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Bambini gentili? I tre errori

Lug 31
Scritto da Annamaria avatar

Essere gentili non significa essere sempre ubbidienti, dire sempre sì o evitare qualsiasi conflitto. È uno degli equivoci più diffusi tra mamme e papà e, secondo gli esperti, rischia di crescere bambini compiacenti invece che davvero capaci di costruire relazioni sane. Bambini davvero gentili? I tre errori che molti genitori fanno senza accorgersene li spiega Natalia Re, presidente del Movimento Italiano per la Gentilezza (MIG). 

bamnini gentili i tre errori

Autrice insieme ad Antonio Di Bartolomeo del libro La gentilezza come linguaggio della responsabilità sociale. Autenticità, azione e parola, chiarisce tutto nel libro. E’ un manuale pratico che invita le famiglie a considerare la gentilezza non come un semplice insieme di buone maniere, ma come una vera competenza da allenare ogni giorno. “Molti adulti pensano che un bambino gentile sia quello che non contraddice, che non crea conflitti, che ‘fa il bravo’. In realtà così si rischia di educare alla compiacenza, non alla gentilezza”, chiarisce Natalia Re.

Secondo l’esperta, la gentilezza non è un tratto del carattere con cui si nasce. “È una competenza”, sottolinea, “e come tutte le competenze va insegnata nel modo giusto”. Essere gentili significa infatti “riconoscere l’altro, senza annullare sé stessi e con il coraggio di dire anche dei no rispettosi”.

Uno degli errori più frequenti è costringere i bambini a chiedere immediatamente scusa dopo un litigio. Quante volte capita di dire: “Chiedi scusa subito”? Per Natalia Re, però, una scusa imposta rischia di perdere il suo significato più profondo. Il bambino, infatti, “impara la formula, non il significato”. Più che obbligarlo a pronunciare una parola, è importante aiutarlo a comprendere cosa ha provato l’altra persona e perché il suo comportamento possa averla ferita.

Un altro sbaglio è premiare esclusivamente i bambini tranquilli, quelli che non protestano e non disturbano mai. A prima vista sembrano i più educati, ma non è sempre così. “Premiare solo il comportamento tranquillo ha il risultato di ottenere bambini silenziosi e non consapevoli”, osserva Re. Un bambino che non esprime emozioni o opinioni, infatti, potrebbe aver imparato semplicemente che è meglio non esporsi.

C’è poi un terzo errore che molti genitori commettono con le migliori intenzioni: evitare a tutti i costi i conflitti. Cercare sempre di appianare ogni discussione può sembrare un modo per proteggere i figli, ma non li prepara alla vita reale. Secondo Natalia Re, questo atteggiamento “produce nei ragazzi l’incapacità di gestire relazioni reali”. Imparare ad affrontare un confronto con rispetto è invece una capacità fondamentale che accompagnerà i bambini anche da adulti.

Tra gli aspetti più interessanti affrontati nel libro c’è anche il valore del “no”. Molti bambini, soprattutto le bambine, vengono educate a essere sempre disponibili e accomodanti. Ma la gentilezza non coincide con il compiacere tutti. “La gentilezza non è piacere a tutti, ma avere rispetto sia per gli altri sia per se stessi”, spiega l’esperta. E aggiunge: “Dire no può essere un atto profondamente gentile. È sicuramente meglio di un sì detto controvoglia o ambiguo”.

Per insegnare davvero la gentilezza non servono grandi lezioni, ma piccoli gesti quotidiani. Ascoltare senza interrompere, accogliere le emozioni dei figli, dare il buon esempio e insegnare che si può esprimere il proprio punto di vista con rispetto sono strumenti molto più efficaci di qualsiasi rimprovero. Perché, come ricorda Natalia Re, la vera gentilezza non chiede ai bambini di essere perfetti, ma di crescere consapevoli di sé e degli altri.

