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5 falsi miti sull’abbronzatura

Ago 13
Scritto da Annamaria avatar

L’estate ci fa immaginare spiagge dorate, risate in riva al mare e quell’abbronzatura che dà un tocco di energia anche alla giornata più stanca. Ma quanti di noi si affidano ancora a vecchie credenze che fanno più male che bene? Il dottor Luigi Lembo, dirigente medico in Dermatologia e Venereologia all’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma, a Leggo sfata 5 falsi miti comuni sull’abbronzatura.

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1. Il sole fa bene ai brufoli – FALSO

Il dottor Lembo è lapidario: “In apparenza, il sole sembra migliorare l’acne perché secca i brufoli e riduce l’infiammazione. In realtà, dopo l’estate si verifica un effetto rebound: la pelle ispessita e occlusa peggiora l’acne. Il sole va preso con moderazione, sempre con protezione, anche se si ha la pelle grassa”.

Quindi, occhio alle false partenze: l’effetto “simil-clear” dura poche settimane, poi la pelle risponde con più olio e più brufoletti.

2. Se metto la crema non mi abbronzo – FALSO

Altro mito da sfatare: “La protezione solare non blocca l’abbronzatura, la rende solo più sicura. Filtra i raggi dannosi ma permette comunque alla pelle di produrre melanina. Anzi, ci si abbronza meglio e più a lungo con una protezione alta, senza scottature”.

Meglio abituarcisi subito: la crema non è nemica dell’abbronzatura, ma la sua guardia più efficace.

3. Le lampade abbronzanti preparano la pelle – FALSO

Lampade e lettini? No, grazie. Come spiega il dottore: “Le lampade non preparano la pelle, la danneggiano. Aumentano il rischio di tumori cutanei, invecchiamento precoce e iperpigmentazioni. Non vanno mai considerate un’alternativa al sole né una fase preparatoria. Possono essere utili invece in ambito medico … ma per fini estetici non le autorizzerei, assolutamente no”.

Un bel sole al tramonto sembra innocuo, ma le lampade ultraviolette causano danni sofisticati e seri.

4. Con l’abbronzatura si curano la psoriasi e la dermatite – FALSO (con eccezioni)

Sì, alcune patologie migliorano con la luce, ma il sole selvaggio no: “Ci sono forme di psoriasi e dermatite che migliorano con la fototerapia, ma è una cosa diversa dall’esporsi al sole selvaggiamente. Senza protezione, si rischia solo di aggravare la situazione”.

In questi casi serve un percorso medico controllato, non una vacanza libera sotto l’ombrellone.

5. Chi ha la carnagione scura non ha bisogno della crema – FALSO

“Tutti devono usare la protezione, a prescindere dal colore della pelle. La pelle scura si scotta meno, ma può comunque subire danni da raggi UV, invecchiare precocemente e sviluppare melanomi. Il fototipo non è una garanzia di invulnerabilità”.

Ragazzi con carnagioni “brune” ascoltate: non siete immuni, potete sentirvi al sicuro, ma non lo siete affatto.

L’esperto ricorda che “abbronzarsi in modo sano è possibile, ma serve ascoltare la scienza, non i luoghi comuni”. Il sole può essere amico, se lo rispettiamo. Scegliamo protezioni adeguate, orari attenti e moderazione. Il bel colore arriva, ma con serenità e salute.

Viaggio nella natura in estate

Ago 08
Scritto da Annamaria avatar

Con l’arrivo della bella stagione cresce la voglia di staccare la spina, rallentare i ritmi e godersi il tempo in famiglia. Se c’è un’esperienza che mette tutti d’accordo – grandi e piccoli – è un viaggio immersi nella natura in estate. Non solo per rilassarsi, ma anche per ricaricare mente e corpo e, soprattutto, per condividere momenti autentici insieme ai propri figli.

I benefici del contatto con la natura sono molteplici. Riduce lo stress: camminare nei boschi o guardare un paesaggio naturale abbassa i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Favorisce la concentrazione e la calma nei bambini: l’ambiente naturale stimola l’attenzione senza sovraccaricare la mente. Aumenta l’attività fisica: escursioni, giochi all’aperto, passeggiate… senza nemmeno accorgersene, ci si muove molto di più. Potenzia la creatività: costruire capanne, raccogliere sassi, osservare insetti… la natura stimola il gioco libero e l’immaginazione. Aiuta a rafforzare il legame familiare: lontano da schermi e impegni, si recupera la bellezza dello stare insieme.

