Il galateo dei bambini a Natale
Natale è una festa di famiglia, di tavole lunghe, di voci che si sovrappongono e di bambini che, inevitabilmente, fanno i bambini. E proprio per questo il galateo dei bambini a Natale non può essere una lista di regole severe, ma piuttosto un insieme di buone abitudini raccontate con calma e buon senso, prima che arrivi il momento di sedersi a tavola. Perché il vero obiettivo non è avere bambini “perfetti”, ma permettere a tutti di godersi la festa.

La Vigilia e il pranzo di Natale sono spesso i pasti più lunghi dell’anno, ed è normale che per i più piccoli siano impegnativi. La prima regola, non scritta ma fondamentale, è ricordarsi che l’educazione a tavola non si improvvisa il 24 dicembre. Se durante l’anno i bambini sono abituati a mangiare seduti, a salutare, a dire “per favore” e “grazie”, a Natale sarà tutto più naturale. Se invece si pretende di ottenere tutto in una sola giornata, il rischio è solo quello di creare tensione.
Durante la Vigilia, che spesso è più informale, si può spiegare ai bambini che stare a tavola insieme è un modo per celebrare la festa, per condividere il tempo con nonni, zii e parenti che magari vedono poco. Non serve imporre silenzi irreali o compostezze da cerimonia: basta insegnare che si parla uno alla volta, che non si urla da un capo all’altro del tavolo e che si aspetta il proprio turno per raccontare qualcosa. Anche questo è galateo, ed è molto più utile di mille “stai composto”.
Il pranzo di Natale, invece, ha spesso un tono più solenne, soprattutto quando ci sono ospiti o più generazioni insieme. Qui entra in gioco il valore del rispetto. Salutare tutti quando si arriva, restare seduti almeno per il tempo necessario a mangiare, non alzarsi continuamente, usare le posate senza giocare con il cibo sono piccoli gesti che si possono spiegare come segni di attenzione verso gli altri. Non come imposizioni, ma come un modo per dire “siamo qui insieme”.
Un capitolo importante riguarda il cibo. A Natale si mangia tanto, e non sempre tutto incontra i gusti dei bambini. Il galateo non significa obbligarli a mangiare tutto, ma insegnare a rifiutare con educazione. Dire “no, grazie” è sempre meglio di storcere il naso o fare commenti sgradevoli. Anche questo è un insegnamento prezioso che va oltre le feste.
Poi c’è il tema delle interruzioni: alzarsi da tavola per giocare, correre in giro, chiedere continuamente quando arrivano i regali. Qui la chiave è l’equilibrio. È giusto chiedere ai bambini di restare seduti per un tempo adeguato alla loro età, ma è altrettanto sensato prevedere pause, un angolo giochi, un momento in cui possano muoversi senza sentirsi “fuori posto”. Un bambino stanco è un bambino che fatica a mantenere qualsiasi regola.
Infine, il galateo di Natale passa anche dagli adulti. I bambini osservano tutto: il tono con cui ci si parla, la pazienza, il modo in cui si gestiscono gli imprevisti. Se l’atmosfera è serena, se gli adulti non sono perennemente sul punto di richiamare o correggere, anche i bambini si sentiranno più tranquilli e collaborativi.
In fondo, il galateo natalizio non serve a rendere la tavola perfetta, ma a far sì che la festa resti un bel ricordo per tutti. Insegnare ai bambini a stare insieme, a rispettare gli altri e a sentirsi parte del momento è il regalo più grande che possiamo fare loro. Il resto, qualche risata di troppo, una macchia sulla tovaglia, una forchetta che cade, fa parte del Natale. E va benissimo così.
Vigilia di Natale: cosa fare
Innanzitutto i bambini devono sapere cosa fare per dare il benvenuto all’uomo che è da sempre un vero mito. La Vigilia di Natale per lui dovranno preparare una tazza di latte con biscotti, fieno e carote per le sue renne. Tutto questo li farà amare ancor di più da Santa Claus. (altro…)
Spigola al cartoccio
Nel mio menù della Vigilia di Natale la spigola al cartoccio non manca mai.
E’ semplice da fare, veloce e assai salutare. La accompagno con contorno di patate lesse e maionese, rigorosamente fatta in casa, basta avere il minipimer e mettere nel bicchierone in dotazione: 250 ml di olio Cuore, 1 uovo, un cucchiaio di succo di limone, un pizzico di sale e uno di pepe. Si infila il comodo elettrodomestico dentro, lo si accende e in un istante è pronta! (altro…)
La Vigilia con gli spaghetti alle vongole
Io li cucino il 24 dicembre, la Vigilia, ma rimangono uno dei miei primi preferiti e, devo confessarvelo, gli spaghetti alle vongole piacciono molto pure a Bibi.
Per farli, 4 porzioni, occorrono:
1 Kg di vongole veraci
prezzemolo
aglio
sale
vino bianco
olio d’oliva
400 gr. di vermicelli (ma anche i semplici spaghetti vanno benissimo, dipende dai gusti) (altro…)

Scritto da Annamaria e postato in 
