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Morbillo: perché vaccinare i bambini

Set 23
Scritto da Annamaria avatar

Il morbillo torna a far paura. Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati confermati in Italia 472 casi, contro i 322 registrati nello stesso periodo del 2025. Un aumento che ha spinto il Ministero della Salute a richiamare l’attenzione sulla necessità di rafforzare la prevenzione, soprattutto attraverso la vaccinazione. Per noi genitori è un dato che vale come promemoria: controllare che i bambini siano in regola con il vaccino contro il morbillo è una delle cose più importanti che possiamo fare per proteggerli. Perché vaccinare i bambini? Non è una semplice malattia dell’infanzia da prendere “e poi passa”. E’ un’infezione virale altamente contagiosa che può provocare complicazioni, soprattutto nei più piccoli. E quando la copertura vaccinale scende, il virus torna più facilmente a circolare.

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In Italia la vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia, il cosiddetto MPR, prevede due dosi. La prima dose viene somministrata a 12 mesi di vita, mentre la seconda dose è prevista a 5-6 anni. La vaccinazione è obbligatoria e gratuita. Due dosi sono importanti perché permettono di raggiungere una protezione molto elevata: l’ISS indica che il ciclo completo protegge dal morbillo oltre il 90% dei vaccinati.

E se un bambino non ha ricevuto una dose nei tempi previsti? Niente panico: non significa che sia troppo tardi. E’ importante parlarne con il pediatra o con il servizio vaccinale della propria ASL per verificare la situazione e recuperare le dosi mancanti.

Il quadro fotografato dal Ministero della Salute mostra che nel 2026 il morbillo è tornato a crescere. L’incremento è particolarmente evidente in alcune regioni: in Calabria i casi sono passati dai 17 del 2025 ai 265 del 2026, in Campania da 18 a 100, nel Lazio da 47 a 54 e in Toscana da 6 a 49. Ma c’è un altro dato significativo: oltre il 90% dei casi registrati nel 2025 riguardava persone non vaccinate, mentre quasi il 6% aveva ricevuto una sola dose. La vaccinazione non protegge soltanto il singolo bambino. Una copertura elevata contribuisce a ridurre la circolazione del virus e a proteggere anche chi non può essere vaccinato per particolari condizioni mediche.

L’obiettivo indicato dalle autorità sanitarie è una copertura superiore al 95% con due dosi, considerata necessaria per interrompere la trasmissione del morbillo. Nel 2024, però, nessuna Regione o Provincia autonoma italiana aveva raggiunto questa soglia per la seconda dose.

Con la scuola appena iniziata e l’autunno alle porte, può essere il momento giusto per fare un piccolo controllo del libretto vaccinale dei nostri figli. Prima dose a 12 mesi, seconda a 5-6 anni: due appuntamenti da ricordare, insieme a tutti gli altri previsti dal calendario vaccinale. E se abbiamo un dubbio, una dose che sembra mancare o non ricordiamo quando sia stata fatta l’ultima vaccinazione, meglio non affidarsi alla memoria: basta rivolgersi al pediatra o alla ASL.