Dove andare in vacanza nella natura con i bambini? Ecco alcune mete perfette per una vacanza estiva immersa nel verde, a misura di famiglia:

1. Altopiano di Asiago (Veneto)

Sentieri facili, fattorie didattiche, boschi incantati e parchi avventura. Perfetto per chi cerca fresco, relax e attività per tutte le età.

2. Parco Nazionale della Majella (Abruzzo)

Un paradiso naturale tra montagne, eremi e borghi autentici. Ideale per chi ama l’escursionismo dolce e vuole incontrare animali selvatici in libertà.

3. Trentino – Val di Fiemme o Val di Fassa

Sentieri tematici per bambini, passeggiate con passeggino, rifugi family-friendly, laboratori e tanto divertimento. E la magia delle Dolomiti sempre sullo sfondo.

4. Toscana – Casentino o Maremma

Tra colline, castelli e parchi naturali, con la possibilità di alternare relax e cultura. Le aziende agrituristiche offrono esperienze con gli animali e cibo genuino.

5. Umbria – Parco del Monte Subasio

Perfetta per una vacanza slow, tra natura, spiritualità (Assisi è vicina) e percorsi immersi nel silenzio. Perfetto per le famiglie in cerca di tranquillità.

Perché noi donne ci vediamo brutte in estate

Ago 06
Scritto da Annamaria avatar

Sono sempre più convinta che l’estate metta in crisi più di un guardaroba: mette in crisi anche la nostra immagine di noi. Basta guardarsi allo specchio, mettere un costume o indossare una canotta, per sentirsi subito sotto giudizio. Ho letto sul Corriere della Sera un articolo importante che spiega perché noi donne ci vediamo brutte in estate, parla di questo disagio comune, ma che può trasformarsi in qualcosa di insidioso.

perche noi donne ci vediamo brutte in estate

Il titolo già dice tutto: Perché le donne si vedono brutte (soprattutto in estate) e quando diventa una malattia”. Si parla di una condizione chiamata dismorfofobia, nota anche come disturbo da dismorfismo corporeo (Ddc).

Antonella Somma, psicologa clinica al San Raffaele sul disturbo chiarisce: “Il termine tecnico è disturbo da dismorfismo corporeo (Ddc). Si tratta di una preoccupazione eccessiva per uno o più difetti del proprio aspetto che però, agli occhi degli altri, appaiono insignificanti”. In pratica, anche chi non ha imperfezioni evidenti può vivere un’ossessione: si fissa su una parte del corpo, si confronta con immagini irrealistiche sui social e finisce per sentirsi giudicata in un ‘tribunale’ invisibile.

Secondo un’indagine di AstraRicerche, due italiani su tre si sentono a disagio all’idea di scoprirsi in estate, con vestiti leggeri o costume da bagno. E questo imbarazzo, dice l’articolo, non diminuisce con l’età: cambia forma, ma persiste. Il caldo, i costumi e l’idea di essere “esposte” amplificano la sensazione di vulnerabilità.

Vedersi brutte occasionalmente è umano. Ma quando questa sensazione diventa costante, impedisce di vivere serenamente ed è accompagnata da rituali compulsivi o ansia sociale, allora si supera la soglia del legittimo. Altri segnali d’allarme sono: specchiate continue, controllo costante dei difetti, richieste ossessive di rassicurazioni dagli altri, isolamento sociale.

Secondo gli studi, è un disturbo più diffuso nel genere femminile, spesso con esordio in adolescenza. Eventi stressanti o vissuti traumatici nel tempo possono aumentare il rischio. Il percorso di cura è innanzitutto terapeutico. E se vi accade, chiedete aiuto.

Ho pensato a quante donne conosco che non si riconoscono più. Che soffrono in silenzio, soprattutto in estate. L’invito è: se la tua insoddisfazione diventa peso costante, se limiti le relazioni o se l’immagine di te ti blocca, non sei sola. Non è vanità, è un problema di salute mentale che si può affrontare. Spesso basta un primo passo, un confronto serio, per ritrovare serenità. E l’estate può diventare un’occasione per iniziare a vedere sé stesse con gentilezza: non solo guardandosi, ma anche ascoltando ciò che si prova.

