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Proteggi il tuo bambino

Set 29
Scritto da Annamaria avatar

La Società Italiana di Pediatria (SIP) e la Società Italiana di Neonatologia (SIN) presentano la seconda edizione dell’opuscolo Proteggi il tuo bambino – Non è mai troppo presto”, uno strumento pratico, aggiornato e di facile consultazione che accompagna i genitori nelle scelte di prevenzione e vaccinazione nei primi anni di vita.

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L’opuscolo, scaricabile gratuitamente, nasce con un duplice obiettivo: fornire informazioni affidabili e comprensibili sulle malattie prevenibili e sul calendario vaccinale e, al tempo stesso, contrastare la disinformazione e le fake news, sempre più diffuse soprattutto sui social media e nel web.

Per favorire l’accesso a tutte le famiglie che vivono in Italia, il materiale è stato tradotto in sette lingue (cinese, filippino, inglese, russo, spagnolo, ucraino e arabo), così da garantire anche ai genitori di origine straniera la possibilità di informarsi correttamente e compiere scelte consapevoli in materia di salute e prevenzione.

Un impegno contro le fake news

L’introduzione all’opuscolo si rivolge direttamente ai genitori sottolineando come il pediatra resti la figura di riferimento per la salute del bambino, in particolare nella prevenzione delle malattie infettive attraverso gli anticorpi e i vaccini. Il documento evidenzia inoltre la necessità di non abbassare la guardia: la ridotta percezione della gravità di alcune infezioni, proprio grazie al successo dei vaccini, rischia di alimentare falsi miti e sfiducia, mentre una corretta e trasparente informazione deve essere la base di ogni decisione genitoriale.

“Con questa seconda edizione dell’opuscolo – dichiara il Presidente della Società Italiana di Pediatria Rino Agostiniani – vogliamo dare un messaggio chiaro: la salute dei bambini si difende con le conoscenze scientifiche, non con le fake news. Offrire strumenti informativi semplici, tradotti in più lingue e liberamente accessibili significa aiutare i genitori a scegliere consapevolmente, affidandosi a pediatri, neonatologi e ai canali istituzionali, e non alle fonti prive di fondamento che circolano online“.

“Proteggere da infezioni potenzialmente gravi significa dare sin dai primi giorni di vita la possibilità di crescere sani e sicuri”, prosegue il Presidente della Società Italiana di Neonatologia Massimo Agosti. “Con questo opuscolo vogliamo dire alle famiglie che non sono sole: i neonatologi e i pediatri sono al loro fianco, per offrire sicurezza, fiducia e conoscenze basate sulla scienza, mai sulla paura. Le prime epoche di vita sono un tempo prezioso e delicato e, grazie a strumenti semplici e chiari come questo opuscolo, vogliamo accompagnare ogni genitore nelle scelte di prevenzione e vaccinazione, perché la salute del bambino si costruisce insieme, con responsabilità e attenzione.”

Il documento Proteggi il tuo bambino – Non è mai troppo presto” è disponibile gratuitamente sui siti ufficiali della Società Italiana di Pediatria e della Società Italiana di Neonatologia.

Prevenzione VRS

Ago 05
Scritto da Annamaria avatar

La Società Italiana di Pediatria (SIP) e la Società Italiana di Neonatologia (SIN) hanno redatto e trasmesso al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni un documento congiunto di raccomandazioni per la prevenzione dell’infezione da Virus Respiratorio Sinciziale (VRS).

L’obiettivo è quello di promuovere una strategia nazionale uniforme di immunizzazione dei neonati e dei lattanti alla prima stagione epidemica, utilizzando Nirsevimab, l’anticorpo monoclonale a lunga durata d’azione, per garantire la massima protezione possibile contro il VRS, indipendentemente dal luogo o dal mese di nascita.

Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) è una delle principali cause di infezioni respiratorie nei bambini sotto i 5 anni. A livello globale provoca ogni anno 3,6 milioni di ricoveri e oltre 100.000 decessi, soprattutto nei Paesi a basso reddito. In Italia, la stagione epidemica si estende da ottobre ad aprile, con un picco tra gennaio e febbraio. Durante questo periodo, il VRS esercita una forte pressione sui Pronto Soccorso pediatrici e causa un elevato numero di ricoveri ospedalieri, talvolta anche in terapia intensiva.

