Gravidanza: cosa non fare nel primo trimestre

Set 28
Scritto da Annamaria avatar

E quello in cui il corpo cambia più velocemente e l’embrione comincia a svilupparsi. È anche il momento in cui è normale avere mille dubbi: posso bere un caffè? Posso prendere una medicina? E il sushi? Posso continuare a fare sport? Ecco cosa non fare nel primo trimestre di gravidanza. Non serve smettere di vivere normalmente, ma ci sono alcune abitudini e comportamenti che è meglio evitare o modificare fin da subito. Ecco le regole più importanti per affrontare le prime settimane con maggiore tranquillità.

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Niente alcol, fumo e sostanze: qui non ci sono “eccezioni”

La prima regola è molto semplice: niente alcol in gravidanza. Non esiste una quantità di alcol considerata sicura e non esiste un momento della gravidanza in cui sia possibile considerarlo privo di rischi. Anche vino e birra, quindi, vanno evitati.

Lo stesso vale per il fumo e per i prodotti contenenti nicotina, comprese le sigarette elettroniche e le vape: la nicotina può avere effetti negativi sulla gravidanza e sullo sviluppo del bambino. Da evitare anche le sostanze stupefacenti. Se smettere di fumare o di assumere una sostanza è difficile, la cosa giusta non è sentirsi in colpa ma parlarne subito con il proprio medico, per ricevere un aiuto adeguato.

Non prendere medicine “fai da te”

Mal di testa, raffreddore, nausea: nei primi mesi possono comparire diversi piccoli disturbi e la tentazione di prendere il solito farmaco è forte. Ma in gravidanza è meglio non decidere autonomamente.

Prima di iniziare un farmaco, anche se è da banco, un integratore o un prodotto naturale, è opportuno chiedere al medico, al ginecologo o al farmacista. E attenzione anche al contrario: se si assume una terapia prescritta, non bisogna sospenderla da sole senza averne parlato con il medico. Alcune condizioni, infatti, possono essere più rischiose se non vengono curate.

Attenzione a carne, pesce e uova crudi

Durante la gravidanza aumenta la necessità di prestare attenzione alla sicurezza degli alimenti. Meglio quindi evitare carne cruda o poco cotta, pesce e molluschi crudi, sushi con pesce crudo e uova crude o poco cotte, oltre ai prodotti realizzati con latte non pastorizzato. Sono alimenti che possono esporre a infezioni alimentari come toxoplasmosi, listeriosi o salmonellosi.

Anche frutta, verdura e insalata vanno lavate molto bene, soprattutto quando possono avere residui di terra.E c’è un’altra piccola attenzione: alcuni grandi pesci predatori, come pesce spada e squalo, vanno evitati perché possono contenere quantità elevate di mercurio.

Non esagerare con il caffè

Il caffè non deve necessariamente sparire dalla tavola, ma la caffeina va limitata. Le indicazioni NHS fissano a 200 mg al giorno il limite da non superare, considerando non solo il caffè ma anche tè, cola, energy drink, cioccolato e alcuni integratori. Quindi sì alla tazzina, ma attenzione a non arrivare inconsapevolmente a quantità elevate sommando tutte le fonti di caffeina della giornata.

Niente diete drastiche e niente “mangiare per due”

Una delle idee da dimenticare è che in gravidanza bisogna mangiare il doppio. Non è così. Serve piuttosto un’alimentazione varia ed equilibrata, capace di fornire alla mamma e al bambino i nutrienti necessari.

E soprattutto il primo trimestre non è il momento per iniziare una dieta dimagrante fai da te o eliminare intere categorie di alimenti senza una precisa indicazione medica. Al contrario, è importante parlare con il ginecologo degli integratori raccomandati. In particolare, l’acido folico è importante già prima del concepimento e nelle prime settimane perché aiuta a ridurre il rischio di difetti del tubo neurale.

Non trasformare lo sport in una gara

Essere incinta non significa dover stare ferme. L’attività fisica può continuare, quando la gravidanza lo consente, seguendo le indicazioni del proprio medico. Quello che è meglio evitare è improvvisare allenamenti molto intensi o attività con elevato rischio di cadute, traumi o surriscaldamento, soprattutto se non si era abituate a praticarle prima della gravidanza.

La parola d’ordine, soprattutto nei primi mesi, è ascoltare il proprio corpo e confrontarsi con il ginecologo sul tipo e sull’intensità di attività più adatti.

Non saltare i controlli e non ignorare i segnali del corpo

Il primo trimestre è anche il momento in cui è importante iniziare precocemente il percorso di assistenza alla gravidanza e rispettare gli appuntamenti e gli esami indicati dal proprio ginecologo o dall’ostetrica.

E se compare qualcosa che preoccupa, meglio chiedere piuttosto che cercare risposte casuali online: dolore importante, sanguinamento, febbre o altri sintomi insoliti meritano un confronto con un professionista.

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