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Gravidanza: 10mila passi al giorno per stare bene

Lug 16
Scritto da Annamaria avatar

Aspettare un bambino non significa rinunciare al movimento. Anzi, una semplice passeggiata quotidiana può diventare un prezioso alleato della salute. Lo conferma un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica JAMA e rilanciato da Corriere Salute: camminare ogni giorno e ridurre il tempo trascorso sedute aiuta ad abbassare il rischio di complicanze come diabete gestazionale e ipertensione.Bastano 10mila passi al giorno in gravidanza per stare bene.

gravidanza 10mila passi al giorno per stare bene

I ricercatori hanno seguito 470 donne in gravidanza durante tutti e tre i trimestri, monitorando la loro attività fisica con appositi sensori. Il risultato è stato chiaro: le future mamme più sedentarie hanno registrato un rischio di complicanze superiore al doppio rispetto a quelle che si muovevano di più.

L’obiettivo ideale? Tra gli 8.000 e i 10.000 passi al giorno, senza però vivere il numero come un obbligo. Anche aumentare gradualmente il movimento rispetto alle proprie abitudini può fare la differenza. Le linee guida internazionali consigliano infatti almeno 150 minuti di attività fisica moderata alla settimana, da suddividere in base alle proprie esigenze e sempre seguendo le indicazioni del ginecologo.

Per le donne con una gravidanza fisiologica, camminare non aumenta il rischio di aborto o parto prematuro. Al contrario, favorisce una migliore circolazione sanguigna, aiuta la placenta a lavorare in modo più efficiente e può contribuire a un travaglio più breve e a un recupero dopo il parto più rapido. Il movimento, inoltre, rappresenta un valido aiuto anche per il benessere psicologico, riducendo stress e favorendo il buon umore.

Una passeggiata al parco, qualche commissione fatta a piedi o una camminata nelle ore più fresche della giornata possono essere sufficienti a fare attività. Mi raccomando, però: evitate le ore più calde e mantenetevi ben idratate. In presenza di dolore, contrazioni o qualsiasi sintomo insolito, fermatevi e contattate il vostro medico.

Gli errori da evitare dopo il parto

Lug 15
Scritto da Annamaria avatar

L’estate può spingere molte neomamme a riprendere subito i ritmi di sempre. Ma ma ci sono gli errori da evitare dopo il parto, indipendentemente dal fatto che il bambino sia nato col naturale o col taglio cesareo. Il caldo, inoltre, aumenta i rischi. Ecco cosa è importante non fare nelle settimane successive alla nascita del proprio figlio, soprattutto col termometro su.

Non esporsi al sole nelle ore più calde

Nelle prime settimane dopo il parto è meglio evitare l’esposizione al sole tra le 11 e le 17. Il caldo intenso può provocare cali di pressione, disidratazione e aumentare il senso di affaticamento. Se è presente una cicatrice da taglio cesareo o da episiotomia, è importante proteggerla dai raggi UV per evitare che si pigmenti o guarisca più lentamente.

Non bere troppo poco

Con il caldo e, soprattutto, se si allatta al seno, il fabbisogno di liquidi aumenta sensibilmente. È consigliabile bere acqua durante tutta la giornata, consumare frutta ricca di acqua come anguria, melone e pesche e limitare bevande zuccherate e alcoliche.

Non riprendere subito l’attività fisica intensa

Le prime settimane sono dedicate al recupero: vanno bene passeggiate leggere, sempre dopo il via libera del ginecologo, rimandando allenamenti più impegnativi ai tempi consigliati dallo specialista.

Non trascurare il riposo

Recuperare le energie è fondamentale. Cercare di dormire quando dorme il bambino, chiedere aiuto al partner o ai familiari e non pretendere di fare tutto da sole permette al corpo di rigenerarsi e riduce il rischio di stress eccessivo.

