Ragazzi e droga
Le dipendenze cambiano, le sostanze si moltiplicano e i ragazzi sono sempre più esposti a rischi che possono avere conseguenze serie sulla salute fisica e mentale. A fotografare la situazione sono i dati del 2025: nei Pronto Soccorso italiani si sono registrati 9.641 accessi per condizioni direttamente droga-correlate, il 15% in più rispetto all’anno precedente. E c’è un dato che preoccupa particolarmente le famiglie: il 10% di questi accessi ha riguardato minorenni. Per ragazzi e droga l’allarme cresce esponenzialmente

Quasi la metà dei pazienti arrivati in ospedale presentava una psicosi indotta da sostanze. Nell’11% dei casi è stato necessario il ricovero e, tra questi, il 17% è stato trasferito in terapia intensiva. Numeri che raccontano quanto il consumo di droghe possa trasformarsi in un’emergenza sanitaria, anche quando a farne le spese sono giovanissimi.
Non si tratta soltanto delle sostanze tradizionalmente conosciute. Nel 2025 il sistema nazionale di allerta ha identificato 92 nuove sostanze psicoattive circolanti in Italia. Un panorama in continua evoluzione, nel quale diventa più difficile riconoscere i rischi e intervenire tempestivamente.
Tra i giovani, inoltre, si osserva sempre più spesso la sovrapposizione tra consumo di sostanze e altri comportamenti a rischio. Un intreccio che può coinvolgere la salute mentale, la vita scolastica, le relazioni familiari e la socialità, rendendo fondamentale la capacità di intercettare precocemente i segnali di disagio.
“Non possiamo più leggere le dipendenze attraverso un unico modello – spiega Claudio Leonardi, Presidente della SIPaD –. Cambiano le sostanze, i mercati, le modalità di consumo e le persone esposte al rischio. Tra i giovani osserviamo sempre più spesso la sovrapposizione di sostanze e comportamenti a rischio; nei servizi e in Pronto Soccorso aumenta invece la complessità clinica. La formazione deve seguire questa evoluzione”.
Un quadro che chiama in causa anche gli adulti: genitori, insegnanti ed educatori possono svolgere un ruolo importante nel riconoscere cambiamenti improvvisi nel comportamento, isolamento, difficoltà emotive o altre situazioni che meritano attenzione. Senza allarmismi, ma senza sottovalutare i segnali di possibile sofferenza.
È in questo contesto che la SIPaD, Società Italiana Patologie da Dipendenza, annuncia in collaborazione con il Consorzio Universitario Humanitas la nascita di Addiction Academy Italia, un polo nazionale dedicato alla ricerca, all’alta formazione e alla divulgazione scientifica sulle dipendenze e sulle problematiche associate.
L’obiettivo è aggiornare le competenze dei professionisti che lavorano in questo ambito, affrontando fenomeni sempre più articolati: dal policonsumo alle nuove sostanze psicoattive, dalla cocaina e dal crack agli oppioidi sintetici, fino alle dipendenze comportamentali, al gioco d’azzardo, al gaming e all’uso problematico delle tecnologie.
“La nascita di Addiction Academy Italia rappresenta un passo importante nella costruzione di percorsi sempre più qualificati nell’ambito delle dipendenze e della salute mentale. La partnership con SIPaD ci permette di mettere a sistema l’esperienza del Consorzio Universitario Humanitas nell’alta formazione, con le competenze scientifiche e cliniche altamente specialistiche di questa realtà. Nuovi Master universitari, formazione ECM, ricerca, eventi e pubblicazioni saranno parte di un ecosistema capace di coniugare conoscenza, aggiornamento professionale e pratica sul campo”, dichiara Antonio Attianese, Direttore Generale del Consorzio Universitario Humanitas.
L’iniziativa prevede anche una nuova rivista scientifica semestrale e indicizzata, The Italian Journal of Addiction Science and Clinical Practice, edita da Carocci e interamente dedicata alle dipendenze e alla pratica clinica.
A rendere ancora più urgente la necessità di rafforzare la prevenzione e la cura è la carenza di personale. Secondo la Fondazione GIMBE, rispetto agli standard necessari per i Servizi per le Dipendenze mancano quasi 1.900 professionisti.
Intanto, nel 2025 i Servizi pubblici per le Dipendenze hanno avuto in carico 131.328 persone, il 3,5% in più rispetto al 2024, mentre le comunità terapeutiche hanno assistito 25.644 utenti. Anche il dato sulla mortalità conferma la gravità del fenomeno: nel 2025 sono stati registrati 249 decessi direttamente droga-correlati, il 7,8% in più rispetto ai 231 del 2024. La cocaina è stata associata al 33% delle morti, mentre oppiacei e oppioidi continuano a rappresentare una quota rilevante degli eventi letali.
Di fronte a numeri simili, parlare di dipendenze significa anche parlare di adolescenti, fragilità e famiglie. Informazione, ascolto, prevenzione e accesso tempestivo a professionisti qualificati sono strumenti fondamentali per aiutare i ragazzi a riconoscere i rischi e chiedere aiuto prima che una situazione di disagio si trasformi in un’emergenza.
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