Leggere ad alta voce ai neonati: prontuario
“Ma tanto è ancora piccolo e non capisce”. È una frase che prima o poi capita di sentire quando si parla di leggere a un neonato. Eppure è proprio qui che c’è un piccolo equivoco: un bambino non deve necessariamente capire la trama di una storia per trarre beneficio dalla lettura ad alta voce. Nei primi mesi di vita il libro è soprattutto una voce che racconta, una presenza rassicurante, un ritmo che si ripete. È mamma o papà che parlano, fanno una pausa, cambiano tono, sorridono. Leggere ad alta voce ai neonati è importantissimo: ecco un prontuario per i genitori.

Per un neonato non conta soltanto ciò che viene letto. Conta moltissimo come viene letto. La voce di mamma e papà è familiare e rassicurante. Ascoltarla mentre si sfogliano le pagine crea un momento di vicinanza e attenzione condivisa. Il bambino può guardare il volto del genitore, ascoltarne il tono, osservare le immagini e, crescendo, iniziare a partecipare sempre di più.Non serve quindi trasformare la lettura in una lezione. Al contrario: deve rimanere un momento piacevole. Anche cinque minuti possono essere sufficienti. L’importante è creare una piccola abitudine.
La lettura ad alta voce offre al bambino un’esperienza ricca di stimoli. Ascoltando le parole, il piccolo entra progressivamente in contatto con suoni, ritmi, espressioni e vocaboli. Quando cresce, potrà iniziare a riconoscere parole, immagini e personaggi, fino a intervenire nella storia, fare domande e anticipare quello che succederà. Ma c’è anche un altro aspetto importante: leggere insieme significa dedicarsi un tempo senza distrazioni.
Il prontuario
Da 0 a 6 mesi
Non aspettatevi che il bambino rimanga attento per tutta la durata del libro. È normalissimo. Scegliete libri semplici, con immagini grandi e contrasti netti. Potete anche leggere poche pagine e fermarvi quando il piccolo perde interesse.Parlate lentamente, guardatelo negli occhi e lasciategli il tempo di ascoltare.
Da 6 a 12 mesi
Il bambino comincia a guardare le immagini con maggiore attenzione e può provare a toccare le pagine, afferrarle o girarle. Scegliete libri cartonati e resistenti, con animali, oggetti della quotidianità e immagini facilmente riconoscibili. Fate domande semplicissime. Anche se non risponde ancora, state creando uno spazio di comunicazione.
Da 1 a 2 anni
A questa età la lettura può diventare molto più interattiva. Il bambino può indicare un’immagine, completare una parola conosciuta, chiedere di ascoltare la stessa storia ancora e ancora. E sì, quella richiesta infinita di “ancora!” è assolutamente normale. Anzi, la ripetizione aiuta a familiarizzare con parole e sequenze.
Dai 2 ai 3 anni
Il bambino può iniziare a seguire piccole storie e a riconoscersi nelle situazioni raccontate. Potete fermarvi e chiedere: “Secondo te cosa succede adesso?”. Oppure collegare la storia alla sua esperienza: “Anche tu hai visto un cane oggi”.
Dai 3 anni in poi
Le storie possono diventare progressivamente più articolate. È il momento di ampliare gli argomenti: emozioni, amicizia, paura, natura, avventure, famiglia. Potete alternare la lettura fatta dall’adulto ai primi tentativi del bambino di “leggere” le immagini e raccontare ciò che vede.
La lettura serale può diventare uno dei rituali più belli della giornata. Luci più basse, televisione spenta, bambino vicino, libro tra le mani e una voce tranquilla. Il rituale della buonanotte è tenerissimo.
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