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Scuola: la bocciatura può essere un’opportunità

Giu 11
Scritto da Annamaria avatar

La fine dell’anno scolastico porta con sé pagelle, ansie e aspettative. Per alcuni ragazzi, però, arriva anche una notizia difficile da accettare: la bocciatura. Un evento che spesso viene vissuto come una sconfitta, ma che potrebbe trasformarsi in un’importante occasione di crescita. La bocciatura a scuola può essere un’opportunità.

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A sostenerlo è il giornalista e scrittore Federico Mello, autore del libro Elogio della bocciatura, nato proprio dalla sua esperienza personale. Aveva 15 anni quando fu bocciato e ricorda ancora perfettamente quel momento. “Non è possibile, non posso essere io”, pensò quando vide il risultato. Oggi, a distanza di oltre trent’anni, guarda a quell’episodio con occhi diversi e ha deciso di raccontarlo per aiutare ragazzi e famiglie ad affrontare il fallimento scolastico senza vergogna e lo spiega al Corriere della Sera.

Secondo Mello, il problema non è solo il voto insufficiente. Spesso un ragazzo che viene bocciato è un ragazzo che si sente solo, incompreso o schiacciato dalle aspettative. Nel libro trova spazio anche la riflessione di Alberto Bonfanti, insegnante da oltre quarant’anni e presidente di Portofranco Milano, centro che sostiene gratuitamente studenti in difficoltà. “Dietro una bocciatura si può trovare molta solitudine – spiega Bonfanti – Intorno al ragazzo che molla la scuola o che smette di studiare spesso non c’è nessun adulto che lo aiuta ad affrontare le difficoltà”.

Uno dei concetti più forti espressi da Mello riguarda il valore personale dei ragazzi. “Tu non sei i tuoi voti. Tu non sei il tuo percorso scolastico. Tu sei tantissimo altro”, scrive nel libro. Parole che dovrebbero essere appese in ogni cameretta. Perché un’insufficienza o una bocciatura non definiscono il carattere, le capacità o il futuro di una persona. Anche molti genitori, sottolinea l’autore in un’intervista, vivono i risultati scolastici dei figli come un giudizio su se stessi. Un peso enorme che rischia di aumentare la pressione sui ragazzi.

Dietro molte difficoltà scolastiche si nascondono ansia, insicurezze e fragilità emotive. “Ho parlato con tantissimi ragazzi bocciati, l’ansia è generalizzata. Alcuni studenti fanno scena muta alla cattedra e invece sono preparatissimi”, racconta Mello. Tra social network, confronti continui, aspettative elevate e paura di sbagliare, molti adolescenti vivono la scuola con una pressione che spesso gli adulti faticano a comprendere.

Secondo l’autore, il primo passo è cambiare prospettiva. Un brutto risultato non deve diventare un’etichetta: “Chi fallisce deve uscire dall’idea di essere uno che non vale niente”.  Per questo è importante aiutare i ragazzi a distinguere tra il giudizio su una prestazione e il valore della loro persona. Un anno andato male non cancella talenti, passioni e potenzialità.

Nel libro si parla anche del concetto di daìmon, una sorta di vocazione personale, quella passione che ogni ragazzo dovrebbe avere la possibilità di scoprire e coltivare. Sport, musica, arte, lettura, tecnologia: trovare ciò che accende entusiasmo e motivazione può fare la differenza nel percorso di crescita: “È importante coltivare una passione, fare più esperienze possibili in modo tale da intercettarla e trovare la propria strada”.

Per aiutare i ragazzi a ridimensionare la delusione, Mello ricorda che molte persone di successo hanno conosciuto il fallimento scolastico prima di raggiungere traguardi straordinari. Tra questi cita nomi come Alberto Angela, Umberto Veronesi, Albert Einstein e Winston Churchill. La lezione finale è forse la più importante di tutte: gli errori fanno parte della vita e non rappresentano necessariamente un ostacolo. Anzi, come scrive Federico Mello, “l’errore, la bocciatura, non rappresentano un ostacolo sulla via, ma la via stessa”. Un messaggio prezioso da ricordare in questi giorni di pagelle.