Una giornata in fattoria
Avete mai pensato a un piccolo viaggio, ma molto divertente? Trascorrere una giornata in fattoria è un’esperienza educativa da fare in famiglia eche permette ai bambini imparare a contatto diretto con la natura.

I piccoli apprendono molto da questa esperienza. Scoprono da dove arriva il cibo. Visitare una fattoria permette di capire l’origine degli alimenti, così da avere anche più rispetto, riducendo spesso gli sprechi. Imparano il rispetto per gli animali, comprendono che gli animali non sono giocattoli, ma esseri viventi che hanno bisogno di cure, attenzioni e gentilezza. Sviluppano tutti i sensi, osservano colori diversi, ascoltano versi degli animali, sentono il profumo dell’erba appena tagliata, toccano il fieno, la terra e le foglie, assaggiano prodotti genuini.
Non è tutto. I piccoli scoprono il valore dell’attesa In fattoria non tutto accade subito: ogni cosa segue i propri ritmi e la natura non si può accelerare. Imparano cosa significa prendersi cura, sviluppando il senso di responsabilità. Si muovono e giocano all’aria aperta e stimolando la loro curiosità, fanno domande su tutto. Sappiate che questa avventura rafforza il legame con la famiglia condividendo tempo di qualità.
Maschere doposole fai da te
Dopo una giornata trascorsa al mare o in piscina, tra sole, salsedine o cloro, la pelle ha bisogno di essere rigenerata. Le maschere doposole fai da te possono darci una mano. Sono trattamenti semplici, economici e delicati. Eccone qualcuna.

Aloe vera
Il gel di aloe vera pura è il rimedio naturale più conosciuto per calmare la pelle accaldata. Ha un’immediata azione rinfrescante e favorisce l’idratazione. Come usarla: applicate uno strato abbondante di gel di aloe vera puro e lasciatelo agire per 20-30 minuti prima di massaggiarne l’eccesso.
Yogurt e miele
Lo yogurt bianco naturale regala una piacevole freschezza, mentre il miele aiuta a trattenere l’idratazione e rende la pelle più morbida.La ricetta? Prendete 2 cucchiai di yogurt bianco intero e 1 cucchiaino di miele. Mescolate e distribuite sul viso. Lasciate in posa circa 15 minuti e risciacquate con acqua fresca.
Cetriolo e camomilla
Il cetriolo è ricchissimo d’acqua e ha un effetto decongestionante. Abbinato alla camomilla fredda diventa un vero sollievo. Frullate mezzo cetriolo con due cucchiai di infuso di camomilla ormai freddo, applicate il composto e lasciate agire per 15-20 minuti.
Avocado e olio di mandorle
Per la pelle “che tira”, questa maschera è ideale. Servono mezzo avocado maturo e un cucchiaino di olio di mandorle dolci Schiacciate tutto fino a ottenere una crema morbida, applicatela sulla pelle e lasciatela agire per una ventina di minuti.
Fiocchi d’avena
L’avena ha proprietà lenitive e calmanti. Frullate qualche cucchiaio di fiocchi d’avena e aggiungete acqua o yogurt fino a ottenere una crema da stendere sul corpo per circa 15 minuti.
Acqua di cocco e aloe
L’acqua di cocco reintegra l’idratazione superficiale della pelle e unita al gel di aloe crea una maschera leggera e molto fresca.
Vacanza in città con bimbi: la valigia
New York, Londra, Parigi, Madrid, Berlino o una qualsiasi capitale europea: una vacanza in una grande città è un’esperienza entusiasmante anche con e per i bimbi al seguito. A differenza di una vacanza al mare, la valigia richiede un’organizzazione diversa: si cammina molto, il meteo può cambiare all’improvviso e bisogna essere pronti a qualsiasi imprevisto. Ecco un vademecum per prepararla senza dimenticare nulla.

