cerchio disegnato per terra oppure costruire la torre di sabbia più alta nel minor tempo possibile.
Il villaggio di sabbia
Costruire un castello è divertente, ma creare un intero villaggio lo è ancora di più. Dividete i compiti: qualcuno realizza le case, altri scavano canali, qualcuno costruisce ponti, strade o piccoli giardini decorati con sassolini e conchiglie. Questo gioco insegna ai bambini a lavorare insieme per raggiungere un obiettivo comune e a collaborare.
Siete pronti? E allora date spazio alla fantasia e alla creatività con i vostri piccoli e ricordate, però, di non stare troppo tempo sotto il solleone e di non lesinare con le creme per proteggersi dalle scottature.
Come spiegare Festa della Repubblica con gioco
Quando si parla di storia e istituzioni, molti genitori pensano subito a spiegazioni complicate che rischiano di annoiare i più piccoli. Come spiegare la Festa della Repubblica del 2 giugno ai bambini con il gioco?

Il 2 giugno 1946 gli italiani furono chiamati a decidere il futuro del Paese. Per la prima volta votarono anche le donne e tutti insieme scelsero di far nascere la Repubblica Italiana. Un concetto che può sembrare difficile, ma che diventa semplice se vissuto in famiglia.
Il gioco della “Grande Scelta”
Per spiegare ai bambini cosa accadde quel giorno, organizzate una piccola votazione in casa. Potete proporre due opzioni semplici:
- Quale dolce preparare per merenda.
- Quale film guardare la sera.
- Quale gioco fare nel pomeriggio.
- Dove fare la passeggiata della domenica.
Ogni membro della famiglia riceve un foglietto e scrive la propria scelta. Poi si contano insieme i voti.
A quel punto si può spiegare: “Vedi? Oggi abbiamo deciso tutti insieme. Anche gli italiani, tanti anni fa, fecero una scelta importante votando. Da quel momento nacque la Repubblica.”
Costruiamo una cabina elettorale
I bambini adorano imitare il mondo dei grandi. Con una scatola di cartone si può creare una piccola urna elettorale. Bastano fogli, matite e qualche scheda preparata in casa. I piccoli potranno sentirsi protagonisti di una vera votazione e capire il valore del voto divertendosi.
La caccia al Tricolore
Un’altra attività semplice consiste nel nascondere per casa oggetti verdi, bianchi e rossi. I bambini dovranno trovarli e usarli per comporre una bandiera italiana. Durante il gioco si può raccontare che il Tricolore è uno dei simboli più importanti della Repubblica e rappresenta tutti noi.
Disegniamo l’Italia che ci piace
Dopo aver parlato della Repubblica, chiedete ai bambini di disegnare ciò che amano del nostro Paese. Potrebbero scegliere il mare, la montagna, la propria città, la scuola, il cibo preferito o i monumenti che conoscono. L’obiettivo non è insegnare una lezione di educazione civica, ma aiutarli a sentirsi parte di una comunità.
Un piccolo presidente per un giorno
Per i bambini più grandi si può organizzare un gioco di ruolo. Uno diventa il “Presidente della Repubblica” e ha il compito di proporre idee per migliorare la vita della famiglia: organizzare una gita, inventare una giornata speciale o stabilire una regola positiva per tutti. Gli altri ascoltano e votano. In questo modo comprendono che guidare una comunità significa soprattutto prendersi cura delle persone.
I bambini ricordano molto più facilmente ciò che sperimentano rispetto a ciò che ascoltano. Per questo il 2 giugno può diventare un’occasione speciale per giocare insieme e parlare di valori importanti come la partecipazione, il rispetto degli altri e la collaborazione. Alla fine della giornata probabilmente non ricorderanno la data del referendum del 1946. Ma avranno capito una cosa fondamentale: quando le persone si ascoltano e scelgono insieme, possono costruire qualcosa di bello. Ed è proprio questo il cuore della Festa della Repubblica.
Creare un orto con i bambini
C’è un gioco che non ha schermi, non fa rumore e non passa mai di moda. Un gioco che sporca le mani di terra, accende la curiosità e regala una soddisfazione enorme quando, dopo giorni di attesa, compare il primo germoglio. Ecco come creare un orto con i bambini.