Caldo record: i consigli del pediatra

Lug 25
Scritto da Annamaria avatar

Con il termometro che supera i 35 gradi, molti genitori si chiedono se sia meglio tenere i prorpi figli chiusi in casa o lasciarli giocare all’aperto. Secondo gli esperti, però, esiste una terza strada: vivere l’estate con qualche accorgimento, senza rinunciare al movimento e al divertimento. A fare chiarezza, attraverso Adnkronos Salute, è il pediatra Italo Farnetani, fondatore delle Bandiere Verdi, il riconoscimento assegnato alle spiagge più adatte alle famiglie. Per il caldo record arrivano i consigli del pediatra.

Per quanto il caldo possa essere intenso, restare tutto il giorno davanti a televisione, tablet o videogiochi non è la soluzione. Il rischio è favorire sedentarietà, isolamento e un eccesso di tempo trascorso davanti agli schermi, proprio come accaduto durante la pandemia. L’obiettivo deve essere quello di trovare momenti e luoghi adatti per stare all’aria aperta in sicurezza.

Uno dei consigli che si tramanda da generazioni riguarda l’attesa di due o tre ore dopo mangiato prima di entrare in acqua. Secondo Italo Farnetani, se il pranzo è stato leggero, come dovrebbe essere in estate, non è necessario aspettare così a lungo. “In acqua non si rischia la congestione, mentre si riduce il rischio di bagno di calore che si avrebbe restando sotto il sole”. Mare e piscina, quindi, diventano preziosi alleati contro le alte temperature.

Tra i consigli più importanti c’è quello di far bere spesso i bambini. Con il caldo si perdono molti liquidi attraverso il sudore e, secondo Farnetani, sarebbe opportuno offrire acqua anche ogni 20 minuti. Ottimo anche il cocomero, ricchissimo di acqua e molto gradito ai più piccoli. Fondamentale anche la protezione solare: la crema ad alta protezione va applicata sempre, anche se la pelle è già abbronzata, e va rinnovata dopo bagni prolungati.

Il messaggio del pediatra è rassicurante: con le giuste precauzioni non bisogna rinunciare all’estate. “Si può e si deve evitare di restare chiusi in casa”. Via libera quindi a mare, piscina, giochi all’aperto nelle ore meno calde, tanta acqua, cappellino e crema solare.

Compiti delle vacanze: errori da evitare coi bimbi

Lug 04
Scritto da Annamaria avatar

La scuola è finita, ma non si può mettere completamente da parte libri e quaderni. Luglio è il momento ideale per iniziare a pianificare i compiti delle vacanze, senza trasformare però l’estate in una lunga maratona di studio. Il segreto? Trovare un equilibrio tra apprendimento, gioco e relax. Ecco gli errori da evitare coi bimbi.

compiti delle vacanze errori da evitare coi bimbi

Nei primi giorni dopo la fine della scuola è giusto concedere ai bambini una pausa completa. Una o due settimane senza pensare ai compiti aiutano a ricaricare le energie e a chiudere davvero l’anno scolastico. Successivamente, però, iniziare gradualmente già da luglio è la scelta migliore. Bastano 20-30 minuti al giorno per i più piccoli e fino a un’ora per i ragazzi delle medie. Così facendo il carico di lavoro si distribuisce su tutta l’estate e settembre arriverà senza ansie.

Create un calendario semplice: coinvolgere i bambini nell’organizzazione li rende più responsabili. Insieme potete preparare un calendario settimanale, decidendo:

  • quali giorni dedicare ai compiti;
  • quali materie affrontare;
  • quanto tempo studiare;
  • quando concedersi pause e attività ricreative.

Sapere in anticipo cosa fare evita discussioni quotidiane e rende tutto più prevedibile.

Non serve trascorrere intere mattinate sui libri. L’apprendimento funziona molto meglio quando è regolare. Una routine efficace potrebbe essere:

  • compiti al mattino, quando la mente è più fresca;
  • pausa con una merenda;
  • il resto della giornata dedicato a giochi, piscina, mare o passeggiate.

In questo modo i bambini vivono i compiti come una normale attività della giornata e non come una punizione.

Studiare non significa soltanto completare gli esercizi assegnati. Durante l’estate si può imparare in tantissimi modi:

  • leggere un libro insieme;
  • visitare un museo o un castello;
  • osservare la natura durante una passeggiata;
  • tenere un diario delle vacanze;
  • fare piccoli esperimenti scientifici in casa;
  • cucinare seguendo una ricetta e pesando gli ingredienti.