Abiti comodi
Meglio puntare su capi pratici e facilmente abbinabili. In valigia non dovrebbero mancare:
- magliette in cotone traspirante;
- pantaloncini e pantaloni lunghi leggeri;
- una felpa o un cardigan, utile anche in estate;
- una giacca impermeabile o un k-way pieghevole;
- qualche cambio extra, soprattutto per i bambini più piccoli;
- pigiama leggero.
Scarpe
Camminare per chilometri tra vie, piazze e musei può affaticare anche i più piccoli. Servono almeno:
- un paio di scarpe da ginnastica già collaudate;
- sandali comodi con suola stabile (se la stagione lo permette);
- calze di ricambio per evitare sfregamenti.
Lo zainetto
Ogni bambino può avere un piccolo zaino con tutto il necessario per la giornata. Dentro si possono mettere:
- una borraccia;
- un cappellino;
- occhiali da sole con filtro UV;
- fazzoletti;
- uno snack sano;
- un piccolo gioco o un libro da utilizzare durante le attese.
Farmaci e kit di emergenza
Anche in città è importante essere preparati. Nel beauty case dedicate uno spazio a:
- cerotti;
- disinfettante;
- crema per punture d’insetto;
- crema solare;
- doposole;
- termometro;
- eventuali farmaci abituali prescritti dal pediatra.
Portate sempre con voi anche una copia delle prescrizioni mediche se il bambino segue terapie particolari.
Il meteo
Anche in piena estate un temporale improvviso o una giornata più fresca sono sempre possibili. Per questo conviene aggiungere:
- un ombrellino pieghevole;
- un cambio leggero da tenere nello zaino;
- una felpa per musei, mezzi pubblici e locali con aria condizionata.
Se si viaggia con neonati o bambini molto piccoli, la lista si allunga. Non dimenticate:
- pannolini;
- salviettine umidificate;
- telo cambio;
- bavaglini;
- ciuccio (meglio averne uno di riserva);
- latte artificiale o alimenti abituali;
- passeggino leggero e richiudibile.
Nelle grandi città si utilizzano spesso metropolitana e autobus: un passeggino compatto renderà gli spostamenti molto più semplici.
Tablet o console possono essere utili durante voli, treni o lunghe attese, ma non dovrebbero diventare il passatempo principale della vacanza. Molto meglio alternarli con:
- libri illustrati;
- album da colorare;
- giochi magnetici;
- carte;
- piccoli puzzle da viaggio.
Per evitare di portare troppo, preparate gli outfit già abbinati giorno per giorno e utilizzate organizer o sacchetti divisori. In questo modo sarà più facile trovare tutto senza mettere sottosopra la valigia ogni mattina.
Capelli in gravidanza d’estate: i rimedi
Il gran caldo, la salsedine e il mare mettono a dura prova la chioma di tutti, ma i capelli d’estate in gravidanza hanno bisogno di qualche attenzione in più. Il mix di ormoni, temperature ‘hot’, raggi UV, salsedine e cloro può infatti renderli più secchi, crespi o, al contrario, più grassi del solito. Ci sono alcuni rimedi naturali con cui è possibile mantenerli forti, morbidi e brillanti per tutta la stagione.

Gli estrogeni influenzano il ciclo di vita del capello. Molte future mamme notano una chioma più folta e lucente, perché i capelli cadono meno. Altre, invece, possono avere una cute più sensibile, un aumento della produzione di sebo oppure capelli più secchi e difficili da gestire. Con il caldo estivo questi cambiamenti possono accentuarsi.
Così come proteggiamo la pelle, anche i capelli hanno bisogno di una protezione contro i raggi UV. Per evitare che si disidratino:
- indossate un cappello di paglia o una bandana nelle ore più calde;
- raccogliete i capelli in una treccia morbida o in uno chignon basso per limitare nodi e sfregamenti;
- utilizzate spray protettivi specifici per capelli con filtri UV, scegliendo formule delicate.