Con l’arrivo della bella stagione, sempre più famiglie riscoprono il piacere di coltivare qualche piantina sul balcone, in giardino o persino sul davanzale di una finestra. E per i più piccoli può trasformarsi in una delle attività educative e divertenti dell’estate. Perché, in fondo, un orto è molto più di un orto: è un laboratorio all’aria aperta dove si impara giocando.
I bambini di oggi sono abituati ad avere tutto e subito. Seminare un pomodoro, invece, insegna che alcune cose richiedono tempo. Bisogna aspettare, annaffiare, osservare e prendersi cura della pianta giorno dopo giorno. Un piccolo esercizio di pazienza che vale più di tante parole.
Ma non solo. Creare un orto aiuta i bambini a comprendere da dove arrivano gli alimenti che trovano nel piatto. Vedere nascere una fragola o raccogliere la prima foglia di basilico rende il cibo più interessante e spesso aiuta anche i più diffidenti ad assaggiare frutta e verdura che normalmente rifiuterebbero.
La buona notizia è che non serve avere un grande giardino. Bastano alcuni vasi, del terriccio e qualche piantina facile da coltivare. Per iniziare, le più adatte ai bambini sono basilico, prezzemolo, menta, pomodorini, fragole e insalata. Crescono abbastanza velocemente e permettono ai piccoli di vedere risultati concreti in poco tempo.
Anche la preparazione può diventare un momento di gioco. Si possono decorare i vasi con colori e pennarelli, costruire etichette con il nome delle piante, creare un piccolo diario dell’orto dove annotare la crescita dei germogli o scattare fotografie ogni settimana per osservare i cambiamenti.
Gli esperti di educazione parlano spesso dell’importanza dei giochi costruttivi, quelli che aiutano i bambini a sviluppare creatività, autonomia, problem solving e capacità di osservazione. E l’orto racchiude tutte queste caratteristiche. Ogni giorno i piccoli sono chiamati a fare scelte, osservare dettagli, capire se una pianta ha bisogno di acqua o di sole, imparando a prendersi responsabilità adeguate alla loro età.
Inoltre, lavorare insieme a mamma e papà rafforza il legame familiare. Non esistono regole rigide o prestazioni da raggiungere: conta il tempo condiviso. E in un periodo in cui le giornate scorrono spesso troppo velocemente, fermarsi a osservare un seme che cresce può diventare un piccolo lusso.
L’orto insegna anche il rispetto per l’ambiente. I bambini scoprono il valore delle stagioni, il ruolo degli insetti impollinatori, l’importanza dell’acqua e della natura. Concetti che entrano nella loro quotidianità in modo spontaneo, senza bisogno di lezioni.
E quando arriverà il momento del raccolto, anche solo di qualche pomodorino o di una manciata di fragole, la soddisfazione sarà enorme. Perché quel frutto non sarà semplicemente un alimento: sarà il risultato di un’avventura vissuta insieme.
Forse è proprio questo il segreto del successo dell’orto tra i bambini. Non è solo un’attività all’aria aperta, ma un gioco che insegna, diverte e crea ricordi. E che, in un mondo sempre più digitale, riporta grandi e piccoli alla gioia semplice di vedere la vita nascere dalla terra.
Prima domenica al mare con bambini
Finalmente è arrivata. La domenica di fine maggio che sa già d’estate. Il sole splende alto nel cielo, le temperature invitano a lasciare la città e il richiamo del mare diventa irresistibile. Per tante famiglie è il momento della prima giornata in spiaggia con i bambini, quella che inaugura ufficialmente la bella stagione. Per la prima domenica al mare con i bambini cosa mettere in borsa, come divertirli e quale spiaggia scegliere?

Se per gli adulti bastano costume, telo e occhiali da sole, quando ci sono di mezzo i figli l’organizzazione richiede qualche attenzione in più. Perché il primo sole dell’anno è meraviglioso, ma anche insidioso.