Il Nirsevimab, approvato da EMA nel 2022 e da AIFA nel 2023, è stato introdotto in Italia per la prima volta nella stagione epidemica 2024-2025. La Delibera della Conferenza Stato-Regioni del 17 ottobre 2024 ne ha previsto la somministrazione gratuita e su base volontaria a tutti i neonati a partire dal 1° novembre 2024, estendendo la copertura in modo variabile anche ai nati nei mesi precedenti e ai bambini sotto i due anni con condizioni di fragilità.

Tuttavia, un’indagine condotta da SIP e SIN ha evidenziato forti disomogeneità regionali nell’implementazione del programma, sia per le diverse tempistiche di avvio sia per l’accesso limitato dei bambini nati fuori dalla finestra epidemica (prima di novembre e dopo marzo).

Le raccomandazioni per la stagione 2025-2026 per la prevenzione da VRS 

Nel nuovo documento, SIP e SIN raccomandano che:

  • Tutti i neonati e lattanti alla loro prima stagione epidemica siano immunizzati con Nirsevimab. L’immunizzazione è consigliata anche nei bambini nati prima della stagione epidemica, ossia nel periodo che va da aprile a settembre, per i quali è raccomandato il richiamo nel mese di ottobre in modo che la protezione possa essere massima (la copertura di somministrazione è di 5-6 mesi). 
  • Per i nati prima di ottobre, la somministrazione avvenga preferibilmente nel mese di ottobre o comunque prima dell’inizio della stagione epidemica presso gli ambulatori dei Pediatri di famiglia o i Centri vaccinali. 
  • Per i nati durante la stagione epidemica (ottobre-aprile), la profilassi sia somministrata prima della dimissione dal Centro di Neonatologia ospedaliero.
  • Le donne in gravidanza tra la 32a e la 36a settimana, con parto previsto nella stagione epidemica, ricevano il vaccino proteico ricombinante bivalente anti VRS per proteggere se stesse e i propri neonati nei primi mesi di vita. 
  • I bambini sotto l’anno di vita che hanno già contratto l’infezione da VRS ricevano comunque Nirsevimab. 

Particolare attenzione è posta anche ai bambini con patologie croniche medicalmente complesse, per i quali si raccomanda la profilassi anche all’inizio della loro seconda stagione epidemica. 

SIP e SIN sottolineano inoltre che la co-somministrazione con gli usuali vaccini dell’infanzia è possibile e non presenta controindicazioni. 

Le due Società scientifiche chiedono che il documento sia recepito dalle Istituzioni per armonizzare i criteri di somministrazione a livello nazionale, assicurando pari opportunità di prevenzione per tutti i bambini e favorendo un’organizzazione più efficace e capillare. “E’ fondamentale che ogni bambino e in ogni regione abbia lo stesso diritto alla protezione dal VRS – dichiarano SIP e SIN – Solo attraverso una strategia condivisa e omogenea possiamo ridurre i ricoveri e garantire una tutela reale ai più piccoli”.

Estate 2025: come proteggere i bambini

Lug 14
Scritto da Annamaria avatar

La Società Italiana di Pediatria (SIP) richiama l’attenzione dei genitori sull’aumento delle ondate di calore in Italia e sui rischi legati alla salute dei bimbi, che hanno una minore capacità di termoregolazione. Il presidente Rino Agostiniani sottolinea l’importanza di semplici misure per prevenire disidratazione e colpi di calore. Nell’estate 2025 ecco come proteggere i bambini.