Non indossare abiti troppo stretti o tessuti sintetici

Con il caldo la pelle suda di più e la zona intima, ancora delicata dopo il parto, ha bisogno di respirare. Meglio scegliere biancheria in cotone e abiti leggeri e traspiranti che limitino irritazioni e fastidi.

Non ignorare i segnali del proprio corpo

Febbre, perdite maleodoranti, dolore intenso, sanguinamento molto abbondante, gonfiore improvviso alle gambe o forte mal di testa non devono mai essere sottovalutati. In presenza di questi sintomi è importante contattare tempestivamente il medico o il pronto soccorso.

Non seguire diete drastiche

Dopo il parto il corpo ha bisogno di energie, soprattutto se si allatta. Eliminare interi gruppi alimentari o ridurre eccessivamente le calorie può compromettere il recupero e aumentare la stanchezza. Nutrirsi in modo equilibrato con frutta, verdura, cereali integrali, proteine e grassi buoni.

Non avere fretta di tornare “come prima”

È forse l’errore più comune. Concedersi pazienza è un gesto di cura verso se stesse.

Maschere doposole fai da te

Lug 11
Scritto da Annamaria avatar

Dopo una giornata trascorsa al mare o in piscina, tra sole, salsedine o cloro, la pelle ha bisogno di essere rigenerata. Le maschere doposole fai da te possono darci una mano. Sono trattamenti semplici, economici e delicati. Eccone qualcuna.

maschere doposole fai da te

Aloe vera

Il gel di aloe vera pura è il rimedio naturale più conosciuto per calmare la pelle accaldata. Ha un’immediata azione rinfrescante e favorisce l’idratazione. Come usarla: applicate uno strato abbondante di gel di aloe vera puro e lasciatelo agire per 20-30 minuti prima di massaggiarne l’eccesso.

Yogurt e miele

Lo yogurt bianco naturale regala una piacevole freschezza, mentre il miele aiuta a trattenere l’idratazione e rende la pelle più morbida.La ricetta? Prendete 2 cucchiai di yogurt bianco intero e 1 cucchiaino di miele. Mescolate e distribuite sul viso. Lasciate in posa circa 15 minuti e risciacquate con acqua fresca.

Cetriolo e camomilla

Il cetriolo è ricchissimo d’acqua e ha un effetto decongestionante. Abbinato alla camomilla fredda diventa un vero sollievo. Frullate mezzo cetriolo con due cucchiai di infuso di camomilla ormai freddo, applicate il composto e lasciate agire per 15-20 minuti.

Avocado e olio di mandorle 

Per la pelle “che tira”, questa maschera è ideale. Servono mezzo avocado maturo e un cucchiaino di olio di mandorle dolci Schiacciate tutto fino a ottenere una crema morbida, applicatela sulla pelle e lasciatela agire per una ventina di minuti.

Fiocchi d’avena 

L’avena ha proprietà lenitive e calmanti. Frullate qualche cucchiaio di fiocchi d’avena e aggiungete acqua o yogurt fino a ottenere una crema da stendere sul corpo per circa 15 minuti.

Acqua di cocco e aloe

L’acqua di cocco reintegra l’idratazione superficiale della pelle e unita al gel di aloe crea una maschera leggera e molto fresca.

Capelli in gravidanza d’estate: i rimedi

Lug 09
Scritto da Annamaria avatar

Il gran caldo, la salsedine e il mare mettono a dura prova la chioma di tutti, ma i capelli d’estate in gravidanza hanno bisogno di qualche attenzione in più. Il mix di ormoni, temperature ‘hot’, raggi UV, salsedine e cloro può infatti renderli più secchi, crespi o, al contrario, più grassi del solito. Ci sono alcuni rimedi naturali con cui è possibile mantenerli forti, morbidi e brillanti per tutta la stagione.

capelli in gravidanza d aestate i rimedi

Gli estrogeni influenzano il ciclo di vita del capello. Molte future mamme notano una chioma più folta e lucente, perché i capelli cadono meno. Altre, invece, possono avere una cute più sensibile, un aumento della produzione di sebo oppure capelli più secchi e difficili da gestire. Con il caldo estivo questi cambiamenti possono accentuarsi.