Il mare e la piscina sono un piacere durante la gravidanza, ma possono rendere la chioma più fragile. Un piccolo trucco consiste nel bagnare i capelli con acqua dolce prima del bagno: in questo modo assorbiranno meno sale o cloro. Dopo ogni tuffo è importante risciacquarli accuratamente e lavarli appena possibile con uno shampoo delicato.
Per nutrire i capelli senza appesantirli si possono utilizzare alcuni ingredienti semplici.
Olio di cocco
Applicato sulle lunghezze prima dello shampoo, aiuta a contrastare la secchezza causata dal sole e rende i capelli più morbidi.
Gel di aloe vera
È perfetto per lenire una cute irritata o accaldata e dona una piacevole sensazione di freschezza.
Olio di argan
Qualche goccia sulle punte asciutte aiuta a prevenire doppie punte e effetto crespo.
Maschera allo yogurt
Mescolare yogurt bianco naturale con un cucchiaino di miele crea un impacco nutriente da lasciare in posa per circa 15 minuti prima del lavaggio.
Con il caldo si tende a lavare i capelli più spesso. Va bene, purché si utilizzino shampoo delicati, senza detergenti troppo aggressivi, e acqua tiepida invece che molto calda. Dopo il lavaggio è meglio tamponare delicatamente i capelli con un asciugamano in microfibra, evitando di strofinarli.
La salute dei capelli parte anche da ciò che si mette nel piatto. Durante la gravidanza è importante seguire un’alimentazione equilibrata ricca di:
- proteine;
- frutta e verdura di stagione;
- cereali integrali;
- frutta secca (se consentita dal proprio medico);
- alimenti ricchi di ferro, zinco e vitamine del gruppo B.
Anche bere acqua a sufficienza aiuta a mantenere idratati cute e capelli, soprattutto nelle giornate più afose.
Durante la gravidanza la cute può diventare molto più sensibile. Per questo motivo è consigliabile limitare:
- piastre e ferri ad alte temperature;
- decolorazioni frequenti;
- trattamenti chimici particolarmente aggressivi.
Se si desidera colorare i capelli, è sempre opportuno confrontarsi con il proprio ginecologo e scegliere prodotti delicati, preferibilmente senza ammoniaca.
Bambini: in estate tempo creativo
Questo momento dell’anno è sinonimo di libertà, giornate più lunghe e ritmi rilassati. Dopo mesi scanditi da scuola, compiti, sport e impegni, molti genitori sentono la pressione di dover riempire ogni ora dei figli con attività, centri estivi, laboratori e uscite. Gli esperti ricordano che c’è un ingrediente prezioso che non dovrebbe mai mancare durante le vacanze: in estate per i bambini deve esserci il tempo creativo, quello senza programmi prestabiliti, in cui i bambini possono inventare, sperimentare e perfino… annoiarsi.

Quando un bambino non ha un’agenda piena, il cervello entra in una modalità diversa. È proprio nei momenti di apparente inattività che si sviluppano fantasia, problem solving e autonomia. Costruire un castello con i cuscini del divano, inventare una caccia al tesoro in giardino, creare un teatro con pupazzi e lenzuola o trasformare una scatola di cartone in un’astronave sono attività che allenano molto più di quanto si possa immaginare.
Il gioco libero favorisce creatività e immaginazione; capacità di trovare soluzioni; autonomia nelle scelte; concentrazione; sicurezza in se stessi.
La tentazione di intrattenere continuamente i bambini è comprensibile, soprattutto durante le lunghe vacanze estive. Ma riempire ogni momento con attività organizzate rischia di lasciare poco spazio all’iniziativa personale. Anche la tecnologia, se usata come soluzione automatica alla noia, può diventare un ostacolo. Tablet e smartphone intrattengono, ma spesso non stimolano la creatività quanto un gioco inventato con pochi oggetti di uso quotidiano. La noia, entro certi limiti, non è un nemico.