estate 2025 come proteggere i bambini
  1. Esporsi al caldo con buon senso
    Evitare le uscite tra le 11 e le 17, soprattutto con i bimbi piccoli. In queste ore, meglio restare in luoghi ventilati e ombreggiati.
  2. Offrire acqua frequentemente, anche senza sete
    Anche i più piccoli spesso non comunicano la sete. È fondamentale offrire acqua regolarmente, evitando bevande zuccherate o gassate. L’allattamento può essere intensificato nei giorni più caldi per i bambini <1 anno.
  3. Alimentazione leggera e colorata
    Privilegiare frutta e verdura fresca, ricche di acqua e sali minerali. I piatti devono essere semplici, facili da digerire: via libera a centrifughe, zuppe fredde, spuntini di frutta. Gelato sì, ma non tutti i giorni .
  4. Aria condizionata sì, ma con moderazione
    Se necessaria, regolare il condizionatore tra 24 e 25°C, mantenendo il flusso costante tra diverse stanze. Anche in auto: temperatura simile, finestrino leggermente aperto per evitare sbalzi termici .
  5. Abiti leggeri, chiari e traspiranti
    Preferire tessuti naturali come cotone o lino, evitando colori scuri. In spiaggia, meglio un cappellino in paglia traforata, che protegge senza surriscaldarsi .

Il Tavolo tecnico malattie infettive della SIP segnala che d’estate aumentano gastroenteriti, infezioni cutanee e reazioni alle punture di insetti. Ecco le misure preventive consigliate :

  • Usare ciabatte e asciugamani personali in piscina
  • Non bere acqua del rubinetto né consumare frutta non sbucciata in viaggio
  • Controllare regolarmente il cuoio capelluto per pediculosi
  • Consultare il pediatra ai primi sintomi, come febbre o vomito.

All’aumentare del caldo, cresce anche il rischio di punture di zanzare o altri insetti. La SIP suggerisce misure precise:

  • Indossare abiti che coprono braccia e gambe, anche leggeri, per evitare punture e ridurre il contatto diretto con insetti.
  • Usare repellenti approvati (es. DEET) esclusivamente su parti del corpo scoperte, evitando occhi e bocca. Non applicare su ferite o mani dei bambini.
  • Evitare prodotti naturali come citronella, rosmarino o menta nei bimbi <3 anni: scarsa efficacia e possibili irritazioni.
  • Eliminare ristagni d’acqua in vaso, secchi o contenitori esposti per prevenire la proliferazione delle zanzare.

Vaccini salvano vite

Apr 18
Scritto da Annamaria avatar

I vaccini salvano vite. Lo sottolinea a gran voce la SIP.  Ogni minuto, da cinquant’anni, sei persone sono state salvate grazie a un vaccino. A ricordarlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sottolineando che negli ultimi cinquant’anni i vaccini hanno salvato 154 milioni di vite. Nello stesso periodo la vaccinazione ha ridotto del 40% la mortalità infantile. Il solo vaccino contro il morbillo ha contribuito al 60% di queste vite salvate.

vaccini salvano vite

In occasione della Settimana Mondiale dell’Immunizzazione, promossa dall’OMS che si celebra dal 24 al 30 aprile, e della Settimana Europea delle Vaccinazioni (27 aprile – 3 maggio), la Società Italiana di Pediatria richiama l’attenzione sull’importanza di proteggere la salute in ogni fase della vita, ribadendo il ruolo chiave delle vaccinazioni per bambini, adolescenti e donne in gravidanza.

“Questa ricorrenza non è solo un’occasione per celebrare i successi della vaccinazione – afferma il Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP), Rino Agostiniani – ma anche per riflettere sulle sfide che ancora restano aperte anche nel nostro Paese, a partire dalle coperture insufficienti negli adolescenti e nelle donne in gravidanza, fino al preoccupante ritorno del morbillo. L’Italia ha gli strumenti per migliorare, ma servono più informazione e più fiducia”.

Nel nostro Paese, secondo i dati del Ministero della Salute, si osserva un leggero calo della maggior parte delle vaccinazioni raccomandate nei primi anni di età. Le coperture vaccinali per polio (usata come proxy per le vaccinazioni contenute nell’esavalente) e per il morbillo sono leggermente al di sotto della soglia del 95% raccomandata dall’OMS: 94,76% per la poliomielite e 94,64% per il morbillo (coorte 2021). 