Così come proteggiamo la pelle, anche i capelli hanno bisogno di una protezione contro i raggi UV. Per evitare che si disidratino:

  • indossate un cappello di paglia o una bandana nelle ore più calde;
  • raccogliete i capelli in una treccia morbida o in uno chignon basso per limitare nodi e sfregamenti;
  • utilizzate spray protettivi specifici per capelli con filtri UV, scegliendo formule delicate.

Il mare e la piscina sono un piacere durante la gravidanza, ma possono rendere la chioma più fragile. Un piccolo trucco consiste nel bagnare i capelli con acqua dolce prima del bagno: in questo modo assorbiranno meno sale o cloro. Dopo ogni tuffo è importante risciacquarli accuratamente e lavarli appena possibile con uno shampoo delicato.

Per nutrire i capelli senza appesantirli si possono utilizzare alcuni ingredienti semplici.

Olio di cocco

Applicato sulle lunghezze prima dello shampoo, aiuta a contrastare la secchezza causata dal sole e rende i capelli più morbidi.

Gel di aloe vera

È perfetto per lenire una cute irritata o accaldata e dona una piacevole sensazione di freschezza.

Olio di argan

Qualche goccia sulle punte asciutte aiuta a prevenire doppie punte e effetto crespo.

Maschera allo yogurt

Mescolare yogurt bianco naturale con un cucchiaino di miele crea un impacco nutriente da lasciare in posa per circa 15 minuti prima del lavaggio.

Con il caldo si tende a lavare i capelli più spesso. Va bene, purché si utilizzino shampoo delicati, senza detergenti troppo aggressivi, e acqua tiepida invece che molto calda. Dopo il lavaggio è meglio tamponare delicatamente i capelli con un asciugamano in microfibra, evitando di strofinarli.

La salute dei capelli parte anche da ciò che si mette nel piatto. Durante la gravidanza è importante seguire un’alimentazione equilibrata ricca di:

  • proteine;
  • frutta e verdura di stagione;
  • cereali integrali;
  • frutta secca (se consentita dal proprio medico);
  • alimenti ricchi di ferro, zinco e vitamine del gruppo B.

Anche bere acqua a sufficienza aiuta a mantenere idratati cute e capelli, soprattutto nelle giornate più afose.

Durante la gravidanza la cute può diventare molto più sensibile. Per questo motivo è consigliabile limitare:

  • piastre e ferri ad alte temperature;
  • decolorazioni frequenti;
  • trattamenti chimici particolarmente aggressivi.

Se si desidera colorare i capelli, è sempre opportuno confrontarsi con il proprio ginecologo e scegliere prodotti delicati, preferibilmente senza ammoniaca.

Parto libero

Lug 07
Scritto da Annamaria avatar

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di parto libero, una scelta che incuriosisce molte future mamme e che alimenta un acceso dibattito tra sostenitori e medici. C’è chi lo considera il modo più naturale per mettere al mondo un bambino e chi, invece, richiama l’attenzione sui possibili rischi legati all’assenza di assistenza sanitaria. Prima di prendere in considerazione qualsiasi decisione è importante sapere esattamente di cosa si tratta, distinguendo tra il desiderio di vivere un parto rispettoso e la scelta di affrontarlo senza personale medico.

Con l’espressione parto libero (freebirth) si intende un parto pianificato senza la presenza di ostetriche, ginecologi o altri professionisti sanitari. Nella maggior parte dei casi avviene in casa e la donna affronta travaglio e nascita con il solo supporto del partner o dei familiari, oppure completamente da sola. È diverso dal parto in casa assistito, che invece prevede la presenza di ostetriche esperte e una selezione accurata delle gravidanze considerate a basso rischio.