Non servono giochi costosi né programmi elaborati per il tempo creativo. Bastano materiali semplici e un ambiente che favorisca la libertà di sperimentare.
Si possono lasciare a disposizione:
- fogli, colori e tempere;
- cartoni e scatole da riciclare;
- stoffe e vecchi vestiti per travestimenti;
- costruzioni e mattoncini;
- pasta modellabile;
- materiali naturali raccolti durante una passeggiata, come sassi, foglie, conchiglie e rametti.
Anche nelle ore più calde, quando è meglio restare in casa, si possono organizzare attività divertenti.
Ad esempio:
- realizzare un diario illustrato delle vacanze;
- preparare un piccolo orto sul balcone;
- costruire strumenti musicali con materiali riciclati;
- inventare una storia da trasformare in fumetto;
- creare collane e braccialetti con pasta colorata o perline;
- organizzare uno spettacolo teatrale da mettere in scena dopo cena.
Il ruolo dei genitori? Essere presenti senza dirigere ogni gioco. Osservare senza intervenire. Naturalmente è importante garantire un ambiente sicuro e offrire qualche spunto quando la fantasia sembra bloccarsi.
Parto libero
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di parto libero, una scelta che incuriosisce molte future mamme e che alimenta un acceso dibattito tra sostenitori e medici. C’è chi lo considera il modo più naturale per mettere al mondo un bambino e chi, invece, richiama l’attenzione sui possibili rischi legati all’assenza di assistenza sanitaria. Prima di prendere in considerazione qualsiasi decisione è importante sapere esattamente di cosa si tratta, distinguendo tra il desiderio di vivere un parto rispettoso e la scelta di affrontarlo senza personale medico.

Con l’espressione parto libero (freebirth) si intende un parto pianificato senza la presenza di ostetriche, ginecologi o altri professionisti sanitari. Nella maggior parte dei casi avviene in casa e la donna affronta travaglio e nascita con il solo supporto del partner o dei familiari, oppure completamente da sola. È diverso dal parto in casa assistito, che invece prevede la presenza di ostetriche esperte e una selezione accurata delle gravidanze considerate a basso rischio.
Perché alcune donne lo scelgono? Le motivazioni possono essere diverse e spesso molto personali:
- desiderio di vivere un’esperienza il più possibile naturale;
- volontà di evitare interventi medici ritenuti non necessari;
- esperienze negative vissute durante precedenti parti in ospedale;
- ricerca di un ambiente familiare, intimo e rilassante;
- desiderio di sentirsi protagoniste delle proprie scelte.
Chi sostiene il parto libero evidenzia alcuni benefici:
- maggiore libertà di movimento durante il travaglio;
- ambiente tranquillo e privo di stress;
- rispetto dei tempi fisiologici del parto;
- maggiore senso di controllo e autonomia;
- possibilità di vivere la nascita in totale intimità.
Dal punto di vista psicologico, alcune donne riferiscono un forte senso di empowerment e una maggiore connessione con il proprio corpo.
Ci sono però i rischi da conoscere. Le principali società scientifiche e ostetriche invitano però alla massima prudenza. Anche una gravidanza perfettamente fisiologica può infatti trasformarsi in pochi minuti in un’emergenza. Tra i possibili rischi ci sono:
- emorragia materna;
- sofferenza fetale improvvisa;
- distocia di spalla (quando il bambino resta bloccato durante il parto);
- prolasso del cordone ombelicale;
- mancata respirazione del neonato alla nascita;
- necessità urgente di un taglio cesareo.
In queste situazioni ogni minuto può fare la differenza e la presenza di personale qualificato permette di intervenire rapidamente. Desiderare un parto dolce, rispettoso e il meno possibile medicalizzato è una richiesta sempre più diffusa e assolutamente legittima. Tuttavia è fondamentale ricordare che la sicurezza della madre e del neonato resta la priorità.