A preoccupare è soprattutto la ripresa del morbillo, con oltre 1.000 casi nel 2024 contro i contro i 44 dell’anno precedente e ben 227 casi nei primi tre mesi del 2025 (dati Istituto Superiore di Sanità). Il nostro Paese è il secondo più colpito in Europa dopo la Romania. E  il  90% delle persone colpite non era vaccinata.

Ma le carenze più evidenti riguardano le vaccinazioni raccomandate nell’adolescenza. Quella della dose di richiamo contro il meningococco coniugato ACWY – che protegge da meningiti e sepsi potenzialmente gravi e permanenti – seppur in lieve miglioramento,  nella coorte dei 16enni, raggiunge appena il 56,98% a livello nazionale. Ben lontano dall’obiettivo di copertura vaccinale ≥ 95%, previsto dal vigente Piano Nazionale Vaccini.

Tra le vaccinazioni più trascurate, l’anti-HPV (Papilloma Virus Umano) merita un’attenzione particolare. Il virus è responsabile di diverse forme di cancro: collo dell’utero, ano, pene, testa-collo (orofaringe), oltre a verruche genitali. E riguarda entrambi i sessi. I vaccini, non bisogna dimenticarlo, salvano vite.

Nel 2023, solo il 45,39% delle ragazze nate nel 2011 ha completato il ciclo vaccinale, mentre tra i coetanei maschi la percentuale scende al 39,35%. Nessuna Regione ha raggiunto l’obiettivo minimo del 95%, con picchi negativi come il Friuli-Venezia Giulia (12%) e la Sicilia (23%).

“E’ ancora troppo diffusa l’idea che l’HPV sia un problema solo femminile – continua Agostiniani –. Ma vaccinare anche i ragazzi è fondamentale, sia per la loro protezione diretta, sia per interrompere la circolazione del virus. Solo così possiamo ridurre davvero il carico di malattia”.

La gravidanza rappresenta un momento cruciale per la prevenzione. In questa fase, sono raccomandate alcune vaccinazioni fondamentali: dTpa (contro la pertosse), antinfluenzale, anti-Covid-19 e quella contro il virus respiratorio sinciziale, recentemente introdotta.

“Vaccinarsi in gravidanza significa offrire al neonato una protezione immediata, soprattutto nei primi mesi di vita, quando è più vulnerabile – afferma Rocco Russo, responsabile del Tavolo tecnico vaccinazioni della SIP –. Eppure, in Italia le coperture restano basse, a causa di paure infondate e informazioni poco chiare. Serve un lavoro coordinato tra ginecologi, ostetriche, pediatri e medici di medicina generale per superare queste resistenze e proteggere davvero i più piccoli”.

Anche prima del concepimento è importante agire in ottica preventiva. “Le donne in età fertile dovrebbero essere immunizzate contro morbillo, parotite, rosolia (MPR) e varicella, in quanto un’infezione contratta in gravidanza, specialmente nelle prime settimane, può comportare gravi rischi per non solo per il nascituro, ma anche per la stessa gestante. Dal momento che i vaccini MPR e contro la varicella sono controindicati in gravidanza, è fondamentale che la vaccinazione avvenga prima del concepimento, con due dosi somministrate almeno un mese prima dell’inizio della gravidanza”, conclude Russo. Tenetelo tutti a mente: i vaccini salvano vite, la vaccinazione è importantissima.

Cosa dire a un bimbo in sovrappeso

Mar 16
Scritto da Annamaria avatar

Se nostro figlio mangia troppo cosa fare? Cosa dire a un bimbo in sovrappeso?  Il Gruppo di Studio Adolescenza della Società Italiana di Pediatri, coordinato da Vita Cupertino e Rita Tanas, ha realizzato una guida per supportare le famiglie nel dialogo con i bambini e i ragazzi in sovrappeso tra i 4 e i 14 anni.

A volte è complicato capire cosa dire a un bimbo in sovrappeso, senza che si sente offeso o discriminato. Ecco perché è importante agire con empatia e delicatezza, tatto.