Perché alcune donne lo scelgono? Le motivazioni possono essere diverse e spesso molto personali:

  • desiderio di vivere un’esperienza il più possibile naturale;
  • volontà di evitare interventi medici ritenuti non necessari;
  • esperienze negative vissute durante precedenti parti in ospedale;
  • ricerca di un ambiente familiare, intimo e rilassante;
  • desiderio di sentirsi protagoniste delle proprie scelte.

Chi sostiene il parto libero evidenzia alcuni benefici:

  • maggiore libertà di movimento durante il travaglio;
  • ambiente tranquillo e privo di stress;
  • rispetto dei tempi fisiologici del parto;
  • maggiore senso di controllo e autonomia;
  • possibilità di vivere la nascita in totale intimità.

Dal punto di vista psicologico, alcune donne riferiscono un forte senso di empowerment e una maggiore connessione con il proprio corpo.

Ci sono però i rischi da conoscere. Le principali società scientifiche e ostetriche invitano però alla massima prudenza. Anche una gravidanza perfettamente fisiologica può infatti trasformarsi in pochi minuti in un’emergenza. Tra i possibili rischi ci sono:

  • emorragia materna;
  • sofferenza fetale improvvisa;
  • distocia di spalla (quando il bambino resta bloccato durante il parto);
  • prolasso del cordone ombelicale;
  • mancata respirazione del neonato alla nascita;
  • necessità urgente di un taglio cesareo.

In queste situazioni ogni minuto può fare la differenza e la presenza di personale qualificato permette di intervenire rapidamente. Desiderare un parto dolce, rispettoso e il meno possibile medicalizzato è una richiesta sempre più diffusa e assolutamente legittima. Tuttavia è fondamentale ricordare che la sicurezza della madre e del neonato resta la priorità.

Sudore in gravidanza

Lug 02
Scritto da Annamaria avatar

Durante la gravidanza il sudore aumenta fisiologicamente a causa dei cambiamenti ormonali e dell’innalzamento della temperatura corporea. Se da un lato è un meccanismo naturale, dall’altro può mettere a dura prova la pelle, favorendo irritazioni, arrossamenti, prurito e fastidiose dermatiti da sfregamento, soprattutto sotto il seno, nell’inguine, tra le cosce e nelle pieghe cutanee. La buona notizia è che con qualche rimedio naturale e alcune semplici attenzioni quotidiane è possibile prevenire molti di questi disturbi, senza ricorrere a prodotti aggressivi. Ecco come rimediare al sudore eccessivo in gravidanza.

sudore in gravidanza

Asciugare sempre bene la pelle

Il primo accorgimento è mantenere la pelle asciutta. Dopo la doccia o quando si suda molto, tamponate delicatamente con un asciugamano morbido, senza strofinare, insistendo sulle pieghe della pelle dove l’umidità tende a ristagnare.

Aloe vera per calmare rossori e bruciore

Il gel puro di aloe vera è uno dei migliori alleati in gravidanza. Ha un effetto lenitivo, rinfrescante e idratante che aiuta a ridurre rossori e irritazioni provocati dal sudore. È preferibile scegliere un prodotto con un’elevata percentuale di aloe e senza profumi o alcol.

Amido di riso, un classico sempre efficace

L’amido di riso è un rimedio delicatissimo, ideale anche per la pelle dei neonati. Può essere aggiunto all’acqua del bagno oppure utilizzato in crema per calmare la cute irritata. Aiuta ad assorbire l’umidità e lascia una piacevole sensazione di freschezza.

Impacchi di camomilla

Preparare un infuso di camomilla, lasciarlo raffreddare e applicarlo con una garza o un panno morbido sulle zone arrossate può contribuire a ridurre prurito e infiammazione grazie alle sue proprietà calmanti.