Estate e bambini: infezioni più frequenti

Lug 28
Scritto da Annamaria avatar

Estate e bambini. Quando la bella stagione arriva, sembra portare con sé solo sole, mare e libertà. Però scoprire che anche le infezioni possono avere la loro stagione non è rassicurante, vero? Eppure proprio il caldo, la vita all’aria aperta, le piscine, le spiagge e le gite in natura creano il terreno ideale per virus, batteri, funghi e parassiti. Ecco quali sono le infezioni più frequenti e come proteggersi. Lo spiega la pediatra Susanna Esposito, responsabile del Tavolo tecnico malattie infettive della SIP, a Fanpage.

estate e bambini infezioni piu frequenti

In spiaggia, in piscina, al parco o nei boschi, basta poco perché virus e batteri si facciano strada. Dermatiti da contatto, micosi, impetigine, ad esempio, sono tra i disturbi più frequenti e si trasmettono facilmente attraverso superfici contaminate o il semplice contatto con sabbia, erba o acqua non perfettamente pulita. Le infezioni cutanee, in particolare, sono molto diffuse: basta una piccola ferita sulla pelle o un calo delle difese immunitarie per facilitare la comparsa del problema.

Ma anche gli insetti fanno la loro parte: punture di api, vespe, zanzare o meduse possono provocare reazioni fastidiose e, in alcuni casi, anche gravi. “Se il bambino sviluppa gonfiore a livello del viso o delle labbra, orticaria, fatica a respirare o addirittura va incontro a perdita di coscienza è necessario contattare immediatamente il 118 o recarsi al Pronto Soccorso”, avverte la professoressa. E una super esperta, ordinaria di Pediatria all’Università di Parma e presidente di Waidid (Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici).

Un altro pericolo nascosto si trova nei boschi e nei prati: le zecche. Per ridurre i rischi, “è utile effettuare una doccia entro due ore dalla camminata, in modo da eliminare eventuali insetti che potrebbero trovarsi sulla pelle, ed è importante controllare soprattutto nuca, collo, ascelle, ombelico e inguine”, spiega ancora la pediatra. Inoltre, quando si va nella natura, è sempre consigliato indossare abiti chiari, pantaloni lunghi e scarpe chiuse, per evitare morsi o punture.

Non dimentichiamo, poi, le classiche gastroenteriti virali, molto frequenti durante i viaggi estivi. Per prevenirle, è fondamentale prestare attenzione all’igiene delle mani, alla conservazione degli alimenti e all’acqua potabile. Se compaiono sintomi come diarrea, vomito e febbre, l’idratazione diventa la priorità: “Il trattamento principale è la reidratazione del bambino attraverso soluzioni orali a base di sali, da assumere a piccoli sorsi. È inoltre utile somministrare fermenti lattici per ripristinare l’equilibrio della flora intestinale”, consiglia la dottoressa.

E poi c’è il colpo di calore, forse uno dei rischi estivi più sottovalutati. Soprattutto nei neonati e nei bambini più piccoli, che non riescono a regolare la temperatura corporea come gli adulti. “Evitare le ore più calde della giornata (dalle 11 alle 17), far bere molta acqua e utilizzare il cappellino per ripararsi dal sole sono fondamentali. In caso di febbre e sintomi importanti, è necessario consultare il pediatra o rivolgersi al Pronto Soccorso”, sottolinea Esposito.

Insomma, vivere un’estate serena e spensierata si può: basta adottare qualche precauzione e ascoltare i consigli degli esperti. Perché la salute dei bambini, soprattutto in vacanza, parte dalla prevenzione.

Sicurezza in acqua

Lug 24
Scritto da Annamaria avatar

Quando arriva l’estate, per i bambini è tempo di gioia, corse verso il mare, tuffi in piscina e giornate all’aperto. Ma con il caldo e le vacanze arrivano anche le insidie, spesso sottovalutate. L’emergenza legata alla sicurezza dei più piccoli in acqua è tornata drammaticamente sotto i riflettori dopo la tragica morte della piccola Simona Vanessa, avvenuta nel parco acquatico di Rende. E proprio per evitare che tragedie simili si ripetano, la pediatra Maria Pia Galasso  intervistata da Cosenza Channel, lancia un appello alla prudenza e condivide una serie di consigli chiave per vivere l’estate con serenità, ma senza mai abbassare la guardia.

“Dopo un anno trascorso al chiuso – spiega Galasso – i bambini hanno tutto il diritto di godersi l’estate, ma servono prudenza e attenzione. Come ripeto sempre, i genitori devono avere mille occhi e mille orecchie”. La dottoressa invita, prima di tutto, a rispettare alcune regole legate all’esposizione solare: i bambini, soprattutto quelli sotto i sei mesi, non dovrebbero mai essere portati in spiaggia nelle ore centrali della giornata. È fondamentale preferire il mattino presto o la sera, quando i raggi UV sono meno aggressivi. E no, non basta l’ombra di un ombrellone. “Tenere i propri figli all’ombra non rappresenta una precauzione – avverte – perché l’ombrellone non è in grado di schermare i raggi del sole e la crema solare da sola non è sufficiente”.