La parola d’ordine è protezione. La pelle dei bambini, soprattutto dopo i lunghi mesi invernali, è particolarmente delicata. Meglio applicare una crema solare ad alta protezione già prima di uscire di casa e rinnovarla frequentemente durante la giornata. Nel borsone non dovrebbero mai mancare cappellino, occhiali da sole con filtri adeguati, una maglietta leggera anti-UV e tanta acqua per mantenere una corretta idratazione.
Attenzione anche agli orari. Anche se siamo solo a fine maggio, nelle ore centrali della giornata il sole può essere già molto intenso. Per i più piccoli è consigliabile alternare momenti di gioco all’ombra a brevi esposizioni al sole, evitando la fascia tra le 12 e le 16.
Ma cosa portare per evitare il classico “Mamma, mi annoio” dopo appena dieci minuti?
La risposta è semplice: non serve riempire l’auto di giochi. Secchiello, paletta e formine restano i grandi protagonisti delle giornate al mare. Costruire castelli, scavare buche o raccogliere conchiglie continua a essere una delle attività preferite dai bambini di ogni età. Per i più grandi possono essere utili una palla leggera, racchettoni in versione junior o una piccola rete da pesca per osservare granchietti e pesciolini nelle pozze vicino alla riva.
La spiaggia offre inoltre un’occasione preziosa per stimolare la fantasia. Una caccia al tesoro tra sassolini e conchiglie, una gara di castelli o la ricerca delle impronte lasciate dagli uccelli sulla sabbia possono trasformare una semplice giornata in una vera avventura.
Resta poi la domanda che molti genitori si pongono: meglio la spiaggia libera o lo stabilimento balneare?
Non esiste una risposta valida per tutti. La spiaggia libera regala senza dubbio una sensazione di maggiore libertà e contatto con la natura. È spesso più economica e permette ai bambini di muoversi senza troppe regole. Richiede però una maggiore organizzazione: bisogna portare ombrellone, sedie, acqua e tutto il necessario per affrontare la giornata.
Lo stabilimento, invece, offre comodità che con i bambini possono fare la differenza. Bagni puliti, docce, punti ristoro, aree gioco e spesso anche animazione consentono ai genitori di rilassarsi un po’ di più. Per chi ha figli molto piccoli o affronta la prima uscita della stagione, può rappresentare una soluzione più pratica.
La scelta ideale dipende dall’età dei bambini e dallo stile della famiglia. C’è chi ama la semplicità di una giornata selvaggia sulla spiaggia libera e chi preferisce il comfort dello stabilimento. L’importante è che tutti possano vivere il mare in serenità, perché la prima domenica al mare non è soltanto una gita fuori porta. È il profumo della crema solare che torna nell’aria, sono i piedi scalzi nella sabbia ancora tiepida, le risate dei bambini tra le onde e quella sensazione meravigliosa che l’estate, finalmente, è dietro l’angolo.
Bambini e tennis: è scoppiata la “Sinnermania”
C’è chi fino a pochi mesi fa sognava il figlio nuovo Totti. E poi c’è il 2026, l’anno in cui il tennis è ufficialmente esploso anche tra i più piccoli. E’ scoppiata la “Sinnermania”, naturalmente. Jannik Sinner ha trasformato il tennis in uno sport cool, amatissimo dai bambini e improvvisamente desiderato anche da tantissimi genitori. Educato, riservato, determinato, lontano dagli eccessi social: il campione altoatesino piace perché rappresenta un modello positivo e moderno. E così tennis e bambini vanno perfettamente a braccetto e nelle scuole di tutta Italia, le richieste stanno aumentando a vista d’occhio. Ma a che età si può iniziare davvero? E soprattutto: il tennis è adatto ai bambini? La risposta è sì. E spesso molto più di quanto si immagini.

Quando iniziare? Molte scuole tennis propongono corsi già dai 4-5 anni, naturalmente in forma ludica. Niente allenamenti massacranti o partite infinite: all’inizio il tennis per i bambini è soprattutto gioco, coordinazione, movimento e scoperta dello spazio. Con racchette leggere, campi ridotti e palline morbide, i piccoli imparano equilibrio, coordinazione occhio-mano, riflessi, concentrazione, gestione delle emozioni
Dai 6-7 anni in poi si può iniziare a lavorare in modo un po’ più tecnico, sempre rispettando tempi e caratteristiche del bambino.Il consiglio degli istruttori? Non avere fretta. Il tennis deve restare divertimento, non pressione.
