Ora solare: affrontare il cambio senza stress

Ott 15
Scritto da Annamaria avatar

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 torna l’ora solare: alle 3 le lancette dell’orologio dovranno essere spostate indietro alle 2. Un’ora di sonno in più, almeno sulla carta, ma anche un piccolo cambiamento per il nostro organismo, che deve adattarsi ai nuovi ritmi della giornata. Come affrontare il cambio senza stress?

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A spiegare che cosa succede al nostro corpo è Luigi Ferini-Strambi, direttore del Centro di medicina del sonno dell’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e professore ordinario di Neurologia all’Università Vita-Salute San Raffaele. Il medico rassicura. “Si tratta di una sorta di mini jet lag, ma non bisogna drammatizzare: non è un cambiamento importante – spiega all’Adnkronos Salute – Il passaggio può però comportare una temporanea alterazione del funzionamento del nostro orologio biologico interno”.

Tra gli effetti possibili ci sono sonnolenza, irritabilità e qualche cambiamento dell’umore. Niente di cui preoccuparsi, nella maggior parte dei casi: si tratta infatti di “disturbi transitori, nulla che non si possa risolvere nel giro di circa cinque giorni”, sottolinea l’esperto.

Perché ci sentiamo più stanchi? Il nostro organismo segue ritmi biologici influenzati dalla luce e dalle abitudini quotidiane. Quando cambia l’orario, il corpo deve riadattarsi ai nuovi tempi del sonno, del risveglio e dei pasti. “Il nostro cervello subisce uno sfasamento perché cambia l’orario in cui andiamo a dormire, ci svegliamo e mangiamo”, spiega Ferini-Strambi.

A complicare le cose c’è anche la diminuzione della luce naturale tipica dell’autunno, che può incidere sulla sensazione di energia e sulla motivazione. “La sua diminuzione può influenzare diversi meccanismi biologici e contribuire alla sensazione di maggiore stanchezza e minore motivazione. Semmai è il passaggio all’ora legale, in primavera, a essere più traumatico”, osserva il medico.

Se molti apprezzano la possibilità di dormire un’ora in più, per chi è abituato a svegliarsi molto presto il cambiamento può risultare meno piacevole. “Va male alle cosiddette ‘allodole’, cioè quelle persone che si alzano molto presto la mattina – sottolinea – Si tratta di circa il 10% della popolazione generale. Per queste persone il cambiamento dell’orario può risultare più difficile da gestire. Nel complesso, tuttavia, il ritorno all’ora solare sembra comportare meno difficoltà per l’organismo rispetto al passaggio primaverile all’ora legale”.

Il consiglio è non allarmarsi se nei primi giorni si avverte un po’ di stanchezza in più. L’organismo ha bisogno di tempo per ritrovare il proprio equilibrio, mentre la progressiva riduzione delle ore di luce può continuare a influenzare il tono dell’umore e la vitalità. Come conclude l’esperto: “è piuttosto la progressiva riduzione della luce naturale. Risultiamo più stanchi e più demotivati. Fortunatamente, nel giro di pochi giorni si torna all’equilibrio naturale”.

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