Anche l’alimentazione gioca un ruolo cruciale. I pasti devono essere leggeri, ricchi di frutta, verdura e alimenti freschi, evitando cibi fritti o troppo elaborati, che con il caldo possono appesantire e causare malesseri. E sull’eterna questione del “quanto aspettare prima di fare il bagno?”, Galasso sfata un falso mito: “Non serve aspettare le tre ore canoniche – dice – ma entrare bagnando polsi e nuca per acclimatare il corpo”.

Un altro pericolo è il colpo di calore, spesso sottovalutato. Nei bambini, che sudano meno degli adulti, può manifestarsi con sintomi come nausea, vomito, debolezza, febbre alta, confusione o addirittura perdita di coscienza. In questi casi è fondamentale intervenire subito, portando il bambino in un ambiente fresco e praticando impacchi con acqua fredda. Se i sintomi non migliorano rapidamente, bisogna allertare il Pronto soccorso. “Se compare anche uno soltanto di questi sintomi – sottolinea la pediatra – bisogna subito portare il bambino in un ambiente fresco e praticare impacchi di acqua fredda… chiamando il Pronto soccorso se il quadro non migliora”.

Infine, il punto forse più importante di tutti: la sorveglianza attiva. Nessuna distrazione è ammessa quando un bambino si trova in acqua. Neppure per pochi secondi. “Quello del genitore è il mestiere più bello del mondo – conclude – ma si porta dietro un carico di responsabilità infinita. Non bisogna mai perdere il contatto visivo e uditivo con i propri figli. Prima che accada l’irreparabile”.

Gelato fatto in casa coi bambini

Lug 21
Scritto da Annamaria avatar

Coinvolgere i bambini in cucina può essere un’attività creativa e stimolante, soprattutto d’estate, quando il caldo invita a preparare qualcosa di fresco e gustoso. Il gelato fatto in casa coi bambini è perfetto: semplice da realizzare, personalizzabile nei gusti e… delizioso da mangiare!

gelato fatto in casa coi bambini

Ecco come preparare coi bambini un gelato fatto in casa cremoso senza gelatiera, usando pochi ingredienti e tanta fantasia!

Ingredienti:

  • 400 ml di panna fresca da montare
  • 300 ml di latte condensato
  • Qualche goccia di estratto di vaniglia
  • Frutta fresca, gocce di cioccolato, biscotti sbriciolati o quello che preferite!

E ora iniziamo. Montate la panna con le fruste elettriche fino a ottenere una consistenza soffice. In una ciotola a parte, mescolate il latte condensato con l’estratto di vaniglia. Unite delicatamente la panna montata al composto di latte condensato, con movimenti dal basso verso l’alto. Personalizzate il vostro gelato: dividete il composto in più ciotole e aggiungete frutta a pezzetti, cacao, nocciole, granella di biscotto o caramello. Versate tutto in un contenitore e riponete in freezer per almeno 4-6 ore. Servite in coppette o coni, e decorate a piacere.

Il gelato fatto in casa coi bambini è una vera delizia che catturerà tutti, grandi e piccini: vi leccherete i baffi!

Meta perfetta per l’estate in dolce attesa

Lug 20
Scritto da Annamaria avatar

La bella stagione è il momento ideale per rilassarsi, ricaricare le energie e – perché no – regalarsi una vacanza speciale prima dell’arrivo del bebè. Ma come scegliere la meta perfetta per l’estate in dolce attesa? Bisogna pensare anche alla salute, al comfort e alla sicurezza.

meta perfetta per lestate in dolce attesa

Qual è allora la destinazione ideale per una donna incinta? La risposta è semplice: un luogo tranquillo, non troppo affollato, con temperature miti, servizi medici facilmente raggiungibili e possibilità di riposo vero. E se c’è anche un po’ di bellezza da godere, ancora meglio!

Il mare resta una delle mete più amate, e con buone ragioni. Camminare sulla battigia, nuotare in acque calme e respirare aria salmastra aiuta la circolazione, rilassa la mente e può alleviare il gonfiore alle gambe.

L’ideale? Località balneari poco affollate, con spiagge attrezzate e ospedali nei dintorni, come:

  • L’Isola d’Elba, con le sue spiagge tranquille e un clima mai eccessivo
  • San Vito Lo Capo, in Sicilia, per chi ama il Sud ma senza troppi spostamenti
  • Vieste o Polignano a Mare, in Puglia, che coniugano bellezza e servizi

Evita, invece, mete troppo calde o isolate, dove un controllo medico potrebbe richiedere ore di viaggio.

