Miopia infantile: prevenzione
La miopia infantile è sempre più diffusa e oggi la prevenzione diventa fondamentale. Secondo una stima dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2050 oltre la metà della popolazione mondiale potrebbe essere miope. Un dato importante, che fa capire come quello che un tempo sembrava semplicemente un problema da risolvere con un paio di occhiali sia diventato una vera e propria questione di salute pubblica.

Per i bambini, in particolare, controllare la vista fin dai primi anni significa non soltanto correggere un eventuale difetto visivo, ma anche individuare precocemente disturbi e patologie che potrebbero avere conseguenze nel tempo.
Perché la prevenzione della miopia è così importante? A sottolineare l’importanza dei controlli è Simone Donati, responsabile di Oculistica pediatrica all’Ospedale del Ponte di Varese. “È fondamentale, perché tanti disturbi visivi, se non diagnosticati precocemente nel bambino, diventano poi elementi di difficoltà nella vita adulta. Un adulto che da bambino non è stato controllato bene può avere una vista bassa e, ad esempio, non riuscire a ottenere la patente. Oppure può sviluppare in età adulta malattie che, se diagnosticate in anticipo, si possono curare o controllare meglio. La prevenzione resta uno degli elementi fondamentali per tutti. Per i bambini in particolare. Oggi disponiamo di lenti e strumenti che ci permettono anche di limitare la progressione di alcuni difetti refrattivi. Possiamo quindi non solo controllare, ma prevenire malattie che potrebbero insorgere nell’adulto, se conosciamo bene il bambino e lo curiamo bene”, spiega al Corriere della Sera.
Quando un bambino diventa miope, l’obiettivo non è necessariamente soltanto correggere la difficoltà nel vedere da lontano. Gli interventi oggi disponibili puntano anche a rallentare la progressione della miopia, soprattutto durante l’infanzia, quando l’occhio è ancora in fase di crescita.
Tra le tecnologie che stanno attirando l’attenzione ci sono le lenti asferiche HAL, già studiate da anni soprattutto nelle popolazioni asiatiche e ora valutate anche su bambini miopi statunitensi, in confronto con le tradizionali lenti monofocali. Uno studio clinico randomizzato, pubblicato su JAMA Ophthalmology, ha seguito per due anni 159 bambini tra i 6 e i 12 anni, provenienti da nove centri di ricerca negli Stati Uniti. L’obiettivo era verificare se questo particolare tipo di lente potesse effettivamente contribuire a rallentare la progressione della miopia.
A spiegare il meccanismo di queste lenti è Andrea Lembo. Il medico oftalmologo presso l’Ospedale San Giuseppe Multimedica di Milano chiarisce: “Le lenti HAL funzionano con un principio relativamente semplice. Al centro della lente permettono al bambino di vedere nitidamente, come con un normale paio di occhiali. Nella zona circostante presentano moltissime piccole aree ottiche (anelli), praticamente invisibili, che modificano il modo in cui la luce raggiunge la retina. Questi 11 anelli creano davanti alla retina un segnale ottico che sembra suggerire all’occhio di non continuare ad allungarsi”.
La miopia infantile, quindi, non va considerata semplicemente come la necessità di indossare gli occhiali. I controlli regolari permettono di seguire lo sviluppo della vista e, quando necessario, di valutare insieme all’oculista le strategie più adatte per contenere la progressione del difetto.
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