Caldo e alimenti: vademecum per conservarli
Con il caldo torrido bastano poche ore perché un alimento conservato nel modo sbagliato diventi un potenziale rischio per la salute. Le alte temperature, infatti, favoriscono la proliferazione di batteri come salmonella, listeria ed escherichia coli e aumentano il pericolo di tossinfezioni alimentari. Per questo, soprattutto in estate, è fondamentale adottare qualche accorgimento in più quando si fa la spesa, si cucina o si conservano gli avanzi. Secondo gli esperti, seguire poche semplici regole permette di ridurre notevolmente i rischi. Caldo e alimenti spesso non vanno d’accordo, ecco il vademecum per conservarli.

Leggere sempre la data di scadenza. La prima distinzione da conoscere è quella tra le diciture riportate sulle confezioni.
- “Da consumarsi entro il” indica una vera data di sicurezza: oltre quel termine gli alimenti freschi, come affettati, latticini o pesce, non dovrebbero essere consumati.
- “Da consumarsi preferibilmente entro il” riguarda invece prodotti come pasta, riso, biscotti o cracker: superata la data possono perdere qualità, ma non diventano automaticamente pericolosi.
Mai interrompere la catena del freddo. Durante l’estate il frigorifero diventa il miglior alleato.
Quando si fa la spesa è consigliabile acquistare per ultimi i prodotti refrigerati e surgelati, utilizzando, se possibile, una borsa termica per il trasporto. Una volta arrivati a casa, vanno riposti immediatamente in frigorifero o nel congelatore.
Anche pochi minuti sotto il sole, specialmente in auto, possono compromettere la sicurezza di alcuni alimenti.
Attenzione agli avanzi. Con il caldo gli avanzi non possono restare sul tavolo per ore. Gli esperti consigliano di:
- lasciarli raffreddare solo per il tempo necessario;
- conservarli in contenitori puliti e ben chiusi;
- riporli rapidamente in frigorifero;
- consumarli entro due o tre giorni.
Se un alimento è rimasto a temperatura ambiente per più di quattro ore, è più prudente eliminarlo.
Occhio alla contaminazione incrociata. Uno degli errori più frequenti in cucina è utilizzare lo stesso coltello o lo stesso tagliere per alimenti crudi e cotti. Per evitare contaminazioni è importante:
- lavare accuratamente mani, utensili e superfici con acqua calda e sapone;
- utilizzare strumenti diversi per carne, pesce e alimenti già pronti;
- conservare i cibi crudi nei ripiani inferiori del frigorifero, ben separati da quelli pronti al consumo.
Carne e pesce: fidatevi anche dell’olfatto. Non sempre il colore racconta tutta la verità.
La carne, ad esempio, può assumere una tonalità più scura senza essere deteriorata. Un odore sgradevole, invece, è un segnale da non ignorare.
Il pesce dovrebbe essere consumato preferibilmente entro 24 ore dall’acquisto e cotto accuratamente. Se si desidera mangiarlo crudo, è fondamentale verificare che sia stato preventivamente abbattuto secondo le norme di sicurezza.
Frutta e verdura: il bicarbonato non basta. Lavare frutta e verdura sotto acqua corrente è il metodo più efficace.
Il bicarbonato, contrariamente a quanto si pensa, non elimina i microrganismi patogeni. Se un frutto presenta una piccola parte ammaccata o leggermente deteriorata, spesso è sufficiente eliminarla, purché non vi siano segni estesi di marciume.
Uova crude e creme: massima prudenza. Tiramisù, maionese fatta in casa e altre preparazioni con uova crude richiedono particolare attenzione durante l’estate.
È consigliabile utilizzare uova freschissime e consumare questi alimenti subito dopo la preparazione, evitando di lasciarli a lungo fuori dal frigorifero.