Ecco qui cosa dire a un bimbo in sovrappeso, alcuni dei consigli della guida SIP “Parlare di peso con tuo figlio”:

  • Evitare di deridere, anche se in modo affettuoso o giocoso, il bambino. Frasi come “Basta mangiare, non vedi che pancia hai?”, “Tra un po’ scoppi”, “Non stai più nei pantaloni” feriscono anche se in apparenza sembrano ben tollerate. 
  • Incentivare la comunicazione con frasi che stimolino l’adozione di sane abitudini (es. “Mi piace parlare con te a tavola, spegniamo la tv?”“Che bella passeggiata, mi fa stare meglio, anche a te?”, “Scegliamo insieme la merenda?”).
  • Essere uniti e coerenti. Decidete delle regole per condividere il momento dei pasti in modo sereno. Un’ottima abitudine è iniziare il pasto con delle verdure e, da bere, solo acqua. 
  • Iniziare la conversazione sul cibo gradualmente, in modo “naturale”, commentando una pubblicità in tv, mentre si fa la spesa o cucinando insieme. Valgono di più semplici scambi di opinione quotidiani che un “grande” discorso.
  • Coinvolgere i bambini nella conversazione, chiedendo loro cosa ne pensano, come vivono di fronte a certe esperienze con il cibo, li aiuta a esprimersi e a maturare nuove consapevolezze.
  • Non avere paura di parlare di peso, ma meglio focalizzarsi su “crescita”, “salute”, “benessere”. Se tuo figlio chiede informazioni sul suo peso o taglia, o su quella di qualcun altro, se dà della “balena”, del “ciccione” a qualcuno, è un’occasione per iniziare a parlare. 
  • Se pensi che tuo figlio sia preoccupato o imbarazzato per la sua corporatura, trova un momento tranquillo in cui, facendogli delle domande aperte (evitando quelle con risposte si/no) tipo “Cosa ne pensi di…?”, “Sei preoccupato…”?, spieghi che il valore di una persona non passa dal peso e che può contare su di te. L’importante è non spingerlo a parlare se non è a suo agio.
  • I bambini si devono sentire liberi di parlare e gli adulti non devono sempre avere una risposta, si può anche dire “Non lo so proviamo a leggere, parliamone con il pediatra”.
  • Se l’eccesso ponderale è un problema famigliare, evita di parlare di diete e di malattie legate all’eccesso di peso e sii di buon esempio

Bambini: ripresa dopo le vacanze

Gen 20
Scritto da Annamaria avatar

La ripresa dei bambini dopo le lunghe vacanze non è facile. Dalla SIP arrivano 5 consigli dei pediatri ai genitori per gestire al meglio la sindrome del rientro.

bambini ripresa dopo le vacanze

Ma quali sono i 5 utili consigli per  la ripresa dei bambini dopo le vacanze. La SIP innanzitutto chiarisce: “La cosiddetta sindrome da rientro dalle vacanze crea ansia in molti genitori, in realtà i bambini sono abitudinari per eccellenza e a loro basta poco per riprendere la routine, che non è solo sintomo di regolarità, ma anche di serenità”. Lo afferma la Presidente della Società Italiana di Pediatria Annamaria Staiano. 

L’esperta aggiunge: “Un po’ di attività fisica, una passeggiata in famiglia, giochi con gli amici, aiutano ad accettare la fine delle vacanze, oltre che a mantenere uno stile di vita sano, utile tutto l’anno”.  

Ecco i 5 consigli dedicaci a genitori per la ripresa dei bambini dopo le vacanze

1.La gradualità: una strategia utile 

“I bambini – spiega Rino Agostiniani, Consigliere Nazionale SIP – devono passare dalla vacanza alla vita di tutti i giorni in maniera graduale, in modo da avere il giusto tempo per riabituarsi al ritmo e apprezzare anche i lati positivi della ripresa delle attività abituali. Nel weekend, oltre ai compiti si potrebbero recuperare alcune buone abitudini delle vacanze: poca Tv, computer e smartphone, ore libere dedicate ad attività da fare insieme, meglio se all’aria aperta.  Sia nel sonno che nelle abitudini alimentari -è quindi il suggerimento dell’esperto- non è indicato un cambio brusco di ritmi”. 