Sono attività che stimolano curiosità, autonomia e creatività.

Gli errori da non fare mai

Ci sono comportamenti che rischiano di rendere i compiti un motivo di tensione familiare.

Non rimandare tutto ad agosto. Accumulare settimane di esercizi significa affrontare giornate intere di studio proprio quando l’estate sta finendo.

Non sostituirsi ai bambini. Correggere, suggerire e accompagnare è utile. Fare i compiti al loro posto, invece, li priva dell’occasione di imparare.

Non usare i compiti come punizione. Frasi come “Se fai il monello, vai a fare matematica” associano lo studio a qualcosa di negativo.

Non pretendere la perfezione. Le vacanze servono anche a riposare. Un errore sul quaderno è meno importante di un bambino sereno e motivato.

Non eliminare completamente il tempo libero. Giocare, annoiarsi, inventare attività e stare all’aria aperta sono esperienze fondamentali per la crescita tanto quanto lo studio.

Mini-me mania: l’estate 2026 è di mamma e figlia

Giu 18
Scritto da Annamaria avatar

C’è una tendenza che ogni estate torna a conquistare Instagram, le vacanze e perfino le passeggiate sul lungomare: la mini-me mania. L’estate 2026 è di mamma e figlia coordinate. Attenzione, però: non significa indossare capi identici dalla testa ai piedi. 

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Se c’è un capo che mette d’accordo mamme e bambine è sicuramente il vestito floreale. Lungo e romantico per lei, più corto e sbarazzino per la piccola. Le stampe liberty, i piccoli fiorellini colorati e i tessuti leggeri come cotone e lino sono perfetti per le giornate più calde e regalano immediatamente un effetto coordinato dolce e raffinato.

Il bianco è uno dei colori simbolo dell’estate e funziona benissimo nei look mini-me. Una camicia oversize con shorts per la mamma e un abitino in sangallo per la figlia creano un abbinamento semplice ma d’effetto. Il risultato è luminoso, fresco e perfetto sia per una giornata al mare sia per una cena in vacanza.

Il jeans non va mai in ferie. Gonne in denim, salopette leggere, camicie di jeans morbide: sono tutti pezzi facili da abbinare e amatissimi da grandi e piccole. La regola è giocare con lo stesso materiale senza necessariamente scegliere lo stesso modello.

Le righe bianche e blu sono un grande classico dell’estate e rappresentano uno dei modi più semplici per creare un look coordinato. Una t-shirt a righe per la mamma e un vestitino marinaro per la figlia bastano per ottenere quell’effetto “wow” che fa impazzire le foto di famiglia.

Tra le tendenze più amate della stagione ci sono i costumi matching. Molti brand propongono bikini e costumi interi per mamma e figlia nelle stesse fantasie tropicali, floreali o coloratissime. Perfetti per le vacanze, ma senza trasformare il coordinato in una divisa: basta una stampa uguale o un dettaglio in comune.

Spesso non serve vestirsi uguali per creare un effetto mini-me. A volte bastano gli accessori. Cappelli di paglia coordinati, occhiali da sole simili, borse in rafia o sandali dello stesso colore possono creare un richiamo discreto e super chic.

La vera essenza della tendenza mini-me non è copiare il look della mamma, ma celebrare la complicità tra madre e figlia attraverso la moda. Niente outfit troppo rigidi o studiati al millimetro. I look più belli sono quelli che raccontano spontaneità, gioco e affetto.

Diabete nei bambini: 5 regole per affrontarlo 

Giu 08
Scritto da Annamaria avatar

Ricevere una diagnosi di diabete per il proprio figlio è uno di quei momenti che può spaventare qualsiasi genitore. Le domande si affollano nella mente, le preoccupazioni aumentano e tutto sembra improvvisamente più complicato. Eppure, secondo gli esperti, il diabete nei bambini non deve essere visto solo come una sfida, ma anche come un percorso che può insegnare a tutta la famiglia nuove competenze, consapevolezza e forza. È questo il messaggio emerso durante il convegno “Il diabete incontra una persona”, organizzato a San Marino dallo psicologo dell’età evolutiva Riccardo Venturini, che da anni si occupa di accompagnare bambini e famiglie nella gestione della malattia. Ecco 5 regole per affrontarlo.