Formaggi: non sono tutti uguali. Se compare una piccola muffa su un formaggio stagionato a pasta dura, spesso è sufficiente eliminarne una parte abbondante. Diverso il discorso per i formaggi molli: in presenza di muffe non previste è meglio non consumarli. Particolare attenzione va riservata ai formaggi prodotti con latte crudo, soprattutto se destinati ai bambini piccoli.
Conserve: mai sottovalutare un tappo gonfio. Le conserve fatte in casa e alcuni alimenti sott’olio richiedono molta cautela.
Se il tappo appare rigonfio, fuoriesce gas all’apertura o il contenuto presenta odori insoliti, il prodotto va eliminato senza nemmeno assaggiarlo. Sono segnali che possono indicare la presenza del batterio responsabile del botulismo, una malattia rara ma molto grave.
Per ridurre al minimo i rischi basta ricordare alcune semplici abitudini:
- mantenere il frigorifero tra 0 e 4 °C;
- non lasciare alimenti deperibili fuori dal frigo troppo a lungo;
- trasportare i cibi in borse termiche durante picnic e giornate al mare;
- cuocere accuratamente carne, pesce e prodotti che lo richiedono;
- evitare di assaggiare alimenti che presentano odori, consistenza o confezioni anomale.
Biscotti banana e avena
Quando le temperature salgono, anche la merenda cambia. Si cercano ricette semplici, leggere e nutrienti, che diano energia ai bambini senza appesantirli. I biscotti banana e avena sono una soluzione perfetta: si preparano in pochi minuti, richiedono pochissimi ingredienti e sono ideali da portare al mare, in piscina, al parco o durante un picnic in famiglia. Naturalmente dolci grazie alle banane mature e ricchi di fibre grazie ai fiocchi d’avena, rappresentano uno snack genuino che piace anche ai più piccoli.

Questi biscotti hanno tanti punti di forza:
- si preparano senza impastatrici o utensili particolari;
- sono perfetti per recuperare le banane troppo mature;
- contengono pochi zuccheri aggiunti, o addirittura nessuno;
- saziano senza essere pesanti;
- sono pratici da trasportare e non si sbriciolano facilmente.
Sono perfetti anche per una colazione veloce o uno spuntino dopo una mattinata trascorsa tra giochi e bagni.
Ecco cosa serve avere:
Per circa 12-15 biscotti occorrono:
- 2 banane mature;
- 180 g di fiocchi d’avena;
- 1 cucchiaino di cannella (facoltativo);
- 1 cucchiaino di estratto di vaniglia;
- una manciata di gocce di cioccolato fondente (facoltativa);
- uvetta, mirtilli rossi essiccati oppure pezzetti di mela essiccata, a piacere.
Per i bambini più grandi e senza alcuna allergia alla frutta secca, si possono aggiungere anche noci o mandorle tritate.
Schiacciate accuratamente le banane con una forchetta fino a ottenere una crema. Aggiungete i fiocchi d’avena e amalgamate bene il composto. Unite quindi la vaniglia, la cannella e gli eventuali ingredienti extra. Con un cucchiaio formate delle palline, adagiatele su una teglia rivestita di carta forno e schiacciatele leggermente per dare la classica forma del biscotto. Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per circa 15-18 minuti, finché saranno leggermente dorati. Lasciateli raffreddare completamente prima di servirli.
I biscotti banana e avena sono ideali per accompagnare le giornate estive. Sono ottimi anche come spezza-fame durante un viaggio in auto o una passeggiata. Una volta raffreddati, si mantengono morbidi per 3-4 giorni in un contenitore ermetico. È possibile anche congelarli: basterà lasciarli scongelare a temperatura ambiente per ritrovarli soffici come appena sfornati. Preparare questi biscotti insieme ai bambini può trasformarsi in un’attività divertente durante le vacanze. Schiacciare le banane, mescolare gli ingredienti e dare forma ai biscotti sono operazioni semplici che permettono ai più piccoli di partecipare in sicurezza.

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