2.Gradualità è la parola d’ordine anche con i dolci avanzati dalle Feste 

Che fare di quel pezzo di panettone avanzato, dei torroni e di tutti i dolciumi nella calza della Befana che non si è avuto modo di mangiare?  La premessa è che forse occorrerebbe essere più oculati in quello che si dona e si acquista, spesso in eccesso, durante le feste. “Anche in questo caso -prosegue Agostiniani- la parola d’ordine è comunque gradualità. E poi occorre essere fermi: se si dà al bambino da mangiare qualcosa di dolce, è bene che non si concedano altri strappi alimentari”.

3.Dormire all’orario giusto, per svegliarsi meglio 

Il consiglio è semplice: bisogna andare a letto prima la sera per svegliarsi più sereni al mattino. “Non esiste un orario valido per tutti -precisa – ma se ad esempio si dovesse dare un riferimento per un bimbo nella prima età scolare, 5-6 anni, si potrebbe indicare come orario quello delle nove e trenta di sera. Tra le nove e le dieci in ogni caso”. 

4.La colazione tutti insieme al mattino, uno dei momenti importanti della giornata

La colazione tutti insieme al mattino: è una cosa di cui concettualmente è facile parlare, ma che può essere complicata da mettere in atto. “Se si riuscisse ad avere un’organizzazione familiare per la quale al mattino si fa la colazione tutti insieme – sottolinea però Agostiniani- sarebbe una cosa importante, dal punto di vista dell’alimentazione così come dal punto di vista relazionale”. 

5.Gli amici di sempre, stabilità e divertimento nella vita di tutti i giorni 

“Incontrarsi con gli amici, condividere le esperienze delle vacanze, riprendere a giocare insieme renderà più facile il passaggio dalla spensieratezza e libertà della vacanza alla routine della quotidianità. Se per i più grandi anche i contatti telefonici hanno consentito di mantenere durante le Feste le relazioni con gli amici e i compagni, tramite telefonate, invio di messaggi audio o video per gli auguri, per i più piccoli è sempre consigliato il contatto diretto”. 

La salute dei bambini

Nov 20
Scritto da Annamaria avatar

In occasione della Giornata Mondiale del Bambino e dell’Adolescente, che si celebra oggi, 20 novembre, gli esperti della Società Italiana Pediatria fanno il punto riguardante la salute dei bambini. Non c’è da gioire. A essere messo a rischio è il benessere psico-fisico dei piccoli.

la salute dei bambini

Su la salute dei bambini ci sono anche buone notizie: in Italia il tasso di mortalità è tra i più bassi al mondo, grazie all’alto standard delle cure pediatriche. Ma ci sono criticità evidenti che sono dovute anche agli ultimi anni in cui a farla da padrone è stata la pandemia che abbiamo tutti vissuto.

“Vediamo una crescita dei disturbi d’ansia e depressione, soprattutto a partire dalla pandemia. Secondo la letteratura internazionale, 1 adolescente su 4 oggi mostra sintomi di depressione, e 1 su 5 soffre di disturbi d’ansia, una condizione che porta con sé rischi e vulnerabilità che richiedono attenzione. Le recenti cronache ci ricordano quanto questo disagio sia ormai diffuso: dagli episodi di isolamento volontario (hikikomori), che riguardano oltre 60.000 adolescenti italiani, ai tragici fatti di violenza giovanile legati a dinamiche di esclusione sociale e mancanza di supporto familiare. Non meno allarmante è l’aumento dell’uso di alcol tra i minorenni, facilitato dalla reperibilità di bevande a basso costo”, spiega Annamaria Staiano, Presidente SIP.