Il diabete non riguarda mai soltanto il bambino. Coinvolge mamma, papà, fratelli e tutte le persone che fanno parte della sua quotidianità. Per questo motivo è importante affrontarlo insieme, senza sentirsi soli. Secondo Venturini, una diagnosi di diabete può diventare l’occasione per sviluppare una maggiore attenzione verso la salute, il benessere e la qualità della vita di tutta la famiglia.

Gli esperti suggeriscono alcuni punti fondamentali che possono aiutare genitori e figli a vivere questa esperienza con maggiore serenità. Le 5 regole per affrontare il diabete nei bambini: 

1. Essere consapevoli e affrontare insieme i momenti difficili

La prima regola è non ignorare le difficoltà. Le paure, i dubbi e i cambiamenti fanno parte del percorso. Affrontarli insieme aiuta il bambino a sentirsi protetto e sostenuto.

2. Imparare ad ascoltarsi

La comunicazione è fondamentale. I bambini devono sentirsi liberi di esprimere emozioni, preoccupazioni e disagi, mentre i genitori devono imparare ad ascoltare senza giudicare. I problemi possono essere affrontati e risolti un passo alla volta.

3. Fare squadra

Quando si parla di diabete non esistono “io” e “tu”. Esiste un “noi”. Sentirsi una squadra aiuta il bambino a non vivere la malattia come un peso da portare da solo.

4. Dare spazio alle emozioni

Paura, rabbia, tristezza ma anche speranza e fiducia: tutte le emozioni meritano di essere accolte. Imparare a riconoscerle e gestirle è una parte importante del percorso.

5. Guardare sempre all’obiettivo: vivere meglio

Il traguardo non è semplicemente controllare la glicemia, ma costruire una vita piena, attiva e soddisfacente. Oggi, grazie ai progressi della medicina, i bambini con diabete possono praticare sport, viaggiare, studiare e realizzare i propri sogni.

Gli specialisti ricordano che uno stile di vita sano è fondamentale sia per la prevenzione sia per la gestione del diabete. Una corretta alimentazione dovrebbe prevedere:

  • frutta e verdura ogni giorno;
  • cereali integrali;
  • proteine di qualità;
  • legumi;
  • una buona quota di fibre.

Andrebbero invece limitati:

  • bevande zuccherate;
  • snack industriali;
  • alimenti ultraprocessati;
  • eccesso di sale;
  • grassi saturi;
  • consumo frequente di carni rosse.

L’obiettivo non deve essere quello di proibire, ma di educare. I bambini imparano soprattutto dall’esempio degli adulti.

Un altro messaggio emerso dal convegno riguarda l’importanza dell’attività fisica. Muoversi regolarmente aiuta a controllare meglio la glicemia, favorisce il benessere psicologico e aumenta l’autostima.Non a caso alcuni esperti definiscono lo sport una vera e propria “terapia naturale” per chi convive con il diabete.

In Italia sono circa 17 mila i ragazzi sotto i 20 anni che convivono con il diabete di tipo 1. A questi si aggiungono sempre più casi di diabete di tipo 2, favorito dall’aumento dell’obesità infantile. La buona notizia è che oggi la ricerca continua a fare passi avanti, con farmaci sempre più efficaci e strumenti che permettono di gestire la malattia con maggiore semplicità. Per le famiglie, però, la risorsa più importante resta una: affrontare il percorso insieme. Con informazione, dialogo, supporto reciproco e fiducia nel futuro. Perché il diabete cambia alcune abitudini, ma non impedisce ai bambini di crescere felici, attivi e pieni di progetti.