Olio di cocco per le zone soggette a sfregamento

Nelle aree dove la pelle tende a sfregare, come l’interno coscia, una piccola quantità di olio di cocco biologico può creare una barriera protettiva naturale. Inoltre possiede proprietà emollienti e contribuisce a mantenere la pelle morbida.

Creme barriera all’ossido di zinco

Quando il sudore provoca arrossamenti persistenti, le creme all’ossido di zinco possono essere molto utili. Formano una pellicola protettiva che isola la pelle dall’umidità e limita gli sfregamenti. Sono le stesse spesso utilizzate per il cambio del pannolino dei neonati e, salvo diversa indicazione del medico, possono rappresentare un valido aiuto anche in gravidanza.

Evitare prodotti troppo aggressivi

Meglio rinunciare a deodoranti contenenti molto alcol, profumi intensi o ingredienti irritanti, soprattutto se la pelle è già sensibile. Anche detergenti troppo schiumogeni possono alterare il film idrolipidico e peggiorare il problema.

Indossare biancheria traspirante

Reggiseni e slip in cotone, senza cuciture troppo rigide, aiutano la pelle a respirare e riducono il rischio di sfregamenti continui. Se il sudore è abbondante può essere utile cambiare gli indumenti durante la giornata.

Fare docce frequenti, ma delicate

Una doccia con acqua tiepida aiuta a eliminare sudore, batteri e residui che possono irritare la pelle. È preferibile utilizzare detergenti delicati, con pH fisiologico, evitando lavaggi troppo frequenti con saponi aggressivi.

Se gli arrossamenti non migliorano, compaiono vescicole, cattivo odore, dolore, secrezioni o intenso prurito, è importante rivolgersi al ginecologo o al dermatologo. In alcuni casi, infatti, il sudore può favorire infezioni da funghi o batteri che richiedono una terapia specifica.

Mom Nose

Lug 01
Scritto da Annamaria avatar

Tra i tanti cambiamenti che accompagnano la gravidanza ce n’è uno che negli ultimi mesi ha conquistato TikTok e Instagram: il cosiddetto Mom Nose, o “Pregnancy Nose”. Sempre più future mamme condividono foto e video del “prima e dopo”, mostrando un naso che appare più largo, gonfio o pronunciato rispetto a prima del pancione. Un cambiamento che può sorprendere e, in alcuni casi, preoccupare, ma che nella maggior parte dei casi è del tutto normale e temporaneo.

mom nose

Anche se il termine Mom Nosenon appartiene al linguaggio medico, il fenomeno è ben conosciuto dagli specialisti. Si tratta infatti di uno dei tanti cambiamenti fisiologici che il corpo affronta durante la gravidanza, soprattutto nel secondo e nel terzo trimestre.

Ma perché il naso cambia forma? La spiegazione è legata soprattutto agli ormoni. Durante la gestazione aumentano notevolmente gli estrogeni, che favoriscono la vasodilatazione, cioè l’allargamento dei vasi sanguigni. Questo permette di sostenere il maggiore afflusso di sangue necessario per la crescita del bambino, ma ha effetti anche sul resto del corpo, compreso il viso. I tessuti del naso ricevono più sangue e possono quindi apparire più gonfi.

A questo si aggiunge la classica ritenzione idrica della gravidanza. L’organismo trattiene più liquidi per supportare lo sviluppo del feto e questi tendono ad accumularsi nei tessuti molli. Proprio perché il naso è costituito in gran parte da cartilagine e tessuti soffici, può apparire più grande rispetto al solito.

Un altro fattore è la cosiddetta rinite gravidica, una congestione nasale che interessa circa una donna su quattro e che non è causata da un raffreddore. Il naso può risultare chiuso, più infiammato e leggermente più voluminoso, rendendo anche la respirazione meno confortevole.