A mettere a rischio la salute dei bambini ci pensa anche la povertà: i dati sono sotto gli occhi di tutti,  oltre 1 milione e 295 mila di minori in Italia sono in condizioni di povertà assoluta. Questa condizione riguarda il 15,5% dei minori al Sud e il 35% dei nuclei familiari stranieri. “La povertà aumenta la vulnerabilità dei bambini a malattie, problemi di sviluppo e disturbi psicologici, con effetti che spesso persistono nell’età adulta”, sottolinea Mario De Curtis, Presidente del Comitato per la Bioetica della SIP.

La disuguaglianza tra Nord e Sud deve azzerarsi, anche se non è facile. “La carenza di fondi e di personale, unita a un sistema organizzativo non sempre adeguato alle esigenze attuali, impedisce al SSN di garantire un accesso equo e tempestivo a tutti. Le disuguaglianze sanitarie rischiano di aggravarsi ulteriormente con la legge sull’autonomia differenziata, penalizzando soprattutto il Mezzogiorno, le aree interne e le famiglie in difficoltà economica”, afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE.

Sindrome da rientro: consigli

Ago 27
Scritto da Annamaria avatar

La sindrome da rientro non colpisce solo i bambini, ma pure noi adulti. Non neghiamolo! La fine delle vacanze porta sempre un grande scombussolamento in tutti. La Società Italiana di Pediatria regala, come ogni anno, i suoi consigli per far sì che si riesca ad aiutare i piccoli di casa (e, perché no, pure le mamme e i papà).

sindrome da rientro consigli

I sintomi della sindrome da rientro sono chiari: insofferenza, insonnia, iperattività, inappetenza, scontentezza e pianto, il più delle volte senza una ragione ben precisa. I consigli ci danno una mano. Il primo? “La gradualità”, dice Rino Agostiniani, Vicepresidente Società Italiana di Pediatria al Corriere della Sera. “I bambini devono passare dalla vacanza alla vita di tutti i giorni in maniera graduale. In modo da avere il giusto tempo per riabituarsi al ritmo e apprezzare i lati positivi della ripresa delle attività abituali. Il tempo libero va progressivamente ridotto, introducendo in parte attività impegnate, ma conservando alcune buone abitudini delle vacanze. Poca tv, computer e smartphone, ore libere dedicate ad attività da fare insieme all’aria aperta”, spiega.

“Una passeggiata, un po’ di attività fisica, dei giochi con gli amici, aiutano ad accettare la fine delle vacanze, oltre che a mantenere uno stile di vita sano, utile tutto l’anno. Se poi mamma e papà una volta rientrati a casa hanno già ripreso il lavoro, è importante che continuino a fare qualcosa con i propri figli. Una passeggiata, un gioco da tavolo, la lettura di un libro insieme…. Non sarà lo stesso tempo che hanno potuto riservare loro quando erano in vacanza, ma merita ricordare che è più importante il come del quanto”, prosegue l’esperto.

Tra i consigli per sconfiggere la sindrome da rientro ce nè un altro importante: la ripresa immediata dei rapporti con gli amici abituali. E questo, lo dico, è quanto faccio anche io, ormai grandicella.  “Incontrarsi con gli amici, condividere le esperienze delle vacanze, riprendere a giocare insieme, renderà più facile il passaggio dalla spensieratezza e libertà della vacanza alla routine della quotidianità”, spiega Agostiniani.

“Attenzione, infine, all’ alimentazione e ai ritmi del sonno. – avverte il pediatra – Al rientro è importante riorganizzare il regime alimentare secondo un ritmo che tenga conto degli imminenti nuovi orari e impegni scolastici. Sarebbe bene riuscire a mantenere le buone abitudini per la prima colazione tipiche della vacanza. Genitori e figli insieme, a tavola, con calma. Purtroppo, invece, durante il resto dell’anno, per fretta e mancanza di tempo, la colazione viene spesso saltata o ridotta al minimo”. 

“Anche tornare a ritmi del sonno adeguati alla ripresa della scuola può risultare difficile. In questo caso il consiglio torna ad essere la gradualità: se in vacanza i bambini hanno preso l’abitudine, come solitamente accade, di andare a letto tardi, occorre anticipare un po’ ogni sera l’ora dell’addormentamento”, conclude il medico.