Bambini: 7 regole per mangiare bene in estate

Giu 07
Scritto da Annamaria avatar

L’estate è sinonimo di libertà, giornate all’aria aperta, vacanze e ritmi più rilassati. Ma per molte famiglie rappresenta anche un momento in cui le abitudini alimentari dei bambini vengono completamente stravolte. Finiscono scuola e asilo, si va a dormire più tardi, ci si sveglia senza la sveglia e spesso il caldo fa passare la voglia di mangiare. Proprio per questo è importante aiutare i più piccoli a mantenere un’alimentazione equilibrata anche durante i mesi estivi. Qualche semplice accorgimento può fare la differenza, ecco quindi le 7 regole per mangiare bene in estate.

bambini 7 regole per mangiare bene in estate

1. Non saltare mai la colazione

Durante l’estate molti bambini si svegliano più tardi e capita che la colazione venga rimandata o addirittura saltata. È un’abitudine da evitare perché rischia di creare fame disordinata nel corso della giornata. Il risultato? Continui spuntini, pasti incompleti e una maggiore attrazione verso snack poco salutari. Anche se ci si alza tardi, meglio iniziare la giornata con una colazione nutriente: latte o yogurt, cereali, pane e marmellata, frutta fresca o una fetta di torta fatta in casa.

2. Mantenere orari il più possibile regolari

Vacanza non significa caos totale. I bambini hanno bisogno di punti di riferimento e anche gli orari dei pasti aiutano a dare ritmo alle giornate. Non è necessario guardare l’orologio in modo ossessivo, ma cercare di mantenere una certa regolarità tra colazione, pranzo, merenda e cena favorisce una migliore gestione della fame.

3. Adattare le porzioni al movimento

L’estate non è uguale per tutti i bambini. C’è chi trascorre le giornate al centro estivo, tra nuoto, giochi e attività sportive, e chi invece passa più tempo in casa davanti a tablet e televisione. Per questo motivo le porzioni devono essere adattate alle reali esigenze energetiche del bambino. Più attività fisica significa maggiore fabbisogno; meno movimento richiede invece una maggiore attenzione alle quantità.

4. Se il caldo toglie l’appetito, meglio piccoli pasti più frequenti

Con le alte temperature è normale avere meno fame. Invece di insistere con porzioni abbondanti, può essere utile offrire pasti più leggeri e distribuire meglio il cibo nell’arco della giornata. Insalate di riso, pasta fredda con verdure, hummus con bastoncini di carote, panini semplici e frutta fresca possono diventare alleati preziosi durante le giornate più afose.

5. Acqua, acqua e ancora acqua

L’idratazione è la vera protagonista dell’estate. I bambini spesso sono talmente impegnati a giocare da dimenticarsi di bere. Per questo è importante ricordare loro di farlo regolarmente, senza aspettare che arrivi la sete. Quando si trascorrono molte ore all’aperto, soprattutto al mare o in piscina, è utile fare pause frequenti per bere e riposarsi all’ombra nelle ore più calde.

6. Frutta e verdura ogni giorno

Colorate, fresche e ricche di acqua, vitamine e sali minerali, frutta e verdura sono le migliori alleate contro il caldo. Anguria, melone, pesche, albicocche, cetrioli, pomodori e zucchine aiutano a reintegrare i liquidi persi con la sudorazione e forniscono energia in modo naturale. Un’idea semplice? Preparare macedonie colorate o spiedini di frutta da gustare come merenda.

7. Gelato sì, ma con equilibrio

Il gelato è uno dei simboli dell’estate e non deve essere demonizzato. Attenzione però a considerarlo un sostituto del pasto o una soluzione per dissetarsi. Le versioni industriali, soprattutto quelle alle creme, possono essere ricche di zuccheri e grassi. L’ideale è proporlo come merenda due o tre volte a settimana. Ancora meglio se preparato in casa con yogurt bianco, latte e frutta fresca, per una versione più genuina e nutriente.

Le merende fresche che piacciono ai bambini

Quando le temperature salgono, ecco alcune idee semplici e sane:

  • yogurt bianco con frutta fresca;
  • macedonia colorata;
  • smoothie di frutta;
  • bruschetta con pomodoro e olio extravergine;
  • ghiaccioli fatti in casa;
  • gelati preparati con yogurt e frutta;
  • pane e ricotta con miele o marmellata.