Se non ami il caldo o ti trovi nei mesi più avanzati della gravidanza, la montagna è una soluzione ideale: aria fresca, ritmo lento, natura e relax.
In Italia non mancano luoghi perfetti per una vacanza dolce:

  • Altopiano di Asiago, facile da raggiungere, con passeggiate pianeggianti
  • Val di Fassa o Val di Non, in Trentino, con paesaggi meravigliosi e ottimi servizi
  • Dolomiti Bellunesi, fresche e poco caotiche

In montagna è meglio evitare escursioni troppo lunghe o dislivelli impegnativi: il riposo viene prima di tutto.

Se sei nel secondo trimestre, le vacanze termali possono essere una coccola perfetta. Alcune strutture offrono percorsi pensati per le future mamme, con trattamenti delicati e rilassanti. Le terme di Saturnia, Bormio o Abano sono ottime scelte.

Qualche consiglio extra prima di partire per la meta perfetta per l’estate in dolce attesa

  • Scegli una meta raggiungibile in poche ore, meglio se in auto o treno
  • Verifica sempre la presenza di un ospedale o consultorio nelle vicinanze
  • Porta con te la tessera sanitaria, i documenti della gravidanza e i recapiti del tuo medico
  • Evita le destinazioni con vaccinazioni obbligatorie o igiene non garantita

La vacanza perfetta in gravidanza è quella che ti fa sentire bene, al sicuro e coccolata. Che sia mare, montagna o terme, ascolta il tuo corpo, chiedi consiglio al medico e scegli il luogo che ti fa sorridere solo all’idea di esserci.

Estate 2025: come proteggere i bambini

Lug 14
Scritto da Annamaria avatar

La Società Italiana di Pediatria (SIP) richiama l’attenzione dei genitori sull’aumento delle ondate di calore in Italia e sui rischi legati alla salute dei bimbi, che hanno una minore capacità di termoregolazione. Il presidente Rino Agostiniani sottolinea l’importanza di semplici misure per prevenire disidratazione e colpi di calore. Nell’estate 2025 ecco come proteggere i bambini.

estate 2025 come proteggere i bambini
  1. Esporsi al caldo con buon senso
    Evitare le uscite tra le 11 e le 17, soprattutto con i bimbi piccoli. In queste ore, meglio restare in luoghi ventilati e ombreggiati.
  2. Offrire acqua frequentemente, anche senza sete
    Anche i più piccoli spesso non comunicano la sete. È fondamentale offrire acqua regolarmente, evitando bevande zuccherate o gassate. L’allattamento può essere intensificato nei giorni più caldi per i bambini <1 anno.
  3. Alimentazione leggera e colorata
    Privilegiare frutta e verdura fresca, ricche di acqua e sali minerali. I piatti devono essere semplici, facili da digerire: via libera a centrifughe, zuppe fredde, spuntini di frutta. Gelato sì, ma non tutti i giorni .
  4. Aria condizionata sì, ma con moderazione
    Se necessaria, regolare il condizionatore tra 24 e 25°C, mantenendo il flusso costante tra diverse stanze. Anche in auto: temperatura simile, finestrino leggermente aperto per evitare sbalzi termici .
  5. Abiti leggeri, chiari e traspiranti
    Preferire tessuti naturali come cotone o lino, evitando colori scuri. In spiaggia, meglio un cappellino in paglia traforata, che protegge senza surriscaldarsi .

Il Tavolo tecnico malattie infettive della SIP segnala che d’estate aumentano gastroenteriti, infezioni cutanee e reazioni alle punture di insetti. Ecco le misure preventive consigliate :

  • Usare ciabatte e asciugamani personali in piscina
  • Non bere acqua del rubinetto né consumare frutta non sbucciata in viaggio
  • Controllare regolarmente il cuoio capelluto per pediculosi
  • Consultare il pediatra ai primi sintomi, come febbre o vomito.

All’aumentare del caldo, cresce anche il rischio di punture di zanzare o altri insetti. La SIP suggerisce misure precise:

  • Indossare abiti che coprono braccia e gambe, anche leggeri, per evitare punture e ridurre il contatto diretto con insetti.
  • Usare repellenti approvati (es. DEET) esclusivamente su parti del corpo scoperte, evitando occhi e bocca. Non applicare su ferite o mani dei bambini.
  • Evitare prodotti naturali come citronella, rosmarino o menta nei bimbi <3 anni: scarsa efficacia e possibili irritazioni.
  • Eliminare ristagni d’acqua in vaso, secchi o contenitori esposti per prevenire la proliferazione delle zanzare.