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Il galateo dei bambini a Natale

Dic 23
Scritto da Annamaria avatar

Natale è una festa di famiglia, di tavole lunghe, di voci che si sovrappongono e di bambini che, inevitabilmente, fanno i bambini. E proprio per questo il galateo dei bambini a Natale non può essere una lista di regole severe, ma piuttosto un insieme di buone abitudini raccontate con calma e buon senso, prima che arrivi il momento di sedersi a tavola. Perché il vero obiettivo non è avere bambini “perfetti”, ma permettere a tutti di godersi la festa.

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La Vigilia e il pranzo di Natale sono spesso i pasti più lunghi dell’anno, ed è normale che per i più piccoli siano impegnativi. La prima regola, non scritta ma fondamentale, è ricordarsi che l’educazione a tavola non si improvvisa il 24 dicembre. Se durante l’anno i bambini sono abituati a mangiare seduti, a salutare, a dire “per favore” e “grazie”, a Natale sarà tutto più naturale. Se invece si pretende di ottenere tutto in una sola giornata, il rischio è solo quello di creare tensione.

Durante la Vigilia, che spesso è più informale, si può spiegare ai bambini che stare a tavola insieme è un modo per celebrare la festa, per condividere il tempo con nonni, zii e parenti che magari vedono poco. Non serve imporre silenzi irreali o compostezze da cerimonia: basta insegnare che si parla uno alla volta, che non si urla da un capo all’altro del tavolo e che si aspetta il proprio turno per raccontare qualcosa. Anche questo è galateo, ed è molto più utile di mille “stai composto”.

Il pranzo di Natale, invece, ha spesso un tono più solenne, soprattutto quando ci sono ospiti o più generazioni insieme. Qui entra in gioco il valore del rispetto. Salutare tutti quando si arriva, restare seduti almeno per il tempo necessario a mangiare, non alzarsi continuamente, usare le posate senza giocare con il cibo sono piccoli gesti che si possono spiegare come segni di attenzione verso gli altri. Non come imposizioni, ma come un modo per dire “siamo qui insieme”.

Un capitolo importante riguarda il cibo. A Natale si mangia tanto, e non sempre tutto incontra i gusti dei bambini. Il galateo non significa obbligarli a mangiare tutto, ma insegnare a rifiutare con educazione. Dire “no, grazie” è sempre meglio di storcere il naso o fare commenti sgradevoli. Anche questo è un insegnamento prezioso che va oltre le feste.

Poi c’è il tema delle interruzioni: alzarsi da tavola per giocare, correre in giro, chiedere continuamente quando arrivano i regali. Qui la chiave è l’equilibrio. È giusto chiedere ai bambini di restare seduti per un tempo adeguato alla loro età, ma è altrettanto sensato prevedere pause, un angolo giochi, un momento in cui possano muoversi senza sentirsi “fuori posto”. Un bambino stanco è un bambino che fatica a mantenere qualsiasi regola.

Infine, il galateo di Natale passa anche dagli adulti. I bambini osservano tutto: il tono con cui ci si parla, la pazienza, il modo in cui si gestiscono gli imprevisti. Se l’atmosfera è serena, se gli adulti non sono perennemente sul punto di richiamare o correggere, anche i bambini si sentiranno più tranquilli e collaborativi.

In fondo, il galateo natalizio non serve a rendere la tavola perfetta, ma a far sì che la festa resti un bel ricordo per tutti. Insegnare ai bambini a stare insieme, a rispettare gli altri e a sentirsi parte del momento è il regalo più grande che possiamo fare loro. Il resto, qualche risata di troppo, una macchia sulla tovaglia, una forchetta che cade, fa parte del Natale. E va benissimo così.

Ristorante vietato ai bambini

Nov 12
Scritto da Annamaria avatar

Alla fine è accaduto. In Italia, a Bacoli, vicino Napoli, c’è un ristorante vietato ai bambini, i minori di 14 anni non possono più entrare. Il titolare del locale “Hostaria Oasi Marina” ha scritto su Facebook un post, poi cancellato, per avvisare i clienti: “Non ce ne vogliate, ma è colpa di tanti genitori che non sono tali”.

Abbiamo parlato più volte del ‘galateo’ per i più piccoli, portati fuori nei locali, e abbiamo anche raccontato di come negli Usa una famiglia si sia trovata costretta a pagare una multa di 50 dollari in più sul conto a causa del comportamento dei figli. E ora ecco che anche nel Bel Paese si dice stop. Il ristorante è vietato ai bambini.

“Rompono tutto e sono esasperato – ha spiegato durante la trasmissione Mediaset “Pomeriggio Cinque” . Quando ho provato a segnalare la cosa ai genitori difendevano i figli”. L’iniziativa del ristorante vietato ai bambini ha generato un vespaio sui social. Al titolare però non importa. “Nostro malgrado ci siamo visti costretti a non accettare più prenotazioni con bambini o ragazzi di età inferiore ai 14 anni. Non ce ne vogliate, ma è colpa di tanti genitori che non sono tali”, ha scritto su FB.

“Sono esasperato da vari eventi – ha chiarito il ristoratore –. Il più eclatante è quello che mi ha costretto a dover togliere tutti i bicchieri da vino sui tavoli, perché i bambini rompevano tutto. Si rincorrevano tra le piante ed è pericoloso. Con i genitori imperterriti, fermi, impassibili. Anzi, quando ho provato a segnalare la cosa, difendevano i figli. Con determinati genitori è difficile intervenire”. E voi che ne pensate?

Bambini a tavola

Nov 04
Scritto da Annamaria avatar

I bambini a tavola, a casa o al ristorante, spesso fanno disperare. E’ notizia recente quella di una famiglia americana che si è trovata a pagare ben 50 dollari in più sul conto per colpa dei figli indisciplinati nel locale. Il fatto ha creato polemica. Ma è opportuno che la buona educazione venga impartita loro con semplici regole, per vivere tutti meglio.

bambini a tavola

Come devono comportarsi i bambini a tavola? Sin da piccolissimi devono innanzitutto imparare a dire “grazie” e “per favore”. Avendo i genitori come esempio: questo non va mai dimenticato.

I bambini a tavola devono:

Masticare con la bocca chiusa,

Non parlare mentre stanno mangiando,

Stare seduti composti, senza infastidire gli altri,

Parlare con un tono aggraziato, senza urlare,

Non giocare col cibo o lanciarlo.

Devono saper usare le posate, chiaramente aiutati dai grandi se non sono ancora in grado, pulire la bocca col tovagliolo, che va messo sulle gambe, non alzarsi da tavola e gironzolare, soprattutto a cena fuori, non stare davanti a tablet e cellulari, che potrebbero disturbare gli altri commensali.

Se voi mamme e papà, dovete rimproverarli, ricordate di fare lo stesso: non alzare la voce. Essere fermi e diretti, sì, ma con pacatezza e gentilezza. Il buon senso deve guidarvi. E farvi intuire le situazioni. Perché, ad esempio, non potrete pretendere a un infinito pranzo di nozze che il bimbo rimanga composto per ore. Ci vuole un po’ di elasticità in questo caso.