Creare un orto con i bambini

Mag 26
Scritto da Annamaria avatar

C’è un gioco che non ha schermi, non fa rumore e non passa mai di moda. Un gioco che sporca le mani di terra, accende la curiosità e regala una soddisfazione enorme quando, dopo giorni di attesa, compare il primo germoglio. Ecco come creare un orto con i bambini.

creare un orto con i bambini

Con l’arrivo della bella stagione, sempre più famiglie riscoprono il piacere di coltivare qualche piantina sul balcone, in giardino o persino sul davanzale di una finestra. E per i più piccoli può trasformarsi in una delle attività educative e divertenti dell’estate. Perché, in fondo, un orto è molto più di un orto: è un laboratorio all’aria aperta dove si impara giocando.

I bambini di oggi sono abituati ad avere tutto e subito. Seminare un pomodoro, invece, insegna che alcune cose richiedono tempo. Bisogna aspettare, annaffiare, osservare e prendersi cura della pianta giorno dopo giorno. Un piccolo esercizio di pazienza che vale più di tante parole.

Ma non solo. Creare un orto aiuta i bambini a comprendere da dove arrivano gli alimenti che trovano nel piatto. Vedere nascere una fragola o raccogliere la prima foglia di basilico rende il cibo più interessante e spesso aiuta anche i più diffidenti ad assaggiare frutta e verdura che normalmente rifiuterebbero.

La buona notizia è che non serve avere un grande giardino. Bastano alcuni vasi, del terriccio e qualche piantina facile da coltivare. Per iniziare, le più adatte ai bambini sono basilico, prezzemolo, menta, pomodorini, fragole e insalata. Crescono abbastanza velocemente e permettono ai piccoli di vedere risultati concreti in poco tempo.

Anche la preparazione può diventare un momento di gioco. Si possono decorare i vasi con colori e pennarelli, costruire etichette con il nome delle piante, creare un piccolo diario dell’orto dove annotare la crescita dei germogli o scattare fotografie ogni settimana per osservare i cambiamenti.

Gli esperti di educazione parlano spesso dell’importanza dei giochi costruttivi, quelli che aiutano i bambini a sviluppare creatività, autonomia, problem solving e capacità di osservazione. E l’orto racchiude tutte queste caratteristiche. Ogni giorno i piccoli sono chiamati a fare scelte, osservare dettagli, capire se una pianta ha bisogno di acqua o di sole, imparando a prendersi responsabilità adeguate alla loro età.

Inoltre, lavorare insieme a mamma e papà rafforza il legame familiare. Non esistono regole rigide o prestazioni da raggiungere: conta il tempo condiviso. E in un periodo in cui le giornate scorrono spesso troppo velocemente, fermarsi a osservare un seme che cresce può diventare un piccolo lusso.

L’orto insegna anche il rispetto per l’ambiente. I bambini scoprono il valore delle stagioni, il ruolo degli insetti impollinatori, l’importanza dell’acqua e della natura. Concetti che entrano nella loro quotidianità in modo spontaneo, senza bisogno di lezioni.

E quando arriverà il momento del raccolto, anche solo di qualche pomodorino o di una manciata di fragole, la soddisfazione sarà enorme. Perché quel frutto non sarà semplicemente un alimento: sarà il risultato di un’avventura vissuta insieme.

Forse è proprio questo il segreto del successo dell’orto tra i bambini. Non è solo un’attività all’aria aperta, ma un gioco che insegna, diverte e crea ricordi. E che, in un mondo sempre più digitale, riporta grandi e piccoli alla gioia semplice di vedere la vita nascere dalla terra.