La buona notizia è che ilMom Nose è quasi sempre un fenomeno passeggero. Dopo il parto, quando gli ormoni tornano gradualmente ai livelli precedenti e il corpo elimina i liquidi trattenuti durante la gravidanza, il gonfiore tende a diminuire spontaneamente. Nella maggior parte delle donne il viso ritrova il suo aspetto abituale entro sei-otto settimane dalla nascita del bambino.

Nel frattempo si può fare qualcosa per alleviare il gonfiore. Bere molta acqua aiuta l’organismo a eliminare i liquidi in eccesso, mentre limitare il consumo di sale può contribuire a ridurre la ritenzione idrica. Anche dormire con la testa leggermente sollevata, utilizzando un cuscino in più, può favorire il drenaggio dei liquidi durante la notte.

Caldo estremo: più rischio di partorire prima

Giu 30
Scritto da Annamaria avatar

Le temperature roventi di queste settimane non rappresentano solo un disagio per le future mamme. Secondo un importante studio internazionale, il caldo estremo potrebbe addirittura anticipare il momento del parto. C’è più rischio di partorire prima. A riportare i risultati della ricerca è Salute e Benessere, che riassume i dati di un’analisi pubblicata sulla rivista scientifica Environment International, la più ampia mai realizzata su questo argomento.

caldo estremo piu rischio di partorire prima

Lo studio ha preso in esame ben 36,6 milioni di nascite avvenute durante la stagione estiva in 250 città di 13 Paesi, tra cui anche l’Italia, nell’arco di quarant’anni. I risultati sono chiari: più le temperature aumentano, maggiore è il rischio di andare incontro a un parto prematuro.

I ricercatori hanno osservato che nelle giornate di caldo moderato il rischio di partorire prima della 37ª settimana cresce del 2,8%, mentre durante le ondate di calore più intense arriva al 3,8%. In termini pratici, gli esperti stimano che circa 855 parti prematuri ogni milione di nascite estive siano direttamente collegati allo stress provocato dal caldo.

L’effetto, però, non riguarda soltanto i parti prematuri. La ricerca evidenzia che anche le gravidanze arrivate ormai a termine possono subire un’accelerazione. Le settimane più delicate sembrano essere quelle comprese tra la 31ª e la 40ª settimana, quando il caldo intenso potrebbe indurre l’organismo ad avviare il travaglio con qualche giorno o settimana di anticipo.

Ma perché succede? Come spiega l’articolo di Salute e Benessere, durante la gravidanza il corpo della donna produce già naturalmente più calore a causa della crescita del bambino e della placenta. Quando le temperature esterne diventano molto elevate, l’organismo fatica a disperdere il calore in eccesso. A questo possono aggiungersi disidratazione, alterazioni ormonali e processi infiammatori che, insieme, possono favorire la comparsa delle contrazioni.

L’Italia rientra tra i Paesi europei maggiormente esposti a questo fenomeno. Le estati sono sempre più lunghe e afose e, soprattutto nelle grandi città, l’effetto “isola di calore” causato da asfalto e cemento rende ancora più difficile trovare sollievo, anche durante la notte.

Per questo motivo gli esperti invitano le future mamme a prestare particolare attenzione nei giorni in cui le temperature sono elevate. Bere molta acqua durante tutta la giornata, evitare di uscire nelle ore più calde, preferire ambienti climatizzati o ben ventilati, indossare abiti leggeri in fibre naturali e concedersi momenti di riposo sono semplici accorgimenti che possono aiutare a ridurre lo stress da calore.

È importante ricordare che lo studio individua un’associazione tra temperature elevate e aumento del rischio di parto anticipato, ma non significa che il caldo provochi automaticamente un parto prematuro. Tuttavia rappresenta un ulteriore motivo per prendersi cura di sé durante la gravidanza, soprattutto nei mesi estivi. Se compaiono contrazioni regolari, perdite di liquido, sanguinamenti o una riduzione dei movimenti del bambino, è fondamentale contattare subito il proprio ginecologo o recarsi al punto nascita di riferimento.