Il tennis è uno sport completissimo. Aiuta il fisico, ma anche la mente. E forse è proprio questo uno dei motivi per cui tanti genitori lo stanno scegliendo. Migliora coordinazione e agilità, capacità di concentrazione, resistenza, autostima, gestione della vittoria e della sconfitta In più abitua i bambini a cavarsela anche da soli in campo. Ed è una caratteristica molto particolare di questo sport: durante una partita il piccolo atleta impara a ragionare, controllare l’ansia e trovare soluzioni autonomamente. Non a caso molti pedagogisti considerano il tennis molto utile anche per i bambini più timidi o insicuri.
Cosa comprare davvero all’inizio? La tentazione di spendere subito una fortuna esiste. Soprattutto ora che tutti vogliono la racchetta “come Sinner”. Ma gli istruttori sono abbastanza chiari: all’inizio serve pochissimo. Le cose davvero importanti sono:
- una racchetta junior adatta all’età e all’altezza
- scarpe sportive stabili
- abbigliamento comodo
- borraccia
- cappellino per i corsi all’aperto
Molte scuole tennis forniscono persino la racchetta nelle prime lezioni di prova.
L’obiettivo non deve essere diventare campioni Ed è forse il punto più importante. Non tutti i bambini diventeranno il nuovo Sinner. E va benissimo così. Lo sport, soprattutto nei primi anni, dovrebbe servire prima di tutto a stare bene, fare amicizia, imparare a perdere senza crollare e a vincere senza sentirsi superiori. Se poi nascerà un talento, lo si scoprirà col tempo.
Le più belle filastrocche per la Festa della Mamma
La Festa della Mamma è una di quelle occasioni in cui anche poche parole possono diventare un ricordo prezioso. E le filastrocche, da sempre, hanno questo potere: semplici, dolci e facili da imparare, riescono a emozionare più di tanti regali. Recitarle insieme ai bambini, preparare un biglietto colorato o impararle per una sorpresa speciale è un modo bellissimo per celebrare il 10 maggio con semplicità e affetto. Ecco alcune tra le più belle filastrocche, firmate da grandi autori della letteratura per l’infanzia, da imparare insieme ai nostri bambini per la Festa della Mamma

“Filastrocca della mamma” – Gianni Rodari
Filastrocca della mamma,
nel suo cuore c’è una fiamma,
che riscalda notte e giorno
ogni bimbo che ha d’intorno.
La sua voce è una carezza,
il suo amore una dolcezza,
e con un bacio sopra il viso
sa riportare il sorriso.
“Alla mia mamma” – Roberto Piumini
Mamma, tienimi per mano
quando il mondo sembra strano,
e insegnami pian piano
a volare un po’ più lontano.
Con il tuo sorriso acceso
ogni giorno è più leggero,
e nel cuore porto sempre
il tuo amore vero vero.
“La mamma” – Ada Negri
La mamma è come un albero grande
che tutti i suoi frutti ti dà,
per quanti gliene domandi
sempre uno ne troverà.
“Preghiera alla mamma” – Edmondo De Amicis
Madre, tu sei la stella
che illumina il mio cammino,
la mano che mi sostiene
fin da quando ero bambino.
Perché le filastrocche sono così importanti? Le rime aiutano i bambini a memorizzare parole e suoni, ma fanno anche molto di più: insegnano a esprimere emozioni, affetto e gratitudine. E spesso, proprio attraverso una filastrocca, i più piccoli riescono a dire cose profondissime con naturalezza.
Una filastrocca può diventare un vero gioco da fare in famiglia o un lavoretto con i bimbi ‘fai da te’: si possono trascrivere in un biglietto fatto a mano, possono essere tramutate in un piccolo video ricordo, sono la poesia da recitare durante il pranzo della Festa della Mamma oppure si trasformano in un disegno da appendere in cameretta.

Scritto da Annamaria e postato in