Scuola 2026-2027: il calendario delle regioni

Mag 25
Scritto da Annamaria avatar

L’estate è appena alle porte, ma molte famiglie stanno già iniziando a guardare a settembre. Tra vacanze da organizzare, centri estivi, attività sportive e nonni da coinvolgere, conoscere le date del ritorno a scuola può essere un aiuto prezioso per programmare i prossimi mesi. Anche per l’anno scolastico 2026-2027 saranno le singole Regioni a stabilire il calendario ufficiale. In linea generale, gli studenti italiani torneranno sui banchi tra il 7 e il 16 settembre 2026, mentre la fine delle lezioni è prevista tra l’8 e il 12 giugno 2027. Ecco il calendario delle regioni.

scuola 2026 27 il calendario delle regioni

Abruzzo

  • Inizio lezioni: 14 settembre 2026
  • Fine lezioni: 10 giugno 2027
  • Vacanze di Natale: dal 23 dicembre al 6 gennaio
  • Vacanze di Pasqua: dal 25 al 30 marzo

Basilicata

  • Inizio lezioni: 14 settembre 2026
  • Fine lezioni: 9 giugno 2027
  • Scuole dell’infanzia aperte fino al 30 giugno

Calabria

  • Inizio lezioni: 15 settembre 2026
  • Fine lezioni: 8 giugno 2027

Campania

  • Inizio lezioni: 14 settembre 2026
  • Fine lezioni: 8 giugno 2027
  • Possibile apertura anticipata per alcune scuole dell’infanzia

Emilia-Romagna

  • Inizio lezioni: 15 settembre 2026
  • Fine lezioni: 6 giugno 2027
  • Previsti alcuni ponti durante l’anno scolastico

Friuli Venezia Giulia

  • Inizio lezioni: 14 settembre 2026
  • Fine lezioni: 9 giugno 2027
  • Scuole dell’infanzia aperte fino al 26 giugno

Lazio

  • Inizio lezioni: 15 settembre 2026
  • Fine lezioni: 8 giugno 2027
  • Vacanze natalizie dal 23 dicembre al 6 gennaio

Liguria

  • Inizio lezioni: 14 settembre 2026
  • Fine lezioni: 10 giugno 2027

Lombardia

  • Scuole dell’infanzia: dal 7 settembre 2026
  • Tutte le altre scuole: 14 settembre 2026
  • Fine lezioni: 8 giugno 2027

Marche

  • Inizio lezioni: 15 settembre 2026
  • Fine lezioni: 9 giugno 2027

Molise

  • Inizio lezioni: 14 settembre 2026
  • Fine lezioni: 9 giugno 2027

Piemonte

  • Inizio lezioni: 14 settembre 2026
  • Fine lezioni: 10 giugno 2027
  • Confermate le pause per Carnevale, Natale e Pasqua

Puglia

  • Inizio lezioni: 16 settembre 2026
  • Fine lezioni: 9 giugno 2027

Sardegna

  • Inizio lezioni: tra il 10 e il 12 settembre 2026
  • Fine lezioni: 9 giugno 2027

Sicilia

  • Inizio lezioni: 11 settembre 2026
  • Fine lezioni: 12 giugno 2027

Toscana

  • Inizio lezioni: 15 settembre 2026
  • Fine lezioni: 10 giugno 2027
  • Scuole dell’infanzia aperte fino al 30 giugno

Provincia Autonoma di Trento

  • Possibile inizio nella prima settimana di settembre
  • Calendario autonomo

Provincia Autonoma di Bolzano

  • Possibile inizio nella prima settimana di settembre
  • Calendario autonomo

Umbria

  • Inizio lezioni: 14 settembre 2026
  • Fine lezioni: 9 giugno 2027

Valle d’Aosta

  • Inizio lezioni: 9 settembre 2026
  • Fine lezioni da definire
  • Tradizionale lunga pausa invernale

Veneto

  • Inizio lezioni: intorno al 10 settembre 2026
  • Fine lezioni: 12 giugno 2027
  • Possibili ponti aggiuntivi durante l’anno

Per quasi tutte le regioni restano confermate le vacanze di Natale dal 23 dicembre 2026 al 6 gennaio 2027 e la pausa pasquale dal 25 al 30 marzo 2027, oltre alle festività nazionali e alla giornata dedicata al Santo Patrono.

Una raccomandazione per mamme e papà: queste date rappresentano le indicazioni regionali attualmente previste. Ogni istituto scolastico potrebbe apportare piccoli aggiustamenti legati alle proprie esigenze organizzative. Prima di prenotare vacanze o attività extrascolastiche, sarà quindi opportuno attendere le comunicazioni definitive della scuola frequentata dai propri figli.